in questo articolo ti indichiamo che musical vedere a new york. con consigli per risparmiare

Che musical vedere a New York

in questo articolo ti indichiamo che musical vedere a new york. con consigli per risparmiare

Che musical vedere a New York? Tutti i consigli per vivere questa emozione

Che musical vedere a New York? Questa è una delle domande che gli italiani in partenza per la Grande Mela fanno più spesso. Nei miei servizi di consulenza su New York (Non sai ancora di cosa parlo? Clicca qui per scoprire tutto quello che posso fare per te) infatti, mi trovo a dover rassicurare molti clienti italiani che hanno il timore di non capire le parole e quindi di sprecare tempo e soprattutto denaro in questa attività bellissima.

Per questo motivo ho deciso di scrivere un articolo in merito a questo argomento, per tranquillizzare tutti quelli che hanno scarsa dimestichezza con la lingua inglese che, nonostante tutto Broadway rappresenta una delle esperienze più belle da fare a New York, e di buttarsi a capofitto in questa emozione.

Ti darò infatti tutta una serie di consigli per capire le parole e soprattutto, per risparmiare un po’. Il che non fa mai male, dato che si tratta comunque di un’esperienza non proprio economica.

Ma procediamo con ordine. Come al solito allaccia le cinture e prendi appunti!

Che musical vedere a New York? Il fascino di Broadway

Partiamo dai fondamentali: Broadway non è solo una strada, ma il cuore pulsante del teatro mondiale. Con oltre 41 teatri distribuiti tra Times Square e il Theater District, Broadway rappresenta un luogo di sogni e magia. Sin dai primi anni del Novecento, questa zona è stata il palcoscenico per alcune delle produzioni più iconiche della storia dello spettacolo. Qui sono nati capolavori che hanno influenzato generazioni e plasmato la cultura popolare. Oltre alle scenografie spettacolari e alle performance indimenticabili, Broadway è il luogo dove attori e creativi hanno trovato il loro trampolino di lancio verso il successo. Ogni spettacolo è un viaggio unico, che combina talento, arte e passione e una buona dose si effetti speciali, per regalare al pubblico un’esperienza che resta impressa per tutta la vita.

E questa dovrebbe già essere una motivazione fortissima per vedere un musical a Broadway. A prescindere dal fatto che potrai capire o meno le sue parole. Ma se questo non ti convince ancora su che musical vedere a New York continua nella lettura di questo articolo.

Hai paura di non capire le parole dei musical?

SPOILER: nonostante sia madrelingua inglese, ti assicuro che io stessa faccio a volte faccio fatica a comprendere tutto. Perché distinguere bene le parole di una canzone, soprattutto se è lirica oppure in versione rap, non è facile.

Ma adoro talmente tanto il mondo del teatro e amo talmente tanto il mondo dello spettacolo e dei musical che non mi priverei mai di questa attività ogni volta che torno dalla mia famiglia a New York.

Non ti ho ancora convinto? Allora pensa a mio padre che, nonostante sia sposato da quasi 50 anni con un’americana e che sia andato a New York centinaia di volte, fa fatica a comprendere e parlare inglese in generale! Ma anche lui è talmente appassionato di musical da averne visti tanti!

Wicked racconta la storia mai narrata delle Streghe di Oz, rivelando come l’amicizia tra Elphaba e Glinda sia nata e trasformata in rivalità.

Risparmiare sul costo del biglietto dei musical di Broadway

Talvolta anche il costo del biglietto che è discriminante sulla scelta di che musical vedere a New York. Quindi ti darò qualche suggerimento per risparmiare un po’ sul costo effettivo dei biglietti. Prova a vedere se riesci a trovare i tuoi biglietti con questi metodi:

  • Rush Tickets: Questa espressione indica i biglietti invenduti lo stesso giorno dello spettacolo a prezzi molto ridotti, disponibili direttamente al botteghino del teatro prima che lo spettacolo abbia inizio. Ovviamente non potrai mai avere la certezza matematica di trovare i posti che vorresti o che effettivamente ci siano degli invenduti. Ma vale la pena tentare.
  • Membership: puoi provare a iscriverti alle newsletter di “Playbill” o “TheatreMania” per accedere a offerte esclusive.
  • Piattaforme on line: alcune di esse come Todaytix.com e Broadway.com hanno i biglietti in sconto.

Ma posso ANCHE DARTI UN ULTERIORE SCONTO DEL 5% non solo su questi MUSICAL ma su TUTTE le attrazioni, PASS, tour, esperienze… TUTTO. Non solo a New York ma in tutto il mondo! TUTTO quello che puoi trovare sul portale mondiale GET YOUR GUIDE. Quello che devi fare è:

Aladdin è uno dei musical più visti soprattutto dagli italiani che hanno paura di non capire la lingua. ma grazie alle informazioni di questo articolo scoprirai che ci sono altri musical bellissimi che potrai vedere

Che musical vedere a New York? La lista di tutti i titoli suggeriti.

Ora che sai come risparmiare sei pronto a fare la tua scelta! Qui di seguito ti do una lista di spettacoli che sicuramente avrai già visto in italiano, poiché ne è stata fatta la trasposizione cinematografica oppure è stato scritto un libro sempre in italiano.

In questo modo annullerai una volta per tutte le tue ansie rispetto alla domanda: “Che musical vedere a New York?”. Ti lascio questa lista perché non tutti sanno che esistano tutti questi spettacoli a Broadway e quindi avrai tantissima scelta!

Ti ho già svelato L’opzione Get Your Guide per risparmiare NON SOLO SUI MUSICAL. Quindi se non vorrai usufruire dell’app per AVERE GLI SCONTI …. non solo ti lascio la lista dei musical ma anche i widget per prenotare i singoli spettacoli direttamente su questa piattaforma, confrontando i vari prezzi.

Perché io stessa scelgo Get your Guide? Perché costano a tutti gli effetti meno che nei siti ufficiali con possibilità di trovare ottimi posti a sedere. E perché io stessa sono affiliata, quindi posso tracciare la tua transazione come se fossi un’agenzia viaggi. Dovrai solo accettare i cookie del sito per permettermi il tracciamento dell’ordine. Questo mi consente di controllare in tempo reale se la transazione è andata a buon fine e di monitorare lo stato della tua prenotazione fino a quando effettivamente non ne usufruirai, comunicando tempestivamente con il call center in caso di supporto problematiche.

Semplice e funzionale non trovi? Ma ecco la lista:

Wicked

È uno dei miei musical preferiti di Broadway e sono stra contenta che ora siano usciti anche i due film! Questo perché si tratta di un vero e proprio must per americani e newyorkesi, un titolo che definisce la cultura teatrale della città. Davvero un classico imperdibile per gli amanti di Broadway. Ma purtroppo ho sempre fatto fatica a consigliarlo proprio perché il pubblico italiano prima di questi film che stanno letteralmente sbancando i botteghini di tutto il mondo, non sapeva neanche che esistesse. Quindi se i due film ti sono piaciuti, non puoi perdere il musical! Anzi, ti consiglio di vedere il musical in lingua originale (con i sottotitoli italiani è seguibilissimo) per essere già preparato ai testi che sentirai a Broadway.

Wicked racconta la storia mai narrata delle Streghe di Oz, rivelando come l’amicizia tra Elphaba e Glinda sia nata e trasformata in rivalità. Questo musical, tra i più longevi di Broadway, ha incantato milioni di spettatori con le sue potenti canzoni (come “Defying Gravity”), scenografie spettacolari e una narrazione ricca di emozioni. Te lo consiglio con il cuore!

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Mamma Mia

In questo momento il musical non è più in cartellone, ma continuo a lasciarlo in questa sezione perché gli piace apparire a sorpresa, e nel corso degli anni è già successo più volte! Quindi ti lascio la trama con la speranza che torni quando andrai a New York, perché è uno dei miei preferiti EVER!

C’erano una volta le canzoni degli Abba: “Dancing Queen”, “Mamma Mia”, “Honey honey”, “I have a dream”. Immortali, bellissime, famose non solo in Europa ma in tutto il mondo (mia madre quando tornò da New York in Italia portò con sè un vecchio vinile e quindi queste canzoni sono state parte della colonna sonora della mia infanzia…). Poi per immortalare questi grandi successi, utilizzando i testi delle canzoni più belle venne costruita attorno una storia follemente pazza e romantica. Sophie, tre presunti padri, un matrimonio in vista, una madre e le sue tre amiche storiche che rivangano la loro gioventù. Il tutto messo in scena in una piccola isola della Grecia.

Un musical che ebbe un successo a Brodway – e non solo – stratosferico. Poi nel 2008 la consacrazione con il primo film di Hollywood e un cast stellare, a partire da Meryl Streep. Una delle storie più belle mai scritte, sulla scena mantiene tutto il suo divertimento, i suoi colpi di scena e le sue canzoni iconiche, ti verrà voglia di alzarti in piedi per ballare like a dancing queen “having the time of your life!”

Moulin Rouge

La storia non ha bisogno di grandi presentazioni. Immergiti nella scintillante Belle Époque parigina in questo musical visivamente sbalorditivo, ispirato al celebre film di Baz Luhrmann. Canzoni pop reinterpretate, costumi mozzafiato e scenografie incredibili rendono ogni scena un’esperienza sensoriale indimenticabile. Preparati per un finale che farà battere forte il cuore!

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Aladdin

Un grande classico per gli italiani in partenza per la Big Apple. Tutti vanno a vedere Aladdin proprio perché non sanno di tutte le alternative. Lasciati trasportare in un mondo magico con Aladdin, un musical che unisce le canzoni amate del classico Disney a incredibili numeri di danza e scenografie mozzafiato. La scena “Un mondo ideale”, con il tappeto volante, è una delle più iconiche e lascerà grandi e piccoli a bocca aperta.

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Il Re Leone

Un altro grande classico scelto dagli italiani. Un capolavoro teatrale che ha incantato il mondo intero, Il Re Leone trasforma il celebre film Disney in un’esperienza visiva e musicale straordinaria. Le maschere e i costumi ispirati alla tradizione africana, insieme alle musiche di Elton John e Hans Zimmer, creano un’atmosfera epica e coinvolgente. La scena iniziale di “Circle of Life” è pura magia.

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Harry Potter e la maledizione dell’erede.

Diviso in due atti, questo spettacolo porta il magico mondo di Harry Potter sul palcoscenico con effetti speciali incredibili e una narrazione che continua la saga. Perfetto per gli appassionati del famoso maghetto, lo spettacolo stupisce per la qualità visiva e la profondità emotiva della storia. Ne ho anche parlato in maniera approfondita in questo articolo sulle esperienze migliori a tema Harry Potter a New York, non perderlo se sei un super amante della saga.

E in più… Lo sai che Tom Fellon, il Draco di tutti i film della saga recita nel ruolo di.. DRACO proprio in questo musical? Ma solo fino a fine novembre, quindi affrettati!

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Michael Jackson: The Musical

Un viaggio nella vita e nella musica del Re del Pop, questo spettacolo celebra i successi di Michael Jackson con performance mozzafiato e coreografie che riproducono i suoi celebri passi di danza. La scena di “Thriller” è un concentrato di energia e spettacolarità che conquisterà tutti. Un’ondata di energia assicurata!

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Chicago

Ambientato nella Chicago degli anni ’20, questo musical racconta una storia di fama, scandali e spettacolo attraverso le vicende di due donne accusate di omicidio e pronte a tutto pur di conquistare i riflettori. Con musiche jazz, coreografie sensuali e un’estetica iconica, Chicago è perfettamente comprensibile per chi ha visto il celebre film con Renée Zellweger, Catherine Zeta-Jones e Richard Gere — e anche per chi ne conosce solo l’immaginario.

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Il Grande Gatsby

Ispirato al celebre romanzo di F. Scott Fitzgerald, questo musical trasporta gli spettatori negli anni ruggenti, tra feste sfavillanti, musica jazz e un racconto di amore e tragedia. Le coreografie eleganti e l’atmosfera glamour rendono ogni scena una gioia per gli occhi e le orecchie. E se hai visto il film in cui Leonardo di Caprio era il protagonista di questa storia non avrai nessun problema a comprendere le parole del musical.

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Stranger Things: The First Shadow

Prequel teatrale della famosissima serie Netflix, questo spettacolo riporta gli spettatori nella cittadina di Hawkins, tra misteri, esperimenti segreti e atmosfere anni ’50 che anticipano gli eventi della serie TV. Se hai visto Stranger Things, ritroverai subito il mondo, i personaggi e il tono della storia, rendendo il musical sorprendentemente facile da seguire anche in inglese. Gli effetti speciali dal vivo e le scenografie spettacolari rendono l’esperienza ancora più coinvolgente.

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& Juliet

E se Giulietta non fosse morta? Partendo dal finale di Romeo & Juliet di Shakespeare, questo musical ribalta la storia e immagina una nuova vita per l’eroina più famosa della letteratura. Tra amori, viaggi e scelte di indipendenza, il tutto accompagnato da hit pop famosissime (Backstreet Boys, Britney Spears, Katy Perry…), lo spettacolo è immediato e divertente anche per chi non è madrelingua. Se conosci la storia di Romeo e Giulietta — e quale italiano non la conosce? — sei già perfettamente dentro il racconto.

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Come vestirsi per vedere un musical a Broadway?

Questa è un’altra domanda che sento spesso. E la risposta è semplice: puoi andare vestito come vuoi, l’importante che l’abbigliamento sia consono. Quindi in linea di massima evita abiti troppo succinti se sei una donna ed evita canotte e bermuda troppo corti se sei un uomo. E poi tieni presente che l’aria condizionata, durante l’estate potrebbe essere sempre troppo fredda. Anche all’interno del teatro.

Quali posti a sedere scegliere a Broadway?

In linea di massima i teatri non sono molto grandi e quindi la visibilità è molto buona anche nei mezzanini (gallerie). L’ultimo spettacolo che ho visto è stato Alladdin i primi di maggio ed ero seduta nel primo mezzanino quasi completamente laterale, e la visibilità era ottima. A parte questo spettacolo, ho assistito a tantissimi musical da posizioni differenti e l’esperienza è sempre stata notevole. Anzi, posso dirti che spesso vedere alcuni musical da una posizione più elevata rispetto alla platea aumenta l’ immersività dello spettacolo perché diciamoci la verità: queste sono produzioni colossali con enormi budget e il più delle volte gli effetti speciali sono fenomenali, quindi non è raro vedere che alcune evoluzioni, magie e altri effetti non si svolgono solo sul palcoscenico, ma in tutta la sala, creando degli effetti “wow” senza precedenti!

Cosa posso fare per te a New York?

Se mi conosci già sai che New York è stata la mia seconda casa per quasi trent’anni, la mia famiglia vive ancora lì e oggi lavoro come Travel Designer e New York Travel Destination Specialist presso l‘ente del turismo di New York.
Questo significa una cosa molto semplice: non ti propongo un viaggio generico, progetto il TUO viaggio.

Partiamo da te — dai tuoi gusti, dal tuo budget, dal tempo che hai, da ciò che ti emoziona davvero — e costruisco un’esperienza su misura, dalla ricerca dei voli e dell’hotel fino all’itinerario quotidiano, agli incastri, ai ritmi, alle scelte che fanno la differenza quando sei sul posto.

Niente itinerari copia-incolla, niente “lo fanno tutti quindi lo faccio anch’io”.
Ti accompagno passo dopo passo, senza ansia e senza stress, con scelte guidate e un percorso protetto che ti permette di vivere New York in modo fluido, consapevole e profondamente tuo.

Non sarà solo il tuo itinerario perfetto.
Sarà la tua esperienza perfetta a New York.
L’esperienza che ti prometto non scorderai mai!

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In conclusione

Che tu comprenda ogni parola o meno, l’energia e la magia di un musical di Broadway ti lasceranno senza fiato. È un’esperienza che non dimenticherai mai e che aggiungerà un tocco speciale al tuo viaggio a New York. In più molto spesso potrai assistere a degli spettacoli con attori superstar di Hollywood. Ad esempio io ho avuto il privilegio di assistere ad uno strepitoso Alfred Molina che recitava in Fiddler on the Roof. E pensa a Cynthia Erivo, star di Wicked della versione cinematografica: lei è soprattutto una star di Broadway. E pensa ancora a Imelda Staunton, la perfida Dolores Umbridge della saga di Harry Potter, lo sai che anche lei ha recitato anni nel musical Gypsy?. Broadway è magica!

Il fascino sconosciuto dei musical off-Broadway

Se invece ami i musical ma vuoi vivere un lato più autentico, creativo (e spesso più economico) del teatro newyorkese… allora devi assolutamente dare un’occhiata anche al mondo Off-Broadway!
Ci sono storie originali, sale più intime e produzioni sorprendenti che spesso diventano i grandi successi di domani. Ho scritto un articolo dedicato a questo universo parallelo – con trame, consigli e dritte pratiche. Scopri tutto cliccando a questo link, ti si aprirà un mondo che sicuramente non conosci per niente ma che ti farà vivere emozioni altrettanto intense!

E se hai bisogno di vivere l’esperienza migliore di sempre a New York con un itinerario super organizzato, progettato su misura del tuo budget, gusti personali ed esigenze personali ricordati che sono Travel designer e New York City travel destination specialist. E che posso rendere il tuo viaggio a New York come lo hai sempre sognato. Ancora una volta ti invito a scoprire tutti i miei servizi cliccando su questo link e a leggere le recensioni entusiaste dei clienti che hanno vissuto il loro sogno a New York, cliccando qui!

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Fondata tra il 1070 e il 1072 dagli Almoravidi, la Medina rappresenta ancora oggi il cuore storico, commerciale e culturale di Marrakech. Racchiusa all’interno delle sue antiche mura color ocra, si sviluppa come un enorme intreccio di vicoli, souk, riad nascosti e piccole piazze che cambiano continuamente atmosfera nel corso della giornata. Molte persone arrivano a Marrakech immaginando la Medina come un luogo romantico e pittoresco, fatto di mercatini tranquilli e viuzze silenziose. La realtà è decisamente più intensa. Ed è forse proprio questo il motivo per cui riesce a colpire così tanto.

Guida alla Medina di Marrakech

Fondata tra il 1070 e il 1072 dagli Almoravidi, la Medina rappresenta ancora oggi il cuore storico, commerciale e culturale di Marrakech. Racchiusa all’interno delle sue antiche mura color ocra, si sviluppa come un enorme intreccio di vicoli, souk, riad nascosti e piccole piazze che cambiano continuamente atmosfera nel corso della giornata.
Molte persone arrivano a Marrakech immaginando la Medina come un luogo romantico e pittoresco, fatto di mercatini tranquilli e viuzze silenziose. La realtà è decisamente più intensa. Ed è forse proprio questo il motivo per cui riesce a colpire così tanto.

Guida alla Medina di Marrakech

La Medina di Marrakech è una di quelle esperienze che difficilmente si riescono a spiegare davvero prima di viverle. Non è soltanto il centro storico della città, ma un luogo che sembra seguire regole completamente diverse rispetto a quelle a cui siamo abituati in Europa. È caotica, intensa, rumorosa, profumata, a volte persino disorientante, ma proprio per questo riesce a lasciare un ricordo fortissimo a chi la attraversa.

In questo articolo non parleremo dei monumenti e dei luoghi da visitare all’interno di questa Medina – dedicheremo un approfondimento specifico a quello – ma di tutto ciò che secondo noi è davvero utile sapere prima di esplorarla: come orientarsi, come affrontare il caos, come funzionano i souk, cosa aspettarsi dallo shopping e quali sono i momenti migliori della giornata per viverla.

In questo articolo dedicato a tutto quello che devi sapere per organizzare il tuo viaggio a Marrakech (e in generale in Marocco), trovi già alcune di queste informazioni. Ma qui andremo ancora più a fondo.

Breve storia della Medina di Marrakech

Fondata tra il 1070 e il 1072 dagli Almoravidi, la Medina rappresenta ancora oggi il cuore storico, commerciale e culturale di Marrakech. Racchiusa all’interno delle sue antiche mura color ocra, si sviluppa come un enorme intreccio di vicoli, souk, riad nascosti e piccole piazze che cambiano continuamente atmosfera nel corso della giornata.

Molte persone arrivano a Marrakech immaginando la Medina come un luogo romantico e pittoresco, fatto di mercatini tranquilli e viuzze silenziose. La realtà è decisamente più intensa. Ed è forse proprio questo il motivo per cui riesce a colpire così tanto.

Uno degli aspetti che spesso sorprende chi visita Marrakech per la prima volta è il modo in cui ci si sposta all’interno della Medina.
Le auto private non circolano nei vicoli interni perché le strade sono troppo strette. Questo però non significa che la città vecchia sia tranquilla o rilassante da percorrere a piedi. Anzi, bisogna prestare continuamente attenzione a biciclette, motorini e piccoli mezzi che attraversano i vicoli anche ad alta velocità, spesso facendosi spazio tra le persone senza troppi problemi.
Carretti trainati da muli? Sì, ci sono.
Mezzi a motore simil Tuk Tuk che sfrecciano schivando miracolosamente le persone che passano? Sì, ci sono anche quelli. E noi abbiamo provato l’esperienza anche dal loro interno. Pura adrenalina!
Dopo qualche ora ci si abitua abbastanza rapidamente a questo flusso continuo, ma all’inizio può risultare un po’ stressante, soprattutto nei punti più affollati della Medina e nelle zone vicine ai souk principali.
Anche le distanze possono ingannare molto. Guardando la mappa sembra spesso che tutto sia vicino, ma muoversi nella Medina richiede molto più tempo del previsto. Tra vicoli intricati, persone, deviazioni improvvise e continue distrazioni, anche tragitti relativamente brevi possono diventare piuttosto lunghi.
Per questo motivo secondo noi è fondamentale affrontare la visita con calma, senza riempire troppo le giornate e mettendo in conto parecchio tempo da trascorrere semplicemente camminando.

Com’è davvero la Medina di Marrakech

La prima sensazione che molte persone provano entrando nella Medina è quella di sentirsi completamente travolte. Ed è assolutamente normale. La città vecchia di Marrakech è un continuo susseguirsi di rumori, profumi, richiami, motorini che passano improvvisamente accanto ai pedoni, botteghe aperte, venditori che parlano con i clienti, spezie esposte all’aperto e persone che si muovono in ogni direzione. A questo si aggiunge il fatto che le strade sono strette, spesso prive di riferimenti chiari e molto diverse dall’idea di città ordinata a cui siamo abituati.

La Medina non è un posto che si controlla facilmente. Bisogna entrarci con la consapevolezza che una parte dell’esperienza sarà inevitabilmente legata al lasciarsi trasportare dal suo ritmo. Ed è anche per questo che Marrakech tende a dividere molto i viaggiatori: alcuni se ne innamorano immediatamente, altri hanno bisogno di un po’ di tempo per capirla davvero.

La nostra opinione? L’abbiamo adorata. Abbiamo molte esperienze di viaggio nei paesi arabi (qui puoi trovare in un unico luogo gran parte delle nostre esperienze) e ci aspettavamo un estenuante tentativo a schivare i venditori che cercano di attirarsi nelle loro botteghe, come spesso accade in questi paesi.
Invece abbiamo trovato tantissimo altro, qualcosa di veramente affascinante.

Muoversi nella Medina di Marrakech: traffico, motorini e spostamenti a piedi

Uno degli aspetti che spesso sorprende chi visita Marrakech per la prima volta è il modo in cui ci si sposta all’interno della Medina.

Le auto private non circolano nei vicoli interni perché le strade sono troppo strette. Questo però non significa che la città vecchia sia tranquilla o rilassante da percorrere a piedi. Anzi, bisogna prestare continuamente attenzione a biciclette, motorini e piccoli mezzi che attraversano i vicoli anche ad alta velocità, spesso facendosi spazio tra le persone senza troppi problemi.

Carretti trainati da muli? Sì, ci sono.
Mezzi a motore simil Tuk Tuk che sfrecciano schivando miracolosamente le persone che passano? Sì, ci sono anche quelli. E noi abbiamo provato l’esperienza anche dal loro interno. Pura adrenalina!

Dopo qualche ora ci si abitua abbastanza rapidamente a questo flusso continuo, ma all’inizio può risultare un po’ stressante, soprattutto nei punti più affollati della Medina e nelle zone vicine ai souk principali. Anche le distanze possono ingannare molto. Guardando la mappa sembra spesso che tutto sia vicino, ma muoversi nella Medina richiede molto più tempo del previsto. Tra vicoli intricati, persone, deviazioni improvvise e continue distrazioni, anche tragitti relativamente brevi possono diventare piuttosto lunghi.

Per questo motivo secondo noi è fondamentale affrontare la visita con calma, senza riempire troppo le giornate e mettendo in conto parecchio tempo da trascorrere semplicemente camminando.

Uno degli aspetti più complicati della Medina è sicuramente l’orientamento.
Molti vicoli sembrano identici tra loro, i nomi delle strade spesso non coincidono con quelli riportati sulle mappe online e anche Google Maps tende a perdere precisione in alcune aree della città vecchia. Inoltre, all’interno della Medina ci sono pochissimi veri punti di riferimento visivi continui.

Fin dove arrivano le auto nella Medina?

Ti sembrerà una domanda strana ma invece è importante per organizzare tuo viaggio.
Infatti le macchine arrivano solo fino ad un certo punto. Delle sorte di piazzette che si aprono tra i vicoli. Quindi se hai prenotato un hotel o, più facilmente un Riad all’interno della Medina, dovrai non solo capire ma anche memorizzare questo “punto”.

Questo perché sarà il tuo punto di riferimento per tutti i tour che comprendono uno spostamento in auto o un transfer che utilizza un’ auto o trasporto pubblico. E in questi comprendiamo anche i taxi da o per l’aeroporto.

Perché da lì in poi dovrai raggiungere la tua struttura in autonomia, anche se hai con te delle valigie ingombranti oppure pesanti.
In realtà la cosa non è così drammatica. I Ragazzi che gestivano il Riad nel quale alloggiavamo erano in stretto contatto con i driver, o i tour operator delle nostre escursioni, quindi si sentivano al telefono per capire se il nostro transfer era in arrivo e dove sarebbe stato il punto di incontro.
Soprattutto di notte, perché la Medina di Marrakech, muta completamente forma. Lo vedremo tra un attimo.

Oppure la notte in cui siamo partiti per una delle attività più emozionanti di sempre: il volo in mongolfiera. Ma di quello parleremo nel nostro articolo dedicato alle escursioni da fare assolutamente a Marrakech.
Oltretutto sapevano come noleggiare da un amico un carretto in cui caricare tutti i bagagli e via.
Fantastici!

Come orientarsi nella Medina di Marrakech senza impazzire

Uno degli aspetti più complicati della Medina è sicuramente l’orientamento. Molti vicoli sembrano identici tra loro, i nomi delle strade spesso non coincidono con quelli riportati sulle mappe online e anche Google Maps tende a perdere precisione in alcune aree della città vecchia. Inoltre, all’interno della Medina ci sono pochissimi veri punti di riferimento visivi continui.
Sempre in questo articolo ti indichiamo come utilizzare la connessione dati in modo smart, con qualche consiglio che ti sarà sicuramente utile.

