in questo articolo vogliamo descriverti 4 tra film e serie tv che devi conoscere per affrontare un viaggio in scozia

Film e serie TV da guardare prima di andare in Scozia

in questo articolo vogliamo descriverti 4 tra film e serie tv che devi conoscere per affrontare un viaggio in scozia

Film e serie TV da guardare prima di andare in Scozia

Studiare la Storia della Scozia dai film e dalle serie tv è stato bello e particolarmente appassionante. Ovviamente è una cosa che non avevamo neanche preso in considerazione prima di partire per Edimburgo ma che abbiamo ritenuto assolutamente da fare al ritorno a casa. Già perché gli scozzesi amano talmente tanto la loro storia e le proprie tradizioni che ti ricordano in continuazione che Hollywood vi ha reso omaggio in tanti modi.

Edimburgo è sinonimo di cinema. Numerose produzioni hanno utilizzato la capitale scozzese come set. Ma quello lo sapevamo già in partenza. Quello che non ci aspettavamo era di trovare, in ogni tour al quale abbiamo partecipato ad esempio in questo che abbiamo descritto in questo articolo, guide preparatissime che hanno arricchito i loro racconti citando numerosi film e serie tv per farci comprendere ancora meglio l’intricata storia scozzese. E una volta a casa, in maniera naturale ci è venuta voglia di “unire i puntini ”: film e storia. E finalmente il quadro si è completato.

Quindi in questo articolo abbiamo deciso di fare un grande riassunto di questo viaggio storico/cinematografico, senza la pretesa di essere degli storici. Con la speranza che tutto ti sia utile per prepararti al tuo prossimo viaggio in Scozia.

Braveheart – Cuore impavido

Non abbiamo fatto in tempo ad atterrare ad Edimburgo che pronto ad attenderci c’era il nostro primo tour in lingua italiana al bellissimo Castello. E all’entrata di esso ci sono le statue di due personaggi che ormai sono i simboli dell’identità scozzese: William Wallace e Robert Bruce (o Robert The Bruce). Questi due personaggi si incontrano nella celebre pellicola “Braveheart” del 1995 diretta e interpretata da Mel Gibson, vincitrice di cinque premi Oscar. Un film bellissimo, una colonna sonora eccezionale, un cast stellare, brividi ed emozioni che tengono incollati allo schermo per tre lunghe ore che culminano con la memorabile scena di Wallace/Gibson che grida “Libertà!”.

Ma è proprio in questa occasione che abbiamo scoperto una cosa ribadita nei seguenti 5 giorni di viaggio. Gli scozzesi sono molto contenti che Mel Gibson abbia portato alla luce i loro eroi nazionali. Purtroppo però il film è pieno di “falsi storici” che che hanno poco a che fare con la storia reale. Per carità, Braveheart e i suoi Oscar sono meritatissimi, Gibson ha reso la storia di William Wallace un poema epico, un capolavoro. Noi ci teniamo a renderti partecipe di questi “errori” non per denigrare la pellicola, che ribadiamo è stupenda, ma a titolo di curiosità. Infatti se vuoi capire meglio la storia della scozia attraverso i film e le serie tv, questa un’operazione che vale la pena fare.

Mel Gibson ha iconizzato il personaggio di Wiliam Wallace nel suo aspetto e nei suoi costumi, tanto che basta anche solo un disegno per renderlo riconoscibile. Peccato che:

I falsi storici di Braveheart legati a trucco e costumi

  • Il trucco bianco e blu sulla faccia con cui Wallace e il suo clan si presenta alla battaglia di Sterling è totalmente anacronistico. La battaglia è stata combattuta nel 1297 mentre quei particolari segni in faccia erano propri delle tribù dei Pitti, una civiltà pre celtica risalente all’età del ferro. Queste popolazioni combatterono più volte contro le truppe dell’impero Romano intorno al 279 d.C., quindi 1000 anni prima degli avvenimenti storici del film. Se vuoi approfondire questa parte di storia scozzese, perché magari hai intenzione di fare un giro nei pressi del Vallo di Adriano e il Vallo di Antonino, allora non perdere questo breve ma interessantissimo documentario. Questo è realizzato dal Videomaker Denis De Luca e della giornalista Cinzia Vispi, entrambi residenti ad Edimburgo. Qui scoprirai che i colori bianco e blu non sono per nulla da associare alla bandiera scozzese (no spoiler, non ti daremo indizi). E il perché l’Impero Romano di fatto non riuscì mai a soggiogare queste popolazioni.
tra gli errori del film Braveheart c'è l'uso del kilt e l'utilizzo di pitture sulla faccia. questo perché entrambi appartengono ad epoche diverse. Nonostante questo Braveheart è uno dei film che devi vedere assieme ad altre serie tv per conscere la storia della Scozia
  • Il Kilt nel 1297 non era stato ancora inventato, tantomeno l’indumento tipico delle popolazioni delle Highlands che è presente nei costumi dei guerrieri in questo film. Ci riferiamo infatti a quella grande coperta fatta di tartan che veniva usato per coprirsi, ognuna con i colori del proprio clan. Gli uomini la usavano per avvolgere il proprio corpo: la vita a formare una gonna e la stoffa rimanente lasciata semplicemente giù oppure avvolgendo la spalla e fermata dalla spilla del proprio clan. Questo indumento è invece tipico del periodo storico in cui è ambientata l’ultima serie di cui parleremo.
  • Anche le cornamuse non erano ancora state inventate e in particolare nel film si fa riferimento al fatto che tutti i simboli scozzesi (cornamuse comprese) fossero bandite, cosa che avvenne 500 anni dopo, nell’epoca delle rivolte giacobite del XXVIII secolo.

Tanto per intenderci ci è stato fatto questo esempio: “È come se voi italiani guardaste il film ‘Il Padrino’ con attori che indossano le toghe romane”. Un esempio che fa capire bene l’errore dei costumi utilizzati in Braveheart. Ecco perché se vuoi approfondire un pochino la storia della Scozia attraverso i film e le serie tv, secondo noi questi elementi sono da tenere in considerazione.

Braveheart in Italia è disponibile su Disney+ a questo link.

le cornamuse non appartengono al periodo storico delle vicende narrate nel film Braveheart. ma appartengono circa al 1700
Le cornamuse e il kilt non erano ancora stati inventati nel periodo storico di Braveheart

I falsi storici di Braveheart legati alla storia della Scozia

Ma oltre ai trucchi e ai costumi ci sono altri elementi che fanno stridere i denti agli scozzesi. E questo da sapere è importante nell’ipotesi di imparare la storia della Scozia dai film e dalle serie tv.

William Wallace non era figlio di un contadino ma di un signore locale, Sir Malcolm Wallace di Riccarton. Aveva altri due fratelli più grandi allevati da due zii sacerdoti, poiché rimasti orfani. Quindi W.W. conosceva sì il francese e il latino ma non perché andò in giro per il mondo, ma perché gli zii gli impartirono un’educazione superiore alla media dell’epoca.

  • Lo Ius primae Noctis non è mai esistito. E chi a scuola studia latino lo sa bene, perché nelle versioni da tradurre non è mai menzionato. Si tratta di un’invenzione che nei film ambientati nel Medioevo fa molta presa sulla trama e sul pubblico. In particolare in questo film è la miccia che scatena la ribellione del nostro eroe. È costretto a sposare l’amata Munro in segreto proprio per sfuggire a questo decreto. Questo vuole che vuole che sia il signorotto locale ad avvalersi del diritto consumare la prima notte di nozze delle novelle spose del villaggio.
  • Nella realtà Munro è realmente esistita, il suo nome era Marian Braidfoot, il matrimonio non fu celebrato in segreto e la poveretta morì prima della ribellione di Wallace. Ma non per mano degli inglesi.
la battaglia di stirling è meglio nota come battaglia di stirling bridge perchè avviene su di un ponte e in Braveheart non se ne fa menzione. mentre le lance sono una tattica di alessandro magno
La battaglia si Stirling fu combattuta su un ponte e non su una piana, così come le lance del film in realtà sono retaggio di Alessandro Magno
  • La battaglia di Stirling in realtà è conosciuta come la battaglia di Stirling Bridge, perché si consumò con abile strategia da parte dello stesso Wallace, nel vecchio ponte di legno di Stirling, talmente stretto che l’esercito inglese che lo stava attraversando venne attaccato sia frontalmente che nelle retrovie, trovandosi intrappolato in un ponte che cedette per l’eccessivo peso, decretando la vittoria degli Scozzesi. Nel film non c’è traccia di quel ponte.
  • Nessun tradimento da parte degli irlandesi. Semplicemente durante la battaglia dell’anno successivo, quella di Falkirk, gli inglesi erano più numerosi e più equipaggiati rispetto agli scozzesi e questi furono massacrati da parte degli arcieri gallesi alleati degli inglesi.
  • Isabella di Francia, magistralmente interpretata da Sophie Marceau nella realtà aveva circa 13 anni ai tempi di Wallace, quindi è impossibile che abbia potuto avere una relazione con lui, rimanerne incinta e formare una nuova dinastia che avrebbe messo completamente in crisi quella inglese. Un altro colpo di scena per tenere altissima l’attenzione del film.
la moglie di William Wallace non fu mai soggetta a ius primae noctis e Isabella di francia era troppo giovane per avere una storia con il protagonista di braveheart
Le donne di William Wallace nel film, non nella realtà

Perché inserire dei falsi storici nella trama?

Sapevi di tutti questi falsi storici? Noi siamo rimasti a bocca aperta nel conoscerli! Ce ne sono altri ma non vogliamo annoiarti. Ma ci sembra interessante menzionarli in ottica di conoscere un po’ di più la storia della Scozia attraverso le serie tv e i film.

Probabilmente Gibson ha voluto infarcire la storia con questi espedienti narrativi perché riteneva che la vera storia nuda e cruda di William Wallace, vero eroe nazionale, fosse troppo banale da essere raccontata. Questa è l’ipotesi più plausibile. Sta di fatto che le battaglie portate avanti da Wallace sono importanti a livello storico e sono solo l’inizio di una lunga carrellata di sangue e passione che gli scozzesi hanno messo in campo nei secoli per difendere nientemeno che la propria… Libertà. Appunto.

L’ultimo falso storico che abbiamo il dovere morale di menzionare, proprio per dare dignità alla storia della Scozia, ancora di più se vista dal punto di vista dei film e dalle serie tv, te lo raccontiamo con il prossimo film.

Outlaw King – Il re fuorilegge

Questo è l’ultimo che devi sapere. Ricordi che all’inizio di questo articolo ti abbiamo detto che ci sono due personaggi simbolo dell’identità scozzese? Il primo lo abbiamo visto con dovizia di particolari nei paragrafi precedenti, il secondo è Robert Bruce.

Il falso storico è riguardante la sua personalità: in Braveheart appare pusillanime e traditore mentre nella realtà è riconosciuto per essere un personaggio audace, carismatico ed energico. La prima cosa che le nostre guide scozzesi ci hanno detto riguardo Robert Bruce è stata: “Lasciate perdere la descrizione del film di Mel Gibson, piuttosto guardate il film di Netflix Outlaw King – il Re fuorilegge. Che di fatto si può considerare un po’ il seguito di Braveheart. Ma prima ti spieghiamo come – è il caso di dirlo – Robert Bruce entra in scena.

Dopo la disfatta di Falkirk, Wallace perde il titolo di “Guardiano di Scozia” che aveva conquistato dopo la battaglia di Stirling, cedendolo a Robert the Bruce e John Comyn. Ricorda anche questo nome perché sarà fondamentale nella trama. Quindi anche in questo caso nessun tradimento come il film di Mel Gibson vuole farci credere. Si tratta di un altro espediente emotivo per farci empatizzare ancora di più con il nostro eroe e con la sua causa.

Robert fu più un “ripensatore” che un traditore. Vai avanti nella lettura per scoprire di più.

Robert the Bruce come appare in Braveheart e come appare in The outlow king
A sinistra Robert the Bruce di Braveheart, a destra Robert the Bruce in The Outlaw King

Robert The Bruce, icona scozzese

In realtà Robert Bruce aveva sì giurato fedeltà a Edoardo il Plantageneto ma di fatto era uno dei maggiori candidati al trono scozzese poiché discendente da Davide I di Scozia. Quindi molto presto ebbe appunto un ripensamento e si unì alla causa scozzese.

Il film inizia con la notizia che Wallace è morto, cosa realmente accaduta, in questo Braveheart ha mantenuto fede alla storia. Wallace infatti fu impiccato, squartato ed eviscerato ancora vivo. La sua testa impalata su una picca ed esposta sul London Bridge. Il resto del suo corpo inviato a pezzi a Newcastle, Berwick, Edimburgo, e Perth, come monito per i ribelli.

Dicevamo: il film inizia con la notizia che Wallace è morto. Da qui la storia va avanti seguendo fatti reali ma anche ipotesi, perché su alcuni fatti non ci sono notizie certe. Ad ogni modo, se per Braveheart diamo per scontato che lo abbiano visto anche le pietre e quindi ci siamo permessi di spoilerare anche il finale, qui non faremo spoiler. Questo film non è assolutamente paragonabile a Braveheart, non ha lo stesso impatto emotivo né ha la pretesa di uguagliare il colossal hollywoodiano.

Ma merita di essere nella lista dei film e serie da vedere prima di affrontare un viaggio in Scozia. In questo si possono cogliere i veri dettagli storici del tempo. Come l’armatura a maglie metalliche e in generale i veri costumi dell’epoca. In questo film Edoardo I è ancora vivo (pensavate davvero che fosse morto nello stesso istante in cui Wallace emise il grido che tanto abbiamo amato?) e osteggia il nostro eroe in tutti i modi.

Il film non menziona un aspetto storico molto importante che si ricollega a Braveheart e che ti sveliamo noi.

Le vere armature di quel periodo storico sono quelle che appaiono nel film il Re Fuorilegge e non in Braveheart. The outcast king è da vedere se vuoi conoacere la storia della Scozia attraverso i film e le serie tv.
Le vere “armature” utilizzate dagli scozzesi nel periodo storico menzionato

Il vero cuore impavido, il vero Brave Heart

Alla sua morte Robert The Bruce chiese che il suo cuore venisse portato in pellegrinaggio a Gerusalemme contro i musulmani, nemici di Dio. Chiede anche che poi esso faccia ritorno in Scozia e venga sepolto nell’abbazia di Melrose. Ma per una serie di sfortunati eventi quel cuore, opportunamente imbalsamato, non raggiunse mai la Terra Santa e dopo essere finito in mano ai nemici musulmani a Granada ritornò in Scozia per essere sì finalmente sepolto a Melrose.

Il “cuore impavido” a cui Mel Gibson fa riferimento nel suo film è in realtà un chiaro riferimento a Robert The Bruce e questo ce lo hanno detto a chiare lettere tutte le guide scozzesi che abbiamo incontrato nel nostro viaggio. Robert fu un uomo dalla politica ambigua, che stette prima dalla parte degli inglesi e poi da quella degli scozzesi, ma alla fine decise di stare dalla parte della sua famiglia, e quindi dalla parte della Scozia. Da quel momento agì nel suo pieno interesse fino alla morte.

Robert Bruce lottò fino alla fine dei suoi giorni per diventare Re e sotto Il suo regno la Scozia visse un periodo di pace e prosperità. E gli scozzesi ancora oggi ringraziano sentitamente. Ecco perché Wallace e Bruce sono tra le figure più importanti di Scozia.

Ma la storia non finisce qui, perché morta la dinastia dei Bruce ne inizia un’altra ben più celebre che regnò quasi 400 anni, di cui vi raccontiamo un piccolo pezzo nel prossimo film.

il cuore di Robert The Bruce
Giace Nell’Abbazia di Melrose

Maria Regina di Scozia

Morto Robert Bruce, il suo primo discendente in linea di successione fu suo nipote. Lui era figlio della sorella Marjorie, che si era sposata con Walter, “High Stewart di Scozia”. Qui il termine Stewart è da intendersi come Grande intendente e Reggente di Scozia. La famiglia vantava un’ipotetica discendenza dal leggendario re degli Scoti Fergus il Grande, che aveva poi cambiato il proprio cognome in Stuart.

Siamo sicuri che questo nome ti è familiare, più che altro ti ricorderà sicuramente pagine e pagine di libri di storia. Infatti il prossimo titolo tra le serie e i film da vedere per conoscere un po’ la storia della Scozia è proprio Maria Regina di Scozia. Puoi vederlo su Sky Cinema e su Prime Video.

Il Nipote di Robert Bruce infatti prese il nome di Robert II Stuart. E ora ci tocca andare un po’ veloci nel racconto perché questa dinastia regnò per 336 anni e non è nostra intenzione raccontarla tutta. Quindi chiediamo anche perdono agli storici.

il conflitto tra Inghilterra e Scozia che ormai va avanti da secoli trova il suo culmine con l’ascesa di Enrico VIII, sì quello delle tante mogli, amanti e della Riforma Protestante. Ma che fu anche famoso per non essere capace di concepire eredi maschi e di cercare tutti i pretesti del mondo per muovere guerra contro la Scozia.

Maria Stuarda e Elisabetta I d'Inghilterra sono le protagoniste di questo film. Che ti consigliamo di vedere se vuoi conoscere un pò di Storia di Scozia attraverso i film e le serie tv
A sinistra la rappresentazione scenica di Elisabetta I, a destra Maria Stuart

Maria Stuarda di Scozia, e la regina Elisabetta I d’Inghilterra

Per riassumere: nel 1513 Enrico VIII massacrò gli scozzesi nella battaglia di Flodden, e in questa occasione cadde anche il Re di Scozia. Ancora una volta gli scozzesi rimasero senza Re e senza eredi e ancora una volta il sovrano inglese si offriva come garante della legge e dell’ordine. Esattamente quello che fece Edoardo il Plantageneto e che diede inizio alle battaglie di Wallace. Stesso identico scenario.

Enrico VII propose come garante sua sorella Margaret, moglie Giacomo IV Stuart, il Re appena morto. Lei fece anche da reggente a suo figlio James V Stuart.

In questo contesto nasce Mary Stuart, italianizzato come “ Maria Stuarda”. Erede appunto di James V Stuart che, pur crescendo circondato da inglesi decise di rimanere fedele alla Chiesa Cattolica – nonostante l’imposizione del Re inglese – e si sposò con la Francese e cattolica Maria di Guisa dei Valois.

Maria Stuarda venne incoronata ad appena 6 giorni di vita, poiché il padre morì dopo l’ennesima battaglia con gli inglesi, gli altri due fratelli morirono piccoli e la madre, pur di evitare che la figlia fosse promessa in sposa allo stesso figlio di Enrico VIII procedette all’incoronazione e poi la nascose in Francia, protetta dalla corte Valois.

All’età di 23 anni Maria fece ritorno in Scozia, mentre in Inghilterra regnava Elisabetta I figlia dello stesso Enrico VIII e Anna Bolena. E proprio con questo ritorno il film ha inizio.

Il film e la storia

Non è il primo film prodotto sulla vita di questa regina, ma abbiamo scelto questo perché è il più recente. Il film è tratto da un romanzo di John Guy ed è più incentrato sulle due figure femminili e la loro contrapposizione scenica, che sulla storia. La trama rispecchia a grandi linee le vicende realmente accadute, ma è resa più accattivante dal gossip, dalle licenze poetiche e da un cast multietnico che strizza l’occhio a quel “politically correct” che va tanto di moda negli ultimi anni (ci riferiamo all’utilizzo di attori provenienti da etnie diverse) ma che non può corrispondere alla realtà per molto motivi.

A tutti questo si aggiunge la regia di Josie Rourke, regista di teatro che mette in scena un visual che si rifa moltissimo al teatro e che sottolinea ancora di più la contrapposizione tra le due regine non solo nel carattere e personalità ma anche nella vera e propria messa in scena di colori, scenografia e utilizzo delle inquadrature.

Anche se il film si basa sulla storia, e quindi le vicende sono note, non ti faremo spoiler e non ci addentreremo a raccontarti le differenze tra le vicende reali e quelle del film, ma dato che Ely lavora da 20 anni nel magico mondo del cinema e della tv vogliamo raccontarti qualcosa su come la regista ha voluto raccontare le due figure femminili, ci sembra infatti che sia importante conoscere la storia della Scozia attraverso i film e le serie analizzando anche questo aspetto.

La rappresentazione scenica delle due regine

Da un lato abbiamo una Margot Robbins di una bellezza anni luce lontana dalla sua interpretazione delle Barbie bionda e perfetta. Elisabetta dichiara fin d subito di non volere figli e di voler “essere un uomo”. Decisione strategica, perché ha il timore che con un uomo accanto e un figlio la sua personalità e autorità sia messa completamente in secondo piano. Vediamo il suo volto e tutta la sua presenza scenica trasformarsi, non in un uomo, ma in una figura iconica: faccia bianca, parrucca rosso rubino divisa a metà. Esattamente l’immagine che ci viene data dai libri di storia. Una caricatura di se stessa, uguale alla Regina di cuori delle tante rappresentazioni di Alice nel paese delle meraviglie, meglio se quella di Tim Burton.

Elisabetta quasi si trasforma si trasforma per diventare un simbolo.

stessa inquadratura, due rappresentazioni di iconografia diversa in Maria regina di Scozia
A sinistra Elisabetta completamente sola, a destra Maria, sempre accompagnata dalle sue fedeli servitrici. Stessa inquadratura, diversi significati

Dall’altra parte Maria ha una bellezza naturale e quella bellezza rimane fino alla fine del film. Nonostante sia donna e nonostante gli uomini tentino in tutti i modi prevaricare il suo potere di regina, mantiene la sua dignità, tenta di farsi rispettare e sa bene che i suoi diritti di nascita sono più forti rispetto a quelli della cugina inglese. Nel film le congiure, gli adulteri e gli omicidi che la storia ci racconta passano un po’ in secondo piano perché prevale la narrazione di una Maria vittima degli uomini che però sa bene cosa vuole e cosa fare per ottenere i suoi scopi.

La regista gioca moltissimo a creare dei montaggi alternati tra le due donne, facendole vedere nella medesima inquadratura ma cambiando il contesto nelle quali le sue donne si trovano.

tra le serie tv e i film da guardare questo è importante per capire la storia della Scozia. qui vediamo Elisabetta che decide di non avere figli con il quilling, una delle attività che la vede impegnata e nell'altra immagine Maria che ha appena partorito suo figlio. Entrambre sono nella stessa posizione
Elisabetta sola con uno dei suoi hobby in mezzo alle gambe. Maria circondata dalle servitrici subito dopo aver partorito e tra le gambe il sangue del parto.

L’eredità della Scozia

Maria ed Elisabetta sia nella realtà che nella trama del film fingono di compiacersi e stimarsi a vicenda ma il loro rapporto ha come scopo solo la successione al trono di Scozia e a quello di Inghilterra. Elisabetta è protestante, Maria  cattolica in un mondo sempre più protestante e questo non depone a suo favore.

