
Film sul Ringraziamento ambientati a New York
Sicuramente sai cos’è il Ringraziamento americano grazie ai molteplici film , magari ambientati a New York. Non è un caso infatti che tantissimi turisti vogliano visitare la grande mela, o in generale gli Stati Uniti in questa giornata. In questo articolo Ely ha descritto i suoi ricordi del Ringraziamento legati alle tradizioni della sua famiglia di New York. Se non l’hai ancora letto corri a farlo, perché ti ha anche descritto la ricetta del mitico tacchino ripieno. Quella originale della sua famiglia eh!
Ma c’è ancora una parte che non abbiamo raccontato. Thanksgiving fa rima con famiglia, cibo ma anche con la Tv. Non è un segreto che negli USA in questa giornata, si usi anche guardare il football americano nel piccolo schermo. E la parata di Macy’s, of course. Quindi, che tu decida di partire per New York proprio il giorno del Ringraziamento, o che abbia semplicemente voglia di ispirazione a tema ecco una mini lista di film. Questi sono ambientati proprio nel giorno del Ringraziamento e proprio a New York. Quindi non puoi perderli!
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Quindi armati di coperta e tisana digerente (consiglio i Tazo Chai di Starbucks), e partiamo.
Friends: ep. 5 X 08 “The One with the all Thanksigivings”
Tra i film e le serie tv che parlano del Ringraziamento a New York non si può escludere Friends. Adoriamo Friends, ed è in assoluto la serie preferita di Ely. L’ha accompagnata durante tutta l’adolescenza e oltre. Abbiamo riso e pianto seguendo le vicende dei protagonisti, aspettando con trepidazione per mesi l’arrivo delle nuove stagioni. Non come al giorno d’oggi in cui siamo abituati a bruciarci le serie in un colpo solo. Ma per fortuna c’erano le vacanze a New York, qui Friends era protagonista dei palinsesti tv. Erano gli anni ’90, i nonni di Ely non avevano il cable e il palinsesto della stagione estiva era per gran parte della giornata un continuo re-run di film e serie). Quindi ne ha davvero fatto una scorpacciata. Godendo fin da subito della versione in lingua originale, milioni di volte più divertente di quella doppiata in Italiano.
Chi conosce bene ogni singola puntata delle 10 stagioni sa che idealmente ognuna di esse corrisponde ad un anno trascorso dai sei ragazzi newyorkesi abitanti nel quartiere del Village (sarà anche per questo che ci piace tanto?). E in ognuna c’è una puntata dedicata al Thanksgiving. Non so dire quale sia la sua preferita tra queste ma posso dire che quella che in assoluto rappresenta il Ringraziamento è proprio questa. Te la riassumiamo brevemente cercando di non spoiler arti troppo. Anche se facciamo fatica al pensiero di trovare qualcuno che ancora non conosce o non abbia visto questa serie.

6 amici, 6 diversi ricordi del ringraziamento a New York
Come ogni anno i ragazzi si trovano a casa di Monica – cuoca sublime – e al termine del pranzo, stremati dalla quantità di cibo, tentano di pensare a qualcosa per cui essere grati. A nessuno però vengono in mente ricordi felici. La puntata infatti è un susseguirsi di flashback di feste del Ringraziamento del passato, tutte rovinate.
Chandler ci svela la ragione principale dell’odio: tutto nasce da un episodio legato alla sua infanzia. Phoebe va a caccia di un ricordo – piuttosto splatter – di una delle sue tante vite passate ma gli amici le fanno notare che il gioco è quello di ricordare un episodio della sua vita odierna. Monica, Rachel e Ross ricordano ben due episodi legati alla loro adolescenza in un vero e proprio revival di fine anni ’80 con tanto di pettinature e abbigliamento di quegli anni. (Basterebbero solo questi elementi a rendere l’episodio esilarante). In questi due ricordi, correlati tra loro, è di nuovo Chandler il protagonista.
Non ti sveliamo nulla ma ciò che accade è talmente assurdo che è impossibile non amare l’episodio.
E il ricordo peggiore di Joey? Ricordi la foto che ti ho mostrato in questo articolo per farti vedere quanto può essere grande un tacchino spennato? Quella sulla sinistra. Diciamo che in quella foto Monica prende il ricordo di Joey come ispirazione per tirare su il morale del povero Chandler. Lui anche in questo caso ha la conferma che i suoi ricordi legati al ringraziamento sono decisamente peggiori di quelli dei suoi amici. La battuta icona di questa puntata è proprio una delle sue: “Reliving past pain and getting depressed is what Thanksgiving is all about. For me, anyway. And, of course the Indians”.
“Rivivere il dolore passato e deprimersi è ciò che significa il Ringraziamento. Per me. E naturalmente per gli indiani”.