La cosa migliore da fare è imparare rapidamente a orientarsi usando elementi molto concreti. I minareti delle grandi moschee, ad esempio, diventano presto riferimenti fondamentali, così come alcune porte principali della Medina o determinate piazze. Se alloggi in un Riad dentro la città vecchia, una delle cose più utili è memorizzare immediatamente la porta della Medina più vicina al tuo alloggio. Sapere il nome della porta e riconoscerla visivamente aiuta moltissimo, soprattutto quando inizi a sentirti stanco o quando rientri la sera.

Anche osservare i dettagli può aiutare più del previsto. Dopo qualche giorno si iniziano a riconoscere alcuni angoli, certe botteghe, particolari colori delle pareti o pavimentazioni che diventano inconsciamente punti di riferimento.

E poi c’è una verità che secondo noi è importante accettare fin dall’inizio: nella Medina ci si perde. Succede praticamente a tutti. Ma spesso è proprio mentre ci si perde che si scoprono gli angoli più interessanti. A noi è successo una sera molto tardi. Questo accade spesso, e nel prossimo paragrafo ti spieghiamo il perché.

Una delle cose più interessanti della Medina è che i souk non sono semplicemente un insieme casuale di negozi e bancarelle. Storicamente ogni zona era specializzata in un determinato tipo di lavorazione o commercio, e ancora oggi questa organizzazione è rimasta visibile in molte aree della città vecchia.
Passeggiando tra i vicoli si passa continuamente da un’atmosfera all’altra. Ci sono strade dominate dal profumo intenso delle spezie e degli incensi, altre dove le botteghe espongono lanterne in metallo lavorato che riflettono la luce in ogni direzione, altre ancora dove si vedono artigiani lavorare pelle, tessuti o ceramiche praticamente davanti ai passanti.

La sera la Medina cambia volto

Una delle cose che ci ha colpito di più della Medina di Marrakech è quanto cambi completamente atmosfera nel momento in cui i negozi iniziano a chiudere. Durante il giorno i souk sono pieni di colori, merci esposte, rumori e movimento continuo. Tutto questo crea inconsciamente dei punti di riferimento visivi che aiutano a orientarsi anche senza rendersene conto.

Quando le serrande iniziano ad abbassarsi, invece, molti vicoli diventano improvvisamente più silenziosi, più bui e decisamente uguali tra di loro. Il traffico diminuisce drasticamente, il flusso di persone che camminano anche. E alcune zone della Medina possono risultare decisamente più difficili da riconoscere.

Per chi visita Marrakech per la prima volta questa trasformazione può essere abbastanza destabilizzante, soprattutto se si alloggia dentro la Medina. Ecco perché ti consigliamo di scegliere una struttura ricettiva in cui poter anche chiedere aiuto se ne avessi bisogno. Soprattutto nei primissimi giorni di viaggio, quando è ancora tutto “nuovo e sconosciuto”.

Fare shopping nella Medina di Marrakech tutti i souk

Una delle cose più interessanti della Medina è che i souk non sono semplicemente un insieme casuale di negozi e bancarelle. Storicamente ogni zona era specializzata in un determinato tipo di lavorazione o commercio, e ancora oggi questa organizzazione è rimasta visibile in molte aree della città vecchia.

Passeggiando tra i vicoli si passa continuamente da un’atmosfera all’altra. Ci sono strade dominate dal profumo intenso delle spezie e degli incensi, altre dove le botteghe espongono lanterne in metallo lavorato che riflettono la luce in ogni direzione, altre ancora dove si vedono artigiani lavorare pelle, tessuti o ceramiche praticamente davanti ai passanti.

Quindi è importante sapere che on sempre esistono confini netti tra un souk e l’altro. Molte guide usano nomi diversi per indicare aree che si sovrappongono e spesso si passa da una specializzazione all’altra semplicemente girando l’angolo. Quindi prendi queste descrizioni come orientative e non come quartieri perfettamente delimitati.

Souk delle Spezie
Tra gli angoli più belli della Medina c’è poi la Place des Epices, chiamata anche Rahba Kedima, o Souk delle spezie. Dopo aver attraversato una serie di vicoli stretti, ci si ritrova improvvisamente in una piazza più aperta, luminosa e meno soffocante rispetto ad altre zone dei souk. Qui l’atmosfera cambia leggermente: ci sono montagne di spezie colorate, ceste in vimini, utensili artigianali, cappelli di paglia ricamati e piccoli negozi pieni di profumi e oggetti tradizionali marocchini.
Dove si trova: nei dintorni della Place des Épices (Rahba Kedima), a nord-est di Jemaa el-Fna.
la Piazza delle spezie è uno dei luoghi più scenografici di Marrkech.

Souk Semmarine

È il souk più famoso e probabilmente quello che quasi tutti attraversano almeno una volta, la zona più famosa e frequentata della Medina. Costituisce una delle arterie principali della Medina e collega l’area di Jemaa el-Fna ai souk più interni. Qui si trova praticamente di tutto: abbigliamento, babbucce, tessuti, lampade, souvenir, spezie e articoli artigianali. È anche una delle zone più affollate e turistiche, ma anche una delle più scenografiche.

Dove si trova: a nord della piazza Jemaa el-Fna, lungo uno dei percorsi principali della Medina.

Souk delle Spezie

Tra gli angoli più belli della Medina c’è poi la Place des Epices, chiamata anche Rahba Kedima, o Souk delle spezie. Dopo aver attraversato una serie di vicoli stretti, ci si ritrova improvvisamente in una piazza più aperta, luminosa e meno soffocante rispetto ad altre zone dei souk. Qui l’atmosfera cambia leggermente: ci sono montagne di spezie colorate, ceste in vimini, utensili artigianali, cappelli di paglia ricamati e piccoli negozi pieni di profumi e oggetti tradizionali marocchini.

Dove si trova: nei dintorni della Place des Épices (Rahba Kedima), a nord-est di Jemaa el-Fna.

Souk delle Lanterne

Una delle zone più scenografiche della Medina. Le botteghe espongono lampade e lanterne in metallo traforato, spesso realizzate a mano secondo tecniche tradizionali. È una delle aree più fotografate dai visitatori.

Dove si trova: tra Souk Semmarine e i vicoli che si sviluppano verso la zona centrale dei souk.

Lo shopping nei souk fa parte dell’esperienza di viaggio a Marrakech tanto quanto la visita della città stessa.
Comprare qualcosa nella Medina non significa soltanto portarsi a casa un souvenir, ma entrare in un modo di vivere il commercio molto diverso dal nostro. La contrattazione, ad esempio, è una pratica assolutamente normale e prevista. I prezzi iniziali sono spesso volutamente alti proprio perché ci si aspetta che il cliente contratti.
Secondo noi è importante viverla con lo spirito giusto. Più come una forma di interazione sociale che come una battaglia per ottenere il prezzo più basso possibile. Daniele col tempo e per il lavoro che fa ormai è diventato un drago nelle contrattazioni, anche se a volte esagera con i ribassi. (è anche vero che non abbiamo idea di quanto ci guadagnino sopra ogni oggetto). Io sinceramente preferisco rimanere in disparte perché le contrattazioni mi mettono a disagio.
nella foto centrale la copertura delle strade della Medina, contro il caldo. Davvero scenografica.

Souk dei Tappeti

Qui si concentrano negozi e showroom specializzati in tappeti berberi e tessuti tradizionali provenienti dalle diverse regioni del Marocco. È uno dei luoghi dove la contrattazione fa maggiormente parte dell’esperienza.

Dove si trova: nelle aree interne dei souk, soprattutto attorno ai vicoli che si sviluppano tra Rahba Kedima e il complesso dei souk centrali.

Souk della Pelle

Una zona caratterizzata da botteghe che vendono articoli in pelle come borse, cinture, portafogli, giacche e le tradizionali babbucce marocchine. Molti prodotti arrivano dalle concerie della regione.

Dove si trova: diffuso in varie aree della Medina, soprattutto nei souk a nord di Jemaa el-Fna.

Souk dei Gioielli

Tradizionalmente dedicato all’oreficeria e all’argenteria marocchina. Qui si trovano gioielli in argento, pietre semipreziose e oggetti decorativi lavorati secondo la tradizione locale.

Dove si trova: vicino alla zona del vecchio quartiere ebraico (Mellah) e nei souk orientali della Medina.

Souk delle Stoffe

Un’area frequentata sia dai visitatori sia dagli abitanti del posto, dove si trovano tessuti, cotoni, sete, stoffe ricamate e materiali utilizzati dai sarti marocchini per confezionare caftani e abiti tradizionali.

Dove si trova: nei pressi del Souk Semmarine e delle aree commerciali centrali.

Souk delle Ceramiche

Qui predominano piatti decorati, tajine, vasi, ciotole e oggetti in terracotta dipinti a mano. È uno dei luoghi migliori per osservare i colori tipici dell’artigianato marocchino.

Dove si trova: distribuito in diversi vicoli della Medina, spesso nelle aree meno centrali rispetto al Souk Semmarine.

Souk dei Cosmetici Naturali e dell’Olio di Argan

È l’area dove si trovano prodotti tipici della cosmetica marocchina come olio di argan, sapone nero, ghassoul, acqua di rose e miscele di erbe utilizzate nella tradizione locale.

Dove si trova: soprattutto attorno a Place des Épices e nei vicoli vicini dedicati alle spezie e ai prodotti naturali.

Souk Semmarine
È il souk più famoso e probabilmente quello che quasi tutti attraversano almeno una volta, la zona più famosa e frequentata della Medina. Costituisce una delle arterie principali della Medina e collega l'area di Jemaa el-Fna ai souk più interni. Qui si trova praticamente di tutto: abbigliamento, babbucce, tessuti, lampade, souvenir, spezie e articoli artigianali. È anche una delle zone più affollate e turistiche, ma anche una delle più scenografiche.

Dove si trova: a nord della piazza Jemaa el-Fna, lungo uno dei percorsi principali della Medina.

Cosa sapere prima di comprare

Lo shopping nei souk fa parte dell’esperienza di viaggio a Marrakech tanto quanto la visita della città stessa. Comprare qualcosa nella Medina non significa soltanto portarsi a casa un souvenir, ma entrare in un modo di vivere il commercio molto diverso dal nostro. La contrattazione, ad esempio, è una pratica assolutamente normale e prevista. I prezzi iniziali sono spesso volutamente alti proprio perché ci si aspetta che il cliente contratti.

Secondo noi è importante viverla con lo spirito giusto. Più come una forma di interazione sociale che come una battaglia per ottenere il prezzo più basso possibile. Daniele col tempo e per il lavoro che fa ormai è diventato un drago nelle contrattazioni, anche se a volte esagera con i ribassi. (è anche vero che non abbiamo idea di quanto ci guadagnino sopra ogni oggetto). Io sinceramente preferisco rimanere in disparte perché le contrattazioni mi mettono a disagio.

Abbiamo preferito fare questo appunto perché ci  stato raccontato che Marrakech è cambiata molto nel tempo e non tutti gli oggetti venduti nella Medina sono realmente artigianali o prodotti localmente. Per questo motivo vale la pena osservare bene i negozi, capire se gli oggetti vengono davvero lavorati sul posto e non avere fretta di comprare immediatamente nei primi souk più turistici.

Le botteghe e le boutique della Medina

Esistono inoltre anche boutique e concept store molto curati, che propongono una reinterpretazione più contemporanea dell’artigianato marocchino. Sono posti molto diversi rispetto ai souk tradizionali e spesso rappresentano una buona alternativa per chi preferisce un’esperienza di shopping più tranquilla e meno legata alla contrattazione.

Ad esempio possiamo citare Le sens du Marrakech, il negozio di cosmetica, profumi, saponi artigianali e bio. Abbiamo conosciuto questa bottega perché il Riad in cui abbiamo alloggiato si fornisce da loro. Ne abbiamo parlato ampiamente in questo articolo.

Le attrazioni da vedere assolutamente all’interno della Medina di Marrakech

Stiamo scrivendo l’articolo e appena pronto ti metteremo il link diretto. Abbiamo preferito dedicare uno spazio a parte, perché ci sono molte cose che vale la pena visitare. E che meritano un’attenzione a parte.

tutti vanno in piazza Jamaa el fna alla sera o al tramonto, noi abbiamo preferito cenare in una terrazza sopra il souk delle spezie, con meno confusione.
Di sera tutti si apprestano alla corsa alle terrazze di piazza Jamaa el fna. Iconica, soprattitto quando cambia pelle e vengono allestiti i ristoranti serali (foto di copertina). Ma noi abbiamo preferito la vista della Piazza delle spezie.

Qual è il momento migliore per visitare la Medina di Marrakech

Secondo noi i momenti più piacevoli per esplorare la Medina sono la mattina presto e il tardo pomeriggio. La mattina Marrakech si sveglia lentamente, le temperature sono più sopportabili e i souk sono ancora relativamente tranquilli. È probabilmente il momento migliore per passeggiare senza sentirsi completamente travolti dal caos.

Nel tardo pomeriggio invece la luce cambia completamente colore e la città assume tonalità ancora più calde e intense. È uno dei momenti più belli per fotografare la Medina e osservare il continuo movimento delle persone nei vicoli.

Le ore centrali della giornata, soprattutto nei mesi più caldi, possono invece diventare molto faticose. Il caldo si fa sentire parecchio, alcune strade diventano estremamente affollate e il livello di stimoli continui può risultare stancante.

Ed è proprio qui che si capisce quanto siano preziosi i riad marocchini. Dopo ore trascorse nei souk, rientrare in questi cortili silenziosi pieni di piante, fontane e ombra crea un contrasto quasi surreale con il caos esterno. Anzi, ti consigliamo di dormire direttamente in un Riad marocchino. Secondo noi è un’esperienza da fare assolutamente una volta nella vita. E cliccando qui puoi leggere la nostra esperienza diretta.

Vivere davvero la Medina di Marrakech

La Medina di Marrakech non è un luogo perfetto, ordinato o semplice da visitare. È intensa, disordinata, a volte stancante e spesso imprevedibile. Ma è anche uno dei posti più vivi che si possano attraversare durante un viaggio.

Secondo noi il modo migliore per affrontarla è non avere la pretesa di voler controllare tutto. Non cercare di vedere ogni vicolo, ogni souk o ogni angolo perfetto. L’esperienza migliore si raggiunge quando ci si concede il tempo di osservarla senza troppa fretta, lasciandosi sorprendere anche dalle deviazioni e dagli imprevisti.
Ti piacerebbe fare un viaggio in Marocco con la nostra consulenza o un itinerario personalizzato? Scivici una mail a hello@twomaketravel.it

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Ci sono tante storie che mi legano a New York e lo store del Lincoln Center ha avuto un ruolo importante. Per trent'anni ho fatto avanti e indietro tra l'Italia e New York, la città dove viveva parte della mia famiglia e dove ancora oggi affondano le mie radici. Crescere tra due Paesi e due culture diverse ha influenzato profondamente il mio modo di vedere il mondo, insegnandomi che esistono sempre punti di vista differenti da cui osservare la stessa realtà. Quando ripenso a quegli anni, ci sono tanti ricordi che riaffiorano. Alcuni sono legati a persone, altri a momenti particolari, altri ancora a luoghi che hanno accompagnato la mia crescita senza che me ne rendessi conto. Il Lincoln Center di New York è uno di questi. Quello che stai per leggere non è una guida su cosa vedere a New York e nemmeno un elenco di consigli per organizzare il viaggio perfetto. È semplicemente una storia. Un piccolo frammento della mia New York, quella che ho vissuto negli anni e che continua ancora oggi a far parte di me.

Storie della mia New York: lo store del Lincoln Center

Ci sono tante storie che mi legano a New York e lo store del Lincoln Center ha avuto un ruolo importante.
Per trent'anni ho fatto avanti e indietro tra l'Italia e New York, la città dove viveva parte della mia famiglia e dove ancora oggi affondano le mie radici. Crescere tra due Paesi e due culture diverse ha influenzato profondamente il mio modo di vedere il mondo, insegnandomi che esistono sempre punti di vista differenti da cui osservare la stessa realtà.
Quando ripenso a quegli anni, ci sono tanti ricordi che riaffiorano. Alcuni sono legati a persone, altri a momenti particolari, altri ancora a luoghi che hanno accompagnato la mia crescita senza che me ne rendessi conto.
Il Lincoln Center di New York è uno di questi.
Quello che stai per leggere non è una guida su cosa vedere a New York e nemmeno un elenco di consigli per organizzare il viaggio perfetto. È semplicemente una storia. Un piccolo frammento della mia New York, quella che ho vissuto negli anni e che continua ancora oggi a far parte di me.

Storie della mia New York: lo store del Lincoln Center

Ci sono tante storie che mi legano a New York e lo store del Lincoln Center ha avuto un ruolo importante.

Per 30 anni ho fatto avanti e indietro tra l’Italia e New York, la città dove vive parte della mia famiglia e dove affondano le mie radici. Crescere tra due Paesi e due culture diverse ha influenzato profondamente il mio modo di vedere il mondo, insegnandomi che esistono sempre punti di vista differenti da cui osservare la stessa realtà.

Tanti sono i ricordi che affiorano. Persone, momenti particolari, luoghi che hanno accompagnato la mia crescita senza che me ne rendessi conto.

Il Lincoln Center di New York è uno di questi.

Quello che stai per leggere non è una guida su cosa vedere a New York e nemmeno un elenco di consigli per organizzare il viaggio perfetto, quelli li trovi sempre cliccando qui. È semplicemente una storia. Un piccolo frammento della mia New York, quella che ho vissuto negli anni e che continua ancora oggi a far parte di me.
E sul finale sì, qualche info sul luogo in questione 🙂

Buona lettura.

Perché il Lincoln Center ha segnato la mia New York

C’erano mattinate estive alla fine degli anni ’90, in cui New York sembrava rallentare solo per me e mio padre. Era un’epoca strana a ripensarci oggi: niente Amazon, niente streaming, internet ancora timido… addirittura il mio fidanzatino dell’epoca ogni volta che andavo a New York mi prestava il suo cellulare tri-banda, l’unico funzionante negli USA, per poter messaggiare con me.

Non che dovessimo utilizzarlo per chiamarci, la bolletta sarebbe stata astronomica. Non che le telefonate “normali” non si potessero fare. Anzi, esistevano delle carte prepagate per parlare con L’Italia, che mi permettevano di stare al telefono ore ed ore con lui quando ero a New York. E allo stesso tempo permettevano ai miei nonni e i miei zii americani di rimanere costantemente in contatto con noi quando eravamo in Italia. Ma quel cellulare “speciale” era una sorta di coperta di Linus, per farci sentire meno la lontananza reciproca.

“Non si sa mai”.
“per le emergenze…”
“per gli sms veloci”
Cose così.

Le nostre passioni: la danza e la musica classica al Lincoln Center di New York

In questo quadro generale – che fatico a pensare possa essere veramente esistito vedendo quanto la tecnologia abbia letteralmente invaso le nostre vite oggigiorno, azzerando completamente le distanze che sentivamo a quel tempo – c’era un posto che io e mio padre consideravamo magico.
Lo store del Lincoln Center.

Altra premessa: in quegli anni ballavo o meglio, la mia vita in Italia si divideva tra la scuola e le tantissime ore trascorse nella scuola di danza del mio paese. Non ero un talento ma quell’attività mi assorbiva tantissimo: in termini di ore settimanali, spazio mentale e soprattutto fisico. Non avevo la velleità di diventare una ballerina di qualche compagnia, ma amavo profondamente la danza, e in quell’epoca avevo anche iniziato un po’ a seguire l’attività dei primi ballerini di tutte le scene mondiali. New York City Ballet incluso, ovviamente, una delle mie compagnie preferite.

Mio padre invece è sempre stato un appassionato di musica classica: concerti, lirica, sonate, chi più ne ha più ne metta.
Ci sono stati momenti in cui io e mia madre abbiamo pensato che fosse più ossessionato che appassionato. Perché ovunque lui vada, la musica classica è il suo sottofondo, come un’aurea speciale, un marchio distintivo.

Facevamo sempre tappa lì nei primi giorni in cui eravamo a New York. Non per entrare a vedere dei concerti o dei balletti, poiché la stagione estiva in quel periodo era ormai chiusa, ma per respirare un po’ di quell’aria “colta” che quel luogo regala. Primo su tutti il Metropolitan Opera House per lui, dove tutt’ora va fiero di aver visto, nei primi anni in cui era fidanzato con mia mamma, il Lago dei cigni con Rudolph Nurejev e Carla Fracci, la Julliard e il New York City ballet per me, in cui immaginavo gli studenti svolgere lezioni di danza favolose al loro interno. Un po’ come accadeva nella serie Saranno Famosi.
Lo Schiaccianoci natalizio è un Must Have per i newyorkesi. Arriva puntuale ogni anno al Lincoln Center per la gioia di grandi e piccini.
By Photograph by D Ramey Logan, CC BY 4.0

Il Lincoln Center di New York era per noi la Mecca

Quindi era per noi abbastanza normale che Il Lincoln Center, uno dei tempi mondiali della musica classica e del balletto, fosse per noi la Mecca. Facevamo sempre tappa lì nei primi giorni in cui eravamo a New York. Non per entrare a vedere dei concerti o dei balletti, poiché la stagione estiva in quel periodo era ormai chiusa, ma per respirare un po’ di quell’aria “colta” che quel luogo regala.

Primo su tutti il Metropolitan Opera House. Il preferito di mio padre, dove tutt’ora va fiero di aver visto, nei primi anni in cui era fidanzato con mia mamma, il Lago dei cigni con Rudolph Nureyev e Carla Fracci, la Julliard e il New York City ballet invece erano i miei luoghi del cuore, in cui immaginavo gli studenti svolgere lezioni di danza favolose al loro interno. Un po’ come accadeva nella serie tv degli anni ’80 Saranno Famosi.

Qualcosa di raro, come in una caccia al tesoro

Ma appunto nella stagione estiva tutto era fermo. Quindi ci accontentavamo di entrare nello store del Lincoln Center e sentivamo di toccare qualcosa di raro. Come se quel posto custodisse il meglio di ciò che nel resto del mondo era impossibile trovare. Ci perdevamo lì dentro per ore, senza fretta.
Lui si muoveva tra gli scaffali con la calma di chi sceglie un vinile raro; io con l’impazienza di chi ha davanti un tesoro e vuole capire quale parte del bottino vale davvero la pena portare a casa.

Mio padre mi ha insegnato che ogni concerto cambia a seconda del direttore d’orchestra, ogni opera muta forma in base ai cantanti che ha nel cast. La stessa cosa avviene per il balletto: ogni compagnia può cambiare i passi delle coreografie “di repertorio” e ogni interprete gli dona il suo stile, la sua grinta, la sua interpretazione. E poi ci sono le produzioni originali, fatte appositamente per una determinata stagione, che la compagnia porta in tournee in tutto il mondo.
Quindi la nostra era una corsa ad accaparrarsi edizioni inedite o diverse da quelle che avevamo già, alcune introvabili altrove, per accrescere le nostre collezioni.

Una caccia che in Italia non si poteva fare

In Italia non potevamo fare la stessa immersione: sembrava tutto introvabile, costoso, complicato. Al Lincoln center di New York invece, era semplice, normale, a portata di mano. Attendevamo solo di tornare a New York.
Una cosa che ancora oggi mi fa sorridere: uno scoglio importante da superare in America era la famigerata Regione dei DVD. Quella poteva mettere a repentaglio il funzionamento in Italia. Era qualcosa a cui ormai avevo fatto l’abitudine, dopo anni e anni di avanti e indietro tra l’America e l’Italia.

Diversi erano i pesi, le misure, la temperatura, il voltaggio elettrico. Ma anche i fotogrammi al secondo con cui funzionano gli standard televisivi, succede ancora oggi. Ma a quel tempo trovare DVD che avessero la famigerata regione “0”, l’unica compatibile in tutti i paesi del mondo senza restrizioni, era una vera e propria caccia al tesoro. Anni prima, ignari di questo problema, avevamo comprato delle videocassette con regione “1” e non siamo mai riusciti a vederle in Italia. In realtà neanche a New York ma quella è un’altra storia divertente…

David H. Koch Theater
Questo teatro è strettamente legato al mondo della danza ed è la casa del New York City Ballet.
Come ho già avuto modo di raccontarti, ogni anno ospita produzioni che attirano spettatori da tutto il mondo. Ma è soprattutto durante il periodo natalizio che diventa una vera istituzione cittadina grazie alle rappresentazioni dello Schiaccianoci, uno degli appuntamenti più amati dai newyorkesi.
Courtesy of By David Shankbone – Own work, CC BY 2.5

Il nostro modo di stare assieme.

Quel momento a New York, dentro lo Store del Lincoln Center, per me e mio padre era il nostro modo di stare insieme.
Nessuna grande avventura, nessun grattacielo, nessuna scena da film, nessun luogo virale da provare assolutamente. Solo due persone che cercavano le nostre storie preferite dentro delle custodie di plastica, sullo sfondo di un luogo che ancora oggi i turisti fanno fatica a prendere in considerazione nei loro itinerari a New York.

Perché il Lincoln Center è un posto pazzesco, bello da vedere, elegante e raffinato. Ma che ancora oggi è per pochi, per chi apprezza davvero, per chi ha voglia di andare oltre le solite cose di New York che ormai vengono mostrate sui social.

Ripenso spesso a quei momenti e mi rendo conto che, senza saperlo, stavo imparando una cosa che ancora oggi porto con me: ascoltare ciò che ci attira spontaneamente. Ciò che ci fa fermare davanti a uno scaffale, entrare in un luogo apparentemente insignificante o deviare dal percorso previsto.

Forse è per questo che faccio fatica a credere che gli itinerari a New York possano essere uguali per tutti. Perché le esperienze che ricordiamo davvero raramente nascono da una lista di cose da vedere. O almeno, non solo… nascono anche da qualcosa che, per qualche motivo, ci assomiglia.

Ecco perché faccio itinerari su misura a New York

Ogni volta che preparo un itinerario per qualcuno faccio questo. Ascolto ciò che ti attira spontaneamente. Seguo le inclinazioni personali del cliente, le vibrazioni che spesso ignora totalmente.

Guardo oltre le “attrazioni” e trovo ciò che gli appartiene davvero. E questo cambia davvero l’esperienza nella città dei sogni.

Cos’è il Lincoln Center di New York?

Ma ora, da blogger quale sono, voglio anche darti qualche input su questo posto straordinario, in maniera tale da capire se può rientrare nella tua lista (scommettiamo infinita?) di cose da Vedere a New York.

Molti infatti pensano che il Lincoln Center sia semplicemente un teatro. In realtà è molto di più.