Ma alla morte di entrambe Giacomo, figlio di Maria, diverrà Giacomo VI di Scozia e I d’Inghilterra. Lui fu il primo re britannico che riunì i domini scozzesi a quelli inglesi.

Finalmente quindi la Scozia ha pace? Assolutamente no. Gli scozzesi andranno avanti a lottare per la loro indipendenza e per le proprie tradizioni ancora a lungo. Se vuoi sfruttare il punto di vista dei film per saperne un po’ di più sulla storia della Scozia c’è una serie tv che non può mancare nella tua playlist.

Te ne parliamo nel prossimo capitolo.

Outlander

La serie tv Outlander, in onda prima su Netflix e ora su Sky è la nostra nuova ossessione. Nel nostro viaggio, tutte le guide che ci siamo trovati davanti prima o poi finivano per dire questa frase: “Se avete visto la serie Outlander capirete di sicuro questo riferimento”.

Da lì abbiamo capito che Outlander è un nuovo punto di riferimento cinematografico per gli scozzesi, abbiamo scoperto che ci sono tour a tema e inconsapevolmente siamo finiti anche noi in uno dei paesi che hanno fatto da set. Puoi leggere il racconto di questa tappa cinematografica in questo articolo dedicato a Falkland. Di ritorno a casa abbiamo iniziato anche noi a guardarla. La trama è coinvolgente e la storia è la principale protagonista di tutte le vicende, senza annoiare mai lo spettatore… anzi. I colpi di scena sono sempre dietro l’angolo. Impossibile non empatizzare all’ennesima potenza verso il popolo scozzese. Impossibile non capire quanto gli scozzesi abbiano attraverso i secoli amato la propria terra, le proprie tradizioni. E qui ancora di più si percepisce la fatica e l’energia che hanno messo in moto nel contrastare il dominio inglese.

La serie tv è tratta dai 9 romanzi di Diana Gabaldon a cui si aggiungono anche tre racconti brevi, una graphic novel e due libri-guida che contengono le sinossi, la presentazioni dei personaggi e altre note e informazioni utili. Il racconto non è ancora concluso, poiché manca l’ultimo libro, il decimo.

il villaggio di falkland è rappresentato all'inizio della serie Outlander come Inverness. Outlander è  una serie molto importante per la Scozia perchè ne racconta la sua Storia reale, quindi è da annoverare tra i film assolutamente da vedere

La storia è la protagonista di Outlander.

Come dicevamo, Outlander è quasi un romanzo storico e le prime due stagioni ruotano attorno alle rivolte giacobite del XXVII e XVIII secolo. La facciamo breve ma vogliamo darti due indicazioni su chi erano i giacobiti. Questi prendono il nome da Jacobus, nome latino di Giacomo VII Stuart, ultimo Re Stuart, ultimo Re Scozzese a regnare, costretto all’esilio in Francia. Ancora una volta per motivi religiosi: aver voluto contrastare le leggi penali nei confronti dei cattolici. Con il suo esilio e la sua morte la Scozia fu annessa all’Inghilterra con la nascita del regno di Gran Bretagna. Suo figlio, Giacomo Francesco Edoardo Stuart venne proclamato Giacomo III d’Inghilterra. Gli inglesi lo soprannominarono semplicemente “Il vecchio pretendente” dando vita così all’ultimo disperato e azzardato tentativo degli Stuart di riprendere il trono.

Ovviamente abbiamo dovuto semplificare.

Nella serie il popolo delle Highlands, si schierara fianco di Giacomo III. Sono fortemente convinti che gli Stuart possano tornare a regnare e porre anche fine al terrore seminato dalle Giubbe Rosse di sua maestà. La storia ci dice che vennero combattute ben due battaglie, la seconda è nota come la disfatta di Culloden del 1946 in cui gli scozzesi, nonostante i tempi moderni, scesero in battaglia con strategie risalenti al Medioevo e furono annientati. Nella serie lo spettro di questa battaglia c’è fin dalla prima puntata e si protrae per le prime due intere stagioni.

Culloden diventa quasi un personaggio a sé, come una forza misteriosa che manovra la trama, in modo sorprendente.

Le vere tradizioni scozzesi in Outlander

Ricordi il progenitore del kilt che vestiva Mel Gibson? Questo è il periodo giusto per metterlo in scena. Ogni clan ha il suo colore riferimento. E vicende storiche a parte, la bellezza di questa serie sta anche nel mostrare le tradizioni che appartenevano realmente ai clan scozzesi. Le superstizioni, la lingua, i riti celtici, nonché una storia d’amore passionale. Ma soprattutto paesaggi talmente belli da togliere il fiato e castelli Medievali che non vediamo l’ora di vedere in un tour che comprende tutti i luoghi del film.

Come dicevamo ne abbiamo un piccolo e inconsapevole assaggio in uno dei tour in partenza da Edimburgo che descriviamo in questo articolo. E quando abbiamo visto la prima puntata della serie, girata proprio qui, è stato molto emozionante. Leggi tutta la descrizione di questo luogo e tutti i riferimenti alla serie a questo link.

Ora è bello avere la visione completa, descritta in immagini, suoni e movimento, di tutto quello che ci è stato spiegato nei nostri tour. I film e le serie tv sono non solo in grado di trasmettere emozioni ma ci hanno fornito quel quadro generale della storia della Scozia che stavamo cercando, che ci mancava.

Che dire: siamo pronti per tornare.

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Nel nostro viaggio a Edimburgo abbiamo scelto di fare il Tour di St. Andrews e il Fife per vedere qualcosa che ci sembrava fuori dalle classiche mete che vediamo costantemente sui social. Anche avendo a disposizione un giorno solo, volevamo vedere un angolo pittoresco di Scozia, qualcosa di autentico, con paesaggi suggestivi e una cultura locale ancora intatta. E dobbiamo dire che non siamo rimasti delusi.

Abbiamo scoperto villaggi costieri deliziosi, che sembrano ancora non invasi dal turismo di massa, ci siamo addentrati per qualche ora nel paese in cui i futuri sovrani d’Inghilterra si sono conosciuti, tra le rovine di castelli e abbazie e ci siamo sentiti in un set cinematografico quando nell’ultima tappa della giornata abbiamo scoperto il paese che ha dato vi alle riprese di una delle serie tv dedicate alla Scozia tra le più belle mai viste.

Ma procediamo per ordine, ora ti facciamo scoprire tutto su St. Andrews e il Fife. In questo modo potrai vivere la nostra stessa esperienza!.

Il tour di St. Andrews e il Fife è tra i più belli di sempre

Siamo stati ad Edimburgo solo 5 giorni e non avevamo tempo per affittare una macchina e fare un vero e proprio On the Road, come facciamo di solito. Per questo motivo ci siamo affidati ad un tour di 8 ore in partenza dal centralissimo Royal Mile della capitale scozzese. Così facendo abbiamo ottimizzato i tempi vedendo tutto con una bravissima guida locale. Si chiama ERIC ed è un omone vestito con tanto di kilt e coltello all’interno del calzino (come vuole la tradizione), talmente appassionato del suo lavoro che ha dato un valore aggiunto alla giornata. Eric infatti è stato non solo guida ma anche driver e storyteller attento che ha saputo attirare la nostra attenzione in più modi.

Il nostro van era per solo venticinque persone, una soluzione smart perché abbiamo potuto agevolmente intrufolarci nelle strette strade dei paesini costieri, cosa che i bus grandi non possono fare. Eric ci ha raccontato tantissimi aneddoti storci durante quasi tutte le 8 ore di tour ma ha anche allietato il tragitto con battute dense di humor scozzese (non facilissimo da capire) dando moltissimo valore aggiunto ai suoi racconti facendoci ascoltare, per ogni argomento raccontato, di tracce musicali a tema, tratte da una accurata playlist. Non solo brani scozzesi, ma anche colonne sonore e molto altro. Uno storytelling così particolare in un tour non l’avevamo mai sperimentato e ci è piaciuto moltissimo!

Prenota il tour di St. andrew e il fife su Get Your Guide

Ancora una volta ci siamo affidati a Get your Guide che, nel farci conoscere questo tour di St. Andrew e il Fife davvero insolito e particolare, ancora una volta hanno saputo scegliere un partner davvero eccezionale! Ti lasciamo il widget per prenotare anche tu questo tour in maniera diretta sulla loro piattaforma.

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E se sei preoccupato per il meteo… noi abbiamo fatto questo tour in un giorno in cui è piovuto a tratti, quindi in condizioni climatiche non favorevolissime. Ma è stato comunque una bellissima esperienza. Anzi, i colori plumbei del cielo hanno reso ancora di più particolare il paesaggio che abbiamo trovato.

il fife è una delle 7 provincie della Scozia e durante il Medioevo è stato il cuore pulsante della cultura scozzese, con St. Andrews come capitale

Il Fife, terra di storia, leggende e paesaggi costieri

Ma cos’è il Fife? È una delle 7 provincie della Scozia e durante il Medioevo è stato il cuore pulsante della cultura scozzese, con St. Andrews come capitale. Qui erano ospitate le reliquie dell’Apostolo Andrea, patrono della Scozia. Quindi diventò presto una zona importante di pellegrinaggio che attirava molti pellegrini. Ma la nostra guida ha attirato la nostra attenzione soprattutto con il racconto di un’altra storia che ha determinato l’iconografica scozzese per sempre. Quella di William Wallace e Robert the Bruce e la vera storia che differenzia il film Braveheart dai fatti realmente accaduti. Non ti spoileriamo nulla perché in questo articolo abbiamo approfondito tantissimo questa questione che ci ha appassionato fin dal primissimo giorno di arrivo in Scozia. Quindi leggi tutto tu stesso qui.

Il sentiero costiero del fife: un trekking panoramico

L’aspetto più affascinante di questa regione del Fife e della sua capitale St. Andrews, sono soprattutto i villaggi costieri e in questo tour ne abbiamo toccati molti. Oltre alla strada che li attraversa, se sei un amante del trekking infatti non puoi perdere la Fife Coastal Path. Sono numerosi sentieri che offrono viste spettacolari sulla costa e conducono a piccoli villaggi perfetti per camminate rilassanti con lo sfondo del freddo Mare del Nord.

L’abbazia della musica

In questo tour Eric ci ha anche portato in un luogo davvero inaspettato: Dunfermline Abbey. Questa chiesa non è famosa solo per la sua architettura romana e il suo coro adornato dalla scritta “King Robert the Bruce” che commemora il celebre sovrano. Ma è altrettanto famosa poiché Johnny Cash registrò qui parte del suo album “The Holy Land” nel 1968. Cash scelse proprio questo luogo a causa delle sue origini scozzesi, di cui va molto fiero. Si pensa infatti che i suoi antenati provenissero proprio da questo piccolo paese e lui sentì subito una connessione profonda con questo luogo. La Chiesa venne scelta anche per la sua acustica particolare.

L’abbiamo ovviamente visitata ed è un luogo che obiettivamente sembra provenire da un’altra dimensione: una chiesa molto piccola che sorge su un cimitero –  quasi avevamo timore a calpestare l’erba per dissacrare in qualche modo le tombe. In più è a picco sul mare e tutto questo ha creato una dimensione molto suggestiva.

Dunfermline Abbey. Questa chiesa non è famosa solo per la sua architettura romana e il suo coro adornato dalla scritta “King Robert the Bruce” che commemora il celebre sovrano. Ma è altrettanto famosa poiché Johnny Cash registrò qui parte del suo album “The Holy Land” nel 1968

I villaggi costieri del Fife

Quali villaggi si possono vedere in questo tour di St. Andrews e del Fife? Molti. Come abbiamo scritto prima, il van dà delle possibilità in più che un classico pullman da 50 persone non può dare. Qui di seguito ti diamo una lista dei paesi più famosi che abbiamo visitato. Ancora oggi ricordiamo con piacere la colonna sonora di Eric, le passeggiate sulle spiagge e i porticcioli e il fish and chips. Ricorda però che oltre alla pesca la regione del Fife celebra anche numerosi festival che onorano la sua storia e le sue tradizioni. Ma questo lo scoprirai meglio nel prossimo paragrafo.

Pittenweem

Gallerie d’arte, pesca e racconti di stregoneria. Queste sono le tre caratteristiche di questo villaggio. L’arte si esprime al meglio nel periodo del Pittenweem Arts Festival, dove artisti di ogni tipo espongono opere ispirate al paesaggio e alla cultura della zona.

Mentre se la tua passione è il paranormale non puoi perdere la sua leggenda legata al XVII secolo. Qui ebbe luogo uno dei più famosi processi per stregoneria della Scozia, il Pittenweem Witch Trials. Si crede che alcune case di Pittenweem, con le loro antiche cantine in pietra, abbiano ospitato persone accusate di praticare magia nera. Gli abitanti locali raccontano ancora storie di apparizioni e strane presenze.

Ospita uno dei porti naturali più antichi e meglio conservati della Scozia. Durante il Medioevo, era un porto commerciale affollato, dove si scambiavano merci provenienti da tutta Europa.
il paesaggio di Crail nel cuore del Fife sembra uscito da una cartolina

Crail

Ospita uno dei porti naturali più antichi e meglio conservati della Scozia. Durante il Medioevo, era un porto commerciale affollato, dove si scambiavano merci provenienti da tutta Europa.

Uno degli aneddoti più pittoreschi di Crail riguarda un antico mercato del pesce che si svolgeva vicino al porto. Si racconta che i pescatori portassero a riva non solo pesci ma anche storie di “creature marine” incredibili: polpi giganti, squali e altre stranezze che avrebbero popolato le acque. Questi racconti, esagerati o meno, alimentavano le leggende locali e attiravano viaggiatori curiosi. I tetti rossi delle sue case in pietra sembrano usciti da una cartolina. E nei periodi di pesca delle aragoste è doveroso assaggiarle appena pescate.

Anstruther

È una delle tappe di questo tour di St. Andrew e dei villaggi del Fife in cui Eric ci ha lasciato più tempo a disposizione. Il punto focale di questo villaggio è senza dubbio il suo porto colmo di barche da pesca con il faro e la sua piccola spiaggia. È un luogo ideale per passeggiare, ammirare il paesaggio e osservare i pescatori locali al lavoro ma anche per la sua principale con le botteghe tipiche che ti catapultano istantaneamente in un borgo marinaro. La sua eredità legata alla pesca risale al Medioevo, quando il villaggio era un’importante centro di scambi commerciali. Ma si dice anche che il villaggio nel passato fosse covo di contrabbandieri che trasportavano illegalmente alcool e tabacco lungo la costa. Questo sicuramente alimenta ancora di più il fascino di questo luogo.

Cosa puoi vedere ad Anstruther?

la mai street di anstruther nel cuore del Fife
il porto di anstruther è uno dei più attivi del fife

The Wee Chippy

Si dice che questo piccolo ristorante di Anstruther faccia il fish and Chips più buono di tutta la Scozia. Il ristorante è pluripremiato e non manca di una targa all’ingresso che ne fa menzione. Non a caso questa è una delle attrazioni più famose del Fife ed attira visitatori da ogni parte del mondo. Il pesce viene pescato fresco e preparato secondo la tradizione. Noi l’abbiamo assaggiato ed effettivamente ci è sembrato molto buono. C’è da dire però che di fish and chips nei nostri viaggi attorno al mondo non ne mangiamo spesso, solo quando è veramente tipico del luogo. E d era tantissimo tempo che non tornavamo in UK, quindi ci è sembrato buonissimo a prescindere!

il fish and chips di anstruther è uno dei più buoni della scozia e pluri premiati

Museo della pesca scozzese

Non è molto nelle nostre corde ma in questo tour di St. Andrews e del Fife, potrai scegliere di vederlo nel tempo libero che ti verrà dato. Questo museo offre una panoramica sicuramente affascinate del patrimonio marittimo di questo villaggio. Il museo è ospitato in un edificio del XVII secolo e vanta una ricca collezione di reperti, inclusi modelli di barche, attrezzature da pesca e storie di vita dei pescatori scozzesi. È una tappa perfetta per scoprire come la pesca e il mare abbiano modellato la cultura locale nel corso dei secoli.

Altre cose da non perdere ad Anstruther

Nel caso avessi deciso di fare un on the road in questa regione della Scozia, e avessi più tempo a disposizione ti consigliamo di partecipare ad una delle escursioni per l’Isola di May, una riserva straordinaria nel Mare del Nord. Questa piccola isola è un paradiso per gli amanti della fauna selvatica, poiché ospita colonie di pulcinelle di mare, foche e numerose altre specie di uccelli marini. È un’esperienza unica per osservare da vicino questi animali nel loro habitat naturale, soprattutto in primavera e in estate.

Come tutto il Fife, anche Anstruther è animato tutto l’anno da eventi e festival. Tra questi, il Festival delle Aringhe e della Pesca celebra l’eredità marinara del villaggio, con spettacoli, cibo e attività per tutte le età. Il festival richiama visitatori da tutto il Fife e da altre zone, offrendo un assaggio autentico delle tradizioni locali.

Da Anstruther parte anche la Fife Cosatal Path di cui abbiamo parlato nei paragrafi precedenti.

St. Andrews la capitale del Fife: tutto quello che puoi visitare

Questa è la tappa del a cui viene dato più spazio perché è l’attrazione principale. Infatti qui Eric ci ha lasciato più di 3 ore di tempo e sì, sono sufficienti per girarla più che bene. Conoscevamo St. Andrews solo per questioni di gossip (che ti racconteremo più avanti in questo articolo) e ci ha colpiti positivamente. Ma ora ti raccontiamo di più partendo dalla sua storia. Come ti abbiamo accennato all’inizio St. Andrews deve il suo nome e la sua importanza alle reliquie di Sant’Andrea, Santo patrono della Scozia. Si narra infatti che Regolo, un monaco missionario del IV secolo, portò le reliquie in questa costa, la quale diventò un luogo di pellegrinaggio e centro spirituale della Scozia.

Ma ecco una lista di tutte le cose che puoi visitare a St. Andrews.

La cattedrale e il Castello di St. Andrews

Fondata nel 1158 e completata oltre un secolo dopo, la Cattedrale di St. Andrews era la più grande della Scozia e rappresentava il cuore religioso del paese fino alla Riforma scozzese. Costruita in stile gotico, con maestose arcate e una pianta molto grande, questa cattedrale era considerata un’icona della chiesa cattolica in Scozia. Con le sue numerose torri e il campanile di St. Rule, un’antica torre di guardia che offre ancora oggi una vista spettacolare sulla città e sulla costa del Fife. Con la riforma scozzese del XVI secolo il cattolicesimo non fu più la religione primaria e le reliquie vennero distrutte o perse. La cattedrale cadde in rovina e in parte le sue pietre vennero utilizzate per costruire altri edifici. Nonostante ora si possano solo vedere le rovine queste sono imponenti e testimoniamo ancora l’antico splendore della struttura.

Situato su una scogliera, il Castello di St. Andrews era la residenza dei vescovi e un baluardo difensivo della città. Costruito intorno al 1200, il castello ha subito distruzioni e ricostruzioni, passando tra le mani di varie fazioni durante le guerre di indipendenza scozzesi e la Riforma protestante. Una delle caratteristiche architettoniche più interessanti è il “Bottle Dungeon”, una prigione scavata nella roccia e accessibile solo dall’alto, dove venivano rinchiusi i prigionieri politici e religiosi.

la Cattedrale di St. Andrews era la più grande della Scozia e rappresentava il cuore religioso del paese fino alla Riforma scozzese
Situato su una scogliera, il Castello di St. Andrews era la residenza dei vescovi e un baluardo difensivo della città

St. Andrews University

Fondata nel 1413, la University of St. Andrews è la terza università più antica del mondo anglofono e un capolavoro di architettura medievale e rinascimentale. La cappella di St. Salvator, costruita nel XV secolo, è un esempio limpido di architettura gotica scozzese. L’università è di fatto un “campus diffuso” poiché comprende tantissimi edifici storici sparsi in tutta la città.

Questo è il luogo che diede il là alla storia d’amore tra il principe William, futuro erede al trono d’Inghilterra e Kate Middleton Lo sapevi? Entrambi si iscrissero in questa università nel 2021, e William fu il primo membro della famiglia reale a frequentare questa università rompendo la tradizione di studiare a Oxford e Cambridge. La leggenda di questo incontro narra che i due facevano parte di un gruppo di amici, ma il loro legame si rafforzò dopo un evento caritatevole: una sfilata di beneficenza organizzata dall’università in cui Kate partecipò come modella per attirare l’attenzione di William. Si dice che lui poi invitò Kate per un caffè al Northpoint Cafe, locale ormai iconico in St. Andrews, dove è scritto a chiare lettere che qui iniziò la loro storia d’amore. Al secondo anno di università decisero di condividere un appartamento con altri amici.

Impossibile non chiedersi: ma che vita fa uno studente universitario qui a St. Andrews? Io e Dany, passeggiando per le vie della città ci siamo chiesti più volte. E siamo giunti alla conclusione che per un rampollo reale questo potesse essere il luogo ideale per evitare i riflettori dei media. Infatti qui si respira ancora un’atmosfera discreta e riservata quella che di fatto permise a William e Kate di coltivare la loro relazione. Non è difficile pensare che William e Kate qui avessero potuto vivere un periodo relativamente normale, tra lezioni, eventi universitari e serate nei pub locali, come l’altro iconico pub “The West Port” dove erano soliti andare.

Si dice che william invitò Kate per un caffè al Northpoint Cafe di St. andrews
questo è il nortpoint cafè il bar in cui come è scritto in vetrina, william e kate si incontrarono per un caffè

L’architettura Gotica di St. Andrews

St. Andrews è un luogo dove ogni pietra e angolo raccontano una storia, e la sua architettura medievale e gotica dona alla città un fascino unico. Anche per questo motivo ci è piaciuta davvero tanto. La cittadina ha conservato gran parte del suo assetto medievale, con stradine strette e antiche abitazioni in pietra, tipiche del gotico scozzese. Sono sostanzialmente 3 le strade principali, per questo motivo ti abbiamo scritto che in linea di massima l’abbiamo vista in quasi tutta la sua interezza.

Queste sono North Street, Market Street e South Street e formano il cuore storico della città Medievale mantenendo ancora oggi la loro disposizione originale. Una struttura a griglia che è caratteristica delle città scozzesi di questo periodo storico e serviva a facilitare la disposizione dei mercati, delle abitazioni e dei luoghi di culto. Ogni strada caratteristiche molto diverse ed un fascino particolare.

Ma prima di parlare di loro vogliamo suggerirti di non perdere a St. Andrews, così come a Edimburgo, i “wynds” e i “closes”. Questi sono stretti vicoli e passaggi che collegano le strade principali a piccoli cortili interni e giardini nascosti. Durante il Medioevo, questi passaggi erano spesso utilizzati da mercanti e residenti per spostarsi velocemente tra le strade. Alcuni wynds, come Swallowgate vicino alla cattedrale, conservano ancora il loro aspetto originale e offrono scorci suggestivi, ideali per una passeggiata fuori dai percorsi più battuti.