Cosa posso fare per te a New York?
Se mi conosci già sai che New York è stata la mia seconda casa per quasi trent’anni, la mia famiglia vive ancora lì e oggi lavoro come Travel Designer e New York Travel Destination Specialist presso l‘ente del turismo di New York.
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“Hanna and her sisters” (1986)
In questa carrellata di film e serie tv legate al Ringraziamento a New York non può mancare Woody Allen. Lo sappiamo bene, Woody Allen lo si ama o lo si odia. Ely, pur avendolo studiato in lungo e in largo all’università ha difficoltà ad appezzare tutta la sua filmografia. Ma non si può parlare di NYC senza di lui e non si può parlare di Thanksiving newyorkese senza citare “Anna e le sue sorelle”.
Quest’uomo ha davvero una fissa per la Grande Mela, e la prima monografia che è stata assegnata ad Ely per gli esami di storia del cinema è stata proprio “Manhattan” di Allen… quindi, dai… come può non volergli bene? Questo film è la quint’essenza di tutte le fisse che da sempre attanagliano questo attore e regista: l’ipocondria, l’imprevisto, i sentimenti, la religione. Ma anche la preponderante ironia ma su tutto il Ringraziamento e, appunto, l’amore smisurato per la città di New York.
Il film apre con la scena di una numerosissima famiglia che si trova per festeggiare la ricorrenza e in questa emergono i sogni, i desideri e le ambizioni di tre sorelle che da subito vengono descritte come persone che hanno un bagaglio emozionale complicato da gestire. Ma ti assicuro che non è per nulla un film pesante, anzi, l’ironia e la stranezza della trama ti terranno incollato allo schermo.

Il Ringraziamento e l’ossessione per New York
La storia ha un’evoluzione raccontata in sedici quadri, come fossero dei brevi atti di una commedia, nei quali si sviluppa l’incipit della cena in famiglia e ha come climax una seconda cena del Ringraziamento esattamente un anno dopo. Qui gli umori e le dinamiche familiari risultano nettamente cambiati. In più pochi minuti dopo, a conclusione del film, c’è una terza scena ambientata nuovamente durante il Thanksgiving, sempre nella stessa casa e con la stessa famiglia, in cui si ha un’ulteriore evoluzione della storia: il cerchio sembra in qualche modo chiudersi ma… c’è sempre un “ma” nei film di Allen, perché nulla è ciò che sembra.
Il tutto è condito dalla City, che si annovera di fatto tra i protagonisti del film tanto è presente. Addirittura in quello che viene in gergo chiamato montage (insieme di musica e immagini veloci), la macchina da presa si sofferma su alcuni buildings e monumenti icona di New York, che danno forza a tutta la storia. Come accennavamo prima la trama è esilarante e umana allo stesso tempo, viene presa in considerazione una cerchia tale di situazioni ed emozioni che per farlo ci vuole davvero grande maestria sia dal punto di vista della sceneggiatura che della regia. Parola di Ely.
Ti ho convinto a guardarlo? Siamo curiosi di sapere la tua opinione.
“Miracle on the 34th street” (1947)
Dulcis in fundo a casa di Ely, sia a Torino che a New York, non è Natale senza dei veri e propri Masterpiece come: il balletto de “Lo Schiaccianoci”, il musical “The sound of music” (in italiano è il celebre “Tutti insieme appassionatamente”). E ovviamente “Miracolo sulla 34a strada”, quello del 1947 però, diffidare delle imitazioni più recenti. (Pena la Mamy che potrebbe ripetere per tutto il film “Si, ma questo non è bello come l’originale!”).
Questo film ha letteralmente accompagnato la vita degli americani durante le feste di Natale, diventando una vera e propria istituzione e anche Ely è stata abituata fin da piccola a considerarlo come tale. Ricorda addirittura che una anno, proprio a NYC, lei e la mia famiglia eravano nel family room (quella parte del salotto in cui i divani a furia di essere utilizzati sono considerati parte integrante della famiglia) a guardare proprio questo film, nel quale ad un certo punto Susy, la bambina protagonista, fa una bolla di chewing gum e Babbo Natale rimane così stupito da voler provare a farne una anche lui. Caso vuole che anche sua zia in quel momento ne stesse facendo una e lei volle a tutti i costi imparare. Passò tutto il resto del pomeriggio a soffiare dentro quella massa gommosa finché non ebbe successo.
Strana storia, ma vera.
Ma ritornando al film… Ely non ha idea se Macy’s abbia finanziato in quegli anni la sua realizzazione ma ogni volta che lo vediamo ne ha fortemente il sospetto. Questo film è un evergreen non solo durante il Natale, ma anche nel giorno del Ringraziamento perché la parata di New York è uno degli eventi più straordinari mai inventati. Proprio da Macy’s!

