
Il Ringraziamento a New York: come lo trascorriamo in famiglia
Il giorno del Ringraziamento a New York è uno degli eventi più iconici della città e in questo articolo voglio raccontarti come l’ho sempre trascorso in famiglia.
Molti turisti decidono infatti di programmare un viaggio nella Grande Mela proprio nel periodo del Ringraziamento per svariati motivi, la parata di Macy’s, il foliage, ma soprattutto perché Thanksgiving, così come si chiama in inglese questa festa, dà ufficialmente via alle feste di Natale.
Da questa festa in poi la città inizia a riempirsi a poco a poco di tutti quei simboli che rendono il Natale in questa città assolutamente indimenticabile.
E tanti sognano di poterlo trascorrere in una famiglia tipica, sbirciandone tutte le tradizioni che rendono particolare questa festa. Ebbene, anche se non hai prenotato un biglietto per New York nel periodo del Ringraziamento io, Ely, ti svelerò tutti i segreti di come viene festeggiato dalla mia famiglia americana.
In questo modo, anche se sarai in Italia, potrai prenderlo come ispirazione e chissà, vivere anche tu la tua personale festa del Ringraziamento.
Comunque sia spero che il calore autunnale, ma soprattutto l’affetto delle tradizioni di famiglia ti arrivino forte e chiare..
INDICE DEI CONTENUTI
- Il Ringraziamento tra i colori e i sapori della mia famiglia di New York
- Il tacchino, protagonista assoluto del Ringraziamento
- Il tacchino del Ringraziamento: cose da sapere prima di cucinare
- L’osso della fortuna
- La ricetta originale del tacchino della mia famiglia di New York
- Procedimento: la farcitura e il contorno
- La cottura del tacchino del Ringraziamento
- Le salse di accompagnamento
- Non dimenticare di esprimere un desiderio
- Il tacchino il giorno dopo
- Il Ringraziamento in famiglia a New York passa anche per la TV
- Vivi anche tu il Ringraziamento a New York
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Il Ringraziamento tra i colori e i sapori della mia famiglia di New York
Mia nonna e mia mamma hanno sempre amato avere la casa piena di gente, sia a New York che in Italia. Mia nonna in particolare negli ultimi anni di vita era diventata un po’ la nonna di tutto il quartiere e avere la casa piena di gente in tutti i periodi dell’anno è sempre stato sinonimo di festa.
E anche in questo momento in cui scrivo la mia mente torna alla grande casa in cui vivevamo nel Queens. Lì tutti gli zii, i cugini e in generale tutti gli amici di famiglia, che ogni volta che facevamo tappa a New York la invadevano letteralmente, felici di vederci e di poter passare un po’ di tempo con noi. Soprattutto dopo una lunga assenza. La casa piena era gioiosa non solo nelle feste comandate ma anche alla domenica e nelle calde serate estive.
Nei pranzi e nelle giornate di festa ci si svegliava con calma, si andava a vedere un museo, ci si dedicava allo shopping e ci si metteva a tavola solo alle 4 del pomeriggio. Durante il Ringraziamento al mattino guardavamo la parata di Macy’s in televisione perché “fuori fa freddo”. Non avevamo intenzione di buttarci tra la folla, anche perché tutti dovevamo dare una mano nella preparazione del pranzo del Ringraziamento che ha come pezzo forte lui: il tacchino.

Sono sicura che il tacchino del Ringraziamento ormai è diventato un mito in tutto il mondo. Ne hai sicuramente già sentito parlare, lo hai visto nei film, magari lo hai addirittura già assaggiato e non vedi l’ora di metterti ai fornelli per replicarne la ricetta. Ebbene in questo articolo ti darò anche la ricetta originale del tacchino del Ringraziamento della mia famiglia di New York.
Sei pronta a gustare questa giornata particolare?