St. Andrews è un luogo dove ogni pietra e angolo raccontano una storia, e la sua architettura medievale e gotica dona alla città un fascino unico

Le strade di St. Andrews

  • Market Street è il fulcro commerciale di St. Andrews sin dal Medioevo. Durante quel periodo, questa via ospitava mercati vivaci, dove commercianti e mercanti si riunivano per vendere beni provenienti da ogni angolo della Scozia e anche dall’estero. Oggi, Market Street è ancora la strada principale dello shopping e della vita cittadina, con una combinazione di negozi moderni, caffetterie e ristoranti situati in edifici storici in pietra.
  • North Street è famosa per essere la via più tranquilla e ospita alcune delle istituzioni religiose e accademiche più antiche di St. Andrews, tra cui l’università e la cappella di St. Salvator. Qui si possono ancora ammirare costruzioni in pietra in stile gotico scozzese, con finestre ad arco e piccoli cortili nascosti.
  • South Street è dominata dalla vista della Torre di St. Rule e dalle rovine della Cattedrale di St. Andrews. Questa strada fungeva da collegamento principale per chi si recava in pellegrinaggio alla cattedrale, rendendola uno dei percorsi più frequentati e importanti della città medievale. Oggi, passeggiando lungo South Street, si possono vedere resti di antiche dimore nobiliari e locande che accoglievano i pellegrini.

Altre attrazioni da non perdere a St. Andrews, capitale del Fife.

Tre ore sono sufficienti per visitare bene la città e immergerti nella sua architettura ed atmosfera. Ma se hai qualche ora in più, come ad esempio una giornata intera, allora ti consigliamo di espandere la tua visita anche ad altre chicche che sicuramente completeranno la tua esperienza. Ecco qui cos’altro puoi vedere:

  • Botanic Gardens di St. Andrews. Un’oasi verde e tranquilla, ideale per una passeggiata rilassante. I giardini ospitano una ricca collezione di piante provenienti da tutto il mondo, con serre tropicali, piante rare e un incantevole giardino alpino.
  • Museo e Gallerie di St. Andrews. Questo museo gratuito esplora la storia della città e ospita una vasta gamma di opere d’arte, fotografie e manufatti che illustrano la storia e il patrimonio della zona. Perfetto per una panoramica sulla cultura locale e per conoscere le storie meno note di St. Andrews.
  • British Golf Museum. Non lo sapevamo, ma abbiamo scoperto grazie ad Eric che St. Andrews è la culla del golf. Il British Golf Museum offre un’interessante retrospettiva su come questo sport si è sviluppato nei secoli. Il museo è adiacente allo storico Old Course, il campo da golf più antico al mondo, un luogo da visitare immancabile per gli appassionati di questo sport.
  • West Sands Beach. Questa spiaggia lunga e scenografica è famosa per la scena di apertura del film Momenti di Gloria (Chariots of Fire). È perfetta per passeggiate o per un po’ di relax all’aria aperta, con le onde che si infrangono dolcemente e una vista spettacolare sulla baia. Con la bassa marea è ancora più bella.

Falkland, porta del Fife e dove in Outlander tutto ha inizio.

Questa è l’ultima tappa di questo lungo e interessantissimo tour che abbiamo intrapreso in una piovosa e fredda giornata di settembre. Un tour che nonostante il tempo ha lasciato impresso nelle nostre memorie la scoperta di un territorio davvero affascinante che ci siamo ripromessi di tornare ad esplorare con più calma.

E Falkland è stata la ciliegina sulla torta di questo tour di St. Andrews e il Fife perché da qui ci si è letteralmente aperto un nuovo e bellissimo mondo chiamato Outlander. Una serie tv stupenda ambientata in Scozia che, tornati a casa, abbiamo divorato e che proprio in questi giorni in cui stiamo scrivendo l’articolo stanno andando in onda le ultime puntate della settima stagione. Non ci dilungheremo troppo su Falkland perché cliccando qui trovi l’articolo completo che abbiamo scritto su questa cittadina e su tutti i suoi luoghi che sono stati utilizzati all’interno della serie tv in onda su Sky.

Ti auguriamo di vivere anche tu le nostre stesse emozioni provate in questo tour ma soprattutto di conoscere un angolo di Scozia fuori dai soliti circuiti “virali” che siamo sicuri ti sorprenderà.

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Il giorno del Ringraziamento a New York è uno degli eventi più iconici della città e in questo articolo voglio raccontarti come l’ho sempre trascorso in famiglia.

Molti turisti decidono infatti di programmare un viaggio nella Grande Mela proprio nel periodo del Ringraziamento per svariati motivi, la parata di Macy’s, il foliage, ma soprattutto perché Thanksgiving, così come si chiama in inglese questa festa, dà ufficialmente via alle feste di Natale.

Da questa festa in poi la città inizia a riempirsi a poco a poco di tutti quei simboli che rendono il Natale in questa città assolutamente indimenticabile.

tanti sognano di poterlo trascorrere in una famiglia tipica, sbirciandone tutte le tradizioni che rendono particolare questa festa. Ebbene, anche se non hai prenotato un biglietto per New York nel periodo del Ringraziamento io, Ely, ti svelerò tutti i segreti di come viene festeggiato dalla mia famiglia americana.

In questo modo, anche se sarai in Italia, potrai prenderlo come ispirazione e chissà, vivere anche tu la tua personale festa del Ringraziamento.

Comunque sia spero che il calore autunnale, ma soprattutto l’affetto delle tradizioni di famiglia ti arrivino forte e chiare..

Il Ringraziamento tra i colori e i sapori della mia famiglia di New York

Mia nonna e mia mamma hanno sempre amato avere la casa piena di gente, sia a New York che in Italia. Mia nonna in particolare negli ultimi anni di vita era diventata un po’ la nonna di tutto il quartiere e avere la casa piena di gente in tutti i periodi dell’anno è sempre stato sinonimo di festa.

E anche in questo momento in cui scrivo la mia mente torna alla grande casa in cui vivevamo nel Queens. Lì tutti gli zii, i cugini e in generale tutti gli amici di famiglia, che ogni volta che facevamo tappa a New York la invadevano letteralmente, felici di vederci e di poter passare un po’ di tempo con noi. Soprattutto dopo una lunga assenza. La casa piena era gioiosa non solo nelle feste comandate ma anche alla domenica e nelle calde serate estive.

Nei pranzi e nelle giornate di festa ci si svegliava con calma, si andava a vedere un museo, ci si dedicava allo shopping e ci si metteva a tavola solo alle 4 del pomeriggio. Durante il Ringraziamento al mattino guardavamo la parata di Macy’s in televisione perché “fuori fa freddo”. Non avevamo intenzione di buttarci tra la folla, anche perché tutti dovevamo dare una mano nella preparazione del pranzo del Ringraziamento che ha come pezzo forte lui: il tacchino.

il tacchino è il grande protagonista delle feste americane, in primis del ringraziamento

Sono sicura che il tacchino del Ringraziamento ormai è diventato un mito in tutto il mondo. Ne hai sicuramente già sentito parlare, lo hai visto nei film, magari lo hai addirittura già assaggiato e non vedi l’ora di metterti ai fornelli per replicarne la ricetta. Ebbene in questo articolo ti darò anche la ricetta originale del tacchino del Ringraziamento della mia famiglia di New York.

Sei pronta a gustare questa giornata particolare?

Il tacchino, protagonista assoluto del Ringraziamento

Non so se questa sia la ricetta originale, in rete ce ne sono tante e tutti gli amici che vivono in USA usano più o meno gli stessi nostri ingredienti. Ma è la “nostra” ricetta e per me vale più di qualsiasi altra cosa al mondo. Nessun ingrediente segreto se non la passione e l’amore con il quale tutto viene preparato.

E anche quando in Italia la mia Mamy, annuncia ad amici e parenti: “Venite da noi? Faccio il tacchino!” C’è sempre un’esultanza pari a quella dell’Italia che vince il mondiale. Ecco perché il tacchino per me è gioia, festa, abbondanza ma soprattutto famiglia. Insomma, il tacchino è il protagonista indiscusso del Ringraziamento, non solo a New York ma anche a Torino, dove viviamo.

Il tacchino del Ringraziamento: cose da sapere prima di cucinare

La ricetta originale prevede che ti procuri un tacchino completamente disossato. Ma prima di procedere: hai presente quanto può essere grosso un tacchino intero?

Guarda queste due scene tratte da “Friends” e “Spider Man”: rendono bene l’idea.

il tacchino del ringraziamento è cucinato da tutte le famiglie, qui trovi due immagini di film e serie tv ambientate a new york

In Italia è difficile trovare tacchini interi da farcire, il peso medio potrebbe aggirarsi sui 5Kg. Il cappone è quindi il volatile che per dimensioni si presta meglio ad essere farcito. Comunque sia nell’era della globalizzazione ormai si trova di tutto, quindi cercherò di darti una ricetta che possa andare bene per qualsiasi volatile che deciderai di cucinare.

Un bravo macellaio toglie tutte le ossa del volatile da un’unica apertura (solitamente il collo) ma ne abbiamo viste di tutti i colori negli anni… questo che vedi in foto sulla destra per esempio lo abbiamo dovuto ricucire completamente perché era stato sventrato. Anche farcirlo è stato un lavoraccio! (Era il 2011 e il macellaio di fiducia della mia Mamy era andato in pensione). Ma alla fine ci siamo affezionati e lo abbiamo chiamato Frankie, perché poverino ci sembrava un po’ Frankenstein. E non ti dico quando abbiamo mandato questa e altre fotografie ai miei zii per condividere il momento… hanno riso per una settimana! Decisamente brutto, ma tanto buono!

non dimenticare di farti dare dal macellaio la forcula e assicurati che il tacchino venga disossato bene solo da una parte

L’osso della fortuna

Non provare a disossare un tacchino da sola, please, è un’operazione parecchio complessa, quindi rivolgiti al tuo macellaio di fiducia oppure alle macellerie dei supermercati, di solito tramite ordinazione. Ad esempio la mia Mamy si trova bene all’ Esselunga. Fatti lasciare dal macellaio la FORCULA (intera non spezzata mi raccomando!), l’osso biforcuto che vedi nell’immagine, detto anche osso a Y. E’ presente negli uccelli e altri teropodi ed è formata da una fusione delle clavicole. Negli uccelli serve per rinforzare il torace durante il volo. Perché ti serve? Lo vedremo tra poco e sono sicura che ti piacerà!

Avviso: Questa ricetta è piena di “circa”, “q.b.” e “finché”. Impossibile farsi dire dalla mia Mamy le dosi precise perché lei, come del resto mia nonna prima di lei, ha sempre cucinato tutto “ad occhio”, quindi chiedo perdono in anticipo ma ti assicuro che non è una ricetta complicata.

E dopo questa premessa veniamo al sodo!

La ricetta originale del tacchino della mia famiglia di New York

Ti serviranno:

1 Capone disossato di circa 2kg e 1/2.

Per il ripieno:

250 gr (circa) di macinato maiale.

350 gr (circa) di macinato di vitello.

200 gr (circa) di castagne tritate.

100 gr (circa) di spinaci, funghi o carciofi tritati a seconda dei gusti.

2/3 uova (perché si sa, le uova hanno dimensioni diverse).

100 gr circa di pane raffermo o pancarrè.

Latte q.b.

Prezzemolo q.b.

Sale q.b.

Pepe q.b

Sedano q.b

Carota q.b.

Cipolla (grandezza variabile a seconda dei gusti).

Procedimento: la farcitura e il contorno

  • Sala bene il cappone dentro e fuori, se ne gradisci il gusto sfrega tutto l’interno e l’esterno con una testa d’aglio privata della camicia.
  • Sbuccia le castagne e falle bollire finché non saranno morbide a sufficienza per essere schiacciate per bene.
  • Sbollenta le verdure che hai scelto di usare finché non saranno belle tenere.
  • Al termine della cottura puoi anche farle saltare in padella con po’ di olio e sale per dargli quel gusto in più.
  • Metti a mollo il pane nel latte finché non sarà morbido.
  • Mescola insieme tutte le carni macinate come se dovessi fare l’impasto per le polpette. Unisci all’impasto le castagne, le uova, il pane bagnato, le verdure cotte, il prezzemolo, il sale e il pepe.

Puoi fare questo procedimento a mano oppure mettere tutto in un mixer, come se dovessi fare un polpettone.

  • Riempi il cappone e cuci l’apertura del collo con uno spago da cucina o del filo di cotone.
  • Metti il cappone su una teglia da forno.

Si procede con il contorno che “dà gusto”.

Taglia il sedano, la carota e la cipolla a crudo in piccoli pezzi e aggiungile nella stessa teglia in cui hai adagiato il cappone.

La cottura del tacchino del Ringraziamento

Quando la Mamy mi ha dato questa ricetta sono un po’ rimasta stupita per il numero di ore di cottura indicate, ma lei mi ha risposto serafica: “Il nostro forno di casa lavora in questo modo, conosci il tuo forno e non sbaglierai cottura”. Praticamente una massima di vita. Poi ha aggiunto: “Sono 2Kg di carne ripieni di ulteriore carne, occorre tempo e basse temperature per non farlo bruciare o farlo diventare troppo secco“.

Quindi questi sono i suoi consigli:

  • Preriscalda il forno a 160°
  • Imburra tutto l’esterno del cappone, servirà a non farlo bruciare in cottura, se non gradisci il burro allora cospargilo con 4 cucchiai d’olio evo aiutandoti con un pennello da cucina.
  • Bagna tutto con un bicchiere di vino bianco.
  • Metti in forno per almeno 3h coprendo con la carta stagnola.
  • Di tanto in tanto cospargi il cappone con il sugo di cottura che si viene a formare, se hai l’apposita pompetta alimentare meglio, altrimenti usa un cucchiaio.
  • Durante l’ultima mezz’ora di cottura togli la carta stagnola e alza la temperatura del forno a 200°, servirà per dargli colore e creare la crosticina croccante.
  • Al termine della cottura togli il cappone dal forno, sistemalo su una teglia da portata, versa tutto il sugo di cottura filtrato in un recipiente e utilizzalo per l’impiattamento delle fette.

E per finire, le verdure di contorno:

Non c’è una regola: patate normali o dolci (se piacciono) al forno, pumpkin mash – ossia una specie di purè di zucche – carciofi o quel che si vuole. Cucina le verdure che più ti piacciono nel modo in cui più ti piacciono. Diciamo che la zucca è un altro grande must di questa festa. Quasi quasi mi è venuta voglia di scrivere un altro articolo con i dolci americani fatti con la zucca. Che ne pensi? 🙂

Le salse di accompagnamento

La carne bianca di solito in cottura si asciuga molto, vengono infatti usati il vitello e il maiale per ammorbidirne la consistenza. Il trucco di raccogliere il sugo di cottura e usarlo durante l’impiattamento serve anche ad ammorbidire la carne e quando questo gesto avviene davanti a tutti i commensali fa sempre scena. In ogni caso se vuoi sperimentare, puoi fare la salsa di accompagnamento. Quella originale è fatta con i cranberries, quei frutti rossi allungati che non hanno una vera e propria traduzione in italiano. Proprio perché sono cramberries! Non sempre in Italia si trovano, quindi per questa ricetta puoi usare i mirtilli.

Ecco le dosi:

200 gr di zucchero.

250 ml di acqua.

Succo d’arancia q.b.

500 grammi di mirtilli freschi.

Puoi anche aggiungere noci pecan, scorza di arancia, cannella e altre spezie a tuo piacimento.

Il procedimento è molto semplice:

  • Sciacqua i mirtilli e asciugali con un panno, avendo cura di scartare quelli che non sono buoni.
  • In un pentolino unisci l’acqua e lo zucchero a fuoco alto e porta a ebollizione finché lo zucchero non sarà sciolto.
  • Abbassa la fiamma e aggiungi i mirtilli, lasciandoli cuocere circa 10 minuti o finché non hanno perso la loro consistenza. Aggiungi succo d’arancia a piacere. Continua a cuocere.

Piano piano il tutto acquisterà la consistenza gelatinosa di una marmellata, è il momento di spegnere il fuoco e far raffreddare completamente.

Et voilà, il piatto del Ringraziamento è servito! Nell foto qui sotto trovi il tacchino della mia Mamy, cucinato lo scorso Natale.

in questa immagine mostro il tacchino del ringraziamento americano a cottura terminata, tagliato ad arte per tutti i commensali da mia madre

Non dimenticare di esprimere un desiderio

Ricordi l’osso? È giunto il momento di svelarti a cosa serve. Quest’osso è anche chiamato “osso della fortuna” lo sapevi? Di solito siamo abituati a mangiare il pollo tranciato in pezzi e non ci accorgiamo della forcula perché è spezzata, ma la tradizione vuole che chi si trova per le mani l’osso “a Y” ancora intero lo può conservare come portafortuna.

Ma c’è un’altra tradizione, e noi la seguiamo sempre:

Il capofamiglia porge un’estremità dell’osso (quello rilasciato dal macellaio) ad un commensale scelto ed entrambi esprimono un desiderio; poi assieme si fa forza per dividerne le due estremità. Spoiler: per quanta forza si faccia l’osso non si dividerà mai esattamente a metà. Quindi si dice chi si ritrova con in mano il pezzo d’osso più lungo vedrà il proprio desiderio avverarsi. Conosci questa usanza? Mia madre di solito qui in Italia riserva questa tradizione solo per noi due, e guarda a caso, lei non vince mai.

Non so dire se i miei desideri si siano mai avverati con questo metodo, ma è un momento che mi commuove sempre.

Il tacchino il giorno dopo

Ricordati che se dovesse avanzare qualche fetta di tacchino, il giorno dopo è ancora più gustoso. Puoi anche metterlo tra due fette di pane per mangiarlo in ufficio il giorno dopo, il pane si ammorbidisce assorbendo tutti i gusti e io ho già di nuovo l’acquolina in bocca!

A questo proposito… ricordi la puntata di Friends in cui Ross dà letteralmente in escandescenza e viene quasi licenziato quando scopre che il suo capo ha inavvertitamente mangiato il succoso panino con gli avanzi del tacchino di Monica? Scena epica. Le sue espressioni facciali ormai sono entrate a far parte della storia delle serie tv. Nella prima foto a sinistra dice: “It was MY sandwich” e nella foro a destra quasi esplode quando il capo gli riferisce che non solo ha mangiato il suo sandwich ma che ha dovuto anche buttarne una parte perché era troppo grosso! Ecco, il sandwich post Ringraziamento è un’altra istituzione per gli americani! E se vuoi scoprire qualche cosa in più sulle serie tv ambientate a New York durante il Ringraziamento, non ti resta che continuare a leggere…

la scena di Ross che viene quasi licenziato perché il capo mangia  senza volerlo gli avanzi del suo panino farcito ala tacchino è una delle scene più iconiche della serie tv ambientata a new york

Il Ringraziamento in famiglia a New York passa anche per la TV

io e Daniele amiamo il cinema e io in particolare lavoro nel magico mondo del cinema e della tv, quindi se ormai ci segui da un po’ sai che ci piace inserire questi elementi sia nelle esperienze di viaggio che nella vita di tutti i giorni.

Thanksgiving fa rima con lo stare in famiglia, il cibo ma anche con la Tv. E’ noto infatti che in USA in questa giornata si usa guardare il football americano nel piccolo schermo e, come accennavo prima, la parata di Macy’s, of course.

Noi non siamo tifosi di questo sport, nel 2012 ero a New York durante il “Super Bowl” e ci siamo addormentati tutti davanti alla tele… ma questa è un’altra storia. Un po’ più triste purtroppo, di questo gioioso racconto delle tradizioni del Ringraziamento della mia famiglia a New York.

In quest’altro articolo che abbiamo scritto puoi trovare alcuni film e serie tv ambientate a New York proprio durante la festa del Ringraziamento. Li abbiamo scelti perché in questa giornata particolare è facile trovare in televisione maratone a tema. Quindi questi titoli che abbiamo qui descritto potrebbero benissimo essere la conclusione della giornata del Ringraziamento, quando la pancia è belle piena e non sia hanno altre forze che stare davanti alla tv, appunto. Magari con il fuoco acceso del camino, proprio quello che si succedeva nella nostra casa del Queens.

Vivi anche tu il Ringraziamento a New York

Ma ti proponiamo questi titoli in questo articolo anche perché ti siano d’ispirazione, ti catapultino in quella magica atmosfera di festa che la città di New York riesce ad offrirti in qualsiasi situazione. E sempre lì ti diamo anche qualche info in più sulla mitica parata di Macy’s.

 Quindi a nome anche di Daniele ti saluto, e continua a leggere i nostri articoli su New York che trovi nel nostro blog a questo link e i nostri contenuti su Instagram. E chissà che il tuo prossimo viaggio a New York sia proprio durante il periodo del Ringraziamento. E ricorda che Ely è travel designer e Travel Destination Specialist con certificazione dell’Ente del turismo neworykese che rinnova ogni due anni!

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Film sul Ringraziamento ambientati a New York

sono molri i film ambientati nella festa del ringraziamento a new york. in questo articolo ti descriviamo i nostri preferiti

Film sul Ringraziamento ambientati a New York

Sicuramente sai cos’è il Ringraziamento americano grazie ai molteplici film , magari ambientati a New York. Non è un caso infatti che tantissimi turisti vogliano visitare la grande mela, o in generale gli Stati Uniti in questa giornata. In questo articolo Ely ha descritto i suoi ricordi del Ringraziamento legati alle tradizioni della sua famiglia di New York. Se non l’hai ancora letto corri a farlo, perché ti ha anche descritto la ricetta del mitico tacchino ripieno. Quella originale della sua famiglia eh!

Ma c’è ancora una parte che non abbiamo raccontato. Thanksgiving fa rima con famiglia, cibo ma anche con la Tv. Non è un segreto che negli USA in questa giornata, si usi anche guardare il football americano nel piccolo schermo. E la parata di Macy’s, of course. Quindi, che tu decida di partire per New York proprio il giorno del Ringraziamento, o che abbia semplicemente voglia di ispirazione a tema ecco una mini lista di film. Questi sono ambientati proprio nel giorno del Ringraziamento e proprio a New York. Quindi non puoi perderli!

E se vorrai anche tu vivere l’emozione del Ringraziamento a New York, non dimenticare di affidare il tuo itinerario a Ely. Clicca qui per scoprire tutti i suoi servizi di itinerari personalizzati e Travel Design. Oppure continua a leggere i nostri articolo del blog dedicati a New York che trovi in questa pagina.

Quindi armati di coperta e tisana digerente (consiglio i Tazo Chai di Starbucks), e partiamo.

Friends: ep. 5 X 08 “The One with the all Thanksigivings”

Tra i film e le serie tv che parlano del Ringraziamento a New York non si può escludere Friends. Adoriamo Friends, ed è in assoluto la serie preferita di Ely. L’ha accompagnata durante tutta l’adolescenza e oltre. Abbiamo riso e pianto seguendo le vicende dei protagonisti, aspettando con trepidazione per mesi l’arrivo delle nuove stagioni. Non come al giorno d’oggi in cui siamo abituati a bruciarci le serie in un colpo solo. Ma per fortuna c’erano le vacanze a New York, qui Friends era protagonista dei palinsesti tv. Erano gli anni ’90, i nonni di Ely non avevano il cable e il palinsesto della stagione estiva era per gran parte della giornata un continuo re-run di film e serie). Quindi ne ha davvero fatto una scorpacciata. Godendo fin da subito della versione in lingua originale, milioni di volte più divertente di quella doppiata in Italiano.