Il nome completo è Lincoln Center for the Perfoming arts. Si tratta di un grande complesso dedicato alla musica, alla danza e alle arti performative che occupa un intero isolato dell’Upper West Side. La zona a Ovest di Central Park.
Al centro si trova la celebre piazza con la fontana che probabilmente hai già visto in fotografie, film o serie televisive, mentre tutto intorno sorgono sale da concerto, teatri, scuole e spazi dedicati alla formazione artistica.

È uno di quei luoghi che, coma hai potuto leggere dal mio racconto, mostrano una New York diversa da quella dei grattacieli e delle insegne luminose: una New York che vive di cultura, studio e spettacolo.

Si può visitare? Certo che sì. Scopri tutto cliccando su questo link.

La Metropolitan Opera
L'edificio più riconoscibile del complesso è senza dubbio quello che ospita il Metropolitan Opera.
E forse è l’edificio più conosciuto e che forse hai anche già sentito nominare.
Anche chi non segue il mondo della lirica spesso resta colpito dalla sua architettura elegante e dalle grandi vetrate che si affacciano sulla piazza. Nel corso degli anni è diventato uno dei simboli culturali della città e continua ad attirare spettatori provenienti da tutto il mondo.
Entrare qui significa scoprire una parte di New York che molti visitatori non immaginano nemmeno esista: fatta di tradizione, arte e spettacoli che richiamano alcuni dei migliori interpreti internazionali. Come dicevo prima Nurejev e Carla Fracci sono solo due gocce del mare infinito di meraviglia che questo luogo ha ospitato.
courtesy of By Ajay Suresh from New York, NY, USA – Lincoln Center Overview, CC BY 2.0

Il Metropolitan Opera

L’edificio più riconoscibile del complesso è senza dubbio quello che ospita il Metropolitan Opera.

Forse l’ hai anche già sentito nominare.
Anche chi non segue il mondo della lirica spesso resta colpito dalla sua architettura elegante e dalle grandi vetrate che si affacciano sulla piazza. Nel corso degli anni è diventato uno dei simboli culturali della città e continua ad attirare spettatori provenienti da tutto il mondo.

Entrare qui significa scoprire una parte di New York che molti visitatori non immaginano nemmeno esista: fatta di tradizione, arte e spettacoli che richiamano alcuni dei migliori interpreti internazionali. Come dicevo prima Nureyev e Carla Fracci sono solo due gocce nel mare infinito di meraviglia che questo luogo ha ospitato.

Si possono trovare i biglietti facilmente? Certo che sì. Trovi tutti i dettagli cliccando qui.

David Geffen Hall

Affacciata sulla stessa piazza si trova anche la sede della New York Philharmonic.

È il luogo dove la musica sinfonica prende vita attraverso concerti e programmi che spaziano dai grandi classici a proposte più contemporanee. Negli ultimi anni l’edificio è stato completamente rinnovato per offrire un’esperienza più coinvolgente sia dal punto di vista acustico che da quello architettonico.

La Juilliard School trova spazio anche una delle scuole artistiche più conosciute e prestigiose al mondo. Qui studiano giovani musicisti, ballerini e attori provenienti da decine di Paesi diversi, accomunati dal sogno di trasformare il proprio talento in una professione. È forse questo uno degli aspetti più affascinanti del Lincoln Center: non è soltanto il luogo dove si assiste agli spettacoli, ma anche quello dove le nuove generazioni di artisti si preparano a salire sui palcoscenici del mondo.
E se ti dicessi che dal Lincoln center puoi vedere l’hotel Empire? Si, quello di Gossip Girl. Ti viene voglia di visitarlo?

David H. Koch Theater

Questo teatro è strettamente legato al mondo della danza ed è la casa del New York City Ballet.

Come ho già avuto modo di raccontarti, ogni anno ospita produzioni che attirano spettatori da tutto il mondo. Ma è soprattutto durante il periodo natalizio che diventa una vera istituzione cittadina grazie alle rappresentazioni dello Schiaccianoci, uno degli appuntamenti più amati dai newyorkesi.

La Juilliard School

All’interno del Lincoln Center trova spazio anche una delle scuole artistiche più conosciute e prestigiose al mondo. Qui studiano giovani musicisti, ballerini e attori provenienti da decine di Paesi diversi, accomunati dal sogno di trasformare il proprio talento in una professione.

È forse questo uno degli aspetti più affascinanti del Lincoln Center: non è soltanto il luogo dove si assiste agli spettacoli, ma anche quello dove le nuove generazioni di artisti si preparano a salire sui palcoscenici del mondo.

Un Itinerario personalizzato a tema Lincoln Center e musica Classica a New York

Giulia e sua figlia Veronica si sono rivolte a me per un itinerario personalizzato a New York ad agosto 2024.
Già dai primi contatti Giulia mi aveva raccontato che sua figlia Veronica è una giovane musicista, suona il violino e che avrebbero voluto fare delle esperienze “musicali”, in onore di questa passione.

Nonostante al Lincoln Center ad agosto non ci sono performance da cartellone stagionale, sono riuscita a trovare per loro delle chicche “musicali” molto interessanti non solo dal punto di vista della cultura musicale, ma che potessero essere anche all’altezza della giovane età di Veronica. Esperienze in un certo senso “formative”.

E così ho costruito il loro itinerario su questo fil rouge, alternando esperienze musicali ai grandi classici che loro volevano vedere. Cercando di incastrare tutto come in un sudoku giapponese.

New York cambia sempre, le esperienze cambiano con essa, ogni anno c’è qualcosa di nuovo. E non è sempre facile stare dietro a tutte le novità in città per un turista che deve già capire altre mille cose di New York.  E non è sempre facile capire come incastrare tutto.

David Geffen Hall
Affacciata sulla stessa piazza si trova anche la sede della New York Philharmonic.
È il luogo dove la musica sinfonica prende vita attraverso concerti e programmi che spaziano dai grandi classici a proposte più contemporanee. Negli ultimi anni l'edificio è stato completamente rinnovato per offrire un'esperienza più coinvolgente sia dal punto di vista acustico che da quello architettonico.
Courtesy of By Cmslc – Own work, CC BY-SA 3.0

I miei itinerari personalizzati a New York

Per questo motivo ci sono io, entro in gioco io nel tuo viaggio a New York.
Con la mia guida BUSSOLA ti spiego una volta per tutte come funziona New York, abbattendo ogni tua ansia e la maggior parte delle tue domande (scommettiamo? Mettimi alla prova).
E con gli itinerari personalizzati mi occupo di quello che vuoi vedere veramente, tenendo conto delle tue passioni, inclinazioni personali e tenendo sempre sotto controllo il tuo budget in una delle città più care del mondo.

Vedrai che partirai leggero, con tutte le tue giornate sotto controllo, senza inutili sorprese o sprechi di tempo. E nel 90% dei casi anche con luoghi da vedere che non conosci, a cui non avresti mai pensato e che arricchiranno ancora di più la tua esperienza a New York.

Ti è piaciuta questa storia particolare su New York? Ti ha fatto risuonare qualcosa? Fammelo sapere scrivendomi a hello@twomaketravel.it oppure sul nostro canale Instagram in cui troverai tantissimi consigli di viaggio e New York, obviously 🙂

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Perché ti serve una guida pratica per organizzare il tuo viaggio a Marrakech? Perché Marrakech è una di quelle città che riesce a disorientarti e affascinarti nello stesso momento. Tra vicoli stretti, souk infiniti, profumo di spezie, scooter che spuntano ovunque e terrazze nascoste sopra la Medina, basta poco per capire che organizzare un viaggio qui non è proprio come preparare un weekend in una classica capitale europea. Ed è anche il motivo per cui arrivare preparati può davvero fare la differenza. Non perché Marrakech sia “difficile”, ma perché è una città che ha ritmi, logiche e dinamiche un po’ diverse non solo dalle nostre italiane, ma anche rispetto al resto degli altri luoghi nel mondo. Sapere prima alcune cose pratiche ti aiuterà a vivere il viaggio con tranquillità, evitando errori, stress inutili e piccole fregature che spesso capitano ai turisti impreparati. Quindi continua nella lettura e diamo tutte le informazioni utili per organizzare il tuo viaggio a Marrakech, oppure per godertelo al meglio, se si tratta di un viaggio organizzato.

Organizzare un viaggio a Marrakech

Perché ti serve una guida pratica per organizzare il tuo viaggio a Marrakech?
Perché Marrakech è una di quelle città che riesce a disorientarti e affascinarti nello stesso momento.
Tra vicoli stretti, souk infiniti, profumo di spezie, scooter che spuntano ovunque e terrazze nascoste sopra la Medina, basta poco per capire che organizzare un viaggio qui non è proprio come preparare un weekend in una classica capitale europea.
Ed è anche il motivo per cui arrivare preparati può davvero fare la differenza.
Non perché Marrakech sia “difficile”, ma perché è una città che ha ritmi, logiche e dinamiche un po’ diverse non solo dalle nostre italiane, ma anche rispetto al resto degli altri luoghi nel mondo. Sapere prima alcune cose pratiche ti aiuterà a vivere il viaggio con tranquillità, evitando errori, stress inutili e piccole fregature che spesso capitano ai turisti impreparati.
Quindi continua nella lettura e diamo tutte le informazioni utili per organizzare il tuo viaggio a Marrakech, oppure per godertelo al meglio, se si tratta di un viaggio organizzato.

Organizzare un viaggio a Marrakech

Perché ti serve una guida pratica per organizzare il tuo viaggio a Marrakech?
Perché Marrakech è una di quelle città che riesce a disorientarti e affascinarti nello stesso momento.
Tra vicoli stretti, souk infiniti, profumo di spezie, scooter che spuntano ovunque e terrazze nascoste sopra la Medina, basta poco per capire che organizzare un viaggio qui non è proprio come preparare un weekend in una classica capitale europea.

Ed è anche il motivo per cui arrivare preparati può davvero fare la differenza.

Non perché Marrakech sia “difficile”, ma perché è una città che ha ritmi, logiche e dinamiche un po’ diverse non solo dalle nostre italiane, ma anche rispetto al resto degli altri luoghi nel mondo. Sapere prima alcune cose pratiche ti aiuterà a vivere il viaggio con tranquillità, evitando errori, stress inutili e piccole fregature che spesso capitano ai turisti impreparati.

Quindi continua nella lettura e diamo tutte le informazioni utili per organizzare il tuo viaggio a Marrakech, oppure per godertelo al meglio, se si tratta di un viaggio organizzato.

Pronto a partire?

Documenti per entrare in Marocco

Se vuoi organizzare al meglio il tuo viaggio a Marrakech, sappi che per i cittadini italiani non serve il visto per soggiorni turistici inferiori a 90 giorni, ma il passaporto è requisito fondamentale.
Questo deve essere valido per tutta la durata del viaggio, quindi non occorre che ci siano i classici 6 mesi di validità residua.

La carta d’identità non è accettata, nemmeno per viaggi organizzati o brevi soggiorni, a differenza di posti come per esempio Sharm El Sheik e la zona del Sinai. (curioso di sapere cosa devi fare per quella zona di Egitto? Basta leggere i nostri articoli che trovi a questo link).

Controlli all’immigrazione in Marocco

I nostri controlli sono stati velocissimi, ma c’è da dire che a causa di un piccolo contrattempo prima di decollare siamo atterrati lì che era già notte fonda. Ormai anche queste destinazioni arabe, come l’Egitto o gli Emirati, che abbiamo avuto modo di visitare tutti nello stesso anno (trovi qui tutti gli articoli nel caso ti servisse saperne di più), utilizzano lo stesso metodo ai controlli: telecamera per farti una foto, scanner per impronte digitali.

ATTENZIONE, QUESTI CONTROLLI sono richiesti anche in uscita dal Marocco quindi ti consigliamo di arrivare almeno 4 ore prima della partenza, non solo per questo motivo, ma anche per altre questioni che scoprirai nel prossimo paragrafo.

Noi ti consigliamo anche di portare con te:

  • Una copia digitale e cartacea del passaporto. Questo ovviamente non ai controlli dell’immigrazione ma in generale durante tutto il viaggio.
  • La prenotazione dell’alloggio.
  • Il biglietto di ritorno. Mi raccomando stampalo, non lasciarlo in digitale e tra poco ti spieghiamo perché.
Se vuoi organizzare al meglio il tuo viaggio a Marrakech, sappi che per i cittadini italiani non serve il visto per soggiorni turistici inferiori a 90 giorni, ma il passaporto è requisito fondamentale. 
Questo deve essere valido per tutta la durata del viaggio, quindi non occorre che ci siano i classici 6 mesi di validità residua. e conviene sempre avere anche:

Altre cose importantissime da sapere soprattutto per il tuo volo di ritorno da Marrakech

Queste sono davvero importanti per organizzare il tuo viaggio a Marrakech, soprattutto in periodi un po’ più turistici  come quello vissuto da noi in prima persona.

  • Innanzitutto: il biglietto del ritorno DEVE ESSERE STAMPATO. E Non lasciato in formato digitale. Dovrai comunque passare dal check in, anche se voli con una low cost e hai solo il bagaglio a mano. Questo perché al banco ti sostituiranno il biglietto stampato con una vera e proprio boarding card a cui metteranno un timbro da mostrare successivamente.
    Questo genera CODA.
  • Ma prima: Come in altri paesi, ad esempio l’Egitto – ma potremmo farti tanti altri esempi – le valigie vanno poste sotto il metal detector non solo ai controlli TSA ma anche all’ingresso dell’aeroporto. E questo in periodi di affluenza turistica genera altra CODA. Noi, senza scherzare, siamo rimasti in fila una buona ventina di minuti sotto il sole.
  • Dovrai passare ai controlli TSA, il classico controllo al metal detector che in periodi di affluenza genera altra CODA.
  • E poi, come accennato prima, dovrai rifare l’immigrazione al contrario, quindi di nuovo controllo passaporti, ti controllano la carta d’imbarco timbrata e di nuovo foro e impronte. Quindi altra CODA

Capisci ora perché ti abbiamo detto che in periodi di affluenza turistica è meglio arrivare anche 4 ore prima della partenza?

Parti per Marrakech e il Marocco in generale stipulando un’assicurazione sanitaria adeguata.

Se vuoi organizzare al meglio il tuo viaggio a Marrakech e in Marocco in generale ti ricordiamo di partire SEMPRE con un’ assicurazione di viaggio che comprenda spese mediche, bagaglio e annullamento.
Noi scegliamo sempre Columbus perché ha massimali illimitati in tutto il mondo con pagamento diretto per ricovero e rimpatrio, quindi non dovrai anticipare nulla.
Tieni conto che di solito le compagnie di assicurazione hanno dei massimali che vanno dai 50.000 ai 250.000 euro di base e poi più vengono aumentati più dovrai pagare.

Anche per gli altri tipi di visite ti basterà contattare direttamente il call center e farti indirizzare alla struttura convenzionata più vicina. Anche in questo caso non dovrai anticipare nulla. Usa il nostro codice sconto del 10% che trovi già inserito, cliccando direttamente a questo link. Ti ricordiamo che puoi utilizzare invece il codice diretto DI SCONTO BTG031 anche per stipule telefoniche.

Da qualche mese puoi contattare la centrale operativa anche tramite connessione internet, non tramite operatore telefonico, quindi un grandissimo vantaggio. E dall’inizio della crisi internazionale di marzo 2026 la copertura sanitaria è estesa fino a che il viaggio non si è concluso, quindi se ci dovessero essere attese dovute alla ritrotezione o alla cancellazione dei voli aerei la copertura viene estesa in maniera gratuita.

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Voli per Marrakech e transfer da aeroporto

Negli ultimi anni Marrakech è diventata molto più semplice da raggiungere dall’Italia grazie ai numerosi collegamenti diretti disponibili da città come Milano, Roma, Bologna, Venezia, Napoli e Torino. Finalmente, finché dura, anche la nostra Torino ha un collegamento diretto Ryan Air con Marrakech.

L’aeroporto della città è il Marrakech Menara, uno scalo abbastanza vicino al centro rispetto a quello che accade in altre grandi destinazioni internazionali. Se viaggi nei periodi più richiesti, conviene prenotare con un po’ di anticipo, perché i prezzi possono salire parecchio. Normale amministrazione se sai come muoverti in tempo per trovare i prezzi “giusti”. Altrimenti puoi cercare di capire qual’è il momento giusto per prenotare un aereo leggendo il nostro articolo a tema che trovi cliccando qui.

Una volta atterrato, per raggiungere il centro puoi scegliere tra:

  • taxi
  • transfer privato
  • autobus

Il transfer privato o il taxi spesso sono le soluzioni più semplici, soprattutto se arrivi di sera, hai molti bagagli o soggiorni dentro la Medina. Noi abbiamo fatto così proprio perché il volo era notturno e perché Cinzia, la proprietaria del Riad che ci ha ospitato, dà anche la possibilità di usufruire di questo servizio. Trovi tutte le informazioni sul Riad cliccando qui.

Limitazione per le macchine all’interno della Medina di Marrakech

E qui c’è una cosa importante da sapere se vuoi organizzare al meglio un viaggio a Marrakech. Le macchine possono entrare tra le mura della Medina ma non possono girare ovunque, le strade sono molto strette e in alcuni punti sono ancora più strette, quindi molti riad che si trovano nel cuore della Medina, non sono raggiungibili direttamente in auto.
I vari transfer (siano essi auto, bus o van anche per le varie escursioni) ti lasciano nel punto accessibile più vicino, non sono tantissimi, ma una volta che li individui diventano il tuo punto di riferimento da comunicare sempre. Ma da lì bisogna proseguire a piedi nei vicoli.

Infatti nel nostro caso il driver era in contatto con i ragazzi del Riad, che ci sono venuti a prendere nel punto d’incontro più vicino alla nostra struttura e da lì abbiamo fatto la strada assieme a piedi con le valigie.

Per questo motivo, se il transfer non è in contatto con il Riad, occorre verificare in anticipo con l’alloggio:

E qui c’è una cosa importante da sapere se vuoi organizzare al meglio un viaggio a Marrakech. Le macchine possono entrare tra le mura della Medina ma non possono girare ovunque, le strade sono molto strette e in alcuni punti sono ancora più strette, quindi molti riad che si trovano nel cuore della Medina, non sono raggiungibili direttamente in auto.
I vari transfer (siano essi auto, bus o van anche per le varie escursioni) ti lasciano nel punto accessibile più vicino, non sono tantissimi, ma una volta che li individui diventano il tuo punto di riferimento da comunicare sempre. Ma da lì bisogna proseguire a piedi nei vicoli.

Soldi, contanti e cambio valuta a Marrakech

La moneta locale è il dirham marocchino (MAD).

A Marrakech la carta viene accettata in molte strutture turistiche, hotel e ristoranti, ma nei souk, nei piccoli negozi e per molte spese quotidiane i contanti restano ancora fondamentali. Lo abbiamo appurato in prima persona. Taxi, mance, mercatini, piccoli acquisti e servizi locali spesso si pagano solo cash.

Il consiglio migliore è evitare sia di partire con troppi contanti sia di cambiare tutto subito in aeroporto. L’aeroporto infatti è comodo per avere una piccola cifra iniziale, ma raramente offre il cambio più conveniente.

In città invece trovi opzioni molto più interessanti qui ti diamo alcuni punti strategici in cui cambiare il denaro:

  • nella zona di piazza Jemaa el-Fna
  • presso uffici di cambio ufficiali
  • in punti molto usati dai viaggiatori come Hotel Ali sempre nei pressi di piazza Jemaa el-Fna
  • negli uffici Wafacash e Bureau de Change tra Medina e Gueliz.

Noi abbiamo sempre cambiato all’Hotel Ali. C’è sempre coda, quindi non puoi sbagliarti nel trovarlo.

Organizzare il tuo viaggio a Marrakech consapevole di come funzionano Wi-Fi, google maps e connessione dati

Sulla carta il wi-fi a Marrakech è abbastanza diffuso. Hotel, riad, ristoranti e caffè turistici spesso lo offrono gratuitamente. E infatti anche a noi è stato consigliato di noncomprare una Sim. Ma poco prima della partenza degli amici che erano appena stati ci hanno raccontato che a forza di utilizzare i wi –fi dei locali o quelli pubblici, appena tornati a Italia un dei due si è trovato con il numero di telefono clonato, e ci sono volute un po’ di settimane per tornare alla normalità aprendo contenziosi con la compagnia telefonica.

Lo diciamo sempre: Dany in passato faceva parecchio uso di questa “tecnica” di attaccarsi a qualsiasi wi-fi che trovava in giro e, caso strano, la sua carta di credito ha sempre avuto un alto tasso di clonazione. Quindi da qualche tempo abbiamo detto BASTA ai wi fi pubblici e nei nostri viaggi ci affidiamo SEMPRE non solo ad una e-sim ma ad una e- sim che ha anche la copertura VPN per la protezione dei dati.

E-sim Holafly con protezione dati tramite VPN

Noi usiamo ormai Holafly per tutti i nostri viaggi. Internet per noi è fondamentale sotto tanti punti di vista, lo spieghiamo sempre. Holafly ha Giga illimitati e la possibilità di fare da hot spot con massimo di 1 GB al giorno. In più appunto ha la VPN integrata che protegge dagli attacchi hacker.
L’esempio di cui sopra è un esempio, non è un caso isolato. Se ci conosci un pochino sai che Ely ha vissuto a New York 30 anni e che la sua famiglia vive lì e nella sua attività di Travel Designer è a stretto contatto con l’ente del turismo di New York e loro stessi comunicano di avvertire i clienti di avere sempre una protezione VPN in caso decidessero di usufruire della rete wi-fi che ormai a New York è capillare.

In più abbiamo personalmente testato la VPN di Holafly in Cina, dove è necessaria per utilizzare Instagram, WhatsApp e tutte le app legate al mondo Google e Meta.(anche in questo caso trovi tutte le nostre considerazioni sulle app da utlizzare in Cina e la nostra esperienza generale qui). Servizio impeccabile anche in punti in cui non avremmo mai immaginato ci potesse essere copertura!

In più ora Holafly ha anche la possibilità della Multidestinazione, quindi se fai un viaggio che comprende più paesi non dovrai preoccuparti di cambiare e-sim continuamente. Ne basta solo più una.

Quindi ormai viaggiamo solo con Holafly e abbiamo anche un CODICE SCONTO del 5% per tutti i nostri lettori e per i vostri amici. Lo trovi cliccando qui oppure cliccando sul banner qui sotto.

Google Maps e affini a Marrakech

Nella pratica però dobbiamo dirti la verità. La connessione all’interno della Medina, non sempre è stabile o veloce. Ed è qui che molti viaggiatori scoprono che: orientarsi nella Medina può essere molto più complicato del previsto.

Google Maps funziona, ma non aspettarti la precisione a cui sei abituato in Europa. I vicoli stretti, le stradine intrecciate, gli indirizzi poco lineari e il segnale GPS che “rimbalza” tra gli edifici possono rendere la navigazione molto meno affidabile del normale.

Noi, dato che vogliamo provare tutto, per cercare – sia sul nostro profilo Instagram @twomaketravel, sia negli articoli del blog come questo – di poterti essere davvero di aiuto. Quindi abbiamo anche provato a utilizzare Maps.me, una delle alternative più utilizzate a Marrakech e più consigliate.
A volte funziona e a volte no, anche nella versione offline, in quanto ti permette di scaricare le mappe e poi utilizzare solo il gps del telefono  senza i dati.

Dei ragazzi italiani che abbiamo incontrato nel nostro Riad ci hanno anche raccontato che una sera sono tornati a casa molto tardi da un’escursione giornaliera e per tornare alla struttura hanno perso completamente l’orientamento. Complice il fatto che durante il giorno all’interno della Medina puoi anche provare ad orientarti con i negozi, ma di sera i negozi chiudono e ogni strada diventa assolutamnete uguale all’altra. E il gps non ha collaborato. Hanno chiesto aiuto ad un ragazzino che si è offerto di accompagnarli ma poi a metà tragitto, dopo essersi resi conto che li ha portati ancora più fuori strada e che voleva dei soldi per effettivamente portarli nel luogo giusto, uno del gruppo ha trovato un punto riconoscibile e si sono arrangiati da soli.

Non affidarti al solo GPS a Marrakech

Questo per dirti che non è impossibile orientarsi e che la connessione internet non è totalmente inutile, ma che all’interno della Medina occorre non affidarsi totalmente alle mappe, al gps ecc ma capire fin da subito dei punti di riferimento nel caso la tecnologia non sia totalmente affidabile.

Consiglio prezioso: prima di uscire dal riad salva sempre la posizione dell’alloggio sul telefono. Quando ti perderai nei souk — perché sì, succederà quasi sicuramente — ti aiuterà molto più di quanto immagini. In più memorizza anche il numero wazzap della struttura per chiamarli in caso di necessità. I ragazzi che si occupavano della gestione del nostro riad si sono sempre dimostrati un punto fermo e salva guai, anche in situazioni in cui la comunicazione in inglese con i local era quasi impossibile… ma questa è un’altra storia che ti racconteremo in un altro articolo. 🙂

La connessione all’interno della Medina, non sempre è stabile o veloce. Ed è qui che molti viaggiatori scoprono che: orientarsi nella Medina può essere molto più complicato del previsto.
Google Maps funziona, ma non aspettarti la precisione a cui sei abituato in Europa. I vicoli stretti, le stradine intrecciate, gli indirizzi poco lineari e il segnale GPS che “rimbalza” tra gli edifici possono rendere la navigazione molto meno affidabile del normale.
Noi, dato che vogliamo provare tutto, per cercare, sia sul nostro profilo Instagram @twomaketravel, sia negli articoli del blog come questo, di poterti essere davvero di aiuto. Quindi abbiamo anche provato a utilizzare Maps.me, una delle alternative più utilizzate a Marrakech e più consigliate.
A volte funziona e a volte no, anche nella versione offline, in quanto ti permette di scaricare le mappe e poi utilizzare solo il gps del telefono  senza i dati.

Sicurezza a Marrakech: cosa sapere davvero

Marrakech è una meta turistica molto frequentata e nella maggior parte dei casi il viaggio procede senza problemi. Ma è comunque importante usare le stesse attenzioni che useresti in qualsiasi città molto turistica e affollata. Soprattutto nella Medina conviene:

  • evitare zone poco illuminate di notte
  • fare attenzione ai borseggiatori
  • diffidare delle guide improvvisate
  • concordare sempre il prezzo prima di usare taxi o servizi non tariffati

Uno degli aspetti che sorprende molti viaggiatori è il traffico nei vicoli, soprattutto nella Medina.
Scooter, biciclette, carretti e persone condividono spazi molto stretti, quindi serve un po’ di attenzione continua mentre si cammina. Quando pensi che sia impossibile che due macchine possano passare nella stessa strettoia, con un traffico fuori dal normale, lì accade l’impossibile.
Ed è anche il bello del delirio di Marrakech, quindi se vuoi organizzare il tuo viaggio al meglio, parti con la mentalità che potrai vedere cose che probabilmente non vedrai in nessun’altra parte del mondo.