Il tacchino, protagonista assoluto del Ringraziamento
Non so se questa sia la ricetta originale, in rete ce ne sono tante e tutti gli amici che vivono in USA usano più o meno gli stessi nostri ingredienti. Ma è la “nostra” ricetta e per me vale più di qualsiasi altra cosa al mondo. Nessun ingrediente segreto se non la passione e l’amore con il quale tutto viene preparato.
E anche quando in Italia la mia Mamy, annuncia ad amici e parenti: “Venite da noi? Faccio il tacchino!” C’è sempre un’esultanza pari a quella dell’Italia che vince il mondiale. Ecco perché il tacchino per me è gioia, festa, abbondanza ma soprattutto famiglia. Insomma, il tacchino è il protagonista indiscusso del Ringraziamento, non solo a New York ma anche a Torino, dove viviamo.
Il tacchino del Ringraziamento: cose da sapere prima di cucinare
La ricetta originale prevede che ti procuri un tacchino completamente disossato. Ma prima di procedere: hai presente quanto può essere grosso un tacchino intero?
Guarda queste due scene tratte da “Friends” e “Spider Man”: rendono bene l’idea.

In Italia è difficile trovare tacchini interi da farcire, il peso medio potrebbe aggirarsi sui 5Kg. Il cappone è quindi il volatile che per dimensioni si presta meglio ad essere farcito. Comunque sia nell’era della globalizzazione ormai si trova di tutto, quindi cercherò di darti una ricetta che possa andare bene per qualsiasi volatile che deciderai di cucinare.
Un bravo macellaio toglie tutte le ossa del volatile da un’unica apertura (solitamente il collo) ma ne abbiamo viste di tutti i colori negli anni… questo che vedi in foto sulla destra per esempio lo abbiamo dovuto ricucire completamente perché era stato sventrato. Anche farcirlo è stato un lavoraccio! (Era il 2011 e il macellaio di fiducia della mia Mamy era andato in pensione). Ma alla fine ci siamo affezionati e lo abbiamo chiamato Frankie, perché poverino ci sembrava un po’ Frankenstein. E non ti dico quando abbiamo mandato questa e altre fotografie ai miei zii per condividere il momento… hanno riso per una settimana! Decisamente brutto, ma tanto buono!

L’osso della fortuna
Non provare a disossare un tacchino da sola, please, è un’operazione parecchio complessa, quindi rivolgiti al tuo macellaio di fiducia oppure alle macellerie dei supermercati, di solito tramite ordinazione. Ad esempio la mia Mamy si trova bene all’ Esselunga. Fatti lasciare dal macellaio la FORCULA (intera non spezzata mi raccomando!), l’osso biforcuto che vedi nell’immagine, detto anche osso a Y. E’ presente negli uccelli e altri teropodi ed è formata da una fusione delle clavicole. Negli uccelli serve per rinforzare il torace durante il volo. Perché ti serve? Lo vedremo tra poco e sono sicura che ti piacerà!
Avviso: Questa ricetta è piena di “circa”, “q.b.” e “finché”. Impossibile farsi dire dalla mia Mamy le dosi precise perché lei, come del resto mia nonna prima di lei, ha sempre cucinato tutto “ad occhio”, quindi chiedo perdono in anticipo ma ti assicuro che non è una ricetta complicata.
E dopo questa premessa veniamo al sodo!
La ricetta originale del tacchino della mia famiglia di New York
Ti serviranno:
1 Capone disossato di circa 2kg e 1/2.
Per il ripieno:
250 gr (circa) di macinato maiale.
350 gr (circa) di macinato di vitello.
200 gr (circa) di castagne tritate.
100 gr (circa) di spinaci, funghi o carciofi tritati a seconda dei gusti.
2/3 uova (perché si sa, le uova hanno dimensioni diverse).
100 gr circa di pane raffermo o pancarrè.
Latte q.b.
Prezzemolo q.b.
Sale q.b.
Pepe q.b
Sedano q.b
Carota q.b.
Cipolla (grandezza variabile a seconda dei gusti).