Chi conosce bene ogni singola puntata delle 10 stagioni sa che idealmente ognuna di esse corrisponde ad un anno trascorso dai sei ragazzi newyorkesi abitanti nel quartiere del Village (sarà anche per questo che ci piace tanto?). E in ognuna c’è una puntata dedicata al Thanksgiving. Non so dire quale sia la sua preferita tra queste ma posso dire che quella che in assoluto rappresenta il Ringraziamento è proprio questa. Te la riassumiamo brevemente cercando di non spoiler arti troppo. Anche se facciamo fatica al pensiero di trovare qualcuno che ancora non conosce o non abbia visto questa serie.

la serie tv friends non può mancare tra i film più iconici sul ringraziamento a new york

6 amici, 6 diversi ricordi del ringraziamento a New York

Come ogni anno i ragazzi si trovano a casa di Monica – cuoca sublime – e al termine del pranzo, stremati dalla quantità di cibo, tentano di pensare a qualcosa per cui essere grati. A nessuno però vengono in mente ricordi felici. La puntata infatti è un susseguirsi di flashback di feste del Ringraziamento del passato, tutte rovinate.

Chandler ci svela la ragione principale dell’odio: tutto nasce da un episodio legato alla sua infanzia. Phoebe va a caccia di un ricordo – piuttosto splatter – di una delle sue tante vite passate ma gli amici le fanno notare che il gioco è quello di ricordare un episodio della sua vita odierna. Monica, Rachel e Ross ricordano ben due episodi legati alla loro adolescenza in un vero e proprio revival di fine anni ’80 con tanto di pettinature e abbigliamento di quegli anni. (Basterebbero solo questi elementi a rendere l’episodio esilarante). In questi due ricordi, correlati tra loro, è di nuovo Chandler il protagonista.

Non ti sveliamo nulla ma ciò che accade è talmente assurdo che è impossibile non amare l’episodio.

E il ricordo peggiore di Joey? Ricordi la foto che ti ho mostrato in questo articolo per farti vedere quanto può essere grande un tacchino spennato? Quella sulla sinistra. Diciamo che in quella foto Monica prende il ricordo di Joey come ispirazione per tirare su il morale del povero Chandler. Lui anche in questo caso ha la conferma che i suoi ricordi legati al ringraziamento sono decisamente peggiori di quelli dei suoi amici. La battuta icona di questa puntata è proprio una delle sue: “Reliving past pain and getting depressed is what Thanksgiving is all about. For me, anyway. And, of course the Indians”.

“Rivivere il dolore passato e deprimersi è ciò che significa il Ringraziamento. Per me. E naturalmente per gli indiani”.

impossibile non diversi con friends e le battute esilaranti che sono state scritte nel copione di tutte le stagione. e questa puntata sul ringraziamento è una delle più belle di sempre

Cosa posso fare per te a New York?

Se mi conosci già sai che New York è stata la mia seconda casa per quasi trent’anni, la mia famiglia vive ancora lì e oggi lavoro come Travel Designer e New York Travel Destination Specialist presso l‘ente del turismo di New York.
Questo significa una cosa molto semplice: non ti propongo un viaggio generico, progetto il TUO viaggio.

Partiamo da te — dai tuoi gusti, dal tuo budget, dal tempo che hai, da ciò che ti emoziona davvero — e costruisco un’esperienza su misura, dalla ricerca dei voli e dell’hotel fino all’itinerario quotidiano, agli incastri, ai ritmi, alle scelte che fanno la differenza quando sei sul posto.

Niente itinerari copia-incolla, niente “lo fanno tutti quindi lo faccio anch’io”.
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Se vuoi vivere questi luoghi cinematografici e molti altri allora devi per forza partecipare a questo viaggio! Sarà un viaggio CINEMATOGRAFICO per le strade di New York, nelle strade e nei luoghi che ti hanno sempre fatto sognare questa città. Finalmente potrai viverli in prima persona. Non mancare!

“Hanna and her sisters” (1986)

In questa carrellata di film e serie tv legate al Ringraziamento a New York non può mancare Woody Allen. Lo sappiamo bene, Woody Allen lo si ama o lo si odia. Ely, pur avendolo studiato in lungo e in largo all’università ha difficoltà ad appezzare tutta la sua filmografia. Ma non si può parlare di NYC senza di lui e non si può parlare di Thanksiving newyorkese senza citare “Anna e le sue sorelle”.

Quest’uomo ha davvero una fissa per la Grande Mela, e la prima monografia che è stata assegnata ad Ely per gli esami di storia del cinema è stata proprio “Manhattan” di Allen… quindi, dai… come può non volergli bene? Questo film è la quint’essenza di tutte le fisse che da sempre attanagliano questo attore e regista: l’ipocondria, l’imprevisto, i sentimenti, la religione. Ma anche la preponderante ironia ma su tutto il Ringraziamento e, appunto, l’amore smisurato per la città di New York.

Il film apre con la scena di una numerosissima famiglia che si trova per festeggiare la ricorrenza e in questa emergono i sogni, i desideri e le ambizioni di tre sorelle che da subito vengono descritte come persone che hanno un bagaglio emozionale complicato da gestire. Ma ti assicuro che non è per nulla un film pesante, anzi, l’ironia e la stranezza della trama ti terranno incollato allo schermo.

anche hanna e le sue sorelle è un film ambientato nel ringraziamento di New york. Imperdibile per prendere ispirazione

Il Ringraziamento e l’ossessione per New York

La storia ha un’evoluzione raccontata in sedici quadri, come fossero dei brevi atti di una commedia, nei quali si sviluppa l’incipit della cena in famiglia e ha come climax una seconda cena del Ringraziamento esattamente un anno dopo. Qui gli umori e le dinamiche familiari risultano nettamente cambiati. In più pochi minuti dopo, a conclusione del film, c’è una terza scena ambientata nuovamente durante il Thanksgiving, sempre nella stessa casa e con la stessa famiglia, in cui si ha un’ulteriore evoluzione della storia: il cerchio sembra in qualche modo chiudersi ma… c’è sempre un “ma” nei film di Allen, perché nulla è ciò che sembra.

Il tutto è condito dalla City, che si annovera di fatto tra i protagonisti del film tanto è presente. Addirittura in quello che viene in gergo chiamato montage (insieme di musica e immagini veloci), la macchina da presa si sofferma su alcuni buildings e monumenti icona di New York, che danno forza a tutta la storia. Come accennavamo prima la trama è esilarante e umana allo stesso tempo, viene presa in considerazione una cerchia tale di situazioni ed emozioni che per farlo ci vuole davvero grande maestria sia dal punto di vista della sceneggiatura che della regia. Parola di Ely.

Ti ho convinto a guardarlo? Siamo curiosi di sapere la tua opinione.

“Miracle on the 34th street” (1947)

Dulcis in fundo a casa di Ely, sia a Torino che a New York, non è Natale senza dei veri e propri Masterpiece come: il balletto de “Lo Schiaccianoci”, il musical “The sound of music” (in italiano è il celebre “Tutti insieme appassionatamente”). E ovviamente “Miracolo sulla 34a strada”, quello del 1947 però, diffidare delle imitazioni più recenti. (Pena la Mamy che potrebbe ripetere per tutto il film “Si, ma questo non è bello come l’originale!”).

Questo film ha letteralmente accompagnato la vita degli americani durante le feste di Natale, diventando una vera e propria istituzione e anche Ely è stata abituata fin da piccola a considerarlo come tale. Ricorda addirittura che una anno, proprio a NYC, lei e la mia famiglia eravano nel family room (quella parte del salotto in cui i divani a furia di essere utilizzati sono considerati parte integrante della famiglia) a guardare proprio questo film, nel quale ad un certo punto Susy, la bambina protagonista, fa una bolla di chewing gum e Babbo Natale rimane così stupito da voler provare a farne una anche lui. Caso vuole che anche sua zia in quel momento ne stesse facendo una e lei volle a tutti i costi imparare. Passò tutto il resto del pomeriggio a soffiare dentro quella massa gommosa finché non ebbe successo.

Strana storia, ma vera.

Ma ritornando al film… Ely non ha idea se Macy’s abbia finanziato in quegli anni la sua realizzazione ma ogni volta che lo vediamo ne ha fortemente il sospetto. Questo film è un evergreen non solo durante il Natale, ma anche nel giorno del Ringraziamento perché la parata di New York è uno degli eventi più straordinari mai inventati. Proprio da Macy’s!

miracolo nella 34 strada  un film natalizio per eccellenza, ma che parla di Ringraziamento e della mitica parata di macy's

La parata del Ringraziamento di Macy’s, un evento straordinario!

Il film si apre con la grande parata del Ringraziamento con tanto di palloncini tipici di questo evento. Uno strano vecchietto che si trova lì per caso, riesce a sventare una figuraccia all’organizzatrice e viene assunto dal negozio come il Babbo Natale ufficiale delle festività. Questo ometto simpatico, che dichiara di chiamarsi Kris Kringle, dimostra subito non solo una grandissima empatia nei confronti di tutti i bambini – anche quelli più scettici – ma invita i genitori a fare acquisti di giocattoli presso la concorrenza. Una mossa che in prima battuta preoccupa moltissimo il capo di quel reparto ma che invece viene considerata dal signor Macy’s una trovata pubblicitaria geniale. In questo film infatti viene citato il nome reale di questo negozio. Mentre nel film più recente, quello del 1994, gli viene dato il nome di “Cole” forse per policy pubblicitarie decisamente differenti da quelle degli anni ’40.

Piccola digressione sui palloncini della parata: lo sai che nelle primissime edizioni per creare spettacolarizzazione venivano utilizzati gli animali dello zoo di Central Park? Solo che rischiavano di spaventare le persone per strada e così si decise di sostituirli con dei palloni giganti gonfiati ad elio. Alcuni sono diventati delle vere e proprie icone e sono gli stessi nel tempo (beh, con qualche doveroso restauro ogni tanto), come quello di Ronald McDonald. Il preferito di sempre di Ely? Kermit the frog del “Muppet show”. Il suo programma cult dell’infanzia.

Babbo Natale chiude sempre la parata in pompa magna ed è circondato dai palloncini a forma di stella che portano con sé la scritta “Believe”, la campagna di beneficienza di Macy’s in associazione con “Make a Wish”, che regala un desiderio ai bambini gravemente malati.

la parata di macy's è l'evento simbolo del ringraziamento di new york

I believe.

E proprio nella sequenza finale del film, Susy – speriamo di non spoilerarti troppo – ripete tra sé e sé “Io ci credo” (I believe, appunto), e in generale in tutta la seconda parte del film si cerca di decretare se Kris Kringle sia o no il vero Babbo Natale puntando solo su una prova: crederci. Una sceneggiatura studiata a tavolino con un consulente di marketing o un tentativo di ricostruzione storica del brand? Ely non ha ancora trovato il tempo di documentarsi a dovere in merito, ma rimane il fatto che questo film sia un grandissimo portatore di spirito natalizio e che sia un’ottima scelta per iniziare al meglio il periodo delle feste.

i gonfiabili più belli sono gli stessi da anni nella parata di macy's e vengono opportunamente ristrutturati.

Non ti spoileriamo la storia anche se è quasi impossibile che tu non la conosca, dato che appunto di film basati su questa trama ne sono stati realizzati tanti. Tutti con un unico scopo: far sapere a tutti i bambini che Babbo natale esiste e ogni anno lo possono trovare a New York.

Nell’immagine qui sopra: Il gonfiabile di Snoopie, altra icona della cultura USA in una immagine d’epoca e le prove dell’esibizione delle Rockettes davanti all’entrata di Macy’s.

Ely stesso lo ha conosciuto più volte. Ma questa è un’altra storia, e se vorrai te la racconteremo in un altro articolo, magari a tema Natale a New York. Che dici?

Le Rockettes sono un’altra istituzione non solo della parata ma in generale della città di New York. sono anche le protagoniste di uno spettacolo natalizio che ogni anno va in scena a Radio City Music Hall per tutta la famiglia e sempre sold out.

Ti è piaciuta la descrizione di questi film? Ti hanno un po’ catapultato nella magica atmosfera del Ringraziamento, soprattutto quella di New York? Speriamo di sì.

Buona ispirazione.

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scopri in questo articolo tutte le app indispensabili per il tuo viaggio a new york

App indispensabili per un viaggio a New York

App indispensabili per un viaggio a New York

In questo articolo ti descriviamo le 15 app indispensabili per affrontare un viaggio a New York. Questo perché tutti usiamo quotidianamente app che ci semplificano la vita, ne siamo letteralmente inondati. Noi ne facciamo grande uso, soprattutto Dany che si occupa della parte dell’organizzazione pratica di tutti i nostri viaggi. Alcune sono utili per tutte le destinazioni del mondo, queste in particolare ti serviranno durante il tuo soggiorno nella Grande Mela.

Ma mano che ne scopriremo altre le aggiungeremo al fondo di questo articolo. Quindi continua a seguirci anche sui nostri canali social per gli aggiornamenti.

Alcune di queste siamo sicuri che le conosci già, alcune no, sicuramente non sentirai l’esigenza di averle tutte. Ma ogni viaggiatore è diverso e grazie alla nostra esperienza e da quella dei clienti dei servizi di Travel design di Ely, abbiamo capito che queste sono in assoluto quelle più utilizzate e vanno incontro a svariate esigenze.

Connessione dati illimitati a New York

Ma partiamo dai fondamentali. Per far funzionare le app indispensabili non solo a New York ma in tutto il mondo, occorre una connessione internet. Si, è vero, a New York la rete wi fi cittadina è gratuita e abbastanza capillare, ma c’è un MA. Non dimenticare infatti che Ely è Travel Designer e New York travel destination specialist con attestato dello stesso ente del turismo di New York (che rinnova ogni due anni). E lo stesso ente del turismo di New York mette in guardia dall’utilizzare la rete pubblica cittadina, poiché libera e quindi più soggetta ad attacchi informatici. A meno che non si disponga di una VPN di protezione.

Quindi, come dice il detto? “Uomo avvisato mezzo salvato…” E dato che purtroppo Dany ama particolarmente le reti Wi fi pubbliche ma poi ogni tot mesi si trova le carte di credito clonate… abbiamo deciso di non farlo più!

Usa la e-sim Holafly con giga illimitati.

Nei nostri viaggi acquistiamo sempre una e sim con dati illimitati Holafly. L’abbiamo già testata non solo a New York ma anche in Malesia e in Egitto. Funziona benissimo e non abbiamo l’ansia di centellinare, appunto, le app che usiamo di solito nei nostri viaggi. In più da qualche settimana consente di attivare l’ hotspot fino ad 1 GB al giorno sia in Europa che nel Nord America.

Per tutti i lettori, e non solo di questo blog abbiamo un codice sconto del 5% da regalarti. Ti basta cliccare a questo link e il codice sconto è già inserito. Oppure basta inserire il codice sconto TWOMAKETRAVEL al momento del pagamento per attivare la promozione.

Il codice non ha mai scadenza e puoi cederlo a tutte le persone che vuoi, per tutte le destinazioni del mondo, non solo New York.

Ma ora vediamo nel dettaglio tutte le app che puoi utilizzare durante il tuo viaggio a New York.

Cosa posso fare per te a New York?

Se mi conosci già sai che New York è stata la mia seconda casa per quasi trent’anni, la mia famiglia vive ancora lì e oggi lavoro come Travel Designer e New York Travel Destination Specialist presso l‘ente del turismo di New York.
Questo significa una cosa molto semplice: non ti propongo un viaggio generico, progetto il TUO viaggio.

Partiamo da te — dai tuoi gusti, dal tuo budget, dal tempo che hai, da ciò che ti emoziona davvero — e costruisco un’esperienza su misura, dalla ricerca dei voli e dell’hotel fino all’itinerario quotidiano, agli incastri, ai ritmi, alle scelte che fanno la differenza quando sei sul posto.

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App utili per visto e immigrazione

Ci sono sicuramente due documenti che devi assolutamente avere per poter entrare a New York. Se sei cittadino italiano ti servirà sicuramente l’ESTA e poi il passaporto elettronico. Qui non ti spiegheremo cos’è l’ESTA, come si compila, dove devi compilarla e le condizioni di scadenza del passaporto. Questo perché è un argomento che abbiamo ampiamente affrontato in questo articolo molto approfondito che puoi leggere cliccando qui.

Quindi se sei in dubbio su cosa serva per entrare a New Yorkcorri a leggerlo oppure puoi richiedere oggi stesso la GUIDA CHE ABBIAMO SCRITTO con tutte le informazioni su “come funziona” New York e TUTTO  quello che devi sapere prima di affrontare il viaggio. Sono più di 70 pagine che aggiorniamo costantemente dai primi anni 2000 e che condensano 30 anni di vita vissuta nella Grande mela da parte di Ely.

E’ davvero molto utile, se non ci credi leggi anche le recensioni che ci ha lasciato chi l’ha letta, trovi tutte le info a questo link.

Ma per tornare a noi…

App ESTA per viaggiare a New York

lo sai che da qualche mese puoi compilare l'esta anche tramite questa app ufficiale?

SCARICA L’APP UFFICIALE ESTA PER ANDROID E PER IOS

Sai che da qualche mese puoi anche richiedere l’ESTA utilizzando questa app del tutto ufficiale?

Però per dovere di cronaca dobbiamo dirti che non sempre quest’app funziona bene, soprattutto nel caricamento delle foto del passaporto e nel riepilogo generale che indica che la domanda di ESTA è andata a buon fine.

Quindi te la segnaliamo, ma nel caso vedessi dei malfunzionamenti oppure dei comportamenti strani ti consigliamo di compilare la domanda da pc e non da app, così da non avere ansie inutili. Da quello che abbiamo potuto vedere in questi mesi alcuni clienti ho hanno avuto nessun problema mentre altri si. Quindi se stai organizzando il tuo viaggio a New York tieni conto che questa app è utile ma con riserva.

Invece la prossima che ti indichiamo è davvero una svolta!

App Mpc per entrare a New York

l'app mpc è fondamentale per il tuo viaggio a new york perchè ti permette di ridurre notevolmente la coda all'immigrazione

SCARICA L’APP MPC PER ANDROID E PER IOS

E se ti diciamo che questa può svoltarti devi crederci. Infatti da qualche mese è possibile ridurre considerevolmente la fila all’immigrazione (non solo di New York) con questa comoda e pratica app tra le indispensabili a New York poiché “salvatempo”. Nel vero senso della parola e sai benissimo che il tempo a New York è denaro. Si chiama MPC – MOBILE PASSPORT CONTROL

Come funziona l’app MPC? Ne abbiamo parlato nei minimi dettagli nell’articolo che trovi a questo link. Qui abbiamo anche elencato tutte le istruzioni passo passo per compilarla ed utilizzarla… quindi non hai scuse per correre all’articolo e segnarti tutti i vari passaggi da fare.

App utili per muoversi a New York

Sembra scontato ma in molti affogano in un bicchier d’acqua quando si tratta di capire come muoversi a New York. Certo queste app aiutano, ti saranno di grande supporto ma comunque sia non ottimizzeranno il tuo viaggio a New York. Se vuoi invece ottimizzare il tuo viaggio capendo bene le zone di visita che è meglio aggregare assieme a seconda di cosa vuoi vedere del tuo tempo a disposizione puoi richiedere ad Ely il servizio di ottimizzazione di viaggio a New York cliccando qui.

Perché farlo? Perché New York è gigantesca, ci sono milioni di cose da vedere e ma soprattutto il tuo tempo e il tuo budget non saranno certo illimitati e non vorrai perdere tempo inutile ma soprattutto denaro in cose che non fanno per te vero?

Ti ricordiamo infatti che Ely la città la conosce bene e i suoi consigli saranno davvero utili. Ti basta andare a vedere le recensioni di chi ha già usufruita dei suoi servizi!

Ad ogni modo ti consigliamo di usare:

Google Maps

SCARICA GOOGLE MAPS PER ANDROID E PER IOS

Sembra scontato ma Google Maps ti sarà appunto di grande aiuto. Come abbiamo detto prima non fa miracoli ma è un ottimo strumento. New York è una città in continua evoluzione e questa app ti fornisce notizie sempre aggiornate.

Google map utilizza 6MB ogni 10 minuti. Anche per questo motivo infatti ti consigliamo di avere a disposizione molti dati per la navigazione.

App MTA per il trasporto pubblico a New York

mta è l'app della società dei trasporti pubblici a new york, quindi è fondamentale per capire la metro e i pullman a new york.

SCARICA L’APP MTA PER ANDROID E PER IOS

Google Maps segnala ristoranti, percorsi negozi e ti dà anche una mano a utilizzare i mezzi pubblici. Ma se vuoi un aiuto in più scarica l’app ufficiale della società che gestisce i trasporti a New York City. Si chiama MTA e appunto qui troverai tutte le info sulle linee del Subway (la metro) ma anche dei bus.

Al suo interno ci sono anche delle mappe interattive per sapere sempre cosa prendere in base a dove andare. Per questo motivo secondo noi è una delle app indispensabili per un viaggio a New York.

App Uber e Lyft da utilizzare a New York in alternativa al Taxi

SCARICA UBER PER ANDROID E PER IOS

lyft è una valida alternativa a uber a new york. per risparmiare un pò sui taxi

SCARICA LYFT PER ANDROID E PER IOS

Dobbiamo dire la verità: Non riteniamo che queste due app siano totalmente necessarie perché la rete di trasporti a New York è sicura ed efficiente. Ma in alcuni casi estremi possono esserti molto di aiuto. Sono utili per alcuni spostamenti “azzardati”, soprattutto in alcune ore della giornata e alcuni giorni della settimana e a determinate categorie di viaggiatori che hanno necessità particolari, come mobilità limitata.

UBER e LYFT in Italia non sono molto famose per tanti motivi… ma nel resto del mondo sono molto usate (anche con nomi diversi…) e talvolta si rivelano più economiche dei taxi.

Sono facilissime da usare e molto sicure. Tutte le transazioni economiche avvengono tramite carta di credito registrata all’interno dell’app e non dovrai dare nessun denaro in più all’autista, potrai anche segliere se lasciare o no la mancia tramite app. In più tutto è tracciato sul tuo dispositivo in tempo reale: autista, strada percorsa. Registrerai anche la tua foto nell’app e vedrai in tempo reale il volto del driver che sta per venire a prenderti e anche lui vedrà la tua.

App per traghetti pubblici a New York

lo sai che a new york non c'è solo la metro ma puoi anche prendere i traghetti per spostarti?

SCARICA NYC FERRY PER ANDROID E PER IOS

Ma forse non tutti sanno che…

Non esistono solo metro e bus a New York, ma c’è una rete di traghetti (ferry boat), che non solo evita il traffico cittadino ma ti permette di godere di una vista mozzafiato sullo skyline di Manhattan a prezzi piccolissimi.