Acqua a Marrakech e Marocco

Per quanto riguarda il cibo, come in tutti i paesi Africani e la maggior parte dei pesi asiatici, meglio bere acqua in bottiglia e fare attenzione al ghiaccio, perché sono presenti batteri a cui il nostro organismo non è abituato. A questo si aggiunge l’attenzione di non mangiare verdura e frutta lavata sotto la loro acqua corrente, a meno che il bar/struttura/ristirante certifichi di essere completamente al riparo dalle contaminazioni.
Ely ha l’intestino particolarmente sensibile quindi noi abbiamo delle accortezze particolari in più che mettiamo in atto: non ci laviamo neanche i denti con l’acqua del rubinetto ma utilizziamo le bottigliette d’acqua sigillate.

Purtroppo abbiamo dovuto utilizzare l’assicurazione medica che ti abbiamo consigliato qualche paragrafo fa in Turchia per una intossicazione. Quindi assicurazione o no (e meno male che ce l’avevamo), preferiamo non rischiare, nonostante siamo viaggiatori di lunga data.

Non significa vivere il viaggio con ansia, ma semplicemente avere un minimo di accortezza in più.

Dove soggiornare a Marrakech

Hotel o Riad? Nell’organizzare un viaggio a Marrakesh e in Marocco in generale la scelta passa anche da questa domanda.
La risposta che ti diamo è la stessa che diamo ai nostri clienti che si affidano per i servizi di consulenza turistica e prenotazioni presso le agenzie per le quali forniamo consulenza.

Tutto dipende dal budget che si ha a disposizione e dal tipo di esperienza che si vuole fare una volta a Marrakech. Noi abbiamo alloggiato presso il Riad Les Ammonites di Cinzia. Il pregio di vivere un’esperienza in Riad secondo noi è qualcosa da fare assolutamente una volta nella vita, perché è davvero un’esperienza da mille e una notte. Ovviamente ci sono pro e contro su alloggiare in riad rispetto ad un hotel e il prezzo o la posizione più o meno centrale a tutte le attrazioni visitabili di Marrakech potrebbero essere gli aghi della bilancia.

Noi comunque sia, dato che sono le strutture più particolari, abbiamo descritto tutta la nostra esperienza in Riad in questo articolo super completo.

Hotel o Riad? Nell'organizzare un viaggio a Marrakesh e in Marocco in generale la scelta passa anche da questa domanda.
La risposta che ti diamo è la stessa che diamo ai nostri clienti che si affidano per i servizi di consulenza turistica e prenotazioni presso le agenzie per le quali forniamo consulenza.
Tutto dipende dal budget che si ha a disposizione e dal tipo di esperienza che si vuole fare una volta a Marrakech. Noi abbiamo alloggiato presso il Riad Les Ammonites di Cinzia. Il pregio di vivere un'esperienza in Riad secondo noi è qualcosa da fare assolutamente una volta nella vita, perchè è davvero un'esperienza da mille e una notte. Ovviamente ci sono pro e contro su alloggiare in riad riespetto ad un hotel e il prezzo o la posizione più o meno centrale a tutte le attrazioni visitabili di Marrakech potrebbero essere gli aghi della bilancia.

Affittare un’auto a Marrakech

Per molti Marrakech è solo la città di partenza per fare un on the road per il Marocco.
Ne abbiamo fatti molti nella nostra vita da viaggiatori e da viaggiatori incalliti ci danno sempre tantissime soddisfazioni.
Da qualche tempo utilizziamo questo comparatore di prezzi per scegliere l’auto da noleggiare. Si tratta appunto di un comparatore di prezzi che di solito ha dei prezzi più accessibili rispetto agli altri che troverai in rete. E in più ha anche un piccolo sconto già inserito se cliccki sul link.

Quello che NON ti consigliamo di fare è di affittare una macchina mentre stai soggiornando a Marrakech, ma quando stai per partire per altre mete. Come abbiamo avuto modo di accennarti, la Medina è delirante per il traffico, le strade non sono accessibili per le auto, dovresti tenerla parcheggiata da qualche parte e anche leggeremente fuori dal centro di Marrakech il traffico è davvero impressionante.
E a questo link ti diamo tutte le informazioni utili per capire come funziona il noleggio di un’auto su internet. pro/ contro a cosa prestare attenzione.

Clima e periodo migliore per visitare Marrakech

Uno degli errori più comuni è immaginare Marrakech come una destinazione “calda tutto l’anno” senza particolari differenze stagionali. Quindi se vuoi organizzare il tuo viaggio a Marrakech, tieni conto anche di queste informazioni.

In realtà il clima cambia parecchio a seconda del periodo. La primavera e l’autunno sono generalmente i momenti migliori per visitare la città, con temperature non eccessive. Noi siamo andati a metà ottobre e abbiamo trovato giornate calde ma assolutamente sopportabili e serate fresche. E poi mi raccomando, a seconda dei tour che vorrete fare, porta sempre vestiti adeguati per ogni evenienza. Ma anche su questo tema “tour” scriveremo presto altri articoli che ti saranno utili.

Per il momento non perderti quello sul nostro tour in giornata e Essaouira

e quello specifico su Essaouira e i luoghi del Trono di Spade.

L’estate invece può diventare molto intensa, soprattutto tra luglio e agosto, con temperature davvero elevate nelle ore centrali.

L’inverno è spesso più mite rispetto all’Italia durante il giorno, ma le serate possono essere sorprendentemente fresche, soprattutto nei riad e negli alloggi tradizionali.

Uno degli errori più comuni è immaginare Marrakech come una destinazione “calda tutto l’anno” senza particolari differenze stagionali. Quindi se vuoi organizzare il tuo viaggio a Marrakech, tieni conto anche di queste informazioni.
In realtà il clima cambia parecchio a seconda del periodo. La primavera e l’autunno sono generalmente i momenti migliori per visitare la città, con temperature non eccessive. Noi siamo andati a metà ottobre e abbiamo trovato giornate calde ma assolutamente sopportabili e serate fresche. E poi mi raccomando, a seconda dei tour che vorrete fare, portata sempre vestiti adeguati per ogni evenienza. Ma anche su questo tema “tour” scriveremo presto altri articoli che ti saranno utili.

Periodi con maggior affluenza di visita a Marrakech

I periodi più richiesti per Marrakech sono generalmente:

  • marzo-maggio;
  • settembre-novembre.

Mentre gennaio, febbraio e alcune settimane meno centrali dell’anno possono essere interessanti per trovare prezzi più bassi e una città leggermente meno affollata.

Noi siamo appunto andati in ottobre e abbiamo scoperto a nostre spese che quello è uno dei mesi più turistici. Ma trattandosi di un viaggio di lavoro, abbiamo scoperto tutto una volta lì. Quindi preferiamo dirtelo per fare le tue valutazioni.
Come ti abbiamo detto nel paragrafo dedicato all’immigrazione e alle carte d’imbarco che occorre stampare, tieni conto anche del fatto che più affluenza turistica c’è e più rotardi si accumulano in ogni fila che dovrai fare. (controlli per entrare in aeroporto, check in anche su low cost, tsa e immigrazione in uscita).

Cosa mettere in valigia per Marrakech

Preparare la valigia per Marrakech significa trovare un equilibrio tra praticità, comfort e rispetto del contesto locale. Non serve vestirsi in modo particolarmente rigido come in altri paesi musulmani, ma nelle aree più tradizionali è sempre meglio evitare abbigliamento troppo scoperto, soprattutto per le donne.

Le cose più utili da portare sono:

  • scarpe davvero comode;
  • tessuti leggeri e traspiranti;
  • una sciarpa o foulard;
  • occhiali da sole;
  • crema solare;
  • una borraccia riutilizzabile.

Inoltre conviene avere sempre con sé:

  • farmaci personali;
  • un piccolo kit medico base;
  • fermenti lattici;
  • antidolorifico;
  • cerotti e disinfettante.

Se utilizzi medicinali specifici, meglio portarli nella confezione originale insieme alle eventuali prescrizioni.

E con questo speriamo vivamente di averti dato molte informazioni utili. Se hai dubbi o domande puoi scriverci a hello@twomaketravel.it oppure guardare alcune delle offerte di viaggio per il Marocco sul nostro sito consulenti.

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Che clima ci sarà a New York nel giorno X? Questa è una delle domande che mi vengono fatte più dalle persone in partenza per la Grande Mela. Quindi prima di parlarne di questo tema su questo articolo, sappi che non sei solo a porti domande sul meteo di New York. Infatti il meteo della città è uno degli argomenti più cercati online da chi pianifica un viaggio, spesso accompagnato da una certa ansia meteorologica che porta a controllare compulsivamente le app meteo settimane prima della partenza. Quindi se ti stai chiedendo: “Ma a New York ad aprile fa ancora freddo?” “Ad agosto si muore dal caldo?” “Ma il freddo di dicembre è davvero così insopportabile?” “Qual è il mese migliore per andare a New York?” “Ma davvero il clima è così imprevedibile?” Leggi questo articolo in cui cerco di spiegarti una volta per tutte “come funziona” il clima a New York, perché non devi averne timore ma soprattutto come non farti rovinare la vacanza dal meteo o pensando al meteo.

Il clima a New York

Che clima ci sarà a New York nel giorno X?
Questa è una delle domande che mi vengono fatte più dalle persone in partenza per la Grande Mela.
Quindi prima di parlarne di questo tema su questo articolo, sappi che non sei solo a porti domande sul meteo di New York. Infatti il meteo della città è uno degli argomenti più cercati online da chi pianifica un viaggio, spesso accompagnato da una certa ansia meteorologica che porta a controllare compulsivamente le app meteo settimane prima della partenza.
Quindi se ti stai chiedendo:
“Ma a New York ad aprile fa ancora freddo?”
“Ad agosto si muore dal caldo?”
“Ma il freddo di dicembre è davvero così insopportabile?”
“Qual è il mese migliore per andare a New York?”
“Ma davvero il clima è così imprevedibile?”
Leggi questo articolo in cui cerco di spiegarti una volta per tutte “come funziona” il clima a New York, perché non devi averne timore ma soprattutto come non farti rovinare la vacanza dal meteo o pensando al meteo.

Il clima a New York: facciamo chiarezza

Che clima ci sarà a New York nel giorno X?
Questa è una delle domande che mi vengono fatte più dalle persone in partenza per la Grande Mela.

Sappi che non sei solo a porti domande sul meteo di New York. Infatti il meteo della città è uno degli argomenti più cercati online da chi pianifica un viaggio, spesso accompagnato da una certa ansia che porta a controllare compulsivamente le app meteo settimane prima della partenza.

Quindi se ti stai chiedendo:

“Ma a New York ad aprile fa ancora freddo?”
“Ad agosto si muore dal caldo?”
“Ma il freddo di dicembre è davvero così insopportabile?”
“Qual è il mese migliore per andare a New York?”
“Ma davvero il clima è così imprevedibile?”

In questo articolo di spiegarti una volta per tutte “come funziona” il clima a New York, perché non devi averne timore ma soprattutto come non farti rovinare la vacanza dal meteo.

Com’è davvero il clima a New York?

L’altro giorno parlavo con un mio caro amico torinese che vive a Boston e mi diceva: “Belle le nostre Alpi, per lo meno ci proteggono. Qui no! E ogni giorno ormai siamo preparati a vivere tutti i climi possibili nella stessa giornata”.

Ebbene, New York non fa eccezioni. E soprattutto: non è artico né tropicale e non va paragonato a quello di Napoli.

Anche se New York e Napoli sono sullo stesso parallelo, il clima tra le due città è completamente diverso. E questa è una delle cose che sorprendono di più chi inizia a informarsi sul clima della città. New York e Napoli si trovano quasi alla stessa latitudine, ma il parallelo da solo non basta a determinare il meteo di una città.

Napoli è protetta dagli Appennini ed è fortemente influenzata dal Mediterraneo, che funziona come una sorta di regolatore naturale delle temperature. New York invece si trova in una posizione geografica molto particolare. È influenzata contemporaneamente dalle correnti fredde che scendono dal Canada, dall’oceano Atlantico, dai venti provenienti dall’interno degli Stati Uniti e dall’umidità dell’Hudson River. Anche Manhattan stessa, con i suoi grattacieli e il suo cemento, contribuisce ad amplificare caldo, vento e umidità.

Per questo motivo in inverno può fare parecchio freddo, mentre in estate l’umidità può trasformare alcune giornate in vere e proprie saune urbane.

New York ha quattro stagioni ben definite: un inverno freddo, un’estate calda e umida, una primavera estremamente instabile e un autunno che spesso sembra uscito da un film.
Ma ciò che sorprende davvero chi visita la città per la prima volta non è tanto la temperatura media. È la velocità con cui il tempo può cambiare. Esattamente come ho già accennato prima con la battuta del mio amico. Puoi uscire al mattino con la felpa, ritrovarti in t-shirt a pranzo e cercare disperatamente una giacca impermeabile per la sera. E no, non significa che hai scelto il mese sbagliato. A New York tutto ciò è assolutamente normale.
Il risultato è un clima molto dinamico, molto teatrale e spesso imprevedibile.
Stesso lago ma fotografato da noi in mesi diversi. La bellezza di New York sta anche nei paesaggi che riesce a regalare nelle diverse stagioni dell’anno.

Le differenze e i punti in comune con il meteo italiano

Ed è anche il motivo per cui, climaticamente parlando, New York spesso ricorda molto più il nord Italia che il sud Italia. Chi vive a Torino o Milano spesso ha una percezione molto più realistica di cosa significhi affrontare il meteo newyorkese rispetto a chi immagina una città eternamente innevata o tropicale. Anche se nel nord Italia si hanno le Alpi come protezione, le stagioni sono molto simili anche se meno estreme.

Le Montagne italiane proteggono sì ma creano anche una “cappa” di umidità e caldo che negli ultimi anni rendono le giornate estive particolarmente afose e allo stesso tempo, la vicinanza alle montagne fa si che le temperature possano essere piuttosto fredde nei mesi invernali.

 Insomma: due climi diversi, ma con alcune dinamiche sorprendentemente familiari.

Le 4 stagioni di New York

New York ha quattro stagioni ben definite: un inverno freddo, un’estate calda e umida, una primavera estremamente instabile e un autunno che spesso sembra uscito da un film.

Ma ciò che sorprende davvero chi visita la città per la prima volta non è tanto la temperatura media. È la velocità con cui il tempo può cambiare. Esattamente come ho già accennato prima con la battuta del mio amico. Puoi uscire al mattino con la felpa, ritrovarti in t-shirt a pranzo e cercare disperatamente una giacca impermeabile per la sera. E no, non significa che hai scelto il mese sbagliato. A New York tutto ciò è assolutamente normale.

Il risultato è un clima molto dinamico, molto teatrale e spesso imprevedibile.

Ed è anche il motivo per cui le previsioni meteo a lungo termine lasciano spesso il tempo che trovano. Controllare il meteo di New York a quindici giorni dalla partenza serve più o meno quanto chiedere a Times Square di essere silenziosa. Le previsioni davvero attendibili sono generalmente quelle delle 48-72 ore precedenti. A volte neanche quelle.

A un certo punto i newyorkesi, proprio per i motivi detti sopra, hanno deciso che quattro stagioni non bastavano per descrivere il clima di New York. Infatti da anni gira un meme amatissimo secondo cui la città avrebbe in realtà non 4 ma 12 stagioni diverse. E chiunque, come me, abbia passato abbastanza tempo lì capisce immediatamente perché.

Sembra un gioco, ma fidati che ha tantissimi fondamenti di realtà. Come lo so? Per 30 anni New York è stata la mia seconda casa e la mia famiglia vive lì dagli anni ’60. La frequento da più di 40 anni e quindi posso dirti che anche io conosco molto bene la situazione del clima a New York.

Qual è il mese migliore per andare a New York?
Dipende.
Lo so, probabilmente speravi nella classica risposta definitiva del tipo:
“Vai a ottobre e troverai 21 gradi, foliage perfetto e tramonti cinematografici ogni giorno.”
Ma come hai potuto vedere in questo articolo il clima a New York non funziona così, non è prevedibile. E onestamente nemmeno nel resto del mondo. Ci sono estati torride e altre sorprendentemente ventilate. Primavere piovose e autunni che sembrano ancora estate. Inverni rigidissimi e altri molto più miti del previsto.
La fontana del City Hall in inverno e in estate. Non è solo l’elemento “acqua” a cambiare ma tutta la colorimetria del cielo, degli alberi, del sole che illumina in modo diverso a seconda della stagione.

Le “12 stagioni” reali di New York

La cosa divertente delle “12 stagioni di New York” è proprio che non corrispondono davvero ai mesi canonici. Sono più delle sensazioni climatiche collettive che i newyorkesi riconoscono immediatamente.

Però sì, esiste una specie di corrispondenza “non ufficiale” abbastanza condivisa che ti riporto qui.

  • ❄️“Winter” (gennaio – metà febbraio). È il classico inverno: freddo serio, vento tagliente.
  • 🌤️Poi arriva la “Fool’s Spring” (metà/fine febbraio), ovvero quei due o tre giorni improvvisi di sole e temperature miti in cui tutti escono senza giacca convinti che la primavera sia arrivata. Naturalmente è una trappola.
  • 🥶Infatti subito dopo compare “Second Winter” (fine febbraio – inizio marzo), il ritorno improvviso del freddo che ti fa pentire di aver riposto il cappotto.
  • 🌸“Spring of Deception” (marzo), è quella fase in cui inizi davvero a credere che il peggio sia passato. Central Park si riempie di colori, i tavolini all’aperto tornano a popolarsi e la città sembra rinascere.
  • ❄️Ed è proprio lì che New York decide di regalarti  il “Third Winter” (fine marzo – inizio aprile)
    L’ultimo colpo di coda. Vento freddo, temperature che riscendono e gente che maledice il meteo.
  • 🤧Successivamente arriva “The Pollening” (aprile), il periodo in cui il polline invade la città e chi soffre di allergie inizia a trattare direttamente con le divinità meteorologiche. Qui il tempo può essere davvero molto caldo, addirittura con temperature estive.
  • ☀️Poi compare quella New York tiepida e luminosa che tutti sognano: la “Spring Summer” (maggio – inizio giugno). Dove potrebbe piovere molto, oppure no, chi lo sa.
  • 🔥Subito dopo si entra ufficialmente in “Hell’s Front Porch”, che possiamo tranquillamente tradurre con “l’ingresso dell’inferno”: luglio e agosto, afa, umidità, metropolitana trasformata in sauna e magliette che cessano di essere asciutte dopo cinque minuti.
  • 🍂Quando pensi che il peggio sia finito, arriva il “False Fall”: i giorni freschi di settembre che ti convincono a tirare fuori il maglioncino. Errore.
  • ☀️Perché New York ti regala immediatamente la “Second Summer”, con temperature estive improvvise in pieno ottobre.
  • 🍁E infine arriva lui: il vero autunno, the “Actual Fall” di novembre. Foglie ovunque, aria fresca, luce cinematografica e quella sensazione che rende New York una delle città più belle del mondo.
  • 🌬️Naturalmente dura poco. Perché it’s Winter Again E il ciclo ricomincia.

Ma attenzione, anche queste 12 stagioni sono da prendere con le pinze. E andando avanti nella lettura scoprirai il perché.

A New York la temperatura percepita conta più di quella reale
Hai presente quando l’app meteo segna 4 gradi ma tu ne percepisci improvvisamente -3? Benvenuto nel famoso “effetto canyon” di Manhattan.
I grattacieli della città creano dei veri e propri corridoi di vento che incanalano l’aria lungo le avenue, soprattutto in inverno. Ed è anche per questo che alcune giornate sembrano molto più fredde della temperatura reale. No, non è solo una tua impressione.
Ci sono strade in cui il vento accelera improvvisamente tra gli edifici. Ed è uno dei motivi per cui a New York il freddo viene spesso percepito come “più intenso” rispetto a quello segnato dal termometro.
La temperatura reale conta.
Ma la temperatura percepita conta molto di più.
Il Rockefeller center cambia letteralmente veste a seconda dei mesi dell’anno. Lo sapevi?

Qual è il mese migliore per andare a New York?

Dipende.

Lo so, probabilmente speravi nella classica risposta definitiva del tipo:
“Vai a ottobre e troverai 21 gradi, foliage perfetto e tramonti cinematografici ogni giorno.”

Ma come hai potuto vedere in questo articolo il clima a New York non funziona così, non è prevedibile. E onestamente nemmeno nel resto del mondo. Ci sono estati torride e altre sorprendentemente ventilate. Primavere piovose e autunni che sembrano ancora estate. Inverni rigidissimi e altri molto più miti del previsto.

Se però la domanda è:
“Qual è il periodo in cui è più facile non morire né di freddo né di caldo?”

Allora sì, le cosiddette mezze stagioni restano statisticamente le più piacevoli. Maggio, giugno, settembre e ottobre sono generalmente i mesi più equilibrati per camminare tanto senza soffrire troppo né il caldo né il freddo. Ma ricorda: statisticamente” non significa “garantito”. Ma anche che dobbiamo anche fare i conti con il cambiamento climatico. Mi spiace per chi pensa ancora che sia un’invenzione –  quando sta davvero influendo sul clima del mondo e anche su quello di New York.

Le Esperienze reali da chi ha vissuto in città

Quindi se fai la stessa domanda a mia mamma, per esempio, le ti risponderà senza indugio: settembre. Perché “ai suoi tempi”, il clima era davvero più stabile e settembre era il mese perfetto in cui girare per le strade di New York. Ma non solo, lei patisce il freddo e il caldo, per i newyorkesi le orde di turisti sono spesso un rallentamento. (ho scritto un articolo sulle “regole non scritte di New York” che affronta anche questo tema, lo trovi cliccando qui) e quindi per lei settembre è il mese migliore sotto tanti punti di vista. E anche quelli non sono da sottovalutare.

Personalmente ho vissuto maggi con due giorni quasi estivi seguiti da piogge e freddo, giugno più caldi di agosto, agosti talmente umidi da voler cambiare pelle e altri invece ventilati e piacevolissimi.

Ancora una volta: il meteo a New York è imprevedibile. L’unico consiglio davvero universale è vestirsi a strati. Sempre.

Qual è la migliore app meteo per New York?
Dopo anni e anni passati a New York ma soprattutto dopo aver conosciuto mio marito che è particolarmente appassionato di meteo, ho imparato una cosa: le app americane tendono a essere molto più precise di quelle generiche europee, soprattutto sui cambiamenti del meteo nella stessa giornata.
Prova infatti a consultare AccuWeather, The Weather Channel e Apple Weather, soprattutto per le previsioni orarie e i cambi di tempo improvvisi.
Ma, come ti ho accennato prima, anche le app a New York a volte alzano bandiera bianca, Proprio per il clima che cambia così rapidamente. Tanto che ci sono giornate in cui e previsioni sembrano aggiornarsi più velocemente dei cartelloni pubblicitari di Times Square.
Central Park durante la belal stagione si riempie di local che cercano relax e un pò di refrigerio all’interno del parco. E non dimenticare che negli USA la temperatura è esprezza in Fahrenheit e non in Celsius.

Perché il meteo di aprile a New York è così cercato sul web?

Perché aprile è il mese della speranza. È il periodo in cui tutti iniziano a immaginare la New York primaverile che vedono nei film: Central Park in fiore, i ciliegi rosa, le passeggiate senza piumino, i rooftop, le ore di luce che arrivano fino alle 9 di sera.

Ed è anche uno dei mesi più scelti dagli europei per viaggiare, grazie alla Pasqua, ai ponti primaverili. In alcuni periodi primaverili i prezzi dei voli e degli hotel sono spesso più accessibili rispetto all’estate.

Il problema è che marzo e aprile sono anche tra i mesi più imprevedibili dell’anno. Ricordi i proverbi antichi sui mesi? “Marzo pazzerello: se vedi il sole prendi l’ombrello”. Oppure: “Aprile, ogni giorno un barile”.
Non valgono solo in Italia, ma anche a New York.

Lo scorso anno, nel nostro viaggio di gruppo a New York tra Aprile e maggio in cui abbiamo accompagnato 13 sconosciuti alla scoperta della città, (e che facciamo ormai ogni anno), Daniele, il Weather Man della coppia seguiva costantemente il meteo per studiare assieme tutti i piani b del caso.
Se avessimo dato credito alle previsioni sarebbe stata una settimana di pura pioggia. Invece una volta lì ha fatto 5 giorni splendidi, dove addirittura ci siamo ustionati il viso e ci siamo chiesti perché non avevamo messo in valigia anche dei sandali estivi.

Poi l’ultimo giorno abbiamo dovuto attivare i piani b e c perché ha iniziato a piovere e lo ha fatto per diversi giorni dopo il nostro ritorno in Italia.

Aprile è il mese in cui tutti vogliono certezze, mentre il meteo newyorkese si diverte particolarmente a non darle.

Ma è normale che piova a New York?

Assolutamente sì. Eppure è una delle domande che ricevo più spesso.

Molti viaggiatori sembrano vivere la pioggia come un evento anomalo, quando in realtà New York ha precipitazioni abbastanza distribuite durante tutto l’anno. Non esiste una vera stagione secca. La buona notizia è che raramente piove ininterrottamente per giorni interi. Molto spesso si tratta di rovesci brevi, pioggia intermittente o cambi di tempo molto rapidi. Con le dovute eccezioni, certo.

Quindi vedere il simbolo della pioggia sulle app meteo non significa automaticamente “vacanza rovinata”. Anzi. New York è bellissima anche con la pioggia. I musei diventano rifugi perfetti, le librerie acquistano ancora più fascino e le luci di Manhattan, riflesse sull’asfalto bagnato, hanno un’atmosfera incredibilmente cinematografica. Perfino la nebbia tra i grattacieli rende tutto più suggestivo. Ma i turisti sono ossessionati dalla possibilità di sapere con anticipo se pioverà, soprattutto per programmare le salite agli osservatori panoramici della città.

Se mi conosci già sai che il mio compito è quello di farti vivere la migliore esperienza di viaggio a New York attraverso i miei servizi di consulenza e itinerari personalizzati. Se non mi conosci allora puoi trovare tutto quello che faccio cliccando a questo link.

E con i miei itinerari personalizzati ti fornisco anche tutti i piani a e b in caso di maltempo. Anche se il mio consiglio preferito è sempre: a meno che la pioggia sia davvero ingestibile indossa una lunga mantella impermeabile e un ombrello, e continua a girare per New York senza stravolgere i tuoi programmi. In caso contrario la città è piena di posti interessanti al coperto e di modi per modificare le tue prenotazioni già fatte dall’Italia senza perdere il denaro speso.
 È più facile di quanto uno possa immaginare. E io, appunto, posso aiutarti a farlo.