Procedimento: la farcitura e il contorno
- Sala bene il cappone dentro e fuori, se ne gradisci il gusto sfrega tutto l’interno e l’esterno con una testa d’aglio privata della camicia.
- Sbuccia le castagne e falle bollire finché non saranno morbide a sufficienza per essere schiacciate per bene.
- Sbollenta le verdure che hai scelto di usare finché non saranno belle tenere.
- Al termine della cottura puoi anche farle saltare in padella con po’ di olio e sale per dargli quel gusto in più.
- Metti a mollo il pane nel latte finché non sarà morbido.
- Mescola insieme tutte le carni macinate come se dovessi fare l’impasto per le polpette. Unisci all’impasto le castagne, le uova, il pane bagnato, le verdure cotte, il prezzemolo, il sale e il pepe.
Puoi fare questo procedimento a mano oppure mettere tutto in un mixer, come se dovessi fare un polpettone.
- Riempi il cappone e cuci l’apertura del collo con uno spago da cucina o del filo di cotone.
- Metti il cappone su una teglia da forno.
Si procede con il contorno che “dà gusto”.
Taglia il sedano, la carota e la cipolla a crudo in piccoli pezzi e aggiungile nella stessa teglia in cui hai adagiato il cappone.
La cottura del tacchino del Ringraziamento
Quando la Mamy mi ha dato questa ricetta sono un po’ rimasta stupita per il numero di ore di cottura indicate, ma lei mi ha risposto serafica: “Il nostro forno di casa lavora in questo modo, conosci il tuo forno e non sbaglierai cottura”. Praticamente una massima di vita. Poi ha aggiunto: “Sono 2Kg di carne ripieni di ulteriore carne, occorre tempo e basse temperature per non farlo bruciare o farlo diventare troppo secco“.
Quindi questi sono i suoi consigli:
- Preriscalda il forno a 160°
- Imburra tutto l’esterno del cappone, servirà a non farlo bruciare in cottura, se non gradisci il burro allora cospargilo con 4 cucchiai d’olio evo aiutandoti con un pennello da cucina.
- Bagna tutto con un bicchiere di vino bianco.
- Metti in forno per almeno 3h coprendo con la carta stagnola.
- Di tanto in tanto cospargi il cappone con il sugo di cottura che si viene a formare, se hai l’apposita pompetta alimentare meglio, altrimenti usa un cucchiaio.
- Durante l’ultima mezz’ora di cottura togli la carta stagnola e alza la temperatura del forno a 200°, servirà per dargli colore e creare la crosticina croccante.
- Al termine della cottura togli il cappone dal forno, sistemalo su una teglia da portata, versa tutto il sugo di cottura filtrato in un recipiente e utilizzalo per l’impiattamento delle fette.
E per finire, le verdure di contorno:
Non c’è una regola: patate normali o dolci (se piacciono) al forno, pumpkin mash – ossia una specie di purè di zucche – carciofi o quel che si vuole. Cucina le verdure che più ti piacciono nel modo in cui più ti piacciono. Diciamo che la zucca è un altro grande must di questa festa. Quasi quasi mi è venuta voglia di scrivere un altro articolo con i dolci americani fatti con la zucca. Che ne pensi? 🙂
Le salse di accompagnamento
La carne bianca di solito in cottura si asciuga molto, vengono infatti usati il vitello e il maiale per ammorbidirne la consistenza. Il trucco di raccogliere il sugo di cottura e usarlo durante l’impiattamento serve anche ad ammorbidire la carne e quando questo gesto avviene davanti a tutti i commensali fa sempre scena. In ogni caso se vuoi sperimentare, puoi fare la salsa di accompagnamento. Quella originale è fatta con i cranberries, quei frutti rossi allungati che non hanno una vera e propria traduzione in italiano. Proprio perché sono cramberries! Non sempre in Italia si trovano, quindi per questa ricetta puoi usare i mirtilli.
Ecco le dosi:
200 gr di zucchero.