Si chiama NYC FERRY e ti viene in aiuto per capire le rotte, gli orari e dove prendere i traghetti. Ma come sfruttarli al meglio nel tuo itinerario?

Di nuovo Ely può venirti in aiuto attraverso le sue consulenze e i suoi servizi di itinerari, anche personalizzati, a New York. Scoprili tutti cliccando a questo link.

Mangiare a New York

Non mastichi bene l’inglese ma quel ristorante in cui vorresti assolutamente andare a mangiare è solo su prenotazione? Nessun problema, ti veniamo in aiuto noi.

Yelp e Open Table per prenotare i ristoranti

grazie all'app yelp potrai prenotare tutti i ristoranti di New York

SCARICA YELP PER ANDROID E PER IOS

open table è un'altra app che devi conoscere se vuoi prenotare i tuoi ristoranti a new york

SCARICA OPEN TABLE PER ANDROID E PER IOS

Le conosci già? Queste due app ti permetteranno non solo di prenotare ma di scegliere il ristorante che più fa per te a New York. Ci sono tante recensioni dei clienti e i menù in anteprima da sfogliare.

Per godere al meglio anche le tue cene speciali nella Grande Mela.

L’app per intolleranti al glutine da usare a New York.

se sei intollerante al glutine nel tuo viaggio a new york non può mancare find me gluten free che ti aiuta a cercare tutti i ristoranti gluten free

SCARICA FIND ME GLUTEN FREE PER ANDROID E PER IOS

Sei intollerante al glutine? Molti pensano che New York sia una città in cui è molto difficile trovare ristoranti gluten free. E invece non è così, di ristoranti che servono cibo senza glutine ce ne sono molti.

FIND ME GLUTEN FREE ti aiuta non solo a trovare quello che fa per te, ma ti indica anche, per ogni ristorante, quanti cibi davvero gluten free potrai trovare all’interno. Ci sono anche le recensioni degli utenti. Davvero molto comoda e pratica. Per questo motivo l’abbiamo messa in questa lista di app indispensabili da avere a New York.

E ricorda che in tutti i nostri servizi di Travel Design a New York, quindi guida, ottimizzazione e itinerario personalizzato Ely terrà conto delle tue necessità anche alimentari e ti indicherà tutti i ristoranti che fanno al caso tuo in tutte le zone che visiterai a New York. Tra i suoi clienti ha già avuto non solo celiaci ma anche diabetici o vegetariani. E tutti sono stati molto soddisfatti delle scelte proposte.

Le app che ti fanno risparmiare sul cibo a New York

Sprecare il cibo non ci piace. E non sopportiamo quando i supermercati, ristoranti o gastronomie sono costretti a buttare letteralmente via il cibo per mantenere alti gli standard qualitativi richiesti dalle varie normative. Che fare? Finalmente c’è un’app in particolare che ovvia a questo problema e che utilizziamo spesso anche in Italia.

Too Good to Go

too good to go è facile da usare non solo in italia ma anche a New york. Permette ai negozi di non sprecare cibo e a te di risparmiare moltissimo sui tuoi pasti veloci a new york

SCARICA TOO GOOD TO GO PER ANDROID E PER IOS

Famosa in Italia ma sbarcata a New York nel 2020 TOO GOOD TO GO ti permette di comprare il cibo fresco invenduto nei ristoranti a prezzi molto ribassati di circa un terzo rispetto al loro prezzo pieno.

Cosa puoi trovare? Pizza, bagels, cornetti salati, formaggio stagionato, tacos, succhi di frutta, ravioli fatti a mano e molto altro! Certo, non potrai sopravvivere a New York solo con questo tipo di cibo, anche se il tuo budget è molto piccolo. Ma questa opzione potrebbe venirti incontro quando la sera sei troppo stanco per andare al ristorante e desideri solo metterti sotto le coperte a riposare per risparmiare energie per il giorno successivo. Oppure hai mai pensato di fare dei pic nic alternativi in alcune zone strategiche della città? Un’opzione per vivere New York come un local e goderti il panorama mozzafiato.

Flashfood, l’app che salva il cibo nei supermercati di New York

flashfood permette di salvare cibo fresco nei supermercati di new york che altrimenti andrebbe buttato.

SCARICA FLASH FOOD PER ANDROID E PER IOS

Mentre FLASHFOOD permette di salvare cibo fresco dei supermercati che altrimenti verrebbe buttato nella spazzatura. Quindi app promossa anche in questo caso, perché alcuni supermercati newyorkesi hanno dei prodotti davvero freschi e di ottima qualità.

Ma non sono solo queste le app “food saver”, ce ne sono anche altre. Nelle sue consulenze Ely potrà elencartele tutte.

App per trovare acqua potabile gratis a New York

E’ risaputo che a New York l’acqua costa molto più di una bibita gassata. E ti consigliamo di avere sempre molta acqua dietro nelle tue giornate a New York. C’è molto da camminare in generale e tutti sono talmente focalizzati a camminare e visitare per ore perdendo di vista che bere può essere anche un sollievo alla fatica e alla stanchezza. In più alcuni periodi possono essere molto caldi e umidi a New York, quindi se la tua vacanza sarà proprio in quei periodi avere sempre acqua con sé è fondamentale per reidratarsi.

Tap Water

 tap water serve a trovare le fontanelle d'acqua a New york senza pagare l'acqua delle bottiglie che è generalmente molto cara

SCARICATAP WATER PER ANDROID E PER IOS

In realtà nei tuoi tragitti quotidiani di fontanelle in cui ricaricare la tua borraccia di acqua fresca e potabile e New York ne troverai molte, ma se vuoi partire senza ansia scarica TAP WATER.

Tra l’altro “Tap water” è la parola magica da usare anche nei ristoranti! Vuoi saperne di più? Tra i nostri consigli imperdibili su “come funziona New York” questa è solo una delle chicche che abbiamo pronte per te.

App per trovare bagni pubblici a New York

flush è un'app che ti mostra i bagni pubblici di new york.

SCARICA FLUSH TOILET FINDER PER ANDROID E PER IOS

where is public toilet è l'app che ti aiuterà a trovare i bagni pubblici a New york in maniera semplice

SCARICA WHERE IS PUBLIC TOILET PER ANDROID

Quando si cammina per molte ore, e ti assicuriamo che a New York camminerai davvero moltissimo, capita di aver bisogno di fare un bisognino. E in determinati periodi dell’anno, quelli davvero congestionati crediamo che queste due app che stiamo per svelarti siano davvero indispensabili da avere a New York.

Negli itinerari personalizzati e nelle consulenze Ely fornisce sempre molte indicazioni in merito perché la città offre davvero di tutto e nei posti più impensabili. New York è anche famosa per le sue stranezze e alcuni bagni pubblici della Grande Mela sono davvero imperdibili. Ma in caso ti trovassi in un’emergenza puoi usare tranquillamente queste due app:

La prima è FLUSH TOILET FINDER. La seconda è WHERE IS PUBLIC TOILET

E vedrai che in ogni punto di New York fare i bisogni, anche urgenti, non sarà più un problema.

Speriamo di esserti di aiuto con questo articolo. Ne conosci altre? Faccelo sapere, le aggiungeremo volentieri a questa lista. Non perderti TUTTI gli altri articoli che abbiamo scritto con tutti i fondamentali che devi conoscere per partire per New York. E se hai bisogno di aiuti nell’organizzare il tuo viaggio a New York non perderti tutti i servizi di Travel Design di Ely che trovi a questo link!

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Cosa vedere a Kuala Lumpur

in questo articolo ti indichiamo cosa vedere assolutamente in un tinerario di due giorni a Kuala Lumpur

Cosa vedere a Kuala Lumpur

Se ti chiedi cosa vedere a Kuala Lumpur sei nel posto giusto. Certo, questo articolo ti dà le indicazioni per un itinerario a Kuala Lumpur di due massimo tre giorni, tutto dipende dai tuoi ritmi in viaggio. Se invece per qualche motivo devi rimanere di più questa lista sarà solo un assaggio. La capitale della Malesia è una grande metropoli che a nostro parere va esplorata a fondo anche solo per capire la sua grande commistione e il suo melting pot culturale.

Comunque sia qui troverai quelle che secondo noi sono le tappe imprescindibili per un primo viaggio in questa città. Quindi come al solito armati di carta e penna e via… ecco il nostro itinerario di due giorni a Kuala Lumpur con tutte le indicazioni per vedere tutto in maniera ottimizzata, senza farti perdere tempo prezioso.

E non dimenticare che in questo articolo troverai tutte le informazioni che ti serviranno per organizzare al meglio il tuo viaggio in Malesia.

Mentre in questo articolo troverai tutte le informazioni principali su Kuala Lumpur. Dall’arrivo in aeroporto fino all’abbonamento per i mezzi pubblici.

Batu Caves

Come dicevamo poc’anzi, in Malesia il melting pot culturale, soprattutto cinese e indiano è talmente radicato che in alcune zone vi sembrerà di essere letteralmente in Cina e in altre in India. È questo l’esempio delle Batu Caves. Situate un po’ fuori Kuala Lumpur ma raggiungibili facilmente con le varie linee della metro in partenza da KL Sentral, il cuore dei trasporti della capitale malese. Batu Caves sarà proprio il capolinea di una di queste fermate della metro e sì, l’abbonamento dei mezzi descritto in questo articolo ti porterà direttamente qui.

Le Batu Caves sono delle vere e proprie grotte calcaree dentro quella che sembra una montagna, non sapremmo come altro definirla. Ma sono soprattutto un luogo di culto della religione induista. In questo luogo i colori sono sgargianti ed è pieno di scimmie, pipistrelli e galli. Un posto che a prima vista può sembrare pacchiano, ma di sicuro affascinante. C’è più di una grotta visitabile, la Temple Cave e la Ramayana Cave.

Batu Caves è assolutamente tra le cose principali da vedere a Kuala Lumpur. Non può mancare nel tuo itinerario.

le batu caves di Kuala Lumpur sono sicuramente uno dei posti che risposndono alla domanda cosa visitare in questa città

Temple Cave

La più grande, la più imponente, la più particolare è la più scenografica. Ma non è la prima in ordine di apparizione quando scenderai dal treno. Noi ti consigliamo di vederla per prima e di arrivare presto al mattino perché questo è uno dei luoghi più turistici di Kuala Lumpur.

Il primo impatto è impressionante. La montagna come sfondo, centinaia (272) di gradini colorati che entrano all’interno di essa e una altissima statua dorata sono il suo colpo d’occhio. La statua è quella del Signore Muruga, Dio indù della guerra, figlio di Shiva. È stata messa qui solo nel 2006 e con la sua altezza di 42,7 metri si dice che sia la statua più imponente del mondo. Diciamo che vederla dal vivo arricchisce questa sensazione.

L’ingresso è gratuito ma tieni in considerazione che è a tutti gli effetti un tempio induista quindi, per le donne, occorre entrare con un abbigliamento decoroso. Le spalle devono essere totalmente coperte e le cosce no si devono vedere. I gradini sono stretti, quindi presta attenzione sia in salita che in discesa. Le scimmie ti faranno compagnia per tutto il vostro tragitto, sono abituate alla presenza umana. Soprattutto perché il turista che gli dà da mangiare c’è sempre. Mi raccomando presta sempre attenzione a questi animali perché potrebbero essere portatori di malattie.

L’interno della montagna è anch’esso spettacolare e strano allo stesso tempo poiché è un connubio tra natura, templi coloratissimi e statue indiane situate in ogni piccola grotta. Sono in tutto 6: una per ogni dimora del Signore Muruga. Con un’altra rampa di scale si accede ancora più in alto. Una seconda caverna, dedicata alla consorte del Dio indiano. E questa dobbiamo dire che è ancora più spettacolare. Il tutto condito dai pipistrelli volanti e galli canterini.

Ramayana Cave

Se le prime grotte ti hanno stupito questa sarà la ciliegina sulla torta. L’ingresso costa pochi RM, praticamente 1 €, non c’è nessun tempio ma un vero e proprio museo che parte fin dal suo ingresso. Questo raffigura alcuni episodi del poema epico indiano Ramayana. Si tratta si tanti diorami composti da statue colorate, tra cui svetta il gigante addormentato, in un sonno durato ben 6 mesi.

Noi siamo completamente digiuni non solo della storia della religione induista ma anche della sua iconografia,. Quindi abbiamo visitato la grotta come se fosse un’installazione particolare, immaginando le storie raffigurate al suo interno. Dentro la grotta c’è anche una piccola cascata naturale e un’ulteriore grotta sopraelevata con uno spazio dedicato al culto. Alcuni antri delle grotte più piccole sono illuminate da luci laser simili a quelle che vengono usate negli ultimi anni per le decorazioni natalizie. Insomma un luogo davvero insolito.

Per la visita di entrambe le grotte tieni conto di una mezza giornata, calcolando anche il tempo per arrivare da Kuala Lumpur e per tornare verso il centro. Di fatto le grotte si visitano in circa due ore prendendosi i propri tempi per assaporare il luogo e l’atmosfera circostante.

Le ramayana caves sono assolutamente da vedere  a Kuala Lumpur assieme alle batu caves

Bricklfields – Little India

Uscendo da KL Sentral è molto facile imbattersi in questo quartiere perché si sta espandendo proprio ai sui piedi. Ti diciamo la verità, avevamo in programma di vederlo meglio al ritorno a Kuala Lumpur al termine del nostro viaggio perché avevamo proprio l’hotel in questa zona ma purtroppo non ce l’abbiamo fatta. L’abbiamo vista un po’ di sfuggita ma abbiamo comunque apprezzato le sue “indian vibes”. Infatti Brickfields è conosciuto come Little India proprio perché è il più grande insediamento indiano in Malesia. Non ci sono solo negozi ma anche società e imprese indiane che operano nella capitale. E come puoi ben immaginare è tutto un tripudio di colori, odori, cibo e vestiti colorati che animano le sue strade.

Quasi per caso ci siamo anche imbattuti in una via laterale in cui abbiamo visto come si compongono le celebri ghirlande di fiori (veri), da parte di artigiani che lo facevano rigorosamente a mano, appuntando fiore per fiore. Una meraviglia. Il quartiere è caratteristico e riconoscibile perché ai lati della strada ci sono dei grossi archi di mattoni decorati e ovviamente colorati, nonché dei lampioni molto particolari che sembrano essere il proseguimento di spirali bianche decorative.

Thean hou temple

Tra le cose da vedere a Kuala Lumpur questa merita tantissimo! Dall’India passiamo in Cina e anche qui ci spostiamo leggermente fuori dal centro di Kuala Lumpur. L’ente del turismo della Malesia lo considera facente parte dello stesso quartiere di Brickfields. Per questo motivo abbiamo pensato bene di passarci attraverso per raggiungerlo (vedi paragrafo precedente). Questo tempio cinese è su un’altura coperta da fitta vegetazione, da cui si ha una magnifica vista dall’alto della città. Puoi anche pensare di raggiungerlo con il Grab dalla fermata della monorail più vicina, dato che c’è da fare un pezzo in salita. E con l’umidità e il caldo potrebbe risultare stancante.

Ma la fatica verrà ripagata perché la struttura è davvero notevole. Non siamo mai stati in Cina ma l’atmosfera che ci ha accolto ci ha catapultati lì per tutto il tempo. La struttura è un tripudio di draghi, tetti strutturati a mò di pagoda, tantissime lanterne e decorazioni di ogni tipo. Moltissimi fedeli in pellegrinaggio che pregano accendendo incensi e facendo offerte, anche di cibo. Senza contare una considerevole vista sulla città. In alcuni sorci abbiamo unito idealmente lo skyline iper moderno della centro della città con la tradizione più antica, anzi una delle tradizioni che animano la Malesia. Per dirla in modo moderno, questo tempio è fortemente instagrammabile, oltre che ad essere tra i più grandi tempi taoisti del sud – est asiatico. L’ingresso è libero.

questo magnifico tempio è imperdibile tra le cose da vedere a Kuala lumpur

KL forest eco park

Una delle attrazioni che più ci ha stupito di Kuala Lumpur. Punto primo perché è un fazzoletto di giungla primordiale malese nel cuore della modernità della capitale. Secondo perché è ancora, dopo secoli, il polmone verde della città e noi siamo assolutamente grandi sostenitori degli habitat naturali di un luogo, soprattutto quando, come in questo caso, ti dimentichi di essere circondato dai grattacieli, traffico, rumore.

Ma anche perché il parco è bellissimo, hanno costruito quelli che vengono chiamati “Canopy Walk” una serie di piccoli ponti sospesi all’interno di quest’area verde che sono belli e divertenti da percorrere. Ti sembrerà di essere all’interno del Borneo, e se ci pensi un attimo i due luoghi hanno molto in comune perché sono zone rimaste più o meno intatte dall’origine del continente asiatico. Questo parco è diventato area protetta nel 1906 ed è stata la prima area di giungla ed essere tutelata. Bellissimo.

Attenzione che sul sito dell’ente de turismo malese abbiamo trovato scritto che il parco è aperto tutti i giorni, mentre noi l’abbiamo trovato chiuso il venerdì. I prezzi sono, come succede spesso, diversi per i turisti e quindi abbiamo pagato 40 MR (10 €).

Anche questa è tra le cose assolutamente da vedere a Kuala Lumpur.

La Kl eco forest è tra le cose che ci è più piaciuta a Kula Lumpur. impredibili i suoi canopy walk

KL Tower

È anche chiamata Menara Kuala Lumpur e abbiamo preferito salire su questa torre invece di salire sulle famose Twin Towers Petronas. Questo l’abbiamo fatto principalmente per due motivi. Volevamo vedere le Petronas dall’alto ma soprattutto abbiamo letto che da qui ci sarebbe stata la vista più spettacolare della città. Infatti questa torre è alta 421 metri ma nonostante non sia la torre più alta della città ha una vista davvero stupenda. Abbiamo scelto di salici in orario tramonto, anche se il cielo era nuvoloso, comprando i biglietti all’ultimo minuto alle macchinette di fronte all’ingresso principale,. Abbiamo pagato con carta di credito scegliendo quello che viene chiamato Sky Deck, cioè la terrazza aperta a 300mt di altezza.

Prezzi e informazioni varie

Attenzione, anche qui i prezzi sono diversi per i malesi e i forestieri. I biglietti per la terrazza di osservazione coperta per i forestieri viene 60 RM per gli adulti (12 €) e 40 RM per i bambini (8 €). Mentre lo Sky Deck viene 110 RM per gli adulti (22 €) e 65 RM per i bambini (13 €). Lo skydeck in caso di pioggia viene chiuso al pubblico ma rimane aperta l’osservatorio al chiuso.

Noi siamo stati contenti della nostra scelta. La vista è notevole e nonostante le nubi siamo comunque riusciti a vedere il buio che pian piano avvolgeva tutto lo skyline di Kuala Lumpur. Siamo sicuri che durante il giorno la vista sia completamente diversa e che si possa arrivare anche a vedere il mare. Sullo Sky Deck ci sono anche due box completamente di vetro (le Sky Box) in cui, pagando una cifra in più è possibile accedere per un tempo limitato di 45 secondi. Non abbiamo visto quanto costavano. Un’esperienza da fare per chi non soffre di vertigini, perché anche il pavimento è completamente di vetro. È necessario togliersi le scarpe per accedervi e non utilizzare treppiedi per non compromettere la fragilità della struttura.

Ricordati che se arrivi alla KL Tower dall’ingresso di Menara nel quartiere di Bukit Nanas, di usare le navette gratuite che trovi all’ingresso sia per andare fino alla torre, che per tornare all’ingresso. In questo modo eviterai di fare un bel tratto di strada in salita. La navetta è di fatto un van che parte ogni tot e non dovrai attendere molto.

una delle viste più spettacolari di kuala lumpur la puoi avere dall kl tower. con le splendide petronas di fronte

Twin Towers Petronas

Chiudiamo in bellezza questa prima giornata a Kuala Lumpur con il suo pezzo forte, anzi, con la sua costruzione più conosciuta. Tra le cose da vedere a Kuala Lumpur infatti non possono mancare Le Twin Towers Petronas, meglio conosciute come Petronas Tower. Dobbiamo dire che per Ely vederle dal vivo è stata una grande emozione: nel 2000 era uscito il film Entrapment con Catherine Zeta-Jones e Sean Connery, ambientato proprio all’interno delle Petronas Towers. Lo aveva visto non suo padre e i film era piaciuto a entrambi tantissimo.

Se ci conosci da un po’ sai che Ely e la sua famiglia sono molto legati alla città di New York e a quell’epoca erano non solo rimasti stupiti dal fatto che esistessero altre Twin Towers nel mondo oltre a quelle di New York, ma erano rimasti affascinati anche dall’architettura molto particolare e dal fatto che ci fosse un ponte in mezzo che le collegasse. Insomma, per molti anni l’idea della Malesia è stata associata a quelle torri molto particolari. Solo organizzando questo viaggio abbiamo scoperto che la loro architettura è molto legata alla tradizione islamica poiché hanno una pianta a forma di stella a 8 punte. In più hanno una struttura a 5 livelli sovrapposti che rimandano ai 5 pilastri dell’Islam e i pennoni sui minareti evocano i minareti delle moschee, nonché le stelle dell’Islam.

Visita alla Petronas Twin Tower e altre info

Noi abbiamo preferito goderci questa vista dall’esterno, illuminata dalla sera. Se vuoi salirci è consigliabile prenotare i biglietti on line perché gli ingressi sono limitati a 720 in loco e 720 on line. Essendo il simbolo indiscusso di Kuala Lumpur la sua piazza antistante è sempre abbastanza affollata, soprattutto nelle ore pomeridiane e serali. La gente è tanta e i fotografi che si propongono di immortalarti con le Petronas sullo sfondo sono talmente tanti che la piazza viene transennata per creare una divisione tra i turisti e questi ragazzi armati di cellulari, treppiedi e luci led. Esiste un modo per fotografare le Petronas con meno folla ma ti spieghiamo dov’è nell’itinerario del secondo giorno.

Abbiamo salutato così la prima giornata a Kuala Lumpur, stanchi ma con gli occhi pieni di meraviglia, pronti per affrontare nuove esperienze.

la prima volta che ely ha visto le Petronas è stato nel film entrapment e da quel momento ha desico che avrebbe voluto vederele dal vivo

Merdeka Square

Iniziamo la seconda giornata a Kuala Lumpur tuffandoci nella sua storia, perché Merdeka Square è la piazza in cui nel 1957 venne dichiarata l’indipendenza della Malesia. Quindi a nostro avviso un’altra delle cose immancabili da vedere a Kuala Lumpur. Infatti sia che ti interessi o no la storia, quest’area è piena di palazzi storici molto interessanti e spiragli di modernità, come angoli suggestivi di street art, soprattutto lungo il fiume. Per venire qui prendi i mezzi scendendo a Masjid Jamek, che è anche il nome della bellissima Moschea del Venerdì, una delle più antiche della Malesia. Questa vale la pena visitarla al fuori dagli orari di preghiera, senza scarpe e adeguatamente vestiti con apposite tuniche fornite all’ingresso.