Ma è normale che piova a New York?
Assolutamente sì. Eppure è una delle domande che ricevo più spesso.
Molti viaggiatori sembrano vivere la pioggia come un evento anomalo, quando in realtà New York ha precipitazioni abbastanza distribuite durante tutto l’anno. Non esiste una vera stagione secca. La buona notizia è che raramente piove ininterrottamente per giorni interi. Molto spesso si tratta di rovesci brevi, pioggia intermittente o cambi di tempo molto rapidi. Con le dovute eccezioni, certo.
Quindi vedere il simbolo della pioggia sulle app meteo non significa automaticamente “vacanza rovinata”. Anzi. New York è bellissima anche con la pioggia. I musei diventano rifugi perfetti, le librerie acquistano ancora più fascino e le luci di Manhattan, riflesse sull’asfalto bagnato, hanno un’atmosfera incredibilmente cinematografica. Perfino la nebbia tra i grattacieli rende tutto più suggestivo. Ma i turisti sono ossessionati dalla possibilità di sapere con anticipo se pioverà, soprattutto per programmare le salite agli osservatori panoramici della città.
Times Square è magica. Ma lo diventa ancora di più dopo un bell’acquazzone estivo. Quello che ci ha sorpreso prima di scattare questa foto. Guarda i colori che si riflettono sulla strada.

Esiste una stagione degli uragani a New York?

No. New York non è Miami, non è la Florida e non è nei Caraibi.

Non esiste una vera “stagione degli uragani” che debba spaventarti o farti evitare un viaggio. Detto questo, la città si affaccia sull’Atlantico e, in casi eccezionali, può essere colpita indirettamente dagli effetti di cicloni tropicali o tempeste post-tropicali.

Devo essere sincera, da insider mi è capitato un paio di volte vivere queste “allerte” che poi si sono dimostrate solo delle piogge particolarmente abbondanti.

L’eccezione è stato l’uragano Sandy del 2012, che causò gravi allagamenti e blackout soprattutto per via della combinazione tra mareggiata, alta marea e conformazione della costa.

Ma Sandy fu un evento eccezionale, dovuto a una combinazione meteorologica molto particolare. Non è la normalità newyorkese. Quindi se viaggi tra agosto e ottobre non serve andare nel panico. Basta fare quello che faresti per qualunque altra destinazione: controllare il meteo nei giorni precedenti alla partenza. E nel caso, armarti di piani b e c per il tuo viaggio.

Statisticamente parlando, è molto più probabile che il vento ti distrugga un ombrello comprato a Midtown piuttosto che trovarti dentro un vero uragano.

Qual è la migliore app meteo per gli USA?

Dopo anni e anni passati a New York ma soprattutto dopo aver conosciuto mio marito che è particolarmente appassionato di meteo, ho imparato una cosa: le app americane tendono a essere molto più precise di quelle generiche europee, soprattutto sui cambiamenti del meteo nella stessa giornata.
Prova infatti a consultare AccuWeather, The Weather Channel e Apple Weather, soprattutto per le previsioni orarie e i cambi di tempo improvvisi.

Ma, come ti ho accennato prima, anche le app a New York a volte alzano bandiera bianca, Proprio per il clima che cambia così rapidamente. Tanto che ci sono giornate in cui e previsioni sembrano aggiornarsi più velocemente dei cartelloni pubblicitari di Times Square.

A proposito di Times Square: hai già letto l’articolo in cui ti spiego se vale davvero la pena alloggiare lì? Questo è un altro tema molto dibattuto tra i viaggiatori. Scopri tutto cliccando qui.

La bellezza di New York in tutte le stagioni dell’anno. Tu quale preferisci?

Le cose che nessuno ti dice sul clima a New York

Ci sono poi alcune piccole verità climatiche su New York che difficilmente troverai nelle guide, o tra i gruppi Facebook. A proposito dei gruppi… evitali. Troverai solo consigli di persone che hanno fatto un viaggio di pochi giorni a New York e che NON hanno una visione a 360° delle città. Ho letto in questi gruppi informazioni talemente sbagliate ed obsolete da farmi venire la pelle d’oca.

  • La metropolitana in inverno può diventare caldissima. A volte entri con il cappotto e dopo due fermate inizi a chiederti se sei entrato in menopausa.
  • In estate invece succede il contrario: molti negozi e locali tengono l’aria condizionata così forte che passare dalla strada all’interno sembra un viaggio tra due continenti diversi. E il rischio di ammalarsi è alto.
  • Anche Central Park ha spesso una percezione climatica diversa rispetto al resto di Manhattan. Bastano pochi isolati per sentire più vento, più umidità o temperature leggermente differenti. Potere del verde urbano.
  • E poi c’è il Brooklyn Bridge. Attraversarlo in inverno senza cappello è una di quelle esperienze che ti fanno capire immediatamente quanto il vento newyorkese prenda il suo lavoro molto sul serio.

Sono dettagli piccoli, quasi banali.
Ma sono anche le cose che rendono New York incredibilmente affascinante.

La temperatura percepita conta più di quella reale

Hai presente quando l’app meteo segna 4 gradi ma tu ne percepisci improvvisamente -3? Benvenuto nel famoso “effetto canyon” di Manhattan.

I grattacieli della città creano dei veri e propri corridoi di vento che incanalano l’aria lungo le avenue, soprattutto in inverno. Ed è anche per questo che alcune giornate sembrano molto più fredde della temperatura reale. No, non è solo una tua impressione.

Ci sono strade in cui il vento accelera improvvisamente tra gli edifici. Ed è uno dei motivi per cui a New York il freddo viene spesso percepito come “più intenso” rispetto a quello segnato dal termometro.

La temperatura reale conta.
Ma la temperatura percepita conta molto di più.

A inizio 2026 il clima a New York ha regalato alcune bufere di neve che hanno reso la città davvero spettacolare. E sono in tanti a pensare che questa sia la normalità degli inverni a New York. Nell’immaginario collettivo della città dicembre è vista come una gigantesca cartolina natalizia costantemente innevata.
Ma non è sempre così. La colpa è dei film. Sempre loro.
La verità è che la neve a Natale non è affatto garantita. Anzi, statisticamente parlando il periodo più rigido dell’anno tende generalmente a essere tra gennaio e febbraio, mentre dicembre può alternare giornate molto fredde ad altre sorprendentemente miti. Te l’ho anticipato prima: le temperature possono essere glaciali per un paio di giorni e poi di colpo passare a 12 gradi, con escursioni termiche niente male.
Ancora una volta: imprevedibilità totale.
Una delle bufere di neve di inizio 2026 fotografate da una delle nostre guide locali italiane che partecipano al nostro progetto. Punti di vista bellissimi, tour che ti assicuro non sono i “soliti”, ma altrettanto originali! Conttattami.

In inverno c’è sempre neve? Sfatiamo un mito

A inizio 2026 il clima a New York ha regalato alcune bufere di neve che hanno reso la città davvero spettacolare. E sono in tanti a pensare che questa sia la normalità degli inverni a New York. Nell’immaginario collettivo della città dicembre è vista come una gigantesca cartolina natalizia costantemente innevata.

Ma non è sempre così. La colpa è dei film. Sempre loro.

La verità è che la neve a Natale non è affatto garantita. Anzi, statisticamente parlando il periodo più rigido dell’anno tende generalmente a essere tra gennaio e febbraio, mentre dicembre può alternare giornate molto fredde ad altre sorprendentemente miti. Te l’ho anticipato prima: le temperature possono essere glaciali per un paio di giorni e poi di colpo passare a 12 gradi, con escursioni termiche niente male.

Ancora una volta: imprevedibilità totale.

Ed è forse proprio questo a rendere New York natalizia così speciale. Perché non sai mai davvero quale versione della città ti troverai davanti.

Il vero segreto per vivere al meglio il clima a New York? Accettare il meteo

La verità è che New York non è bella solo con il sole perfetto e clima di ventidue gradi. È bella con la neve, con la pioggia, con il vento, con l’umidità assurda di agosto. Con Central Park pieno di foglie in ottobre e con le luci riflesse sull’asfalto bagnato. Il meteo fa parte dell’esperienza.

E forse il modo migliore per affrontare il clima a New York non è cercare disperatamente la settimana meteorologicamente perfetta, ma partire sapendo che, proprio come tutte le grandi città del mondo, anche New York sarà sempre un po’ imprevedibile.

E ti dirò un’altra cosa che però non devi prendere male, perché è un dato di fatto: il viaggiatore navigato sa che non ha tanto senso chiedersi che tempo aspettarsi. Guarderà più o meno il meteo ma senza ansia. Metterà in valigia tutto l’occorrente per vivere al meglio la propria vacanza. Cioè metterà in valigia un po’ di tutto. Proprio perché a New York non si sa mai.

Se vuoi rendere la tua vacanza a New York davvero speciale, con un itinerario che tiene conto dei tuoi gusti, passioni, esigenze personali e budget. E che si adatti alla perfezioni ai giorni che davvero ai a disposizione nella tua vacanza ti invito nuovamente a leggere tutto quello che posso fare te cliccando su questo link. E a contattarmi alla mail hello@twomaketravel.it

Con questo articolo spero davvero che la situazione sul clima a New York ti sia più chiara per partire in serenità.

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Se vuoi vivere un’esperienza di viaggio a tema Trono di Spade, sappi che Essaouira (la città di Astapor) è una città che vale davvero la pena visitare. in questo articolo ti spieghiamo e ti mostriamo tutte le location per immergerti completamente dentro le puntate di astapor

Essaouira – Astapor nel Trono di Spade

Se vuoi vivere un’esperienza di viaggio a tema Trono di Spade, sappi che Essaouira (la città di Astapor) è una città che vale davvero la pena visitare. in questo articolo ti spieghiamo e ti mostriamo tutte le location per immergerti completamente dentro le puntate di astapor

Essaouira e i luoghi cinematografici di Astapor della serie Il Trono di Spade

Se vuoi vivere un’esperienza di viaggio a tema Trono di Spade, sappi che Essaouira (la città di Astapor) è una città che vale davvero la pena visitare.

Hai mai sentito parlare di Essaouira? Si trova in Marocco, non molto lontana da Marrakech, ed è il posto perfetto non solo se vuoi vivere un’esperienza cinematografica. Non è infatti la classica città imperiale marocchina dai ritmi intensi. Passeggiare tra le vie della sua Medina, delle sue botteghe, e sulla sua costa che si affaccia sull’Atlantico ti darà modo di respirare (letteralmente, perché è sempre molto ventilata), un mood marocchino sì ma decisamente particolare.

A noi è piaciuta tantissimo e abbiamo tra l’altro scoperto da poco che la band dei Subsonica l’ha scelta come location di ispirazione per registrare il nuovo album “Terre rare” proprio per la sua commistione di culture… ma questa è un’altra storia.

Se vuoi sapere tutto quello che puoi fare in un viaggio anche solo di un giorno ad Essaouira clicca su questo articolo con tutte le informazioni che ti serviranno per il tuo viaggio.
Mentre se vuoi TUTTE le informazioni che ti saranno davvero utili per organizzare il tuo viaggio in Marocco e a Marrakech, leggi le nostra guida che abbiamo scritto qui.

Se invece sei appassionato di cine turismo e Il Trono di Spade, allora questo articolo è per te! Benvenuto ad Astapor.

Essaoura/ Astapor nella serie il Trono di Spade

Partiamo dal presupposto che ormai sono passati più di 10 anni dalla fine della serie e che quello che stiamo per scrivere non rientra nello spoiler? 🙂

Astapor, nella serie Il Trono di Spade è un’antica colonia ghiscariana nella Baia degli Schiavisti di Essos. È famosa per essere il principale centro di addestramento degli Immacolati, i migliori soldati – schiavi del mondo. Gli Immacolati sono famosi per avere una grandissima resistenza fisica, per essere disciplinati, senza paura, leali fino al midollo, incapaci non solo di provare emozioni ma umana debolezza.
Gli immacolati vengono addirittura castrati per far si che non provino nulla. Tutto al fine di perseguire un solo obiettivo: servire il proprio padrone schiavista.

Daenerys Targaryen arriva ad Astapor con l’intento non solo di liberarli dalla loro schiavitù ma anche di avere un’arma letale che la aiuti a distruggere tutta la classe dirigente dei “Padroni”.

stagione 3 episodio 1 Valar Dohaeris. Al minuto 45 invece vediamo Daenerys sempre sulla nave che ormai sono vicini ad Astapor. Si vede la città vicina ma è completamente trasformata dalla CGI. Dell’originale Essaouira non c’è nulla.
Daenerys arriva ad Astapor via nave e come puoi vedere sulla destra, la ricostruzione scenografica ha poco a che vedere con la vera Essaouira. Tra poco ti spoeghiamo tutto.

Da Astapor inizia quindi la sua scalata verso il dominio dei 7 regni. Daenerys agisce con un’astuzia superlativa e riesce a farsi amare a tal punto che le viene dato l’appellativo di “Mhysa” (madre), che simboleggia il suo ruolo di liberatrice, e Madre dei Draghi. Non di leader politica. Un approccio completamente diverso rispetto a tutti quelli che si sono seduti su quel trono.

Sono principalmente 3 i luoghi che vedono Essaouira trasformata in Astapor nella serie Il Trono di Spade.

Skala de la Ville: i bastioni affacciati sull’oceano

Se c’è un luogo che più di tutti riesce a farti pensare immediatamente ad Astapor, è questo. La Skala de la Ville è il sistema difensivo costruito nel XVIII secolo per proteggere la città dagli attacchi provenienti dall’oceano Atlantico.

Ancora oggi puoi camminare lungo questi bastioni osservando file di antichi cannoni puntati verso il mare. Mentre il vento colpisce le mura e le onde si infrangono contro le rocce sottostanti, tra vento e salsedine. È uno dei luoghi più scenografici di tutta Essaouira e, onestamente, anche senza conoscere Il Trono di Spade merita la visita. Nella parte inferiore puoi trovare molte botteghe artigiane scavate all’interno della roccia della fortificazione (Rue Skala). Una sorta di trade d’union con la Medina.

Nella serie la Skala de la Ville è utilizzato per creare l’atmosfera di Astapor e compare in diverse inquadrature che tra poco ti descriveremo. Ed è qui che capisci quanto la produzione abbia scelto bene: la città ha già naturalmente un’estetica cinematografica che è funzionale alla narrazione della storia.

Attenzione: molti siti distinguono la Skala de la Ville con la location che segue in questa lista, ma anche su Google Maps sono distinti con questi nomi. Te lo diciamo proprio nel caso tu voglia aiutare la tua visita ad Essaouira proprio con il gps.

La Skala de la Ville è il sistema difensivo costruito nel XVIII secolo per proteggere la città dagli attacchi provenienti dall’oceano Atlantico.
Ancora oggi puoi camminare lungo questi bastioni osservando file di antichi cannoni puntati verso il mare, mentre il vento colpisce le mura e le onde si infrangono contro le rocce sottostanti, tra vento e salsedine.
È uno dei luoghi più scenografici di tutta Essaouira e, onestamente, anche senza conoscere Il Trono di Spade merita la visita. Nella parte inferiore puoi trovare molte botteghe artigiane scavate all’interno della roccia della fortificazione (Rue Skala). Una sorta di trade d’union con la Medina.
Nella serie la Skala de la Ville è utilizzato per creare l’atmosfera di Astapor e compare in diverse inquadrature che tra poco ti descriveremo. Ed è qui che capisci quanto la produzione abbia scelto bene: la città ha già naturalmente un’estetica cinematografica che è funzionale alla narrazione della storia.
I bastioni di Essaouira trasformati in dicerse scene, tra cui il cammino del supplizio, che ti descriveremo bene tra poco.

Sqala du Port: la fortezza che domina il porto

Accanto al porto dei pescatori si trova un’altra delle location più riconoscibili, (vedi immagine di copertina di questo articolo). Non è il reale proseguimento della Skala de la Ville anche se le mura della città proseguono, infatti per passare da un posto all’altro occorre passare dalle mura interne.

La Sqala du Port è la fortificazione che controllava l’ingresso marittimo della città. Probabilmente l’hai già vista in centinaia di fotografie: è quella torre che domina il porto pieno di barche blu, spesso immortalata da chi visita Essaouira. Forse il luogo più iconico della città, tanto da essere sempre usata come immagine di copertina dei siti, dei depliant, delle esperienze… anche da noi, è vero!

Nella serie però la prospettiva cambia. Infatti questa torre è spesso fotografata da dentro il porto, subito dopo che si attraversa l’arco. Mentre nella serie Il Trono di Spade, dal lato opposto, quello dei bastioni, quindi prima di attraversare l’arco.

 È un luogo incantevole dove sedersi e contemplare l’Oceano Atlantico, osservando il mondo che scorre, soprattutto al tramonto.

a Sqala du Port, in cui vediamo la torre e l’arco con il buco. Qui sono stati aggiunti degli elementi scenografici e non sono state tolte le iconiche barche blu, quindi il luogo è anche in questo caso assolutamente riconoscibile.
Qui avviene la scena che dà il climax alla puntata: la bambina che tenta di uccidere Daenerys con uno scorpione e lo svelamento del suo salvatore Ser Barristan Selmy, che si guadagna il ruolo di protettore della regina bionda. E con questo termina anche la puntata.
a sinistra la scena finale della prima punatata delal stagione 3 del trono di Spade, tra poco te la descriviamo nella sua interezza. A destra un’immagine della torre nella realtà.

La ricostruzione dei luoghi negli Studios e le scene in CGI

Le scene della città di Astapor vanno oltre questa zona, come alcuni scorci delle mura, l’arco del porto appena citato, la città di Essaouira si presta molto a richiamare l’ambientazione militare descritta nella serie Il Trono di Spade. Quindi è facile che ci siano certi scorci della città che ti sembreranno familiari.

Ma altre scene sono state ricostruite negli Atlas Studios, di cui parleremo presto in un articolo dedicato.
Ti lasciamo solo con l’idea che sono talmente grandi e importanti da fare concorrenza ad Hollywood.. anzi.
Non è un caso che moltissime produzioni cinematografiche vengano a girare film in Marocco.

Altre scene, che ti descriveremo tra poco, sono state realizzate completamente in CGI, cioè in grafica 3D e d effetti speciali.

al posto della fortezza degli immacolati, quella reale che vediamo anche nella realtà nella Skala de la ville di Essaouira, qui appare una fortezza decisamente ricostruita in computer grafica
a sinistra la fortezza di Essaouira è stata implementata in computer grafica, mentre a destra una scena del set del Trono di Spade durante le riprese della scena della presentazione dell’esercito degli Immacolati.

Le puntate del Trono di Spade in cui appare Astapor/Essaouira

Sono tre e sono tutte belle intense. Qui di seguito ti riportiamo dove sono state girate tutte le scene del Trono di Spade ambientate ad Essaouira/Astapor. Così potrai immergerti e fantasticare di essere Daenerys e poter pronunciare anche tu “Dracarys”.
Ovviamente ti parleremo solo della parte relativa ad Astapor… per tutte le altre location in giro per il mondo… ci stiamo attrezzando! 🙂

3×01 – Valar Dohaeris

Al minuto 36 vediamo la scena in cui Daenerys e Ser Jorah Mormont a bordo della nave in procinto di arrivare ad Astapor. Daenerys e Drogo “giocano” tra acqua e fuoco. Capiamo subito che il drago è si ancora un cucciolo ma ha già la facoltà di “fare fuoco”, il che è solo l’annuncio silenzioso a come andrà a finire tutta la vicenda. Nessun riferimento alla città di Astapor/ Essaouira nelle immagini.

Al minuto 45 invece vediamo Daenerys sempre sulla nave che ormai sono vicini ad Astapor. Si vede la città vicina ma è completamente trasformata dalla CGI. Dell’originale Essaouira non c’è nulla. Vedi prima immagine di questo articolo.

Ma nella scena successiva vediamo i nostri eroi proprio sui bastioni della Skala de la Ville con il Padrone dell’esercito degli Immacolati Kraznys e la sua interprete Missandei, anch’essa al suo servizio. Riconosciamo la location originale dei bastioni e la sua forma particolare che comprende anche i sotterranei con le botteghe, ma senza gli iconici cannoni che danno ad Essaouira uno dei suoi “tocchi” militari che la caratterizzano.

Qui Daenerys e ser jorah camminano tra la forma irregolare dei bastioni  della Skala de la Ville con il Padrone dell’esercito degli Immacolati Kraznys e la sua interprete Missandei, anch’essa al suo servizio.

Il gruppo entra all’interno del fortino per fare la conoscenza degli Immacolati.
Qui è spiegato l’addestramento e il valore dell’esercito, il perché è tanto speciale.

La sapiente regia inquadra solo ed esclusivamente alcune parti dei bastioni e del fortino, senza il contorno della città di Essaouira e senza le facciate bianche delle abitazioni, per caratterizzare molto l’atmosfera militare.

Al minuto 50 vediamo Daenerys e Jorah che camminano sulle mura di Essaouira che portano alla Squala du Port. Come puoi vedere è la stesssa dell’immagine di destra. Parlano della condizione di schiavitù degli Immacolati e di come sarebbe diversa se al loro comando ci fosse lei.

La camminata appunto si conclude proprio alla Sqala du Port, in cui vediamo la torre e l’arco con il buco (immagine di copertina dell’articolo). Qui sono stati aggiunti degli elementi scenografici e non sono state tolte le iconiche barche blu, quindi il luogo è anche in questo caso assolutamente riconoscibile.
Qui avviene la scena che dà il climax alla puntata: la bambina che tenta di uccidere Daenerys con uno scorpione e lo svelamento del suo salvatore Ser Barristan Selmy, che si guadagna il ruolo di protettore della regina bionda (ti abbiamo già mostrato l’immagine nella parte iniziale dell’articolo). E con questo termina anche la puntata.

3×03 – Walk of Punishment

Al minuto 28 la regia ci mostra una panoramica del mare che si scaglia tra le rocce e che termina a quello che viene definito “il Cammino del supplizio” che do il nome alla puntata.
Siamo di nuovo nella Skala de la Ville, anche in questo caso i cannoni sono stati tolti e il loro basamento è stato utilizzato come supporto per i crocifissi che impalano gli schiavi ribelli.

Walk of Punishment
Al minuto 28 la regia ci mostra una panoramica del mare che si scaglia tra le rocce e che termina a quello che viene definito “il Cammino del supplizio” che do il nome alla puntata. 
Siamo di nuovo nella Skala de la Ville, anche in questo caso i cannoni sono stati tolti e il loro basamento è stato utilizzato come supporto per i crocifissi che impalano gli schiavi ribelli. 
In questo caso ci sono anche degli scorci delle case di Essaouira che affacciamo su questa zona, per indicare un’ambientazione più cittadina di Astapor, in contrapposizione con quella militare della puntata precedente.

In questo caso ci sono anche degli scorci delle case di Essaouira che affacciamo su questa zona, per indicare un’ambientazione più cittadina di Astapor, in contrapposizione con quella militare della puntata precedente.
Ma subito dopo, sul proseguimento della strada, non abbiamo più le mura fortificate della puntata precedente, ma una costruzione totalmente ricostruita con la Computer grafica. (immagine mostrata prima).

Stesso luogo utilizzato ma con significati e presupposti diversi.

Anche questa scena è funzionale al climax che avverrà nell’ultima puntata che stiamo per descriverti, perché Daenerys capisce come NON vuole governare una volta che siederà sul Trono di Spade ma anche come far finire la società schiavista.
Nella scena successiva avviene la vera e propria trattativa per acquistare gli Immacolati, sempre assieme a Kraznys e Missendei. Daenerys promette Drogo in cambio degli Immacolati, ma anche che la traduttrice vada al suo servizio.

Queste si svolgono alla base centrale delle mura di Essaouira, ma nella parte sottostante in cui dimorano le botteghe. Per arrivarci, di fronte alla base del pendio che porta alle mura, si prosegue dritto a sinistra del pendio e si continua a girare a destra. Proprio mentre tornate nei vicoli, fermatevi, giratevi e guardate dietro di voi.

Infine Daenerys e Missendei escono dalla trattativa passeggiando lungo tutta la parte inferiore delle mura, quelle che ti abbiamo descritto come Rue Skala. Infatti si vedono le nicchie (chiuse) delle botteghe della vera Essauira.

3×04 And Now His Watch Is Ended

È qui che arriva la scena più iconica, dove Daenerys pronuncia la parola “Dracaris” e così facendo non solo prende il potere sugli Immacolati ma fa uccidere anche su tutti i padroni di Astapor, per poi chiedere all’esercito di seguirla ma non come schiavi, come uomini liberi.

In questo caso le scene sono state girate all’interno degli Atlas studio mediante uso di CGI per ricostruire tutto l’esercito di 8000 Immacolati

Ed ancora, nella scena finale della puntata Daenerys guida gli Immacolati fuori da Astapor, ma non via mare, via terra. Si vede qualcosa dello sfondo marino punteggiato di isole riconducibile all’Oceano Atlantico sulle coste di Essaouira, ma anche in questo caso interviene la CGI, poiché nella realtà si può vedere bene che le mura di Essaouira sono circondate dall’acqua. In più sono anche stati aggiunti i draghi, che ovviamente nella realtà non esistono.

Daenerys guida gli Immacolati fuori da Astapor e si vede lo sfondo marino punteggiato di isole riconducibile all'Oceano Atlantico sulle coste di Essaouira, viene fatto un ampio uso di CGI per mostrare tutta la città (finta) di Astapor a cui vengono aggiunti i draghi.

E con l’immagine di Drogo che vola, si chiude a cerchio questa micro storia che ha come protagonista la città di Essaouira/Astapor nelle puntate del Trono di Spade.

E con l’immagine di Drogo che vola, si chiude a cerchio questa micro storia che ha come protagonista la città di Essaouira/Astapor nelle puntate del Trono di Spade.

Speriamo tanto che le nostre indicazioni di questo articolo ti siano d’aiuto nel vivere non sono al meglio la Città di Essaouira, ma anche di rivivere le scene di questa serie di bellezza epica.
Se vuoi una consulenza su come costruire al meglio il tuo itinerario in Marocco che comprenda anche la città di Essaouira puoi scriverci a hello@twomaketravel.it siamo consulenti di viaggio e possiamo fornirti itinerari personalizzati e ottimizzati per farti vivere al meglio la tua esperienza di viaggio! E non dimenticare di seguirci su Instagram per tante ispirazioni di viaggio.

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Visitare Essaouira in un giorno è una buona idea? Se stai organizzando un viaggio in Marocco e ti chiedi se vale la pena dedicare una giornata a Essaouira, la risposta è sì. Soprattutto se vuoi staccare dal ritmo intenso di Marrakech e respirare un’atmosfera completamente diversa.

Essaouira in un giorno

Visitare Essaouira in un giorno è una buona idea? Se stai organizzando un viaggio in Marocco e ti chiedi se vale la pena dedicare una giornata a Essaouira, la risposta è sì.
Soprattutto se vuoi staccare dal ritmo intenso di Marrakech e respirare un’atmosfera completamente diversa.