La parata del Ringraziamento di Macy’s, un evento straordinario!
Il film si apre con la grande parata del Ringraziamento con tanto di palloncini tipici di questo evento. Uno strano vecchietto che si trova lì per caso, riesce a sventare una figuraccia all’organizzatrice e viene assunto dal negozio come il Babbo Natale ufficiale delle festività. Questo ometto simpatico, che dichiara di chiamarsi Kris Kringle, dimostra subito non solo una grandissima empatia nei confronti di tutti i bambini – anche quelli più scettici – ma invita i genitori a fare acquisti di giocattoli presso la concorrenza. Una mossa che in prima battuta preoccupa moltissimo il capo di quel reparto ma che invece viene considerata dal signor Macy’s una trovata pubblicitaria geniale. In questo film infatti viene citato il nome reale di questo negozio. Mentre nel film più recente, quello del 1994, gli viene dato il nome di “Cole” forse per policy pubblicitarie decisamente differenti da quelle degli anni ’40.
Piccola digressione sui palloncini della parata: lo sai che nelle primissime edizioni per creare spettacolarizzazione venivano utilizzati gli animali dello zoo di Central Park? Solo che rischiavano di spaventare le persone per strada e così si decise di sostituirli con dei palloni giganti gonfiati ad elio. Alcuni sono diventati delle vere e proprie icone e sono gli stessi nel tempo (beh, con qualche doveroso restauro ogni tanto), come quello di Ronald McDonald. Il preferito di sempre di Ely? Kermit the frog del “Muppet show”. Il suo programma cult dell’infanzia.
Babbo Natale chiude sempre la parata in pompa magna ed è circondato dai palloncini a forma di stella che portano con sé la scritta “Believe”, la campagna di beneficienza di Macy’s in associazione con “Make a Wish”, che regala un desiderio ai bambini gravemente malati.

I believe.
E proprio nella sequenza finale del film, Susy – speriamo di non spoilerarti troppo – ripete tra sé e sé “Io ci credo” (I believe, appunto), e in generale in tutta la seconda parte del film si cerca di decretare se Kris Kringle sia o no il vero Babbo Natale puntando solo su una prova: crederci. Una sceneggiatura studiata a tavolino con un consulente di marketing o un tentativo di ricostruzione storica del brand? Ely non ha ancora trovato il tempo di documentarsi a dovere in merito, ma rimane il fatto che questo film sia un grandissimo portatore di spirito natalizio e che sia un’ottima scelta per iniziare al meglio il periodo delle feste.

Non ti spoileriamo la storia anche se è quasi impossibile che tu non la conosca, dato che appunto di film basati su questa trama ne sono stati realizzati tanti. Tutti con un unico scopo: far sapere a tutti i bambini che Babbo natale esiste e ogni anno lo possono trovare a New York.

Nell’immagine qui sopra: Il gonfiabile di Snoopie, altra icona della cultura USA in una immagine d’epoca e le prove dell’esibizione delle Rockettes davanti all’entrata di Macy’s.
Ely stesso lo ha conosciuto più volte. Ma questa è un’altra storia, e se vorrai te la racconteremo in un altro articolo, magari a tema Natale a New York. Che dici?
Le Rockettes sono un’altra istituzione non solo della parata ma in generale della città di New York. sono anche le protagoniste di uno spettacolo natalizio che ogni anno va in scena a Radio City Music Hall per tutta la famiglia e sempre sold out.
Ti è piaciuta la descrizione di questi film? Ti hanno un po’ catapultato nella magica atmosfera del Ringraziamento, soprattutto quella di New York? Speriamo di sì.
Buona ispirazione.
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