Va ricordato infatti che, nonostante la forte influenza Cinese ed Indiana la Malesia è uno Stato a maggioranza islamica. Pensa infatti che in tutti gli alberghi in cui abbiamo soggiornato c’era l’indicazione sul soffitto della direzione della Mecca, per permettere ai Musulmani di pregare. E in questa moschea, un volontario ci ha spiegato in pochi minuti un po’ di concetti base della religione islamica: da cosa è composto il Corano, di cosa parla, perché una volta nella vita i fedeli devono recarsi in pellegrinaggio alla Mecca, addirittura le posizioni che un musulmano deve assumere durante i 5 momenti di preghiera giornaliera. Abbiamo apprezzato molto le informazioni e c’è anche stato un momento per le nostre domande.

Le meraviglie di Merdeka Square

All’interno di questa piazza è anche possibile, avendo tempo, entrare dentro l’Edificio del sultano Abdul Samad, ammirare il pennone alto 96 metri che simboleggia la prima cerimonia dell’alzabandiera malese, ma soprattutto vedere il “River of life”. Ossia il un punto di convergenza di due fiumi: il fiume Klang e il fiume Gombak. Un’opera di risanamento delle acque, un tempo fangose, e torbide – non dimentichiamo che Kuala Lumpur vuol dire appunto “confluenza fangosa” – ora annoverato tra i 10 lungofiumi più belli del mondo.

Il progetto è durato 7 anni e tutti gli sforzi hanno dato i loro frutti, poiché il fiume è ora una popolare attrazione turistica. Lungo le sue sponde infatti ci sono con caffè, piste ciclabili e fontane danzanti insieme a stravaganti spettacoli di luci notturne che colorano l’acqua di un sorprendente blu. Nonché bellissimi murales dipinti sulle facciate dei palazzi. Infatti alla sera, la “fontana sinfonica danzante” germoglia letteralmente a ritmo di musica. Una combinazione tra canzoni popolari malesi e brani di cultura pop che diventano successi mondiali. Il river of life è anche conosciuto con il nome di “Piscina Blu” o “Kolam Biru” in malese poiché grazie all’illuminazione blu cobalto l’acqua si trasforma in una tonalità di blu brillante.

merdeka square è uno dei posti che più riscoprono la riqualificazione di kuala lumpur con murale e fontane luminose

China Town a Kuala Lumpur

A Kuala Lumpur e in generale in tutta la Malesia l’influenza cinese, così come l’immigrazione cinese è notevole. Quindi anche se hai già visto altre “China Town” nel mondo e forse iniziano a sembrarti tutte uguali, ti consigliamo comunque di fare un giro in questo quartiere perché è un’altra delle cose che vale la pena vedere a Kuala Lumpur. Se invece è la tua prima esperienza di questo genere vedrai che ti piacerà moltissimo. Per visitare bene la zona ti consigliamo di scendere alla stazione di Pasar Seni e poi procedere in quest’ordine.

Sri Maha Mariamman Temple

Ci troviamo sì nel quartiere Cinese ma questo devi vederlo perché è il tempio Hindu più antico della Malesia e, a quanto pare, anche il più ricco. Il tempio è dedicato a Mariamman che è la dea della madre dell’India del sud, anche nota con il nome di Parvati. Un tempio molto ben affrescato e molto colorato, come del resto tutti i tempi di religione hindu. Qui abbiamo notato, rispetto a tutti gli altri tempi, che occorre sì togliersi le scarpe all’ingresso ma che queste vanno messe in apposite ceste a pagamento (pochi centesimi) di fianco all’entrata principale. Viene dato un bigliettino con il numero della cesta per riprenderle.

Guan Di Temple Chinatown

È forse uno dei templi taoisti che ci è piaciuto di più in questo viaggio, quindi ti consigliamo una visita. Meno scenografico del Thean hou temple visto il giorno precedente sicuramente, ma con tantissimi devoti che hanno bruciato non solo incensi ma anche una speciale carta, la carta joss, all’interno di una vera fornace all’interno del tempio stesso. Abbiamo anche imparato che bruciare la carta assicura che i defunti abbiano tutto ciò di cui hanno bisogno nell’aldilà.

la chinatown malese è assolutamente tra le cose da vedere a kuala lumpur perchè autentica

Jalan Petaling

Forse la conosci già per il suo nome occidentale “Petaling Street”. D’altronte Jalan in malese significa “strada”. Ed è sicuramente una delle strade più famose di Kuala Lumpur e di questo quartiere. Sicuramente è la più folkloristica in quanto non mancano tutti quegli attributi che la rendono riconoscibile e anche un po’ riconducibile agli stereotipi delle ChinaTown nel mondo. Qui infatti si trova davvero di tutto: dallo street food alle tantissime bancarelle che vendono qualsiasi cosa, anche marchi falsi. Da non perdere il Petaling Street Market, il mercato coperto in cui tutto ciò che abbiamo appena descritto raggiunge il suo apice.

Kwai Chai Hong

È diventata ormai una delle mete più frequentate della China Town di Kuala Lumpur, nonché una delle mete più instagrammabili della capitale. Infatti in questa minuscola stradina è famosa per la sua street art al pari di Penang.

Si dice infatti che 5 amici nel 2018 vollero fortemente restaurare e ringiovanire questo piccolo vicolo storico in modo che i visitatori potessero rivivere i vecchi giorni di gloria di questo quartiere. Queste botteghe prebelliche restaurate e un lampione secolare trasportano istantaneamente i visitatori indietro nel tempo. Ogni opera d’arte infatti raffigura una storia del passato e di fianco ad ogni opera ci sono dei QR code in cui è possibile risalire alla storia del murales e ai suoi autori. Kwai Chai Hong è stato premiato con i Placemaker Asean Awards 2021.

Kwai Chai Hong è un piccolo gioiello di riqualificazione artistica nella chinatown di Kuala lumpur. davvero imperdibile

Perdana botanical garden

Questo non è distante dal quartiere che abbiamo descritto nei paragrafi precedenti. Questo parco dà molto bene l’idea di quanto Kuala Lumpur sia sì una grande metropoli fatta di grattacieli, sopraelevate e modernità ma anche di verde cittadino e spazi in cui rilassarsi per fuggire all’umidità tipicamente asiatica che pervade la capitale malese. È un parco davvero molto grande, forse un giorno non basterebbe a visitarlo tutto, ma noi l’abbiamo inserito nel nostro itinerario perché volevamo anche assaporare questo lato della città.

Quindi prendetevi un paio d’ore e vedrete che vi sembrerà di essere completamente catapultati altrove. L’ingresso è gratuito poiché è a tutti gli effetti un parco cittadino e al suo interno non perdete l’Orchid Gardens, una straordinaria esposizione di orchidee di tutti i generi e forme. Il parco ha molteplici specie di fiori, alberi siepi modellate, un grande lago e alcune cascate molto carine. Al suo interno si trovano anche l’Islamic Arts Museum Malaysia, il Planetarium Negara, il butterfly park e il bird park. Noi non abbiamo fatto in tempo a vederli tutti, ma se ti rimane una giornata libera puoi visitarli.

KLCC Park

Sappiamo bene che l’itinerario di questa giornata sembra non finire mai ma per completare l’elenco di cose da vedere a Kuala Lumpur questo non può mancare. Vale infatti la pena venire qui non solo per assaporare un’altra area verde della città. Ma anche per… Ricordi che ti abbiamo detto che ti avremmo dato il riferimento di un punto meno affollato per ammirare le Petronas? Ebbene questo è il posto. Qui è possibile fare delle foto con il simbolo di questa città senza troppa folla, anche se il parco ormai è piuttosto frequentato. Veni qui di sera, magari al tramonto. E alle ore 20, 21 e 22 è possibile assistere al “Lake Sinphony” lo spettacolo d’acqua e musica si fronte al Suria KLCC. Un ottimo modo per dire arrivederci a questa magnifica capitale asiatica.

il perdana garden e il KLCC sono tra le aree verdi più grandi e belle di Kuala Lumpur.  da vedere assolutamente in un viaggio nella capitale malese

Jalan Alor street food market

Terminiamo questa lunga carrellata di cose da vedere assolutamente a Kuala Lumpur con questa chicca. Infatti prima di ripartire verso altre mete non puoi dire di essere stato a Kuala Lumpur senza aver gustato lo street food più folle della città. In questa capitale infatti ci sono molti luoghi in cui è possibile comprare cibo di strada cucinato al momento ma Jalan Alor è il posto più famoso e anche il più affollato per farlo. Ma non temere: noi lo abbiamo provato e non solo ci è sembrato un posto “pulito” in cui cibarci, ogni cosa che abbiamo assaggiato era molto buona. Sarà che noi amiamo il cibo asiatico!

E con questo è veramente tutto. In questo articolo abbiamo inserito alcuni link di escursioni che partono da Kuala Lumpur che puoi fare comodamente grazie al nostro partner Get Your Guide. Ricordati che hanno sempre cancellazione gratuita fino a 24h ore prima della partenza.

lo street food in Malesia è eccezionale. qui quello di jalan alor, uno dei più famosi di Kuala Lumpur

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nel nostro itinerario di 2 giorni a Kuala Lumpur non poteva mancara la vista più bella delle Petronas tower

Itinerario di 2 giorni a Kuala Lumpur

nel nostro itinerario di 2 giorni a Kuala Lumpur non poteva mancara la vista più bella delle Petronas tower

Itinerario di 2 giorni a Kuala Lumpur

2 giorni pieni ti basteranno per vedere di tutto e di più in un itinerario a Kuala Lumpur. Abbiamo testato personalmente questo itinerario sfidando l’umidità tipica dell’Asia e il jet lag poiché siamo atterrati qui direttamente dall’Italia. La capitale Malese è solo all’apparenza un luogo in cui la modernità dei suoi grattacieli e delle sue monorotaie sopraelevate può fare invidia a New York. Infatti è molto di più. La Malesia più vergine qui trova ancora il suo spazio tra le nuovissime costruzioni e le culture millenarie si fondono in un vero melting pot che ti farà perdere l’orientamento facendoti credere di essere a tratti in Cina, a tratti in India a tratti nel futuro.

Due giorni sicuramente non bastano per comprenderla ma sono sufficienti per iniziare a conoscerla ed apprezzarla. Dopotutto sono molti i voli che dall’Italia fanno scalo a Kuala Lumpur per poi proseguire nel resto dell’Asia… e noi ci siamo ripromessi di tornare per capirla sicuramente meglio.

Ma nel frattempo goditi il nostro racconto e prendi spunto dalle nostre esperienze per costruire il tuo personale itinerario di 2 giorni a Kuala Lumpur.

Allaccia le cinture, partiamo!

Cosa serve per arrivare a Kuala Lumpur

La prima cosa da sapere è che i malesi abbreviano molto e Kuala Lumpur la troverai abbreviata con KL un po’ ovunque. Detto questo, nell’ articolo che trovi a questo link abbiamo inserito tutte le informazioni essenziali per affrontare un viaggio in Malesia e siamo sicuri che le stesse ti serviranno una volta atterrati a Kuala Lumpur. Infatti non solo questa città è la capitale della Malesia ma è anche dove atterrano i voli internazionali in Malesia, quindi queste informazioni ti saranno di grande aiuto. Ma in questa pagina andiamo a fondo su cosa serve una volta atterrati a Kuala Lumpur, quindi continua a leggere perché troverai solo informazioni pratiche.

Assicurazione di viaggio per Kuala Lumpur

Non ci stancheremo mai di ripeterlo:

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Una volta atterrati a Kuala Lumpur: sim per internet e cambio denaro

In questo articolo ti abbiamo spiegato bene cosa occorre una volta atterrati in Malesia, quindi anche i vari passaggi che vengono fatti all’immigrazione e che cosa viene richiesto. Ma siamo sicuri che, una volta che sul tuo passaporto avrai un timbro in più, le domande che ti farai saranno:

  • La mia valigia sarà arrivata? A questo non possiamo rispondere, possiamo solo dirti che ne caso non fosse così l’assicurazione di viaggio copre anche questa evenienza, quindi ancora una volta ti invitiamo a visionare la possibilità di usufruire delle sconto che offre Columbus ai lettori del nostro blog qui
  • Dove cambiare gli euro? Come detto in questo articolo in Malesia le carte di redito non vengono accettate ovunque ed è quindi buona norma cambiare in valuta locale. Ti consigliamo di iniziare a cambiare una piccola somma di denaro qui e poi di cambiare il resto durante il tuo viaggio a seconda delle tue necessità. Gli uffici di cambio in aeroporto ci sono sia vicino ai caroselli del ritiro bagagli che dopo le uscite. La moneta locale è il Ringgit malese, (RM) e attualmente (luglio 2024) ad 1 € corrispondono 5 RM.
  • Dove acquistare una sim malese per avere internet sempre con me? Anche a questa domanda possiamo rispondere senza problemi perché ovunque nel mondo per noi travel blogger è vitale rimanere connessi. Una volta che esci dall’area internazionale con le valigie svolta a sinistra e vai dritto. Ci sono due chioschetti che vendono sim, uno dei quali ha l’insegna “hotlink”. Noi abbiamo acquistato una sim valida per 30 giorni con 100 Giga. (Loro ti dicono che il traffico è illimitato ma non credergli, è di 100 GB che comunque sono sufficienti per fare tantissime cose). Il costo è di 50RM (10 €).

Come muoverti nel tuo itinerario di 2 giorni a Kuala Lumpur

Kuala Lumpur è una città che tra i suoi punti di forza ha sicuramente la sua rete di trasporto pubblico ultramoderna e che sembra un po’ futuristica. Noi ci siamo trovati benissimo fin da subito perché è tutto ben segnalato e ben funzionante. Ora ti diciamo tutto, in maniera tale che progettando il tuo itinerario di 2 giorni a Kuala Lumpur tu non ti perda nulla.

Dall’aeroporto al centro di Kuala Lumpur

Una volta atterrato dovrai arrivare nel centro di Kuala Lumpur. Puoi utilizzare diversi modi:

  • Taxi : tieni in considerazione che non è il mezzo più veloce per raggiungere il centro e che dovrai contrattare il prezzo della corsa.
  • Grab: ti spieghiamo il funzionamento in questo articolo ma tieni conto che anche questo non è il mezzo più veloce dopo ore e ore di viaggio.
  • KLIA Express: questo è il metodo in assoluto più veloce che ti consigliamo vivamente. In 30 minuti porta in centro città. Fa una sola fermata a KL Sentral che corrisponde anche alla fine della sua corsa.

La Klia Express, si prende al livello 1 del Terminal 1 (segui gli ascensori color porpora, il livello 1 e ancora sotto agli arrivi) e agli arrivi del Terminal 2 (in questo caso invece è meglio segnalato, con un bell’ingresso dedicato e più in vista).

Puoi comprare i biglietti in diverse modalità:

Tieni presente che il biglietto lo compri per il giorno che ti serve ma non avrai un orario indicato, puoi utilizzarlo (andata e ritorno oppure solo andata) all’orario che ti serve. Il biglietto della Klia Express ha un codice QR code che dovrai scansionare sia all’entrata che all’uscita dei tornelli.

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Come prendere i mezzi pubblici nel tuo itinerario di 2 giorni a Kuala Lumpur

A Kuala Lumpur ci sono diversi mezzi di trasporto che hanno le seguenti sigle: LRT. MRT, , BRT e Monorail. Quest’ultima non ha sigle specifiche ed è bene identificata come monorotaia. Non guardare la sigla, guarda solo sulla mappa dove devi andare (o su Goggle map) e Sali e scendi secondo le tue esigenze. Il modo più comodo di usufruire di questi mezzi non è pagare la singola corsa ma prendere un pass che per soli 9€ (45 RM) ti permette di usufruire di TUTTI i mezzi per 3 giorni. Scopri più info qui. La puoi comprare a tutti gli sportelli dei mezzi pubblici che sono sempre presidiati da persone fisiche per eventuali necessità.

È davvero comoda ed economica e ti assicuro che sfrutterai tantissimo perché Kuala Lumpur è impossibile da girare a piedi.

Se invece il pass non ti serve perché sei di passaggio puoi fare i “biglietti” alle macchinette di tutte le stazioni. Scegli la destinazione e inserisci le monete. Abbiamo messo biglietti tra virgolette perché in realtà sono dei gettoni di plastica colorati con un QR code da scansionare al tornello di andata, e da inserire come fosse appunto una moneta o un gettone al tornello di uscita. Curioso no?

Ecco il nostro itinerario di 2 Giorni a Kuala Lumpur

E ora che finalmente sei al corrente si tutto ciò che ti serve per visitare la città ecco il nostro itinerario di 2 giorni a Kuala Lumpur. Puoi seguirlo alla lettera oppure delinearlo in base ai tuoi gusti ed esigenze. Clicca sulle varie attrazioni per la descrizione completa oppure vai direttamente a questa pagina.

Ricorda che noi abbiamo visto tutte queste attrazioni in due giorni ma a seconda dei tuoi ritmi di viaggio potresti metterci anche più tempo, quindi sentiti libero di prender ispirazione ma ti adattare tutto alle tue esigenze personali. Nel caso avessi uno o più giorni liberi che ti avanzano a Kuala Lumpur oppure non hai voglia di fare un On the road, ma piuttosto tenere la capitale Malese come base per i tuoi spostamenti puoi anche fare dei tour che partono e arrivano in questa città. Li trovi a fondo dell’articolo oppure cliccando questo link.

giorno 1

giorno 1 – prima tappa

Batu Caves/ Ramayana Caves

La montagna come sfondo, centinaia (272) di gradini colorati che entrano all’interno di essa e una altissima statua dorata sono il colpo d’occhio di questo luogo. La statua è quella del Signore Muruga, Dio indù della guerra, figlio di Shiva. È stata messa qui solo nel 2006 e con la sua altezza di 42, 7 metri si dice che sia la statua più imponente del mondo.

Leggi di più cliccando qui…

giorno 1 – prima tappa

giorno 1 – seconda tappa

Little India

Brickfields è conosciuto come Little India proprio perché è il più grande insediamento indiano in Malesia, non ci sono solo negozi ma anche società e imprese indiane che operano nella capitale. E come puoi ben immaginare è tutto un tripudio di colori, odori, cibo e vestiti che animano le sue strade.

Leggi di più cliccando qui…

giorno 1 – seconda tappa

giorno 1 – terza tappa

Thean Hou Temple

La struttura è un tripudio di draghi, tetti strutturati a mò di pagoda, tantissime lanterne e decorazioni di ogni tipo. Moltissimi fedeli in pellegrinaggio che pregavano accendendo incensi e facendo offerte, anche di cibo. E una considerevole vista sulla città

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giorno 1 – terza tappa

giorno 1 – quarta tappa

KL Forest Eco Park

Dopo secoli è ancora il polmone verde della città e noi siamo assolutamente grandi sostenitori degli habitat naturali di un luogo. Qui ti dimentichi di essere circondato dai grattacieli, traffico, rumore ed è bellissimo passeggiare sui “Canopy Walk” una serie di piccoli ponti sospesi all’interno di quest’area verde…

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giorno 1 – quarta tappa

giorno 1 – quinta tappa

KL Tower

Guardare le città dall’alto porta sempre emozioni e abbiamo scelto di vedere Kuala Lumpur in tutto il suo splendore da questa torre. Alta 421 metri, ma nonostante non sia la torre più alta della città ha una vista davvero stupenda. ci siamo saliti al tramonto…

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giorno 1 – quinta tappa

giorno 1 – sesta tappa

Twin Towers Petronas

Chiudere in bellezza la prima giornata con vista Petronas Twin Towers è stata un’emozione fortissima perché viste dal vivo sono davvero belle. La loro architettura è particolare infatti non tutti sanno che…

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giorno 1 – sesta tappa

giorno 2

giorno 2 – prima tappa

Merdeka Square

Merdeka Square è la piazza in cui nel 1957 venne dichiarata l’indipendenza della Malesia. Ma che vi interessi o no la storia, quest’area è piena di palazzi storici molto interessanti e spiragli di modernità, come angoli suggestivi di street art, soprattutto lungo il fiume.

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giorno 2 – prima tappa

giorno 2 – seconda tappa

China Town a Kuala Lumpur

In questo quartiere c’è tantissimo da vedere: il tempio hindu più antico della Malesia, uno dei templi taoisti più suggestivi, ma anche il recupero di un quartiere tramite la sua street art e il cuore cinese che pulsa a suon di street food, bancarelle e tutto quello che potete aspettarvi da una Cina in miniatura…

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giorno 2 – seconda tappa

giorno 2 – terza tappa

Perdana botanical garden

Questo parco dà molto bene l’idea di quanto Kuala Lumpur sia sì una grande metropoli fatta di grattacieli, sopraelevate e modernità ma anche di verde cittadino e spazi in cui rilassarsi per fuggire all’umidità tipicamente asiatica che pervade la capitale malese. È un parco davvero molto grande…

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giorno 2 – terza tappa

giorno 2 – quarta tappa

KLCC Park

Anche se questa giornata vi sembrerà non finire mai dovete assolutamente fare un salto in questo parco perché vi darà un nuovo punto di vista sulla città, nonché sulle mitiche Petronas Towers…

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giorno 2 – quarta tappa

giorno 2 – quinta tappa

Jalan Alor street food market

non potete dire di essere stati a Kuala Lumpur senza essere aver gustato lo street food più folle della città. In questa capitale infatti ci sono molti luoghi in cui è possibile comprare cibo di strada cucinato al momento ma questa strada è il posto più famoso e anche il più affollato per farlo. Ma non temete:

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giorno 2 – quinta tappa

I tour in partenza da Kuala Lumpur

Sono ideali se hai a disposizione più di due giorni nella capitale malese oppure se non vuoi fare un on the road ma tenere Kuala Lumpur come base per il tuo viaggio. Non ti consigliamo quelli di Get your Guide perché hanno sempre cancellazione gratuita entro 24h dalla data di fruizione e la loro qualità ci piace molto. In più prenotandole su questi link noi possiamo tenere traccia della tua transazione e monitorare lo stato della prenotazione come se fossimo un’agenzia viaggi. Abbiamo anche messo l’opzione di un tour di 10 ore a Kuala Lumpur se invece il tempo disponibile in questa città è poco e vuoi vedere comunque molto.

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Tutte le informazioni per organizzare un viaggio in Malesia le trovi in questo artcicolo che abbiamo scritto al termine di un viaggio bellissimo

organizzare un Viaggio in Malesia

Tutte le informazioni per organizzare un viaggio in Malesia le trovi in questo artcicolo che abbiamo scritto al termine di un viaggio bellissimo

organizzare un viaggio in malesia

Nonostante il Sud est asiatico sia una meta molto ambita dai viaggiatori che come noi amano il fai da te, organizzare un viaggio in Malesia può riservare qualche sorpresa in termini di pianificazione del proprio itinerario. Quindi in questo articolo cercheremo di darti tutte, ma davvero tutte le informazioni che davvero ti serviranno per organizzare il tuo viaggio in Malesia, senza intoppi. Questo perché a differenza della Thailandia, Indonesia o Vietnam, questo Stato sta iniziando a vivere solo negli ultimi anni una grande espansione turistica e quindi l’impressione è che la popolazione si stia, diciamo così “rodando” poco per volta alle esigenze dei viaggiatori.