Visitare Essaouira in un giorno: guida pratica

Visitare Essaouira in un giorno è una buona idea? Se stai organizzando un viaggio in Marocco e ti chiedi se vale la pena dedicare una giornata a Essaouira, la risposta è sì.
Soprattutto se vuoi staccare dal ritmo intenso di Marrakech e respirare un’atmosfera completamente diversa.

Noi l’abbiamo fatto ed è stata un’esperienza meravigliosa, e in questo articolo ti descriviamo come poterla vivere in modalità “zero fatica”, con un tour diretto dalla città di Marrakech, oppure affittando una macchina in autonomia.

Quindi come al solito allaccia la cintura, ti portiamo con noi sulla costa del Marocco: destinazione Essaouira.

Un po’ di storia di Essaouira

Prima di raccontarti cosa vedere, è utile capire perché questa città è così diversa dal resto del Marocco.

Essaouira, conosciuta in passato come Mogador, è stata per secoli un importante porto commerciale. Fenici, portoghesi e francesi hanno lasciato il segno. Ma è nel XVIII secolo che la città prende la forma attuale grazie al sultano Mohammed III, che la volle come principale apertura del Marocco verso l’Europa.

Questa mescolanza di influenze si percepisce ancora oggi: nelle architetture, nella cucina, nell’atmosfera cosmopolita. Non è la classica città imperiale marocchina, ed è proprio questo il suo punto di forza.
Affacciata sull’Atlantico, Essaouira è una città molto più rilassata rispetto a Marrakech, ventosa, autentica. Perfetta da visitare anche in giornata, ma con abbastanza carattere da meritare qualche giorno in più, se ne hai la possibilità. E infatti non vediamo l’ora di tornarci per goderci il suo mood per qualche ora in più.

Non dimenticare di leggere anche la guida con Tutti i nostri consigli per organizzare al meglio il tuo viaggio in Marocco e a Marrakech. Solo consigli 100% utili, promesso. Clicca qui per leggere tutto.

Mentre cliccando qui potrai leggere la nostra guida completa sulla Medina di Marrakech.

Essaouira, conosciuta in passato come Mogador, è stata per secoli un importante porto commerciale. Fenici, portoghesi e francesi hanno lasciato il segno, ma è nel XVIII secolo che la città prende la forma attuale grazie al sultano Mohammed III, che la volle come principale apertura del Marocco verso l’Europa.
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Cosa vedere in un giorno ad Essaouira

Se vuoi visitare la città di Essaouira in un giorno sappi che: la città antica, quella più turistica, ha 4 punti principali che ti descriveremo. La Medina che rappresenta il cuore della città fortificata, i bastioni, il porto e il lungo mare fuori dalle mura.

Poi c’è la zona “nuova” quella residenziale fuori dalle mura della Medina, di solito i turisti la visitano solo se si fermano più di un giorno, e infatti non è stato il nostro caso.
Questa si affaccia sul lungo mare fuori dalla Medina.

Ma c’è anche una zona desertica, raggiungibile in macchina, delimitata dalla città da un fiume. Noi non abbiamo avuto abbastanza tempo per visitarla. Qui potrai fare le “solite” attività che ormai vengono fatte in tutte le zone con un po’ di deserto in tutto il mondo: giri con il quod, cammellata, cavalli ecc. La particolarità di questa area desertica è che si affaccia sul mare, quindi diventa un’esperienza suggestiva. In molti la scelgono anche per fare un giorno in spiaggia, tra cammelli e cavalli… perchè no?

Si può anche visitare la kasbah Dar Caïd M’barek. Perfetta se non hai mai fatto questo tipo di esperienze e avete qualche giorno in più di tempo proprio ad Essaouira.

Cosa vedere in un giorno ad Essaouira
Se vuoi visitare la città di Essaouira in un giorno sappi che: la città antica, quella più turistica, ha 4 punti principali che nel corso di questo articolo ti descriveremo: la Medina che rappresenta il cuore della città fortificata, i bastioni chiamiamoli così – che fanno sempre parte della Medina – ma hanno un fascino tutto a sè, il porto e il lungo mare fuori dalle mura.

La Medina

Dimentica il caos devastante (ma super caratteristico) di Marrakech, la Medina di Essaouira è una di quelle che mettono d’accordo tutti: autentica ma molto più semplice da esplorare. Infatti eravamo partiti un po’ prevenuti con l’ansia di trovare lo stesso “delirio” di Marrakech, e invece NO. Essaouira è tutt’altra storia.

Dichiarata patrimonio UNESCO, la Medina di Essaouira ha una struttura più regolare, quasi “a griglia”, poiché progettata con influenze europee. Questo significa che appena entrerai tra le sue imponenti mura sperimenterai meno caos, meno possibilità di perderti e una visita decisamente più rilassata.

Qui puoi passeggiare tra botteghe di artigianato, gallerie d’arte e piccoli negozi locali. Il legno di thuya è uno dei prodotti più caratteristici: lo vedrai trasformato in scatole, mobili e oggetti decorativi. Come al solito le medine marocchine sono sempre un bel trionfo di colori che fanno bene non solo agli occhi ma anche all’umore.

Dimentica il caos devastante (ma super caratteristico) di Marrakech, la Medina di Essaouira è una di quelle che mettono d’accordo tutti: autentica ma molto più semplice da esplorare. Infatti eravamo partiti un po’ prevenuti con l’ansia di trovare lo stesso “delirio” di Marrakech, e invece NO. Essaouira è tutt’altra storia.
Dichiarata patrimonio UNESCO, la Medina di Essaouira ha una struttura più regolare, quasi “a griglia”,poichè progettata con influenze europee. Questo significa che appena entrerai tra le sue imponenti mura sperimenterai meno caos, meno possibilità di perderti e una visita decisamente più rilassata.
Qui puoi passeggiare tra botteghe di artigianato, gallerie d’arte e piccoli negozi locali. Il legno di thuya è uno dei prodotti più caratteristici: lo vedrai trasformato in scatole, mobili e oggetti decorativi. Come al solito le medine marocchine sono sempre un bel trionfo di colori che fanno bene non solo agli occhi ma anche all’umore.

Nella Medina puoi anche addentrarti più in profondità, tra le vie un po’ più lontane dai negozi, è qui che prendono spazio i Riad. Queste sono le abitazioni tipiche convertite in strutture ricettive, da fuori ingannano: sembrano costruzioni anonime, solo una scritta o una porta decorata, ma dentro sono dei piccoli gioelli di luce, ambientazione, design, colori ecc, che renderanno il tuo soggiorno marocchino speciale.

Nella Medina di Essaouira puoi anche addentrarti più in profondità, tra le vie un po’ più lontane dai negozi, è qui che prendono spazio i Riad, ossia le abitazioni tipiche convertite in strutture ricettive, da fuori ingannano: sembrano costruzioni anonime, solo una scritta o una porta decorata, ma dentro sono dei piccoli gioelli di luce, ambientazione, design, colori ecc, che renderanno il tuo soggiorno marocchino speciale.
Le porte tipiche dei Riad, che danno su strutture solo esternamente anonime. E come non citare l’italianissimo e piemontesissimo Baladin che ha aperto un Riad con tanto di ristorante italiano anche qui.

Noi abbiamo fatto questa esperienza a Marrakech e te ne parliamo in questo articolo che abbiamo scritto per te.

I bastioni

Se c’è un punto in cui Essaouira cambia completamente atmosfera, è quello dei suoi bastioni affacciati sull’oceano Atlantico.

Dopo i vicoli ordinati della Medina e il caos autentico del porto di cui ti parleremo nel prossimo paragrafo, qui il paesaggio diventa improvvisamente più austero, quasi cinematografico. Mura color sabbia battute dal vento, antichi cannoni puntati verso il mare e l’oceano che si infrange contro le rocce creano uno scenario molto diverso da quello che normalmente si associa alle città marocchine.

Questa zona è conosciuta come Skala de la Ville, il sistema difensivo costruito nel XVIII secolo per proteggere la città dagli attacchi provenienti dal mare. Passeggiando lungo le mura si percepisce chiaramente il passato strategico di Essaouira, che per secoli come abbiamo già accennato, è stata uno dei porti commerciali più importanti del paese.

Ma c’è anche un’altra zona che è stata resa famosa per un’altra ragione e te ne parliamo tra pochissimo.

La particolarità è proprio il contrasto: da una parte hai l’atmosfera rilassata della città costiera, dall’altra questa architettura militare che rende il panorama quasi drammatico, soprattutto nelle giornate ventose che qui non sono affatto rare.

È anche uno dei punti più fotografati della città, tra poco ti spieghiamo il perché. Da sopra i bastioni puoi osservare il porto con le sue iconiche barche blu, la Medina alle tue spalle e l’Atlantico che si apre davanti a te.

Se c’è un punto in cui Essaouira cambia completamente atmosfera, è quello dei suoi bastioni affacciati sull’oceano Atlantico.
Dopo i vicoli ordinati della Medina e il caos autentico del porto, qui il paesaggio diventa improvvisamente più austero, quasi cinematografico. Mura color sabbia battute dal vento, antichi cannoni puntati verso il mare e l’oceano che si infrange contro le rocce creano uno scenario molto diverso da quello che normalmente si associa alle città marocchine.
Questa zona è conosciuta come Skala de la Ville, il sistema difensivo costruito nel XVIII secolo per proteggere la città dagli attacchi provenienti dal mare. Passeggiando lungo le mura si percepisce chiaramente il passato strategico di Essaouira, che per secoli come abbiamo già accennato, è stata uno dei porti commerciali più importanti del paese.

Il porto

Una delle esperienze più vere che puoi fare a Essaouira è fermarti al porto. Il porto e la sua Torre di cui ti parliamo tra poco che prende il nome di Sqala du port. Ti basta pensare che proprio questa torre è l’immagine forse più iconica di questa città marocchina, tanto che l’abbiamo usata come copertina di questo articolo.
Ma non solo, questa torre è anche famosa perché è diventata anche un’icona cinematografica e te ne parliamo tra poco.

Il porto fa in un certo senso sempre parte delle mura della città ma in realtà sono considerate due zone di Essaouira completamente diverse.

Qui la città cambia volto: niente boutique curate o riad eleganti, ma pescatori al lavoro, barche blu allineate e un’energia caotica ma affascinante.

È anche il posto giusto per pranzo. Il meccanismo è semplice: scegli il pesce direttamente al banco e lo fai grigliare sul momento. Un’esperienza informale, genuina e decisamente diversa dai ristoranti turistici. Ok, questa pratica ormai è diventata molto turistica, ma mettiamola così: se vuoi farti una mangiata di pesce fresco questa è l’esperienza che fa per te.

Una delle esperienze più vere che puoi fare a Essaouira è fermarti al porto. Qui la città cambia volto: niente boutique curate o riad eleganti, ma pescatori al lavoro, barche blu allineate e un’energia caotica ma affascinante.

Il pranzo al porto

Come funziona:
troverai sia una sorta di mercato centrale nel centro del porto, in cui scegliere il pesce esposto da cucinare al momento, ma anche dei piccoli chioschi subito prima nella passeggiata laterale che porta al porto. Con la differenza che la zona centrale del posto è più caotica, mentre ogni chiosco è un mondo a sé, con i propri prezzi e il proprio spazio per sedersi.

Noi abbiamo fatto prima un giro di perlustrazione sia nei chioschi che nella zona centrale, abbiamo guardato i tipi di pesce esposto, i prezzi e l’affluenza generale. Abbiamo optato per i chioschi per volevamo un’esperienza meno caotica, ma in base al tuo mood della giornata puoi scegliere quello che fa più per te.

Ovviamente i marocchini sono sempre molto insistenti nel farti andare a mangiare al loro chiosco, quindi cerca di perlustrare sì, ma senza far vedere che sei rimasto particolarmente colpito da uno o dall’altro, quando poi deciderai ti fionderai senza indugio sul tuo preferito.

Noi facendo così abbiamo mangiato due belle porzioni di pesce fresco grigliato sul momento, un piatto di patatine fritte, verdure varie, una bottiglia d’acqua e una coca. Il prezzo varia in base al tipo di pesce che si sceglie e in tutto abbiamo pagato circa 20 euro a testa. Abbiamo pagato in contanti.

il porto di essaouira è anche il posto giusto per pranzo. Il meccanismo è semplice: scegli il pesce direttamente al banco e lo fai grigliare sul momento. Un’esperienza informale, genuina e decisamente diversa dai ristoranti turistici. Ok, questa pratica ormai è diventata molto turistica, ma mettiamola così: se vuoi farti una mangiata di pesce fresco questa è l’esperienza che fa per te.

Il lungomare fuori dalla Medina

Dopo la visita alla Medina e al porto, il lungomare è la pausa perfetta. Essaouira è conosciuta come la “città del vento”, quindi è molto amata da chi pratica kitesurf e windsurf, ci sono anche dei centri in cui potrai praticare questo sport.

Noi sinceramente abbiamo amato la zone di Skala de la Ville per l’oceano che si infrange sulle rocce e sui bastioni e per questa particolare atmosfera ventosa che nel nostra caso non è mai stata esagerata.

Anche se non pratichi sport, la lunga spiaggia è ideale per una passeggiata rilassante prima di ripartire. Noi abbiamo trascorso qui l’ultima parte della giornata e l’abbiamo trovata molto rigenerante.

Dopo la visita alla Medina e al porto, il lungomare è la pausa perfetta.
Essaouira è conosciuta come la “città del vento”, quindi è molto amata da chi pratica kitesurf e windsurf.
Noi sinceramente abbiamo amato la zone di Skala de la Ville per l’oceano che si infrange sulle rocce e sui bastioni e per questa particolare atmosfera ventosa che nel nostra caso non è mai stata esagerata.
Anche se non pratichi sport, la lunga spiaggia è ideale per una passeggiata rilassante prima di ripartire. Noi abbiamo trascorso qui l’ultima parte della giornata e l’abbiamo trovata molto rigenerante.

Essaouira e il Trono di Spade: la città di Astapor

Se hai la sensazione di aver già visto questo luogo da qualche parte non ti sbagli. Proprio le fortificazioni di Essaouira sono state utilizzate come set per alcune scene di Il Trono di Spade.

Qui sono state ricreate alcune scene della città di Astapor e la zona dei bastioni si presta particolarmente all’atmosfera militare di questa città Astapor. Militare poiché qui vengono addestrati i soldati dell’esercito degli Immacolati. infatti Daenerys Targaryen arriva ad Astapor con l’intento di entrare in possesso dell’esercito degli Immacolati ma non solo. La zona cinematografica più iconica, anche se appare solo in una scena, è proprio quella della Sqala du Port.

Essaouira è stata il set di Astapor nelal serie Il Trono di spade, in due location principali: la Skala de la ville e il suo fortino e la sqala du port, la celebre torre di fiando al porto che è l'icona stessa della città di essaouira

Mentre la Skala de la Ville, la passeggiata con i cannoni e il fortino sono l’altra location più utilizzata e utilizzata per più usi diversi.

Entrambe sono particolarmente riconoscibili tra le scene della serie. Altre ambientazioni di Astapor invece sono state ricostruite in quella che viene chiamata CGI, ossia con l’utilizzo di effetti digitali. Anche senza essere fan, sono tra i punti più scenografici della città. Se invece sei un fan e vuoi visitare il un giorno la città di Essaouira anche per vivere in prima persona i set di Game of Thrones/ Il Trono di Spade, allora noi puoi perdere l’articolo che abbiamo dedicato a questo argomento.

Lo trovi cliccando qui e vedrai che contiene tutte le informazioni che cerchi. Qui abbiamo descritto TUTTE le scene della serie, con le foto corrispettive delle vere strade di Essauira utilizzate per Astapor. In questo modo avrai una panoramica molto completa per immergerti in prima persona e vivere la tua esperienza da film.
Queste due immagini che vedi qui sono sono alcune delle tantissime che vedrai e leggerai nell’approfondimento. Insomma, Astapor ti attende!

Visitare Essaouira in un giorno da Marrakech

Ma ora veniamo alle informazioni pratiche per visitare Essaouira in un giorno. Noi lo abbiamo fatto da Marrakech, utilizzando un tour in partenza da lì.
Il tour ci è stato prenotato da Cinzia, la proprietaria del Riad nel quale abbiamo soggiornato a Marrakech. Un tour che di fatto è stato solo un transfer fino alla città di Essaouira e ritorno, che ci ha lasciato il tempo di visitare la città in completa autonomia.

Ma esistono tanti tipi di tour, che comprendono anche la guida multilingue (una scelta adottata in molte parti del mondo e Cinzia stessa ci ha raccontato che le guide in italiano in Marocco non sono molte).
Puoi anche prenotarlo in autonomia, ad esempio questo che ti indichiamo sia nel widget che a questo link.

Powered by GetYourGuide

Noi in generale scegliamo sempre questi tour perché hanno la cancellazione gratuita fino a 24h prima e sono tutti tour di qualità, poiché ormai ogni tour operator ha anche delle quote di posti qui per avere la massima visibilità in tutto il mondo.

Cliccando sul link puoi scegliere tu in autonomia il tipo di visita a Essaouira in un giorno che più si addice alle tue esigenze di viaggio.

Visitare Essaouira in un giorno con auto

Sono in tanti a scegliere di visitare il Marocco con un tour on the road, quindi noleggiando un’auto e decidendo tutte le tappe da visitare. Questo ovviamente può essere fatto con l’ausilio di un’agenzia e siccome siamo consulenti di viaggio puoi contattarci a hello@twomaketravel.it per un preventivo personalizzato.

Oppure puoi farlo in completa autonomia. E mi raccomando, se scegli di visitare Essaouira con l’auto ricorda di parcheggiarla fuori dalla Medina, in quanto questa zona, come tutto il centro storico è pedonale. Succede anche a Marrakech, ci farai l’abitudine.

Noi ti suggeriamo di affittare l’auto cliccando su questo comparatore che di solito ha tariffe migliori. All’interno trovi anche uno sconto ulteriore dedicato ai lettori del nostro blog e a chi ci segue sulle pagine Instagram e Facebook.

Ti ricordiamo anche che se vuoi TUTTI i consigli per vivere al meglio la tua esperienza a Marrakech e in Marocco in generale, non perderti la guida che abbiamo scritto per te e che trovi cliccando qui.

Speriamo di averti invogliato a visitare in un giorno oppure di più, la splendida città di Essaouira, che ci ha lasciato dei bellissimi ricordi.

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perchè alloggiare in un riad a Marrkech? Un riad (arabo: riyāḍ) è una casa tradizionale marocchina, sviluppata su più piani attorno a un cortile interno centrale con giardino o fontana, situata solitamente all’interno della Medina, ossia il cuore pulsante del centro storico, circondata spesso da alte mura. Quello non solo turistico – di fatto tutte le attrazioni più importanti sono lì – ma anche commerciale, aspetto decisamente tipico non solo della medina di marrakech, ma di tutte le medine marocchine. Prima di raccontarti la storia del Riad Les Ammonites ci teniamo infatti a dirti che un Riad, nel tuo viaggio a Marrakech, può fare a differenza sotto tanti punti di vista. te li spieghiamo in questo articolo.

Alloggiare in un Riad a Marrakech

perchè alloggiare in un riad a Marrkech?
Un riad (arabo: riyāḍ) è una casa tradizionale marocchina, sviluppata su più piani attorno a un cortile interno centrale con giardino o fontana, situata solitamente all’interno della Medina, ossia il cuore pulsante del centro storico, circondata spesso da alte mura. Quello non solo turistico – di fatto tutte le attrazioni più importanti sono lì – ma anche commerciale, aspetto  decisamente tipico non solo della medina di marrakech, ma di tutte le medine marocchine.
Prima di raccontarti la storia del Riad Les Ammonites ci teniamo infatti a dirti che un Riad, nel tuo viaggio a Marrakech, può fare a differenza sotto tanti punti di vista. te li spieghiamo in questo articolo.

Alloggiare in un Riad a Marrakesh: la nostra esperienza a Les Ammonites

Alloggiare in un Riad, durante un viaggio a Marrakech, è assolutamente un’esperienza da fare.

Abbiamo conosciuto Cinzia, proprietaria e deus ex machina del Riad Les Ammonites di Marrakech, perché non abita distante da noi a Torino. Anche se il Marocco non era ancora un viaggio programmato, attraverso i suoi racconti abbiamo assolutamente voluto metterlo nella to do list dei viaggi da fare entro la fine del 2024.
E lì abbiamo davvero capito – una volta di più – che ci si può sentire a casa anche a centinaia di km da casa, in un continente diverso e una cultura molto differente dalla nostra.

Di viaggi ne abbiamo fatti tanti, ma questo è stato non solo inaspettato in tutto e per tutto, ma ci ha lasciato dei ricordi particolari che porteremo con noi nella nostra lunga carriera di viaggiatori. Quindi in questo articolo non solo ti spieghiamo perché dovresti alloggiare in un Riad a Marrakech, ma soprattutto perché dovresti scegliere Le Ammonites e affidarti alla visione che Cinzia ebbe vent’anni fa.

Quindi allaccia le cinture e ti portiamo a Marrakech.

Perché alloggiare in un Riad a Marrakech?

Un riad (arabo: riyāḍ) è una casa tradizionale marocchina, sviluppata su più piani attorno a un cortile interno centrale con giardino o fontana, situata solitamente all’interno della Medina, ossia il cuore pulsante del centro storico, circondata spesso da alte mura. Il centro non solo turistico – di fatto tutte le attrazioni più importanti sono lì – ma anche commerciale. Un aspetto che accomuna non solo la medina di Marrakech, ma tutte le medine marocchine.
Prima di raccontarti la storia del Riad Les Ammonites ci teniamo infatti a dirti che un Riad, nel tuo viaggio a Marrakech, può fare la differenza sotto tanti punti di vista:

Tutti i punti di forza di alloggiare in un Riad a Marrakech

Se ci conosci un po’ sai che, se possibile, nei nostri viaggi privilegiamo strutture piccole dove il contatto con gli host e il personale di servizio diventa stretto, amichevole. E dove c’è più possibilità di una personalizzazione e cura dell’esperienza di viaggio generale più alta, aspetto che abbiamo assolutamente trovato nel Riad Les Ammonites.
Nel 2021 abbiamo anche dato vita ad un format che racconta queste realtà nel territorio italiano. Trovi tutto cliccando su questo link. E questo Riad, come accennato prima, ha un cuore italiano che batte fortissimo.

Prima abbiamo anche accennato al fatto che i riad sono nel centro della medina. E questa caratteristica appunto rende l’esperienza della medina stessa moolto, molto immersiva. In più riduce alcuni tipi di spostamenti che ti spiegheremo andando avanti nella lettura.
Vuoi scoprire tutto sulla Medina di Marrakech? non perderti questa guida completa che abbiamo scritto per te.
Nella Medina infatti il viaggiatore riesce ad ottimizzare il proprio tempo a disposizione e si gode meglio questa zona iconica.

Vuoi organizzare al meglio il tuo viaggio a Marrakech? Non perderti questo articolo che abbiamo scritto su tutto quello che divi sapere per preparati al viaggio in questa città. Ti basta cliccare qui.

E poi, vuoi mettere il fatto di avere l’opportunità di vivere per qualche giorno in un’abitazione tradizionale? Ricca di storia. A nostro avviso già solo questo rende l’esperienza a Marrakech più autentica. Quindi vai avanti nella lettura, perché ora ti raccontiamo questa storia.

le parti comuni di riad les ammonites, un tripudio di design e dettagli e un profumo buonissimo sempre presente

Riad Le Ammonites: alloggiare in un riad a Marrakech ricco di storia

Les Ammonites è un Riad che presenta ancora la sua struttura architettonica originale.

Cinzia e Massimo, attuali proprietari, hanno scoperto che l’edificio apparteneva alla famiglia degli Slitin (che significa “piccolo Re”), un soprannome dato proprio perché questa famiglia era molto vicina al Re.
E hanno anche conosciuto anche gli eredi di questa famiglia che ora non vivono più nella Medina.

Quindi il Riad Les Ammonites non è solo una un’abitazione tradizionale, ma un autentico pezzo di storia della città. Questo permette quindi di assaporare al meglio sia il passato e il presente di Marrakech, vivendone parte della sua autenticità. Ed è secondo noi un valore aggiunto rispetto alla scelta di alloggiare in un Riad a Marrakech.

il patio centrale "nasconde" alcune stanze, tra cui un'area relax comodissima per ripararsi dal caldo, per conversare, per prendere il te marocchino in compagnia.

Perché il nome Riad les Ammonites

Tutto nasce da un viaggio in Marocco di Cinzia e Massimo avvenuto più venti anni fa, oltre a rimanere stregati da questa terra, sono rimasti affascinati dal fatto che il Marocco è un luogo molto rinomato che il ritrovamento di ammoniti, le più scenografiche sono a forma di spirale, e fossili. Questo perché un tempo il Sahara marocchino era sommerso dall’ oceano, rendendolo uno dei giacimenti di fossili più importanti al mondo. I reperti provengono spesso da antichi fondali marini ormai emersi nel deserto e rappresentano una risorsa significativa per la paleontologia e l’artigianato locale.

Infatti è ancora possibile ritrovare ammoniti e fossili tra Erfoud e Merzouga e in generale nella zona sud orientale.
Insomma, queste “conchiglie” dalla forma sinuosa hanno fatto breccia nel cuore dei proprietari, tanto da farlo diventare l’elemento simbolo del riad. Qui sotto alcune immagini di “arredamento” e dettagli del Riad con le ammoniti, ce ne sono davvero tantissime, ma andando avanti con la lettura scoprirai delle vere e proprie chicche a forma di ammoniti.

il Marocco è un luogo molto rinomato che il ritrovamento di ammoniti, le più scenografiche a forma di spirale e fossili. Questo perché un tempo il Sahara marocchino era sommerso dall’ oceano, rendendolo uno dei giacimenti di fossili più importanti al mondo. I reperti provengono spesso da antichi fondali marini ormai emersi nel deserto e rappresentano una risorsa significativa per la paleontologia e l'artigianato locale.
Infatti è ancora possibile ritrovare ammoniti e fossili tra Erfoud e Merzouga e in generale nella zona sud orientale.
Insomma, queste “conchiglie” dalla forma sinuosa hanno fatto breccia nel cuore dei proprietari, tanto da farlo diventare l’elemento simbolo del riad.

Les Ammonites: un viaggio di design tra le culture originali del continente africano.

L’aspettativa generale del turista è di vivere un’esperienza da mille e una notte all’interno di un Riad. E’ un immaginario collettivo molto forte. In questo Riad si è scelto di mantenere elementi della struttura originale giocando con contaminazioni provenienti da luoghi diversi del continente africano cerando un mix di suggestioni culturali ben riuscito. Per questo motivo se vuoi alloggiare in un riad di Marrakech, crediamo sia importante che tu conosca i punti forti di questa struttura.

Come ogni Riad che si rispetti, anche qui ci sono poche stanze, e ognuna di esse riflette le tradizioni millenarie dell’Africa e la storia di Marrakech. Cinzia ha fortemente voluto che ogni stanza avesse un arredamento ricercato, con caratteristiche proprie ben riconoscibili. Un luogo che gli amanti delle varie culture africane ameranno sicuramente.

CAMERA STANDARD MALI

Situata al piano terra, si affaccia direttamente sul patio. Lo stile è africano, il letto deriva dal Mali, mentre le porte dell’armadio sono state recuperate dai brocantes di Marrakech, ossia i mercati tradizionali e i negozi specializzati in vintage e antiquariato. Anch’esse provengono dei vecchi granai Dogon del Mali.

Standard perché sulla carta ha un bagno più piccolo rispetto agli altri, ma non farti suggestionare dalla parola “piccolo”, poiché è comunque molto spazioso! Qui sotto la stanza e i suoi dettagli. Quelli che fanno la differenza.

CAMERA ZAGORA

la città di Zagora è famosa per essere l’ultimo avamposto di civiltà prima che inizi il grande Deserto del Sahara. Antica via carovaniera, Cinzia ha voluto renderle omaggio nel suo riad.

La stanza è situata al primo piano, come quasi tutte le altre stanze della struttura. Ha la particolarità di avere un letto a semi baldacchino la cui struttura è formata dai vermi dei torchi utilizzati per spremere i noccioli dell’argan. Una struttura particolare che è stata fortemente immaginata e poi fatta realizzare appositamente da Cinzia e Massimo.

CAMERA TAROUNDANT

Taroundant è un’altra città antica del Marocco intrisa di tradizioni berbere. Viene spesso paragonata a Marrakech, poiché un po’ la ricorda, anche se ha dimensioni più piccole.
Anche in questo caso Cinzia ha voluto omaggiarla.

La camera da letto ha la caratteristica di avere una struttura a baldacchino che utilizza quelli che furono i veri e propri sostegni delle tende che ospitavano gli animali nei pressi dei caravanserragli.

Questa struttura è completamente incisa a mano e infatti tutti i minimi dettagli sono pazzeschi.

CAMERA BERBERE

Un omaggio alla cultura berbera. Viene definita suite per la sua grandezza e particolarità, poiché situata su uno dei lati lunghi del riad, quindi la camera si sviluppa in lunghezza.

La particolarità di questa stanza è che ha moltissimi particolari in legno battuti ed incisi con intarsi di osso sia nei letti che nell’armadio.

CAMERA MENZEH

Il termine Menzeh (o Menzah) in arabo, specialmente nel contesto nordafricano come in Tunisia o Marocco, si riferisce a un padiglione, un chiosco o un piccolo edificio situato all’interno di un giardino o su una terrazza. Tradizionalmente, era un luogo elevato o panoramico usato per il relax, la vista sul panorama circostante o per ricevere ospiti. La stanza rispecchia a pieno questa descrizione perché questa è la stanza più grande del riad. Ha un senso di apertura che ti dà davvero l’impressione di stare in un padiglione o nella stanza principale dell’abitazione.

La particolarità di questa Suite è innanzitutto il suo soffitto a cassettoni, originale del Riad. Ma anche il suo armadio, sempre originale. Sia il soffitto che l’armadio sono stati ristrutturati e portati all’antico splendore. Il punto forte è anche nel bagno in cui sia il lavandino che la doccia sono a forma di ammoniti, il simbolo di questa struttura
Nella fattispecie la doccia è proprio a forma di chiocciola, qualcosa che non avevamo MAI visto da nessuna parte al mondo.

CAMERA MARRAKECH

E’ la stanza che nel complesso generale risulta la più moderna. Questo perché è stata completamente ristrutturata e i dettagli rossi, originali, sono rimasti nel bagno e nel dipinto sopra il letto. Quest’ultimo è stato realizzato dall’artista italo tunisino Anis Jerbi (@anis_jerbi_artist), invalido ma dal talento straordinario. Il dipinto rappresenta un venditore d’acqua.

In tutti i bagni c’è il riscaldamento, cosa che non sempre c’è nelle strutture della città. In tutti i bagni ci sono dettagli total total black.
Personalmente ci sono bastati già da soli qtutti questi piccoli dettagli per scegliere di alloggiare in un Riad a Marrakech.

Tutte le altre caratteristiche peculiari del Riad les Ammonites

Ti abbiamo descritto le stanze, che sono il pezzo forte, ma ora ti spieghiamo anche tutte le altre cose che troverai in questa struttura e che siamo sicuri ti piaceranno tantissimo e siamo sicuri potrebbero fare la differenza nella tua scelta di alloggiare in un Riad a Marrakech.

Piscina all’interno del patio

Non tutti i Riad hanno la piscina, come abbiamo detto prima. Al centro dell’abitazione c’è sempre una fonte d’acqua e chi ha una piscina di solito è di forma rettangolare.
La piscina di Les Ammonites ha proprio la forma di ammonite, il simbolo del riad stesso. Curiosa no? Anche questa sicuramente non la troverai da nessuna parte e sicuramente non in altri riad.

Quindi se sei un amante del design, oltre alle stanze arredate con la cura descritta prima, anche questo elemento potrebbe stupirti.

In generale le piscine dei riad non sono mai grandissime, perché le stesse strutture sono sempre di dimensioni contenute, quindi non aspettarti di fare grandi nuotate. Ma il beneficio di avere un riad con piscina è quello di offrire refrigerio alle calde giornate marocchine.

Non tutti i Riad hanno la piscina. Al centro dell’abitazione c’è sempre una fonte d’acqua e chi ha una piscina di solito è di forma rettangolare. 
La piscina di Les Ammonites ha proprio la forma di ammonite, il simbolo del riad stesso. Curiosa no?Anche questa sicuramente non la troverai da nessuna parte e sicuramente non in altri riad.
Quindi se sei un amante del design, oltre alle stanze arredate con la cura descritta prima, anche questo elemento potrebbe stupirti.

Staff multilingue sempre a disposizione

Anche se la direzione è 100% italiana e Cinzia non può essere fisicamente sempre in struttura (anche se fa spesso avanti indietro da Torino), lo staff in loco è stato letteralmente plasmato a pensare e ad agire come se lei fosse lì sempre!
Come se tutti fossero membri di un’orchestra sinfonica che suonano perfettamente all’unisono anche se il direttore d’orchestra ogni tanto si deve assentare.
I due pilastri sono Fahad e Ayoub marocchini che non parlano solo arabo ma anche italiano, inglese e francese.

Siamo stati al Riad Les Ammonites per una settimana e fidatevi: ci si può rivolgere a loro per qualsiasi evenienza, loro sapranno risolvere qualsiasi tipo di problema e intervenire a in relazione ad ogni necessità.

Hanno avuto nei nostri confronti una cura e una gentilezza senza pari. Tanto che un mattino, dovendo fare un’escursione ore prima dell’alba, si sono svegliati per accompagnarci al punto di incontro con i tour, e non c’è stato verso di dirgli che avremmo potuto andare noi in autonomia.

Avere personale multilingue è di per sé un beneficio perché sono in grado di comunicare con gli ospiti che provengono da ogni parte del mondo. Ma nel nostro caso abbiamo riscontrato che avere personale marocchino aumenta l’esperienza generale del viaggio poiché in grado di dare informazioni “local” molto puntuali e pratiche sulla città, dopotutto loro a Marrakech sono nati e vissuti.

Il plus di avere personale marocchino in struttura

Nell’arco del nostro soggiorno ne abbiamo approfittato per chiedergli consigli veri su dove andare a mangiare per esempio, evitando le tante trappole per turisti che girano su internet. Gli abbiamo anche chiesto consigli su luoghi del Marocco poco turistici e un po’ più local e in un’occasione, grazie al loro supporto in lingua araba hanno chiarito un particolare misunderstanding con un tour operator .

Ci piace dialogare con i local e con loro abbiamo parlato tanto di tutto. Anche di questioni delicate per le quali ci sono ancora molti pregiudizi, cliché e la disinformazione che ancora oggi l’occidente ha nei confronti del mondo arabo.

Quindi se devi scegliere se alloggiare in un riad a Marrakech valuta anche questo aspetto umano e culturale.

Cucina in loco completamente ristrutturata e qualità delle materie prime

Molti Riad hanno fanno solo servizio B&B mentre Les Ammonites dà la possibilità, ai i propri clienti, di avere anche il servizio di cena in struttura. La cucina è stata completamente ristrutturata ed è completamente in acciaio, rispettando tutte le norme di igiene e pulizia.

la cooking experience del Riad les Ammonites

Noi abbiamo provato in prima persona l’esperienza di cucinare con la loro cuoca (esperienza che tutti i clienti possono fare, il servizio è a pagamento). Siamo andati con lei a fare la spesa al mercato, non quello turistico, quello dove si forniscono i locali.
Ed assieme abbiamo cucinato il pollo in tajine. Un’esperienza divertente, oltre che una di quelle che porteremo con noi nei nostri ricordi di viaggio. E poi vuoi mettere la soddisfazione di mangiare qualcosa di locale cucinato con le proprie mani?

Non dimentichiamo che l’argomento “igiene e salute” in alcuni paesi extra europei è sempre un problema che va affrontato con delle piccole accortezze in loco. Una cucina in acciaio, ma soprattutto pulita, è una sicurezza in più per poter godere dei sapori locali in senza stare male.

Il cibo è parte integrante del viaggio, e un viaggiatore esigente guarda anche questo aspetto. Tra l’altro i ragazzi, come abbiamo detto prima, sono super disponibili a prepararvi la colazione anche se la vostra partenza per l’aeroporto o per un tour è in piena notte!

Servizio di Travel Design all’interno della struttura

Cinzia è un ex agente di viaggio per un noto tour operator italiano e quando ha deciso di buttarsi nella gestione del riad ha lasciato il suo lavoro per dedicarcisi a capofitto. Ma la sua indole di agente l’ha mantenuta, collaborando con alcune agenzie e fungendo da travel designer all’interno del Riad les Ammonites.

Infatti quando un cliente prenota il riad lei manda a tutti un sacco di informazioni sulla città di Marrakech, utili al viaggiatore per avere una panoramica ampia su “come funziona” la città, e tutto quello che gli potrebbe servire per vivere al meglio il suo soggiorno a Marrakech.

In più è a disposizione per prenotare tour ed esperienze anche fuori da Marrakech, opzionando le sue guide e i suoi DMC locali che conosce da più di 20 anni. Oppure banalmente anche solo i transfer che ti porteranno in struttura da e per aeroporto. In questo modo il turista più esigente non dovrà pensare a nulla, se non godersi la vacanza.
Quindi se decidi di alloggiare in un riad a Marrakech, tieni presente che a Les Ammonites, hai anche questa possibilità.

Bidet in ogni stanza del riad

Ok, probabilmente se sei un viaggiatore di lunga data questo aspetto ti farà sorridere. Ma tieni conto che invece ci sono persone che apprezzano anche questi dettagli. In poche parole: alcuni non riescono a fare a meno, altri si adattano anche in sua assenza. Quindi Cinzia ha pensato che fosse un plus apprezzato.

alcuni non riescono a fare a meno del bidet, altri si adattano anche in sua assenza. Quindi in questo riad il bidet può essere un plus apprezzato.

Riad plastic free e sostegno all’economia locale

Tutto il Riad è plastic free, un punto a favore della salvaguardia dell’ambiente. E questo a nostro avviso è un beneficio che si riflette a lungo termine sull’ecosistema di tutto il pianeta.

A questo proposito sappi che in ogni bagno ci sono dei contenitori di vetro contenenti gel doccia, crema per il corpo, sapone per le mani e shampoo biologico alle essenze di Verbena, fiori d’arancio e vari profumi provenienti dalla bottega “le sense du Marrakech”, situata proprio nella medina.
Questi hanno un profumo buonissimo, quindi un punto a stra favore per questa scelta. Soprattutto non avviene lo spreco di buttare saponette monoporzioni usa e getta che molto spesso vengono cestinate dopo pochi utilizzi.

La scelta ci è anche sembrata azzeccata perché in questo modo si sostiene anche l’economia locale.

Terrazza con vista su tutta Marrakech

Non ti servirà andare in un rooftop cittadino per ammirare in tramonto sulla medina, perché il Riad Les Ammonites ha già una delle terrazze più alte di Marrakech.
Potrai goderti il panorama e godere di un momento romantico in uno spazio familiare.
Ma soprattutto potrai goderti la vista senza la calca di gente e di turisti.

Quando siamo andati noi purtroppo non abbiamo potuto sfruttarla al meglio perché sono stati giorni pieni e un po’ freddi e piovosi, soprattutto al mattino. Di solito se il tempo è bello e al mattino non fa fresco, la colazione viene servita in terrazza. E questo ci è spiaciuto non averlo provato in prima persona perché siamo sicuri sia un’ esperienza meravigliosa da fare. Un altro punto a favore di alloggiare in un Riad a Marrakech.

La spa all’interno di Riad Les Ammonites

L’hammam marocchino è un rituale antico che fa parte della cultura araba. Il Riad Les Ammonites ha la possibilità di poter fare questa esperienza all’interno della struttura, grazie da una zona appositamente adibita non solo a questo trattamento, per il quale è stata costruita un’apposita struttura in marmo, ma anche ad altri trattamenti spa con operatici locali.

Noi abbiamo non solo provato l’hammam ma anche uno straordinario massaggio di coppia. I benefici dell’hammam sono noti da millenni: la temperatura e umidità facilitano la sudorazione e l’espulsione delle tossine, oltre che l’idratazione delle vie respiratorie e la luminosità della pelle. La signora che si è occupata di noi in questo rituale è stata strepitosa. Te lo raccontiamo subito.

Il rituale del vero hammam marocchino

  • Dapprima la stanza è stata appunto inondata di vapore e ci è stato chiesto di entrare per qualche minuto, per preparare la pelle al trattamento.
  • Poi la signora è entrata in stanza con noi, ci ha passato ovunque il sapone nero marocchino, che favorisce l’esfoliazione. Ci ha lasciato “in posa” ancora qualche minuto.
  • Poi ci ha letteralmente lavati con l’acqua tiepida che sgorgava dalla fonte di marmo, pulitissima. Ci ha tolto ogni stato di pelle morta con dei guanti appositi facendo parecchia pressione sulla pelle, usando tutta la sua forza. Poi ci ha “sciacquati” ancora per bene, per togliere tutta la nostra pelle dal corpo ma anche dalla struttura in marmo.
  • Dopo l’esfoliazione ha cosparso la nostra pelle di argilla, e ci ha ancora lasciati in posa.
  • Infine dopo averci tolto l’argilla di dosso ci ha fatto un vero e proprio shampoo ai capelli e ci ha lavati per bene.
  • Poi ci ha di nuovo risciacquati per bene. Insomma, per il rito dell’hammam abbiamo capito che oltre a abraccia forti e mani sapienti, occorre anche tanta, tantissima acqua corrente. Ecco perché i marocchini effettuano questo rituale ogni venerdì in luoghi appositi, in bagni pubblici che assolvono questa funzione.

Il tutto è stato condito da risate e abbracci. L’operatrice è una signorona molto divertente che parla qualche parola di francese ma che ci ha messo talmente tanto a nostro agio che alla fine ci siamo abbracciati come se ci conoscessimo da sempre.

I benefici dell’hammam sono noti da millenni: la temperatura e umidità facilitano la sudorazione e l'espulsione delle tossine, oltre che l'idratazione delle vie respiratorie e la luminosità della pelle. La signora che si è occupata di noi in questo rituale è stata strepitosa

Il messaggio di coppia e la spa

Dopodiché siamo entrati in un’altra stanza e abbiamo appunto fatto un fantastico massaggio di coppia agli olii essenziali. Talmente rilassante che a tratti abbiamo anche dormito.

Questi trattamenti sono un  ottimo modo per rilassarsi dopo un tour, dopo una giornata di contrattazioni nella Medina, dopo una giornata intera in giro per le vie della città. Ristorano corpo e mente e fanno sentire benissimo, oltre a lasciarti la pelle più morbida che tu abbia mai avuto.

In più avere un Hammam interno al riad facilita la scelta di alloggiare in un Riad a Marrakech: puoi lasciare i tuoi vestiti ed oggetti personali in stanza, non negli armadietti. Noi lo abbiamo raggiunto tranquillamente in accappatoio con grande disinvoltura poiché gli spazi del riad dopo poche ore ci erano già familiari e facenti parte della nostra routine.

i trattamenti hammam e spa marocchini sono un  ottimo modo per rilassarsi dopo un tour, dopo una giornata di contrattazioni nella Medina, dopo una giornata intera in giro per le vie della città. Ristorano corpo e mente e fanno sentire benissimo, oltre a lasciarti la pelle più morbida che tu abbia mai avuto.

Conclusioni

Speriamo in questo articolo di averti raccontato al meglio la nostra esperienza in questa struttura, per darti modo di capire se alloggiare in un Riad a Marrakech può essere un’esperienza ottimale per te.

E se vorrai scegliere proprio il Riad Les Ammonites, puoi prenotarla cliccando direttamente qui.
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vale la pena soggiornare a times square? si inizia nella ricerca degli hotel, c’è un meccanismo quasi automatico nella mente del turista che fa sì che si facciano ricerche nella zona che viene chiamata Mid Town, dove Times Square regna sovrana. in questo articolo ti spiego tutto quello che devi sapere riguardo a questo argomento

Times Square: vale la pena alloggiare lì?

vale la pena soggiornare a times square? si inizia nella ricerca degli hotel, c’è un meccanismo quasi automatico nella mente del turista che fa sì che si facciano ricerche nella zona che viene chiamata Mid Town, dove Times Square regna sovrana. 

in questo articolo ti spiego tutto quello che devi sapere riguardo a questo argomento

Times Square: vale la pena alloggiare lì?

Se è la tua prima volta a New York sono sicura che ti stai chiedendo se vale la pena alloggiare a Times Square. E no, non ti sto leggendo nel pensiero, lo so e basta. Questo perché conosco bene New York ma soprattutto conosco bene il turista che sta per intraprendere questo viaggio. Non importa che sia italiano, inglese, spagnolo… la domanda è universale per tutti.

Questo perché quando si inizia nella ricerca degli hotel, c’è un meccanismo quasi automatico nella mente del turista che fa sì che si facciano ricerche nella zona che viene chiamata Mid Town, dove Times Square regna sovrana.

Come se tutto partisse da lì. Come se Times Square fosse il centro di New York o perlomeno la scelta più logica da fare.

Quindi facciamo così.
In questo articolo ti spiego davvero se vale la pena alloggiare a Times Square. Non ti dirò solamente sì o no. Non sono solita farlo.
Ti darò un quadro molto completo che ti farà conoscere meglio questo luogo iconico, per farti scegliere consapevolmente.

Pronta? Partiamo per New York.

Times Square è davvero il centro di New York?

Prima di tutto, se non mi conosci, mi presento. Mi chiamo Elisa e per 30 anni New York è stata la mia seconda casa, la mia famiglia vive lì dagli anni ’60. La frequento da più di quarant’anni.
Sono Travel designer e New York travel destination specialist e aiuto i viaggiatori a vivere il sogno della Grande Mela. Trasformo il loro viaggio in quello dei loro sogni.
(Trovi a questo link tutto quello che faccio, e che eventualmente posso fare per te).

Quindi direi che la città la conosco bene.
E inizio a dirti una cosa che forse non sai.
Times Square non è sempre stata così. Ma questo argomento lo affronto dopo.

Partiamo dal fatto che il turista pensa che Times Square sia il centro della città, come ho detto prima. E questa convinzione è così diffusa che raramente viene messa in discussione. Non è qualcosa che qualcuno ti ha spiegato apertamente: è qualcosa che hai assorbito nel tempo, senza accorgertene. Dai film, dalle foto, dalla televisione, da quell’immagine piena di luci che appare, ogni volta che si parla di New York.

Il punto è che Times Square non è il centro della città. Non lo è mai stato!

E capire perché si è iniziato a pensarla così è forse uno dei modi più interessanti per capire New York stessa; e di conseguenza se vale davvero la pena soggiornare a Times Square.

il turista pensa che Times Square sia il centro della città. E questa convinzione è così diffusa che raramente viene messa in discussione. Non è qualcosa che qualcuno ti ha spiegato apertamente: è qualcosa che hai assorbito nel tempo, senza accorgertene. Dai film, dalle foto, dalla televisione, da quell’immagine piena di luci che appare, ogni volta che si parla di New York. Il punto è che Times Square non è il centro della città. Non lo è mai stato!
Time Square by day in un’immagine del nostro viaggio di gruppo nel 2025.

Times Square e la sua geografia.

Times Square è prima di tutto un incrocio. Non è una piazza vera e propria.
Anzi, negli ultimi anni è stata parzialmente pedonalizzata e sembra ancora di più una piazza ma non è sempre stata così.

È un incrocio tra tanti che fa scalpore perché è il più rumoroso, grande e infinitamente più illuminato degli altri. Si trova dove Broadway, taglia la griglia regolare di Manhattan sulla 7Th avenue creando quella forma un po’ anomala che oggi conosciamo così bene.
Broadway è strada più anomala di Manhattan, perchè invece di essere ortogonale come tutte le altre strade, taglia in diagonale tutta l’isola di Manhattan.
D’altronde gli americani sono minimal e danno i nomi alle cose nel modo più semplice possibile: Broadway = strada storta.
Times Square comprende 6 isolati (o blocks) tra la 42nd e la 47th street. Ecco perché dico che è la più grande che c’è.

Insomma, Broadway taglia la Seventh Avenue creando una delle tante “punte” in cui sono incastonati i palazzi triangolari di New York, nella fattispecie qui il One Times Square. Quello da cui cade l’altrettanto iconica palla di Capodanno e dove hanno costruito il nuovo Observation deck (approfitto per dirti che se vuoi comprare i biglietti puoi farlo cliccando a questo link).

Vuoi saperne di più su tutti gli edifici triangolari della città? (spoiler: non esiste solo il Flat Building..) – articolo coming soon.

Times Square NON è il centro geografico dell’isola. Non è il punto da cui si organizzano i quartieri. Non è il cuore amministrativo, né quello storico. Se dovessimo disegnare una mappa “neutrale” di Manhattan, senza caricarla di significati, Times Square non emergerebbe come punto particolarmente significativo o importante.

Eppure, nella mappa mentale di milioni di persone, lo è diventato.

Questa distanza tra realtà e percezione non è un errore. È il risultato di un processo molto preciso.

Times Square: la costruzione di un mito.

Non voglio sembrare noiosa, ma se vuoi veramente sapere se vale la pena alloggiare a Times Square, devi capire anche la sua genesi e come si è trasformata negli anni. Perché è qui la chiave di lettura di tutto.

All’inizio del Novecento, questa zona si chiamava Longacre Square. Il nome cambia nel 1904, quando il quotidiano The New York Times decide di trasferire qui la propria sede. È un gesto simbolico, ma anche strategico: la città sta crescendo verso nord, e questa area è in trasformazione.

Per un po’, Times Square è stato davvero un centro. Non nel senso che le attribuiamo oggi, ma come punto di concentrazione di teatri, spettacoli, vita notturna. È uno dei luoghi dove New York si è sempre messa in scena.

Poi però, come spesso succede a New York, cambia tutto.

Tra gli anni Settanta e Ottanta, Times Square attraversa una fase che oggi fatichiamo a immaginare se la conosciamo solo nella sua versione attuale. È un’area segnata dal degrado, dalla criminalità e prostituzione, da un tipo di intrattenimento molto distante dall’immagine patinata che abbiamo in mente. Non è un simbolo globale. Non è un luogo frequentato dai locali, figurarsi nemmeno un luogo consigliabile ai visitatori.

[Mia madre, che emigrò a New York negli anni ’60, ricorda molto bene quel periodo anche se era una pre adolescente. E infatti rimane sempre stupita ogni volta che ci mette piede… ma questo te lo racconterò dopo].

E proprio da quel momento inizia la sua trasformazione più radicale.

All’inizio del Novecento, questa zona si chiamava non Times Square ma Longacre Square. Il nome cambia nel 1904, quando il quotidiano The New York Times decide di trasferire qui la propria sede. È un gesto simbolico, ma anche strategico: la città sta crescendo verso nord, e questa area è in trasformazione.
Per un po’, Times Square è stato davvero un centro. Non nel senso che le attribuiamo oggi, ma come punto di concentrazione di teatri, spettacoli, vita notturna. È uno dei luoghi dove New York si è sempre messa in scena.
Poi però, come spesso succede a New York, cambia tutto.
Tra gli anni Settanta e Ottanta, Times Square attraversa una fase che oggi fatichiamo a immaginare se la conosciamo solo nella sua versione attuale. È un’area segnata dal degrado, dalla criminalità, da un tipo di intrattenimento molto distante dall’immagine patinata che abbiamo in mente. Non è un simbolo globale. Non è un luogo frequentato dai locali, figurarsi nemmeno un luogo consigliabile ai visitatori.
Time Square by night, sempre nel 2025. Le luci degli schermi resi ancora più luminosi con il buio della sera.

Times square: dal degrado alla luce

Negli anni Novanta, la città decide di intervenire in modo deciso. Non si tratta solo di riqualificazione urbana, ma di una vera e propria riscrittura del luogo. Times Square viene ripulita, regolata, resa più sicura. Arrivano grandi aziende, marchi internazionali, un tipo di intrattenimento adatto a un pubblico molto più ampio. E’ il periodo in cui IO inizio a frequentarla, tanto per intenderci.

Quello che cambia, però, non è solo l’aspetto. Cambia la funzione.

Times Square smette di essere uno spazio della città per diventare uno spazio della rappresentazione della città. Diventa qualcosa che deve essere visto, fotografato, riconosciuto. Non è più solo un luogo: è un’immagine.

Ed è proprio questa immagine che inizia a viaggiare, soprattutto nell’immaginario delle persone.

Times Square: la consacrazione del mito

Il cinema, la televisione, i media in generale fanno il resto. Times Square è perfetta per essere raccontata perché, genera stupore e meraviglia. Non serve spiegare cosa stai guardando: lo capisci in un secondo. Le luci, gli schermi, il movimento continuo. È un’immagine che funziona ovunque, in qualsiasi lingua.

Quando un film vuole comunicare che l’ambientazione è a New York, spesso mostra Times Square tra i suoi stock shot. (Le immagini che vengono sempre messe a inizio scena per far capire dove la scena stessa è ambientata).
Quando i telegiornali raccontano un evento globale, molto spesso piazzano lì i loro inviati.
Quando si festeggia l’inizio di un nuovo anno, è lì che avviene la magia, è lì che i turisti di tutto il mondo sognano di festeggiare.

Vuoi saperne di più su come festeggiare Capodanno a New York, con tutti i consigli – anche su come risparmiare? Allora non ti resta che cliccare qui.

Col tempo, queste immagini hanno costruito qualcosa di molto potente: una sorta di scorciatoia mentale. E il turismo amplifica questo meccanismo.