La Malesia è un paese capace di cambiare aspetto continuamente. Si inizia con la modernità estrema passando attraverso la giungla, la street art e le isolate ma paradisiache isolette in cui il traffico diventa un lontanissimo ricordo. Un luogo in cui si incontrano culture diverse in un melting pot reale: di tanto in tanto perderai l’orientamento e ti chiederai: “Sono in India?” “Sono in Cina?” “In che posto sono finito?” Ed è proprio questo il bello di questo viaggio. Scavare a fondo per trovare la vera essenza della Malesia.

Noi l’abbiamo trovata nelle persone. E se sei qui vuol dire che anche tu sei sulla buona strada per cercare la tua. Come diciamo sempre prendi carta e penna e che il tuo viaggio inizi!

Buona ricerca.

Il periodo migliore per viaggiare in Malesia

Per organizzare un viaggio in Malesia come in molte destinazioni del mondo è bene sapere, climaticamente parlando, qual è il periodo migliore in cui recarsi, in modo tale da non trovarsi in mezzo a stagioni non ottimali.

Quindi sappi che in Malesia ci sono più zone da tenere in considerazione, ognuna con il suo clima. Ma prima di tutto: dov’è la Malesia?

La Malesia fa parte di quella penisola che “si stacca” letteralmente dalla Thailandia e finisce con Singapore nella sua punta meridionale. (Questa zona è chiamata peninsulare). Ma fa anche parte della Malesia l’isola alla sua destra, che comprende il Borneo e il Brunei. (Malesia orientale).

  • Tra aprile e ottobre il clima è favorevole per la costa orientale peninsulare (la zona scelta da noi).
  • Tra ottobre ed aprile invece il clima è favorevole per la costa occidentale (opposta a quella scelta da noi).
  • Da Gennaio a maggio è il periodo migliore per visitare il Borneo.
  • Da febbraio a novembre è il periodo perfetto per le isole Perhentian, meta in cui abbiamo lasciato il cuore.

Documenti necessari per viaggiare in Malesia

È necessario essere in possesso di unpassaporto elettronico con almeno sei mesi di validità residua dalla data di entrata nel paese. Il visto è necessario solo per soggiorni superiori a 90 giorni e sul sito di viaggiare sicuri c’è anche scritto che “dal 1 dicembre 2023 è necessario esibire, al proprio arrivo nel Paese, la Malaysia Digital Arrival Card (MDAC)”. In realtà in aeroporto al nostro arrivo nessuno ci ha chiesto nulla nonostante ci fossero fogli appesi che menzionavano la MDAC. Durante le nostre ricerche pre partenza – giugno 2024 – infatti la situazione non era chiarissima ma ora in cui stiamo scrivendo l’articolo vediamo che la MDAC è menzionata ovunque.

Abbiamo fatto una breve coda all’immigrazione e ci è stato chiesto nell’ordine: “con chi stavamo viaggiando”, “Quanti giorni saremmo stati in Malesia” e “per quale motivo stavamo viaggiando in Malesia”.

Non ci sono state fatte foto né ci sono state prese le impronte biometriche, cosa che invece ci hanno chiesto al ritorno in Italia.

Situazione sanitaria e assicurazione viaggio per viaggiare in Malesia

Non sono richieste vaccinazioni obbligatorie, ma a seconda del tuo stato di salute confrontati con il tuo medico.

Il clima è caldo umido e anche in questo paese è bene fare attenzione a non ingerire acqua del rubinetto e a consumare verdura cotta e lavata con la loro acqua. Fai attenzione anche al ghiaccio. Noi non viaggiamo mai senza assicurazione di viaggio, perché non si sa mai. Viaggiando tanto ogni tanto qualcosa va storto e quindi preferiamo sempre essere protetti. Noi utilizziamo l’assicurazione di annuale di Columbus senza franchigia (è infatti possibile toglierla pagando qualche euro in più). E per tutti quelli che ci seguono in questo blog e nelle nostre pagine Instagram abbiamo uno sconto del 10% su tutte le polizze e tutte le destinazioni del mondo. Ti basta cliccare sul link, lo sconto è già attivo e non ha scadenza.

i famosi jetty di penang, una delle cose più suggestive da vedere in un viaggio in Malesia

Quanto costa viaggiare in Malesia

Nell’ organizzare un viaggio in Malesia, ciò che potrebbe incidere molto sul budget è solo il viaggio aereo. Per il resto il costo della vita lì è davvero molto conveniente per gli standard europei, in linea con quelli di tutto il sud est asiatico. Ma approfondiamo tutto tra poco.

Volo aereo verso la Malesia

Noi abbiamo comprato i biglietti aerei ben 9 mesi prima pagando circa 700 € a testa che per noi è una cifra assolutamente accettabile per quella meta. Essendo partiti da Milano Malpensa abbiamo viaggiato con Qatar Airways con scalo a Doha, ma le possibilità sono molteplici a seconda delle esigenze e la provenienza di ciascuno. In questo articolo trovi una guida molto completa che risponde alla domanda che fanno tutti i viaggiatori: “Quando conviene comprare un volo aereo?

I voli con più scali di norma costano di meno, quindi la scelta (come Ely dice sempre quando effettua le consulenze per gli itinerari personalizzati a New York) sta nel tuo personale modo di viaggiare. Di solito noi facciamo sempre una prima scrematura con skyscanner e teniamo i voli monitorati per qualche settimana comparando i prezzi sui siti ufficiali delle compagnie di bandiera. L’acquisto finale lo facciamo proprio dai siti ufficiali.

Ricorda però che negli ultimi tempi quasi tutte le compagnie di bandiera espongono i prezzi senza posti a sedere né bagagli in stiva ma solo con bagaglio a mano (di solito un trolley da 10 kg e uno zaino o borsa). I posti a sedere e il bagaglio in stiva vanno comprati a parte. Se non decidi di comprare i posti a sedere non vuol dire che non avrai diritto a salire sull’aereo ma la loro assegnazione verrà fatta come nelle compagnie low cost, in maniera casuale. Quindi è possibile che se viaggi in coppia non avrai due posti vicini. Discorso a parte invece per i minori che vengono sempre assegnati vicino ad un adulto.

Strutture ricettive in Malesia

Ce ne sono ovviamente di tutti i prezzi e tutte le categorie, quindi anche qui dipende un po’ da come sei abituato a viaggiare e nell’organizzare il tuo viaggio in Malesia dovrai tenere conto anche di questo aspetto. La Malesia è però una meta, al pari della Thailandia o del Vietnam, in cui è ancora possibile soggiornare con 30€ a notte in strutture basiche che dispongono di camere da letto con bagno privato, colazione e aria condizionata. Fanno eccezione le strutture dotate degli stessi confort base appena descritti alle isole Perhentian che invece sono molto più care (100 € a notte) poiché sono presenti in numero ridotto. A nostro avviso speriamo che non ne aggiungano altre per non rovinare il meraviglioso habitat, il parco marino e il luogo di per sé paradisiaco.

Costo del cibo in Malesia

È uno dei punti forti per qualità e prezzo. A patto che piaccia il cibo asiatico. In linea di massima non abbiamo mai superato i 10€ a testa compreso di bevande. Cliccando a questo link trovi un video divertente che ti fa vedere nel dettaglio i costi e il cibo che abbiamo mangiato! Non abbiamo mai avuto timore dei banchi dello street food per strada perché ci sono sempre sembrati che rispettassero abbastanza le norme igieniche di base. Cmq sia abbiamo sempre mangiato cibo cotto ad alte temperature.

le piantagioni di te in Malesia sono imperdibili. qui siamo alle Cameron Highlands da boh

Muoversi all’interno della Malesia

Di solito ci piace affittare un’auto nei nostri viaggi itineranti rendendoli dei veri e propri On the road. Ma nell’organizzare il nostro viaggio in Malesia abbiamo preferito non farlo. Dany si è informato a lungo e le ragioni che lo hanno portato a desistere sono state:

  • Dal 2018 per guidare in Malesia occorre esibire una patente internazionale e non avevamo voglia di sostenere né la trafila che occorre per ottenerla né il suo costo.
  • La guida a sinistra. L’abbiamo provata in Australia e non abbiamo avuto problemi. Questa volta non ce la siamo sentita di rischiare a causa delle recensioni poco entusiaste di altri viaggiatori che hanno provato l’esperienza della guida in Malesia prima di noi. E mentre eravamo lì abbiamo avuto modo di constatare la situazione con i nostri occhi. Con il sollievo di aver fatto la scelta giusta.

Quindi ci siamo sempre mossi con i mezzi pubblici, i bus di linea e i GRAB.

Mezzi pubblici usati solo a Kuala Lumpur

Kuala Lumpur, la capitale della Malesia è davvero all’avanguardia, con una rete capillare di facile e intuitivo utilizzo. Ancora più facile ed economico se si comprano i pass turistici che danno accesso illimitato ai mezzi. Scopri tutto cliccando su questo articolo dedicato alla città di Kuala Lumpur.

Pullman che collegano le varie città

Davvero comodi, puliti, puntuali e ben organizzati. Abbiamo effettuato ben due viaggi di 4 ore ciascuno tra Kuala Lumpur /Cameron Highlands/ Penang. Abbiamo prenotato con qualche settimana di anticipo prenotando su questo sito. Attenzione però: molte carte di credito non vengono accettate per il pagamento, mentre non abbiamo avuto nessun problema con il pagamento tramite Pay Pal. Quindi nell’organizzare il tuo viaggio in Malesia tieni conto anche di questo.

Di solito chiedono di esibire il biglietto acquistato on line alla biglietteria centrale del luogo di partenza che verrà convertito in una vera e propria carta d’imbarco da mostrare al personale addetto prima di salire sul pullman.

Grab

Tieni anche conto che non tutte le città sono attrezzate come Kuala Lumpur e che non sempre i bus di linea sono puntuali. Dany ha scoperto che in molti paesi dell’Asia viene utilizzato Grab, un’app che funziona esattamente come Uber e ne abbiamo fatto davvero moltissimo uso. Come funziona? Semplicissimo:

  • scarica l’app qui e crei il tuo account in cui carichi una carta di credito per il pagamento.
  • Ti chiederà di caricare una tua foto e ti richiederà di fare il riconoscimento facciale. (ti servirà perché quando chiamerai l’autista tu avrai visione del suo volto e lui del tuo per maggior sicurezza).
  • Nella schermata principale prenota l’auto con un driver (puoi anche utilizzarlo per ordinare del cibo).
  • Prima inserisci il punto in cui sei (inserisci l’indirizzo).
  • Poi scegli dove vuoi andare.
  • Ti appariranno delle proposte di prezzo con relativi autisti come se fosse un’asta. Puoi scegliere l’opzione che vuoi in base al prezzo e ai giudizi relativi ad ogni driver. In fase di scelta l’app ti mostrerà la tipologia del veicolo, la targa e la foto del volto dell’autista.
  • Scegli il tuo driver e l’app ti dirà non solo in quanti minuti il tuo driver arriverà ma ti permette di seguire il percorso della sua auto in tempo reale mediante mappa.
  • Una volta che il driver arriva (assicurati che sia lui dalla faccia e dalla targa del veicolo) sali nella vettura, lui sa già la tua destinazione. Molti driver a Kuala Lumpur sono cinesi e molto di poche parole… ad ogni modo puoi seguire tutto il tuo percorso mediante app in tempo reale.
  • Una volta a destinazione scendi dall’auto. Non dovrai pagare l’autista perché la transazione avviene tramite carta di credito. Puoi però lasciare la mancia all’autista e dargli una valutazione SEMPRE mediante app. Non dargli mai del denaro contante.

Taxi

Non abbiamo utilizzato i taxi perché sono un po’ più cari di Grab, anche se ci rendiamo conto che la parola “caro” è comunque in riferimento agli standard malesi. Per lo più non abbiamo avuto voglia di contrattare, cosa che nel caso dei taxi è consigliabile fare.

il bello di organizzare un viaggio in Malesia sta nel rendersi conto della diversità di territorio che si avrà la fortuna di vedere

Il nostro itinerario di viaggio in Malesia “fai da te” di 20 giorni.

Noi abbiamo scelto di trascorrere in Malesia 20 giorni con un itinerario studiato sui nostri gusti e le nostre necessità. Facciamo questo da molti anni e Ely organizza itinerari su misura a New York, quindi sappiamo bene come ottimizzare al meglio le giornate dedicate alle visite e quelle in cui occorre necessariamente prendersi il tempo per gli spostamenti da un luogo all’altro. Quindi nell’organizzare il tuo viaggio in Malesia tieni conto anche degli spostamenti per ottimizzare tutto.

Tieni conto che due giorni di viaggio volano – letteralmente parlando – per via del numero di ore trascorse in aereo e per il fuso orario in avanti di 6 ore rispetto all’Italia. Tra il viaggio e tutti gli spostamenti interni l’itinerario ideale per i nostri giorni a disposizione è stato questo: Kuala Lumpur (trovi tutte le info cliccando sul link), Cameron Highlands, Penang, Peherentian. A breve scriveremo tutti gli articoli relativi ad ogni tappa.

Lo stesso itinerario lo si può fare in minor tempo rimanendo meno giorni alle isole Perhentian, in cui non abbiamo solo girato ma ci siamo anche rilassati un po’. Infatti questo itinerario di viaggio in Malesia è fattibile anche in 15 giorni.

Le criticità che abbiamo trovato nell’organizzare un viaggio in Malesia e una volta in loco.

Come abbiamo accennato all’inizio di questo articolo, abbiamo trovato la Malesia un po’ in “rodaggio” non solo nella fase di pianificazione del viaggio ma anche mentre eravamo lì. Ma vogliamo spiegarti meglio. Niente di irrisolvibile, ma se appunto stai cercando informazioni per costruire il tuo itinerario pensiamo sia giusto darti queste informazioni:

  • Non sempre i siti internet malesi danno informazioni esaustive o non sempre è facile trovare il sito giusto al quale fare riferimento. Ad esempio nel caso delle prenotazioni di barche e pullman. (Ma ora queste informazioni li abbiamo e quindi cliccando qui trovi quelle per i pullman, mentre cliccando qui quelli delle barche).
  • Non sempre le strutture ricettive malesi rispondono alle mail quando si prova a contattarli direttamente per le prenotazioni. A volte non hanno visione dei costi sul lungo periodo e chiedono di contattarli più a ridosso del viaggio. Dall’altra parte però una volta che rispondono sono sempre molto gentili e disponibili.
  • In fase di prenotazione a volte il metodo di pagamento migliore non è chiarissimo. Si fa fatica a ricevere le giuste coordinate bancarie.
  • Una volta in loco non sempre le carte di credito vengono accettate quindi portatevi dei cash da cambiare.

Altre curiosità squisitamente malesi

  • Non tutti i malesi parlano inglese e spesso occorre “abituarsi” al loro accento. Ma comunque sia trovano sempre il modo di farsi capire.
  • Alcuni prezzi sono esplicitamente più alti per i non malesi. Occorre farsene una ragione e comprendere quanto il turismo incida nella loro economia. Ma, come detto prima, tutti i prezzi sono più che accessibili per gli standard europei.
  • I malesi se “non sanno” si informano sempre. E questo ci è piaciuto molto.
  • I malesi non si preoccupano di portare al tavolo i piatti ordinati assieme. Quindi mangerai con tempi diversi rispetto ai tuoi commensali. La prima volta che questo succede avrai l’impressione che il tuo ordine sia andato perso, ma poi ci farai il callo e diventerà una divertente abitudine.
  • Tovagliolini questi sconosciuti: il più delle volte te ne portano uno piccolino. Quasi sempre dovrai chiedergli “tissues please” e a quel punto ti portano al tavolo il pacco intero di tovaglioli.
  • Ti ripetono il prezzo di qualsiasi cosa che stai per comprare. Più e più volte. Forse per assicurarsi che tu sia sicuro di quello che stai per spendere?
  • I malesi se la prendono con calma. Non avere fretta. Ti sembreranno anche un po’ pasticcioni… miglioreranno.

Trovi altri contenuti sulla Malesia sul nostro profilo Instagram cliccando qui. E altri ne arriveranno a breve!

E con questo speriamo di averti dato tutte le informazioni base per organizzare il tuo itinerario in Malesia. Ovviamente molte altre informazioni specifiche di ogni luogo le puoi trovare negli articoli qui sotto, Uno per ogni zona che abbiamo visitato. Se non li vedi ancora è perché li stiamo ancora scrivendo… pazienta!

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scopri con noi dove puoi dormire in un carrozzone gitano nelle bellissime langhe piemontesi

Dormire in un carrozzone gitano

scopri con noi dove puoi dormire in un carrozzone gitano nelle bellissime langhe piemontesi

Dormire in un carrozzone gitano usato come set del cinema e del circo.

Dormire in un carrozzone gitano è una delle esperienze più particolari che puoi fare se vuoi vivere una giornata fuori dal comune. E questo è ancora più particolare del solito perché viene ancora utilizzato nei mesi invernali come set del magico mondo del cinema e del circo.

Hai capito bene, un’avventura che non potrai vivere altrove, ma solo nel nostro bel Piemonte, con i tuoi bambini perché questo carrozzone è inserito in una location non solo molto wild ma decisamente romantica. Un luogo che sicuramente non conosci ancora, a due passi dalle scenografiche Langhe patrimonio Unesco che lasciano tutti senza fiato, in mezzo a tanti animaletti che ti piaceranno tantissimo.

Ma non vogliamo spoiler arti nulla: ora ti spieghiamo tutto per bene. E vedrai che amerai questo luogo.

Dormire in un carrozzone gitano nel bel mezzo del patrimonio Unesco

Tutti amano le Langhe, in particolare quelle che si affacciano nei territori tra Barolo, La Morra e i territori limitrofi. Il colpo d’occhio è notevole e attrae milioni di turisti, anche stranieri. Tanti decidono di alloggiare proprio lì. Ma pochi sanno che dall’altra parte del fiume Tanaro, lo scenario cambia decisamente e diventa più ampio, più tranquillo ma altrettanto scenografico. Pur essendo a soli pochi km da quel paesaggio tanto amato. Ed è proprio qui che Andrea ha scelto la sua location particolare in cui inserire il carrozzone gitano in cui dormire sogni decisamente selvaggi. Un posto unico, in cui godersi la natura a 360 Gradi, pur rimanendo a due passi dai filari di vino.

Tutto nasce dal sogno di poter vivere nelle Langhe

Tutto nasce dal desiderio di cambiare vita e di avvicinarsi proprio nelle amate Langhe. Andrea viveva a Carmagnola e lavorava nel settore farmaceutico legato agli animali. “Fin da piccolo i cavalli sono sempre stata la mia vita, ma sono sempre stato un grande amante degli animali in generale”. Ci ha detto quando siamo andati a trovarlo. E nella sua vita ha sempre amato moltissimo anche i viaggi e in generale la vita all’aria aperta. Ha viaggiato tanto, e lavorare nel turismo è sempre stato un sogno nel cassetto. Finché un giorno ha davvero iniziato a cercare un terreno che gli permettesse di aprire il cassetto e iniziare a vivere quel sogno.

Ha visto più di 100 location e sette anni fa ha trovato il luogo giusto. Una cascina a Costamagna, una frazione di Lequio Tanaro, detto “il balcone delle Langhe”, in cui iniziare una nuova vita con la sua bellissima famiglia.

Poter dare l’occasione ai viaggiatori in visita nelle Langhe di poter dormire in un carrozzone gitano faceva parte di questo sogno, ma tempo al tempo e ti spieghiamo tutto…

Podere del Vescovo, una location d’altri tempi

Podere del Vescovo Country House è un casolare del 1600 con una storia particolare. Veniva utilizzata dalla Curia per per accogliere i vescovi e i preti nelle loro villeggiature estive. Ma era anche un punto di riferimento per le famiglie contadine del luogo, quindi un vero e proprio podere nell’accezione del termine toscano. Un luogo di aggregazione.

questo è l'antico podere del Vescovo, ristrutturato ma che conserva ancora il suo tocco d'altri tempi

Un podere “glamping” immerso nel verde e circondato da animali

Oggi podere del Vescovo sembra provenire dal passato nonostante la sua recente ristrutturazione. Non ha ancora delle stanze per gli ospiti “tradizionali”, ma è una vera e propria location che ospita alcune strutture di glamping. Cos’è il glamping? Il Glamping è un termine che unisce due parole: glamour e camping. Indica strutture dall’anima fortemente legata a quella del campeggio, quindi non necessariamente fatte in muratura. A volte anche senza bagno e senza cucina, ma decisamente glamour, cioè che affascinano e incantano. Non tradizionali e alla moda.

E il carrozzone gitano fa parte di questi alloggi decisamente particolari.

Questo è reso possibile da più di 3 ettari di terreno che danno direttamente su quello che viene definito il “balcone delle Langhe”, un vero colpo d’occhio vi farà innamorare di questo posto. Ma è finita qui, perché alloggiando a Podere del vescovo non sarete solo immersi nel verde, ma sarete letteralmente a stretto contatto con Alpaca, Cavalli, gatti e caprette che pascolano liberi e felici. Hai capito bene: mentre gusti l’aperitivo di benvenuto potresti avere di fianco a te uno di questi animali che cerca di annusare il cibo che stai per mangiare, oppure che brucherà l’erba della veranda. In più podere del Vescovo ha un’ampia area barbecue utilizzabile da tutti i suoi ospiti e una spillatrice di birra artigianale locale, proveniente dai più importanti produttori piemontesi.

gli animali di podere del vescovo country hiuse sono lasciati liberi per la maggior parte della giornata quindi vivranno con te durante il soggiorno in questa fantastica location

E ora che ti abbiamo mostrato e spiegato la location in cui dormire è il momento di mostrarti il carrozzone gitano!

gli esterni del carrozzone gitano delle Langhe.

Dormire nel carrozzone gitano

Come sempre facciamo quanto raccontiamo il mondo degli host e delle location particolari ti diamo varie possibilità: puoi seguirci nel racconto di questo articolo ma anche dare un’occhiata al nostro profilo Instagram in cui abbiamo raccontato la giornata trascorsa a Podere del Vescovo dormendo dentro il carrozzone gitano. Infatti potrai vedere il bellissimo video che abbiamo realizzato a questo link. Ma siamo sicuri che vorrai vedere tutto, quindi andiamo avanti con il nostro racconto.