New York = Times Square.
New York è sempre di più quella piazza lì, quel luogo lì, quell’immagine che hai visto nei film.

E scommetto che se stai cercando anche tu se vale la pena alloggiare a Times Square è proprio perché questa idea è anche insita nella tua testa.

Foto d’epoca: a sinistra Ely e le sue cugine in visita dall’Italia nel 2001. A destra la prima volta di Dany a New York nel 2009 e il ritorno della italian family a New York… Guardate quanta poca gente nelle scalinate iconiche… ed era quasi mezzogiorno.

La narrazione attuale di Times Square come simbolo della città

In soldoni:
Ogni città complessa ha bisogno di essere semplificata per essere raccontata. New York, più di altre, resiste a questa semplificazione. È troppo grande, troppo stratificata, troppo diversa da quartiere a quartiere. Non si lascia riassumere facilmente.

E allora si scelgono dei simboli.

Times Square è il simbolo perfetto perché è accessibile, immediata, spettacolare. Come ho scritto prima non richiede interpretazione. Non richiede contesto. Arrivi, guardi, e hai la sensazione di essere al centro del mondo.

Ed è esattamente anche quello che è capitato nella mia testa quando frequentavo New York più assiduamente, prima di incominciare a voler esplorare anche tutto il resto del mondo, poiché – paradossalmente –  New York iniziava a starmi stretta.
Come dicevo prima era la fine degli anni ’90 e il turismo non l’aveva ancora trasformata in quella bolgia infernale che è ora. E mi permetto di dirlo con cognizione di causa, senza offendere nessuno.

Times Square diventa New York stessa

Ripeto: arrivi, guardi, e hai la sensazione di essere al centro del mondo.
È qui che avviene lo “sfasamento” più interessante.

Times Square smette di essere uno dei simboli di New York. Diventa il punto di riferimento mediante cui orientarsi. Il luogo che sembra dare senso a tutto il resto.

Quindi di fatto è così che nasce l’idea che Times Square sia il centro di New York.

Chi viaggia verso New York per la prima volta costruisce inconsciamente il proprio viaggio attorno a questa idea. Sceglie di dormire lì pensando “di essere vicino a tutto”. Usa Times Square come punto di partenza mentale, anche quando non serve davvero. La considera non solo una tappa fondamentale, ma il suo punto di riferimento.

Se mi conosci bene sai che quando progetto un viaggio a New York lo faccio in base alle reali esigenze di viaggio di chi ho di fronte.
Rimango in ascolto, cerco di capire attentamente perché vuole fare un viaggio a New York, se questa città è per lui un sogno (per moltissime persone lo è) e quali sono le sue aspettative.
Costruisco un’esperienza unica a misura delle sue passioni, di ciò che lo muove davvero, del suo budget.
Qui u ‘altra foto del 2009. I musical che erano a Broadway in quegli anni. Non sembra anche a voi un piazza un pò più “retrò?” rispetto a quella attuale?

Times Square vale la pena di essere vista?

Times Square vale la pena di essere vista, ma non perché rappresenta New York nella sua totalità.
Vale la pena perché è uno dei suoi aspetti più particolari. È un luogo che mostra quanto la città sia capace di costruire immagini di sé, di amplificarle, di esportarle nel mondo. L’immagine di quanto gli USA possono essere maestosi, sotto alcuni punti di vista.

Quello che in questo momento scricchiola, secondo me (ma non solo secondo me), nasce quando quella rappresentazione diventa l’unica chiave di lettura di una città dalle milioni di sfaccettature come New York.

Quando si confonde il simbolo con la realtà. E la realtà è ben diversa.
Se mi conosci bene sai che quando progetto un viaggio a New York lo faccio in base alle reali esigenze di viaggio di chi ho di fronte.
Rimango in ascolto, cerco di capire attentamente perché vuole fare un viaggio a New York, se questa città è per lui un sogno (per moltissime persone lo è) e quali sono le sue aspettative.
Costruisco un’esperienza unica a misura delle sue passioni, di ciò che lo muove davvero, del suo budget.

Come riesco a ribaltare la narrazione di Times Square

New York è una città che si presta tantissimo a questa chiave di lettura, perché è talmente grande, talmente piena di offerte che è possibile fare tutto ciò che uno vuole davvero, non solo in un viaggio, ma nel SUO viaggio.
Quindi capirai bene che quando sento l’ennesima persona che mi dice che vuole alloggiare a Times Square perché pensa che sia davvero il centro di New York la mia mente freme.
Perché è una visione troppo riduttiva rispetto all’esperienza totale che può vivere.

L’essenza di New York, a volte NON coincide con i luoghi più luminosi. Sta nei quartieri dove il ritmo cambia, nelle strade che non sono pensate per essere fotografate, negli spazi che non hanno bisogno di essere riconosciuti per esistere. Difficile da pensare? Lo so. Ma è così.
Non a caso quando propongo un itinerario personalizzato o faccio l’ottimizzazione di un itinerario, le persone nel 99% dei casi mi dicono solo le attrazioni che vorrebbero vedere, si focalizzano su quello e perdono di vista il contorno, la totalità di quello che la città ha da offrire.

E facendo così rischiano di perdersi il meglio. Incorrono in un errore secondo me ancora più grave: quello di avere sì un itinerario in testa prima della partenza ma di sconvolgerlo totalmente una volta arrivati a destinazione.
E così si perde tempo a rimettere assieme i pezzi rischiando di perdere denaro, che è la cosa più facile da fare a New York.

Quindi: vale la pena alloggiare a Times Square? Sì, ma se lo si fa avendo bene in mente tutto questo.
E, ora ti dico una cosa che ti farà sorridere: la maggior parte delle persone – non solo dei clienti, ma anche delle persone che porto in giro per New York nei miei viaggi di gruppo, a fine viaggio, sono soliti ammettere che.

  • Non è necessario alloggiare a Times Square una volta che si capisce bene come muoversi.
  • Che vorrebbero tornare per vedere altro (lo dico sempre: una vita sola non basta per vedere New York) e che vorrebbero alloggiare il altre zone più tranquille e caratteristiche.
  • Che Times Square vale la pena da vedere una volta, immergersi nel suo delirio una volta. Poi basta, è una delle tante cose da vedere, non è così importante.
Altri dettagli di Times Square di qualche anno fa.

Quanto costa alloggiare a Times Square?

Sei proprio sicuro che vale la pena alloggiare a Times Square? Sappi che Mid Town è la zona più cara di New York. Qui a seconda dei vari periodi dell’anno una stanza (piccola. Perché le stanze degli hotel a New York sono piccole, quindi smetti di continuare a leggere ossessivamente le recensioni su bookig ecc per capire se l’hotel è al 100% nelle tue aspettative) può anche costarti IN MEDIA 400 euro a notte.

Quando con Daniele facciamo dei preventivi per i clienti (possiamo farlo dato che siamo anche consulenti di viaggio per agenzie), le persone nel 90% dei casi ci chiedono esplicitamente di stare in zona centrale (a.k.a. Times Square) e nel 99% dei casi scopriamo che non possono permetterselo.

Conoscendo bene la città, facciamo comunque SEMPRE rientrare il preventivo nel budget desiderato proponendo delle zone alternative, vicine alla metro e comode per girare agevolmente la città.
Ma quasi mai, anche spiegando nei minimi dettagli perché dovrebbe convenire un altro hotel in altra zona, il cliente accetta il preventivo.

Questo per tutto quello che ci ho spiegato in questo articolo: si ha l’idea che vale la pena alloggiare a Times Square, o comunque in zona “centrale”. E questo nonostante tutta mia esperienza sulla città.
Per non parlare del fatto che ci sono ben 3 tasse a New York e molti hotel chiedono la famigerata resort fee che è una tassa in più da pagare IN LOCO che può anche essere di 30-40-50 (o più) dollari a notte per stanza.
Nulla da fare! Anche se glielo spieghi non ci credono, pensano che siano tasse in più che richiede l’agenzia.

Spesso mi viene detto che non ho la giusta percezione delle cose dato che non sono mai stata una turista (che per giunta aveva la famiglia che abitava nel Queens e quindi abituata a fare un’ora di strada per raggiungere Mid Town) a New York e che quindi non posso capire le esigenze dei turisti.
Per questo ho scritto nella mia guida bussola anche TUTTI gli hotel preferiti dagli italiani che comprendono o no la resort Fee, così hai chiaro fin da subito cosa spettarti e come risparmiare un po’.

Ma fortunatamente ho anche clienti che capiscono che a volte bisogna fare dei compromessi e che scelgono di alloggiare fuori Manhattan, dove noi consigliamo.
E con i miei itinerari non rinunciano a vedere nulla di quello che hanno in testa, anzi vedono sempre molto di più: i turisti non conoscono infatti luoghi che i local invece conoscono.
Perché IL SEGRETO per non disperdere tempo ed energie a New York non è quello di alloggiare “in centro” pensando di essere vicini a tutto, perché non è così che funziona. Il segreto è quello di suddividere la città in aree smart e di ottimizzare bene i tempi di visita, mezzi pubblici compresi.

Il nuovissimo osservatorio One Times Square aperto nel periodo del Natale 2025. Permette la visione della piazza dall’alto.

Times Square e il suo rapporto con i newyorkesi

E ora ti darò un’informazione che forse ignori.
I newyorkesi odiano Times Square e la evitano come la peste.

Perché in tutta questa narrazione, col passare degli anni è diventato tutto troppo forzato, troppo turistico, troppo pieno di gente, troppo delirante.

Come ti accennavo prima alla fine degli anni ’90 era anche il mio posto preferito al mondo. Il mio sogno era quello di trascorrere il giorno dei miei 30 anni sulle gradinate rosse con un muffin al cioccolato in mano e una candelina da spegnere.

[E già in quegli anni mia madre faceva fatica a tornare lì perché diceva che comparata al degrado a cui era abituata, l’avevano fatta diventare una sorta di Disney World.]

Ma purtroppo il mio sogno si è infranto. Proprio quell’anno abbiamo dovuto lasciare la casa, quindi le cose sono andate molto diversamente.

Ma ora è davvero Disney World e credo, appunto, che la situazione sia fuori controllo. In certe ore della giornata c’è talmente tanta gente che si procede a strattoni, ti vengono tutti addosso. Se hai la fobia della folla è un posto da evitare.

Pensa ai figuranti: una volta c’era il Naked Cowboy, sempre lui, quasi nudo sia con 40 gradi all’ombra sia con temperature polari. Assieme a lui c’era Elmo e poco più.
Ora c’è la qualsiasi: Minnie, Topolino, Spider Man, l’uomo con il serpente in braccio… e non sono gentili. Pur di avere di racimolare soldi intercettano il tuo sguardo, ti inseguono, ti abbracciano pretendendo del denaro.

E poi ci sono locali e ristoranti come se piovessero da cielo, perché tutti a Times Square devono esserci per forza. Quindi se un ristorante funziona in una zona qualsiasi di New York, deve aprire anche a Times Square.
Per non parlare delle trappole per turisti, dove i turisti ci cascano immancabilmente perché confondono il cibo visto nei film – che devono assolutamente provare – con ciò che gli viene realmente servito che spesso è di pessima qualità e per di più a prezzi esorbitanti.

Eh, ma a New York è tutto caro! Starai pensando.
Non proprio… New York può anche sorprenderti, basta sapere bene dove andare!

Di Times Square salvo i teatri di Broadway, e il suo essere quella che ricordo ancora con affetto, nelle prime ore del mattino, quando i figuranti si stanno ancora vestendo e il turista dorme ancora. Salvo l’idea di me e mio padre al Virgin Mega Store (che ora non c’è più) negli anni della trasformazione culturale della piazza, passando ore ed ore a scegliere CD che in quegli anni costavano meno che in Italia.

Quindi vale o non vale la pena alloggiare a Times Square?

Il punto, come ho già detto prima, non è smettere di andare a Timess Square. Ma smettere di pensare che sia il centro di New York e che è comoda per vedere tutto.

Quindi io suggerisco di smetterla di avere quel pensiero in testa e prendere in considerazione tutte le alternative valide che esistono per ottimizzare giornate, spostamenti e visite in modo molto più smart anche se alloggi fuori dalla piazza.

Ma è anche vero che il momento in cui inizi davvero a capirla è proprio quando arrivi lì. Quindi mi rendo conto che magari questo articolo non ti farà cambieare idea.

E se pensi di aver bisogno del mio punto di vista per organizzare la tua avventura a New York scrivimi a hello@twomaketravel.it

Buon viaggio.

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Perché il viaggio per noi inizia dal momento in cui si chiude la porta di casa e ci si mette in marcia verso la nostra nuova destinazione.

Quindi come al solito allaccia le cinture e leggi questo articolo.

Noleggiare un’auto è spesso l’ultima delle caselle da spuntare

Quando si organizza un viaggio on the road, la scelta dell’auto arriva quasi sempre dopo voli, alloggi e itinerario. È una delle ultime caselle da spuntare. Eppure, quando si macinano centinaia o migliaia di chilometri, l’auto non è un dettaglio logistico: è lo spazio in cui si passa la maggior parte del tempo.

Ci si caricano le valigie, si improvvisano pranzi veloci, si fanno deviazioni non previste, si attraversano paesaggi che non si sarebbero mai visti senza quattro ruote sotto. Come abbiamo detto prima, per alcuni viaggi l’auto non è un semplice contorno, ma diventa lo strumento che rende possibile il viaggio in sé.
E poi … i paesaggi visti dai finestrini dell’automobile, che cambiano colore e natura ogni tot chilometri lasciano delle sensazioni indimenticabili.

Proprio per questo, negli anni abbiamo smesso di scegliere di noleggiare un’auto solo in base al prezzo più basso che troviamo su internet.
Ma tutto il contorno. E poi il risparmio arriva da sè!
Abbiamo imparato che la differenza non sta tanto nel modello dell’auto, perché sinceramente siamo viaggiatori che non hanno grandissime esigenze, solo quella di avere un bagagliaio che possa ospitare le nostre valigie, quanto nel sito attraverso cui si prenota e, soprattutto, nelle condizioni che si accettano. Questo può fare la differenza!

per il nostro viaggio on the road abbiamo noleggiato un'auto su discover cars e in questo articolo abbiamo un codice sconto per tutti i nostri lettori
Il nostro On the Road del 2012 sulla West Cost Americana. Non poteva certo mancare una piccola vosita alla mitica Route 66

Noleggiare un’auto: serve un comparatore di prezzi?

La prima decisione da prendere quando si decide di noleggiare un’auto, spesso deve essere fatta in base a quale canale scegliere. Si può prenotare direttamente con una compagnia di noleggio (Hertz, Avis, Sixt, ecc.) oppure utilizzare un comparatore che mette a confronto più fornitori in un’unica ricerca. E questo sì, ovviamente fa risparmiare.

In passato abbiamo fatto entrambe le cose. Prenotare attraverso la compagnia diretta offre un rapporto più lineare: prenoti con chi poi ti consegnerà l’auto.
Il comparatore, invece, permette di vedere in pochi minuti una panoramica molto più ampia: prezzi, condizioni, depositi, chilometraggio, valutazioni degli utenti.

Quando progettiamo viaggi lunghi e articolati, Daniele, che è un vero “meastro” in questo, tende a preferire il confronto. Non perché sia sempre più economico, ma perché gli consente di valutare parametri che, se ignorati, possono complicare il viaggio.

Le condizioni contano più del prezzo nel noleggiare un’auto

Ma poi appunto… alla fine la qualità prezzo vien da sè! Se infatti hai affrontato almeno un on the road nella tua vita di viaggiatore, sai che il prezzo iniziale è solo una parte dell’esperienza che vivrai.

Ci sono aspetti che pesano molto di più:

  • L’importo del deposito cauzionale.
  • Il tipo di carta accettata.
  • Il chilometraggio incluso.
  • La politica carburante.
  • La copertura in caso di danni.

Molte persone si concentrano sul totale visibile nella schermata di ricerca. Noi ormai guardiamo prima le condizioni. Perché è lì che si nascondono le differenze reali.

Un deposito da 300 euro o da 2.000 euro cambia la serenità con cui affronti il viaggio, soprattutto quando sei lontano da casa. Inutile dirlo, dovrai alzare di molto il massimale sulla tua carta di credito.
Un chilometraggio limitato può diventare un problema concreto se hai in programma lunghe distanze.
Una copertura assicurativa poco chiara può trasformarsi in una trafila di documenti e rimborsi, nel caso dovesse succedere qualche inconveniente.
Ma adesso affrontiamo tutto, caso per caso.

Foto scattate dal finestrino della nostra auto a noleggio durante il nostro viaggio on the road nello Yucathan.

Mi serve la carta di credito per noleggiare un’auto?

Il pagamento tramite carta di credito è ancora un fattore che spaventa chi deve noleggiare un’auto, perché non tutti hanno delle carte di credito “ufficiali”, chiamiamole così. E sul mercato ci sono molte opzioni che non prevedono un canone mensile/annuale.
Quindi cerchiamo di fare chiarezza anche riguardo a questo argomento.

Perché non basta completare la prenotazione online per essere a posto. La vera verifica avviene sul posto, quando il fornitore controlla documenti, carta, condizioni e viene richiesto il deposito cauzionale. Nella maggior parte dei casi, la carta di credito è ancora lo strumento richiesto per il deposito cauzionale. Non si tratta di un pagamento vero e proprio, ma di una somma che viene bloccata temporaneamente a garanzia. È il modo più semplice per le compagnie di tutelarsi, ed è per questo che continua a essere la soluzione più diffusa, soprattutto con i fornitori internazionali o negli aeroporti. Ecco perché prima abbiamo scritto che a seconda del deposito cauzionale potrebbe essere necessario alzare i massimali della carta di credito.

Carte di debito e di credito richieste per il noleggio auto.

Le carte di debito, negli ultimi anni, sono state accettate da un numero crescente di compagnie, ma con alcune differenze importanti. A volte possono essere utilizzate per il pagamento della prenotazione, ma non per il deposito cauzionale. In altri casi vengono accettate anche al banco, ma con limitazioni: importi più alti bloccati, categorie di auto ridotte o richieste aggiuntive. Non è quindi impossibile noleggiare senza carta di credito, ma è qualcosa che va verificato con attenzione prima di partire.

Un equivoco abbastanza diffuso riguarda le carte con numeri in rilievo. Era una caratteristica rilevante anni fa, quando le operazioni venivano registrate manualmente. Oggi non fa più differenza: quello che conta davvero è il tipo di carta (credito, debito o prepagata), non l’aspetto fisico.

A rendere le cose più confuse ci sono anche le carte “ibride” o di nuova generazione, che funzionano perfettamente online ma che, al momento del ritiro, possono essere considerate carte di debito e quindi non accettate per il deposito. È uno di quei casi in cui vale la pena controllare due volte, perché la distinzione non è sempre intuitiva.

Noi di solito opzioniamo sempre anche il secondo conducente, soprattutto nei viaggi in cui le tappe sono molto lunghe. Ely non ama guidare con il cambio automatico, ma all’occorrenza lo fa… Qui durante il nostro on the road nella West Cost americana

Esempi di carte e sistemi vari di pagamento accettati o no nel tuo viaggio.

Tipo di cartaEsempi concretiprenotazione onlineritiro auto al bancopossibilità di utilizzonote pratiche
Carta di credito (vera)Visa Credit, Mastercard Credit, Amex✔️ Sempre accettata✔️ Quasi sempre richiesta🟢 VerdeServe per il deposito. Deve essere intestata al conducente e con plafond sufficiente
Carta di debito fintechRevolut, N26, Wise✔️ Sì⚠️ A volte🟡 GialloSpesso funzionano online ma possono essere rifiutate al banco perché non sono carte di credito
Carta di debito tradizionaleVisa Debit, Mastercard Debit (banca)✔️ Sì⚠️ Dipende🟡 GialloAlcuni fornitori le accettano con condizioni (deposito più alto, limiti auto)
Carta prepagataPostepay, Hype, ricaricabili✔️ A volte❌ Quasi mai🔴 RossoNon supportano il blocco cauzionale richiesto
Carte virtualiApple Pay, Google Pay, virtual card✔️ Sì❌ No🔴 RossoServe carta fisica per verifica e deposito
Carte fintech “ibride”alcune carte digitali moderne✔️ Sì⚠️ Incerto🟡 GialloSpesso sembrano credito ma sono debit → rischio rifiuto

Che età è necessaria per noleggiare un’auto?

Anche l’età è un fattore da non sottovalutare quando si vuole noleggiare un’auto. In molti Paesi l’età minima per noleggiare è 21 anni, ma sotto i 25 viene spesso applicato un supplemento. In altri casi possono esserci limiti anche per età più avanzate o requisiti legati agli anni di patente. Sono dettagli che cambiano da fornitore a fornitore e che si trovano sempre nelle condizioni di noleggio.

Per questo, al di là del sito che si utilizza per prenotare, la regola è sempre la stessa: non è la piattaforma a decidere se puoi noleggiare un’auto, ma la compagnia che te la consegnerà. I comparatori possono aiutare molto — ad esempio permettendo di filtrare le offerte che accettano carte di debito o mostrando in anticipo il deposito richiesto — ma la verifica finale resta sempre legata al singolo fornitore.

Prendersi qualche minuto in più per controllare questi aspetti prima della partenza evita la situazione più scomoda: arrivare a destinazione, magari dopo un volo lungo, e scoprire che manca proprio il requisito fondamentale per ritirare l’auto.

Noleggiare un’auto su Discover cars

Noi da qualche anno usiamo il sito DiscoverCars.com

Questo non è una compagnia di noleggio: è un intermediario che mette a confronto offerte di diversi fornitori.
Il vantaggio principale, appunto per come lo vediamo noi, è la possibilità di leggere in anticipo molte informazioni che altrimenti richiederebbero ricerche separate sui siti delle singole compagnie.

Ci è capitato più volte di usare vari comparatori per:

  • filtrare le offerte in base all’importo del deposito;
  • verificare quali fornitori accettassero carte di debito;
  • controllare il rating del fornitore locale (quando non si tratta di un brand internazionale);
  • confrontare le politiche di cancellazione.

Non è uno strumento “magico” e non elimina la necessità di leggere le condizioni. Però permette di avere una visione più ampia prima di prendere una decisione riguardo il noleggio dell’auto.

Risparmia sul noleggio auto scegliendo Discover cars

A nostro avviso Discover Cars è anche quello che ha i prezzi più competitivi rispetto agli altri, e questo è un vantaggio in più.
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Mentre qui eravamo in Australia, nel 2018. A sinistra Cangaroo Island, a destra la Great Ocean Road. Da fare per forza in auto per fermarsi ad ogni view point.

La copertura assicurativa che occorre capire prima per evitare problemi dopo

Uno dei punti più delicati sul noleggio dell’auto riguarda le coperture assicurative aggiuntive.
Molti comparatori tra cui proprio Discover cars, propongono una “Full Coverage” o protezione completa. È importante sapere che, nella maggior parte dei casi, non si tratta di un’assicurazione diretta stipulata con il noleggiatore, ma di una copertura a rimborso.

In pratica, se si verifica un danno:

  1. si paga al banco la franchigia richiesta dal fornitore;
  2. si presenta richiesta di rimborso alla piattaforma, allegando documentazione, fatture e, se necessario, verbali.

Questo meccanismo può funzionare bene, ma richiede:

  • disponibilità di plafond sulla carta;
  • attenzione nella raccolta dei documenti;
  • rispetto delle tempistiche indicate.

Non è un dettaglio secondario. È uno di quei punti che è bene comprendere prima, non dopo.

Il deposito cauzionale nel noleggio auto

Come abbiamo già accennato, spesso il deposito cauzionale è uno degli aspetti che crea più incertezza quando ci si avvicina al noleggio auto per la prima volta. Sia per il fatto che non tutti hanno una carta di credito, ma anche perché raramente viene spiegato in modo chiaro prima della prenotazione.

L’importo varia in base al Paese, alla categoria dell’auto e al fornitore. Può essere contenuto oppure arrivare a cifre più importanti, soprattutto in alcune destinazioni o per veicoli di fascia più alta. La cosa utile è che oggi alcune piattaforme — tra cui DiscoverCars — permettono di visualizzarlo in anticipo nelle condizioni e, in certi casi, di filtrare le offerte proprio in base all’importo richiesto.

Questo tipo di filtro, quando si organizza un viaggio lungo, è più utile di quanto sembri. Non tanto per trovare il deposito più basso in assoluto, ma per scegliere con maggiore consapevolezza, soprattutto se si sa già che durante il viaggio ci saranno altre spese importanti da gestire.

Anche la Florida è una meta da fare assolutamente on the road, tra palme, ponti in mezzo all’oceano e semafori decisamente particolari. Qui nel nostro on the road del 2013.

Il deposito cauzionale richiesto da Discover Cars

Quando si utilizza un comparatore come Discover Cars, questo aspetto diventa più leggibile, ma non viene eliminato. La piattaforma aiuta a confrontare le opzioni e a capire in anticipo cosa aspettarsi, ma il deposito resta comunque gestito dal fornitore che consegnerà l’auto. Questo significa che, anche se il pagamento online può avvenire con una carta di debito, al momento del ritiro potrebbe essere comunque richiesta una carta di credito per bloccare la cauzione.

In alcuni casi è possibile trovare offerte che accettano carte di debito anche al banco, ma spesso con condizioni diverse: depositi più alti, limitazioni sulle categorie di auto o richieste aggiuntive. Per questo motivo il filtro è un buon punto di partenza, ma non sostituisce la lettura delle condizioni del singolo noleggio.

Un ultimo aspetto da tenere presente è che la copertura aggiuntiva proposta durante la prenotazione non elimina necessariamente il deposito. Anche scegliendo una protezione più completa, la compagnia può comunque bloccare una somma sulla carta al momento del ritiro.

Quando usare un sito come DiscoverCars

In pratica, strumenti come DiscoverCars rendono il processo più trasparente e permettono di arrivare preparati, ma la responsabilità finale resta sempre legata al fornitore scelto. Ed è proprio lì che conviene fermarsi qualche minuto in più a leggere, prima di partire.

Personalmente lo consideriamo una buona soluzione quando:

  • stiamo valutando più itinerari e vogliamo confrontare velocemente tutte le opzioni;
  • viaggiamo in Paesi con molti fornitori locali poco conosciuti;
  • vogliamo controllare deposito, chilometraggio e condizioni prima di decidere;
  • ci interessa una politica di cancellazione flessibile.

Certo, non è l’unica soluzione possibile né la migliore in assoluto.
Secondo noi è uno strumento efficace se utilizzato con attenzione, leggendo sempre le condizioni specifiche del fornitore che materialmente consegnerà l’auto.

E poi nel nostro caso abbiamo riscontrato che spesso tramite questo comparatore si hanno prezzi più convenienti, come già abbiamo avuto di dire. E il prezzo, appunto, non è la caratteristica principale quando si noleggia un’auto, ma aiuta a tenere sotto controllo il budget generale del viaggio.

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