Ti ricordi che qualche paragrafo più in cu ti abbiamo raccontato che Andrea avrebbe sempre voluto una carovana gipsy per far dormire i suoi ospiti? Ebbene, qualche anno fa ne aveva trovata una aimè è stato letteralmente spazzato via da una tromba d’aria che tutti i vicini ricordano essere stata spaventosa. Ma Andrea non si è perso d’animo e ne ha trovata un’altra, questa volta davvero particolare.

il grande letto del carrozzone gitano ti permette di fare un'esperienza sia con la tua dolce metà che con i tuoi bambini

Dormire dentro un film

Questa volta il carrozzone gitano nel quale fare grandi sogni di gloria – è il caso di dirlo – Andrea lo ha recuperato da una vera e propria compagnia circense di gitani piemontesi che durante i mesi invernali lo utilizza ancora nei suoi spettacoli e, sempre questo carrozzone, è stato utilizzato più volte come set per film e serie televisive. Tra le tante Andrea rammenta il filml’uomo che dipinse Dio”, che ha come protagonista Franco Nero.

Il carrozzone girano è stato completamente rimesso a nuovo nelle sue finiture interne ed è una piccola alcova con al suo interno un grande letto matrimoniale molto comodo, arredato con pochi oggetti appartenenti al mondo circense. Un arredamento country chic perfetto.

gli iterni del carrozzone gitano conservano il suo charm derivato dall'essere ancora utilizzato come set per film e spettacoli circensi

Il carrozzone è illuminato dalla corrente e sfrutta il grande bagno ristrutturato a nuovo dentro il Podere, in cui ci sono due lavandini, servizi igienici, doccia e fasciatoio per i più piccoli. Insomma non manca proprio nulla.

Vuoi scoprire altri luoghi particolari in cui dormire in Piemonte? Ti basta cliccare qui.

L’aperitivo sul balcone delle Langhe

Dormire nel carrozzone gitano dà diritto ad un generoso aperitivo da gustare all’arrivo o al tramonto, con la vista diretta sul balcone delle Langhe che si perde a vista d’occhio. La luce del crepuscolo illumina quest’area in maniera davvero incantevole. Tutti i prodotti sono solo provenienti da produttori locali e sono davvero buonissimi.

l'aperitivo offerto da Podere del vescovo puoi gustarlo con vista diretta sul Balcone delle Langhe.

Oltre a dormire nel carrozzone gitano – tutte le attività che puoi fare

Podere del Vescovo oltre a proporti l’esperienza di dormire all’interno di un carrozzone gitano può offrirti altre esperienze indimenticabili da farti vivere nell’indimenticabile scenario delle Langhe. Noi le abbiamo fatte tutte e possiamo garantire che sono una più bella dell’altra! Clicca sulle immagini per accedere in modo diretto alla pagina di descrizione dell’esperienza nella quale potrai anche fare una prenotazione diretta.

Clicca qui per vederle tutte!

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Esperienze da fare a Sharm el Sheikh

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Abbiamo messo alla prova Sharm el Sheikh testando personalmente e in autonomia tutte le esperienze che si possono fare. Già, Perché se pensi ancora che una vacanza a Sharm el Sheikh sia solo resort e cocktail in formula all inclusive … sei “antico”, come dicono i giovani d’oggi! È facilissimo prenotare in modalità “fai da te” non solo dove dormire e i voli ma tutto ciò che si può esplorare nella affascinate zona del Sinai. Ci sono talmente tante cosa da fare che una sola settimana non è stata sufficiente a godere si tutto ciò che Sharm ha da offrire.

Ma abbiamo comunque visto tantissimo. Progettando questo viaggio infatti abbiamo fatto, come al solito, molte ricerche e abbiamo scoperto luoghi talmente inaspettati che non vedevamo l’ora di metterle piede in suolo egiziano per fare tutte le esperienze prenotate. E in questo articolo vogliamo mostrarti ben 3 escursioni comodamente prenotabili da un semplice cellulare, ovunque tu sia. E in più – nell’ultimo paragrafo – ti mostriamo cosa si può vedere in città, proprio come un vero “local”.

Sei pronto quindi a stupirti e a scoprire tutte le esperienze che puoi fare a Sharm el Sheikh?

Prenota le esperienze a Sharm el Sheikh in autonomia

Noi amiamo i viaggi fai da te. E se ci segui da un po’ lo sai bene. In questo articolo infatti abbiamo descritto minuziosamente tutti i consigli per organizzare una vacanza a Sharm el Sheikh in questa modalità. Lo abbiamo appunto fatto per sfatare il mito che qui ci si possa solamente “spiaggiare” in un resort all inclusive dimenticandosi dell’ambiente che lo circonda, dimenticandosi quindi di essere in Egitto . E infatti, come detto prima, abbiamo organizzato la nostra vacanza proprio in quest’ottica.

In più tutto quello che stiamo per farti vedere rientra all’interno del visto “Only Sinai” che, come descritto sempre in quell’articolo, è accessibile sia a chi viaggia con carta d’identità che con passaporto. Quindi una volta giunto a Sharm non avrai più scuse per esplorare ciò che si trova attorno a te!

Cosa fare a Sharm el Sheikh con Get Your Guide

Nello specifico intatti abbiamo fatto queste 3 escursioni affidandoci a Get Your Guide. Questo portale di esperienze, attivo in tutto il mondo, ha davvero semplificato la vita a tutti i tour operator locali che in questo modo hanno più opportunità di avere visibilità sulle loro offerte. Tra poco te le descriviamo tutte, mettendoti non solo i widget diretti per prenotare, ma ti mostreremo anche i video delle singole esperienze che abbiamo pubblicato nel nostro profilo Instagram che trovi cliccando qui.

Tieni conto che per le esperienze egiziane, quindi tutte quelle che abbiamo prenotato su Get Your Guide, pochi minuti dopo la prenotazione ci è arrivata una mail ufficiale che ci chiedeva di fornire scansione dei passaporti di tutti i partecipanti al viaggio (se invece viaggi con carta d’identità va bene anche quella), di scrivere il nome della struttura ospitante e del numero della stanza. Noi sapevamo già che avremmo soggiornato a Ramses House Sharm, quindi abbiamo saputo dare in anticipo anche questa informazione.

Ma non preoccuparti perché potrai fornire le tue informazioni complete una volta che sarai in struttura ma soprattutto, il giorno prima della partenza, verrai inserito in un gruppo Wathzzap dei coordinatori del tour operator locale che occuperà dell’escursione e ti verrà richiesto di dare nuovamente il nome della struttura e numero di stanza. In base a queste informazioni ti verrà fornita con precisione l’ora e il luogo in cui dovrai attendere il van che ti verrà a prendere. Sono in genere molto precisi e ti vengono chieste tutte queste informazioni per questioni di sicurezza, che a Sharm el Sheikh sono una priorità assoluta.

Vivere Sharm el Sheik con i mezzi “local”

Ma sempre in questo articolo ti abbiamo anche spiegato nei dettagli che, se non devi andare troppo lontano, puoi girare a Sharm affidandoti anche ai mezzi pubblici locali, usufruire dei taxi e di una comoda app in stile Uber. L’ultima esperienza che vedrai descritta in questo articolo infatti l’abbiamo fatta proprio in questo modo.

Ma ora senza indugio, ti mostriamo un po’ di esperienze da fare a Sharm el Sheikh che secondo noi valgono assolutamente la pena!

Ras Mohammed e l’Isola bianca

Noi ignoravamo che esistesse questo parco nazionale e quando l’abbiamo scoperto è stata la prima cosa che abbiamo voluto fare una volta a Sharm el Sheikh. Ras Mohammed è situato nell’estremo sud della penisola del Sinai, è stato istituito nel 1983 e si estende per 480 Km. Noi abbiamo preferito visitarlo dal mare, quindi abbiamo fatto un’escursione totalmente in barca. Ma è anche possibile visitarlo da terra e scoprire la sua conformazione desertica che comprende mangrovie e dune sabbiose. Famosissima è la sua Porta di Allah, che si vede molto spesso in foto, nata per festeggiare l’armistizio tra egiziani e israeliani. Facendo la nostra stessa escursione noi non la vedrai perché questa si concentra totalmente sulla biodiversità marina. Un punto di vista completamente diverso.

il parco nazionale do ras mohammed presenta ala cuo interno molti paesaggi diversi tra loro
si chiama isola che non c'è o Isola bianca questo tratto di mare dal basso fondale con acqua azzurrissima

In che cosa consiste l’escursione

Infatti il cuore di quest’escursione è lo snorkeling al largo, in isolotti di coralli che stanno faticosamente mantenendo i loro colori intatti.

Al largo di Ras Mohammed protrai anche provare a fare il tuo primo diving, in quanto le guide esperte ti spiegheranno le basi del diving, cosa fare e cosa evitare nella tua prima uscita, comprese le strategie anti panico. Ti forniranno anche gratuitamente l’attrezzatura e ti seguiranno personalmente in totale sicurezza. Potrai quindi fare ben due soste di questo tipo – noi abbiamo sempre e solo fatto snorkeling – e dopo un pranzo tipico preparato al momento dallo chef dello staff, ti porteranno in quella che loro chiamano Isola bianca o Isola che non c’è.

Non avremmo mai immaginato che anche in Egitto l’acqua potesse essere così azzurra e di fatto l’Isola bianca non è altro che una zona costiera del parco di Ras Mohammed in cui il fondale sabbioso è bianchissimo e l’acqua molto bassa. Quindi risulta di colore molto azzurro. Le imbarcazioni attraccheranno a debita distanza da questa “secca” e non occorre essere abili nuotatori per raggiungerla, ma è sempre bene tenere con sé i giubbetti di salvataggio che lo staff dà in dotazione. Se si fa fatica a nuotare ti accompagneranno con un salvagente.

Una volta lì sarà un po’ come stare di in una lingua di sabbia in stile maldiviano all’arrivo della bassa marea. La palette dei colori sarà splendida in tutto questo viaggio perché si costeggerà la terraferma e il color sabbia ocra con il contrasto con il blu/azzurro dell’acqua è notevole.

Il costo che troverai su Get Your Guide è comprensiva di tutto: pranzo, spostamenti vari e anche dell’attrezzatura per lo snorkeling ma in in più in loco dovrai pagare 5 euro (o 5 dollari) oppure 250Le per l’ingresso al parco di Ras Mohammed.

Qui di seguito trovi il widget Get Your Guide diretto per prenotare questa bellissima esperienza e il nostro video completo di questa escursione che abbiamo pubblicato su Instagram.

Perché prenotare con i nostri widget? Perché siamo affiliati alla piattaforma e quindi, se prenoterai attraverso essi e accetterai i cookie di navigazione noi potremmo tracciare lo stato della tua transazione e intervenite tempestivamente con il nostro call center dedicato in caso di problemi. Perché affidarsi a Get Your guide? Perché è uno dei portali esperienze più grandi e affidabili al mondo e puoi annullare sempre fino a 24h prima ottenendo il rimborso totale.

Vivi l’esperienza beduina nel deserto di Sharm el Sheikh

La seconda esperienza che devi assolutamente fare una volta a Sharm el Sheikh è una caratteristica serata in una tenda beduina. E tutto si svolge nelle vicinanze della città.

Sebbene i tour operator locali collaborino con delle vere tribù beduine, la tenda in cu verrai portato sarà un po’ più grande delle vere tende beduine, perché è comunque un’attività che viene fatta per i turisti… ma comunque sia dà molto bene l’idea di come siano fatte, con i cuscini e i tappeti tradizionali in cui sedersi comodamente per terra. Ma dà anche uno spaccato delle loro tradizioni e dei loro animali più utilizzati per muoversi. Ma continua a leggere perché ora ti descriviamo tutte le attività a cui parteciperai.

Ti verrà a prendere nel tuo albergo un van che ti lascerà nella zona del deserto in cui di fanno le escursioni con i quad. Se deciderai di sperimentare il quad, armato di copricapo antisabbia raggiungerai la tenda beduina con questo mezzo. Non preoccuparti è tutto gestito in sicurezza dalle guide locali che apriranno la “carovana”. Se invece non vuoi salire sul quad il van ti porterà direttamente alla tenda.

tra le esprienze che potrai fare nel desrto di sharm el sheikh c'è la cammellata, la cena beduina e o spettacolo dei danzatori

Cosa comprende l’esperienza nel deserto

Una volta lì ti offriranno il loro tè caldo e chi vorrà potrà salire sui simpatici cammelli trainati dai membri più giovani della comunità. Noi non avevamo mai fatto quest’esperienza. Ti verrà detto da loro la postura che devi mantenere per non rischiare di scivolare mentre il cammello si alza in piedi, ma non preoccuparti è tutto molto divertente. Come oscillano quando camminano… una sensazione davvero particolare! Ti faranno fare un giretto, se vorrai ti scatteranno qualche foto (preparati una piccola mancia in lire egiziane) e poi tornerai alla tenda.

Quando il sole è già un po’ basso ti faranno accomodare in un’area comune con al centro un braciere alimentato da palme e potrai provare a cimentarti nello stendere a mano i panetti di farina, acqua e sale già pre preparati da loro e farli diventare del vero e proprio pane arabo. Loro ti faranno prima vedere come si fa e ti aiuteranno in tutto il processo, soprattutto l’ultima parte. Infatti il cerchio di pane da mettere sull’apposita piastra ardente dovrà essere sottilissima per cuocere al meglio e vedere i gesti delle loro mani sapienti nel fare ciò è davvero molto interessante.

Poi verrai condotto in un altro spazio bellissimo, sempre con cuscini e tappeti in cui verrà servita la cena. E dobbiamo ammettere che questo pasto è stato il miglior pasto tipico assaggiato in tutta la vacanza: un piattone di riso e carne alla griglia cotto alla perfezione con verdure cotte, crude e naturalmente il pane! Davvero buonissimo. E naturalmente ci sarà anche il pane preparato da te. Ti verranno anche date delle bottigliette d’acqua, una bevanda e te caldo a volontà. Se invece vorrai del caffè arabo dovrai pagarlo a parte, così come il narghilè da fumare (che loro chiamano “shisha”).

Quando calerà il buio assisterai a uno spettacolo di danze tipiche sul palco posto al centro. In particolare la danza del fuoco e la danza “rotante” sono fatte da ballerini professionisti e sono davvero ipnotiche. Alto livello! Ci saranno anche dei momenti in cui verrai chiamato a ballare sul palco assieme a tutto lo staff. Un momento molto carino.

Ma il pezzo forte, che dovrai prenotare per forza al momento dell’acquisto dell’esperienza su Get Your Guide, è l’osservazione degli astri mediante un potente telescopio. Vedrai alcune costellazioni che ti verranno spiegate dalle guide e… la Luna! Sì, proprio così, vedrai tutti i suoi crateri in tutta la sua bellezza e potrai solo dire “wow”! Noi siamo anche stati parecchio fortunati perché era una serata di luna quasi piena.

Se hai scelto l’Opzione “quad” tornerai alla base con questo mezzo sotto le stelle, altrimenti il van ti accompagnerà direttamente al tuo resort.

Qui di seguito trovi il widget Get Your Guide diretto per prenotare questa bellissima esperienza e il nostro video completo di questa escursione che abbiamo pubblicato su Instagram.

Dahab e le 5 esperienze che potrai fare in quest’area

Tra le esperienze da fare a Sharm el Sheikh questa secondo noi non potrà mancare nel tuo viaggio. Questo perché avrai l’occasione di andare a Dahab che è una cittadina un po’ distante da Sharm ma sicuramente dall’atmosfera più autentica e incontaminata. Infatti qui è ancora possibile vedere le attività locali allo stato grezzo, senza la patinatura della “veste di lusso” e della modernità che è stata data a Sharm. Ci sono anche case lussuose e la guida ci ha spiegato che sono di proprietà delle tribù beduine più ricche. Così come ci sono anche qui delle strutture ricettive di alto livello ma in generale l’atmosfera che si respira è più grezza, più vicina a quello che di piace trovare in viaggio.

E la particolarità di Dahab è il suo mitico e conosciutissimo Blue Hole… ma ora ti descriviamo tutto.

Una menzione speciale va appunto alla nostra guida di questa giornata che parlava: arabo, inglese, italiano e russo, poiché eravamo tutti di nazionalità diverse. In tutte le escursioni di Get your guide sentirai parlare tante lingue da parte dei partecipanti ma questa guida in particolare è stata davvero super a ripeter ogni volta tutto per tutti!

Questa esperienza è impegnativa perché prevede degli spostamenti lunghi in van. Dahab è molto a nord rispetto a Sharm el Sheikh, ma ti assicuriamo che tutto il viaggio varrà la pena! In questa giornata potrai vivere ben 5 esperienze in una.

Quad e cammelli

Potrai anche qui fare l’esperienza sul quad e sul cammello, lungo la zona costiera. Molto suggestiva perché da un lato avrai la sabbia del deserto e le alte rocce che caratterizzano questa zona deserta del Sinai e dall’altra parte il blu del mare, tutto a pochi metri di distanza. Se non hai mai fatto queste due esperienze è decisamente il momento giusto per provarle.

Nuotare nel Blue Hole e barriera corallina

Poi verrà fatto un briefing sul Blu Hole: si tratta di un bacino d’acqua circolare a forma di cerchio (che sembra proprio un buco) a nord della cittadina, nel golfo di Aqaba. Questo è profondo 110 metri ed è davvero impressionante. Se vorrai potrai noleggiare tutta l’attrezzatura (pinne, maschera, boccaglio, giubbetto salvataggio e muta leggera) per 10 euro. E poi in tutta sicurezza ti porteranno ad una delle estremità della costa che coprende il blue hole, a seconda della corrente favorevole, per costeggiare tutta la barriera corallina.

il blu hole è questo buco dalla forma circolare nei pressi di dahab in egitto
la barriera corallina del blue hole di dahab secondo noi è tra le meglio conservate di sempre

Di barriere coralline nella nostra vita ne abbiamo viste tante e dobbiamo ammettere che questa è una tra le più belle. Nonostante il crescente sbiancamento massivo ancora molti colori e molti pesci che la abitano! Abbiamo nuotato sempre con la corrente a favore e anche sopra la barriera non toccandola mai e, con le mute, non avendo paura di essere feriti dai coralli. Una nuotata fantastica, tanto che quando poi siamo arrivati al Blue Hole quasi ci spiaceva che non saremmo tornati al punto di partennza a nuoto per rivedere quei coralli. Ma anche quando si arriva al Blue Hole è davvero impressionante!

Non si vede nient’altro che il blu del mare e i raggi solari che vi filtrano attraverso. In tanti ci avevamo avvisati che avrebbe potuto fare un pò impressione ma non è stato così! Avremmo voluto stare lì per tutto il giorno!

Safari nel deserto e Rainbow Canyon

Le cose da fare sono tante e quindi i tempi sono un po’ stretti, ma ci siamo goduti tutto.

Quindi dopo un altro buon pasto nelle loro tipiche tende beduine tutti di nuovo sul van verso il deserto più a nord del Sinai (il cellulare più di una volta si è agganciato alla cellula dell’Arabia Saudita). Ad un certo punto abbiamo cambiato mezzo, una jeep 4×4, e abbiamo provato l’ebbrezza di “saltare” sulle dune di sabbia – e quanto ti ricapita – per arrivare dove ad un certo punto la sabbia lascia il passo al Canyon Colorato o Rainbow Canyon, una’ altra tra le cose più belle viste in questa vacanza.

dettagli del rainbow canyon a sharm ele sheikh

La guida ci ha dato delle informazioni molto dettagliate su questa gola le cui pareti arrivano anche a 40 metri di altezza. Ci ha raccontato che un tempo la zona del Sinai era completamente sott’acqua e che col tempo le faglie sotterranee, la forza dell’acqua e del vento ha dato origine a questo Canyon striato di colori come il magenta, l’ocra e l’oro. È impressionante vedere come, ancora una volta, la natura è stata in grado di regalarci queste forma di roccia profonda 10 metri sotto il livello del terreno circostante, che hanno assunto con i millenni forme davvero impressionanti. Una meraviglia da vedere.

Qui di seguito trovi il widget Get Your Guide diretto per prenotare questa bellissima esperienza e il nostro video completo di questa escursione che abbiamo pubblicato su Instagram.

Vedere i punti più turistici della città di Sharm el Sheikh

Ultima, ma non meno importante tra le cose da fare a Sharm el Sheikh , è vedere le varie zone della città. Noi l’abbiamo fatta usufruendo dei taxi, ma appunto è possibile farlo anche con i van e con l’app descritta questo articolo.

Il nostro giro per la città ha compreso: Naama Bay e Old Sharm in cui spicca la recente Moschea di Al-Sahaba. Meravigliosa vista dall’esterno. Prende il suo nome dalla prima moschea costruita dai discepoli di Maometto, situata a Massawa in Eritrea. La sua costruzione è stata completata alla fine del 2016 ed è forse una delle nuove attrazioni più famose si Sharm. Noi abbiamo scelto di visitarla anche al suo interno, è gratuita ma bisogna togliere le scarpe ed essere adeguatamente vestiti: le donne devono essere molto coperte e gli uomini devono avere pantaloni lunghi almeno al ginocchio. Nonostante Ely avesse un lungo pareo coprente le guardie all’ingresso hanno insistito che affittasse gratuitamente un Abaya nel chiosco di fianco alla moschea. La scelta è tra tanti, tutti molto belli e colorati.

la moschea al sahaba è tra le cose che vedrai a old Sharm. bellissima anche se di recente costruzione

Il resto di Old Sharm è un tripudio di negozi, ristoranti e bazar molto moderni che hanno perso il fascino “antico legato” legato a questa terra egiziana. Si può trovare di tutto e mangiare di tutto. Abbiamo trovato anche un chiosco in cui dei ragazzi spremevano canna da zucchero fresca sotto i nostri occhi, ottenendo un succo buonissimo. L’abbiamo anche provato in altre località del mondo e qui lo abbiamo mischiato al succo di arance freschissime.

Il farsha Cafè Mountain lodge

Una menzione speciale va fatta per questo locale, il Farsha Mountain lodge, perché è una delle cose più strane che troverete a Sharm. Probabilmente è anche una della cose più famose e instagrammabili … ma già che siete lì vi consigliamo di andare.

Il locale è un misto tra ristorante, cocktail bar e spiaggia, su un’altura a strapiombo sul mare, quindi agibile su più livelli. All’interno vi sembrerà di essere un po’ dentro un mercatino delle pulci, un po’ all’interno del mondo incantato di Alice, perché ovunque si sono oggetti decorativi unici. Quadri, vecchi vinili, lampade, poster, vecchie porte, tantissime lampade, un’auto d’epoca, neo, tavolini di ogni stile, cuscini, oggetti su oggetti. Tutto però sembra avere un senso, che diventa ancora più bello quando al buio questa montagna accende le sue luci e la sua atmosfera diventa irresistibile.

il fasha cafè è uno dei luoghi più instagrammabili di sharm el sheikh
il farhsa cafè è un posto imperdibile da visitare a sharm el sheikh

Si può bere, mangiare e fumare shisha. Un’altra esperienza da provare.

Che dire… con questo per il momento è tutto. Ci siamo ripromessi, una volta che torneremo a Sharm el Sheikh di aggiungere a questo articolo altre esperienze incredibili da fare in questa città. Quindi speriamo che per il momento ti sia utile!

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