250 ml di acqua.
Succo d’arancia q.b.
500 grammi di mirtilli freschi.
Puoi anche aggiungere noci pecan, scorza di arancia, cannella e altre spezie a tuo piacimento.
Il procedimento è molto semplice:
- Sciacqua i mirtilli e asciugali con un panno, avendo cura di scartare quelli che non sono buoni.
- In un pentolino unisci l’acqua e lo zucchero a fuoco alto e porta a ebollizione finché lo zucchero non sarà sciolto.
- Abbassa la fiamma e aggiungi i mirtilli, lasciandoli cuocere circa 10 minuti o finché non hanno perso la loro consistenza. Aggiungi succo d’arancia a piacere. Continua a cuocere.
Piano piano il tutto acquisterà la consistenza gelatinosa di una marmellata, è il momento di spegnere il fuoco e far raffreddare completamente.
Et voilà, il piatto del Ringraziamento è servito! Nell foto qui sotto trovi il tacchino della mia Mamy, cucinato lo scorso Natale.

Non dimenticare di esprimere un desiderio
Ricordi l’osso? È giunto il momento di svelarti a cosa serve. Quest’osso è anche chiamato “osso della fortuna” lo sapevi? Di solito siamo abituati a mangiare il pollo tranciato in pezzi e non ci accorgiamo della forcula perché è spezzata, ma la tradizione vuole che chi si trova per le mani l’osso “a Y” ancora intero lo può conservare come portafortuna.
Ma c’è un’altra tradizione, e noi la seguiamo sempre:
Il capofamiglia porge un’estremità dell’osso (quello rilasciato dal macellaio) ad un commensale scelto ed entrambi esprimono un desiderio; poi assieme si fa forza per dividerne le due estremità. Spoiler: per quanta forza si faccia l’osso non si dividerà mai esattamente a metà. Quindi si dice chi si ritrova con in mano il pezzo d’osso più lungo vedrà il proprio desiderio avverarsi. Conosci questa usanza? Mia madre di solito qui in Italia riserva questa tradizione solo per noi due, e guarda a caso, lei non vince mai.
Non so dire se i miei desideri si siano mai avverati con questo metodo, ma è un momento che mi commuove sempre.
Il tacchino il giorno dopo
Ricordati che se dovesse avanzare qualche fetta di tacchino, il giorno dopo è ancora più gustoso. Puoi anche metterlo tra due fette di pane per mangiarlo in ufficio il giorno dopo, il pane si ammorbidisce assorbendo tutti i gusti e io ho già di nuovo l’acquolina in bocca!
A questo proposito… ricordi la puntata di Friends in cui Ross dà letteralmente in escandescenza e viene quasi licenziato quando scopre che il suo capo ha inavvertitamente mangiato il succoso panino con gli avanzi del tacchino di Monica? Scena epica. Le sue espressioni facciali ormai sono entrate a far parte della storia delle serie tv. Nella prima foto a sinistra dice: “It was MY sandwich” e nella foro a destra quasi esplode quando il capo gli riferisce che non solo ha mangiato il suo sandwich ma che ha dovuto anche buttarne una parte perché era troppo grosso! Ecco, il sandwich post Ringraziamento è un’altra istituzione per gli americani! E se vuoi scoprire qualche cosa in più sulle serie tv ambientate a New York durante il Ringraziamento, non ti resta che continuare a leggere…

Il Ringraziamento in famiglia a New York passa anche per la TV
io e Daniele amiamo il cinema e io in particolare lavoro nel magico mondo del cinema e della tv, quindi se ormai ci segui da un po’ sai che ci piace inserire questi elementi sia nelle esperienze di viaggio che nella vita di tutti i giorni.
Thanksgiving fa rima con lo stare in famiglia, il cibo ma anche con la Tv. E’ noto infatti che in USA in questa giornata si usa guardare il football americano nel piccolo schermo e, come accennavo prima, la parata di Macy’s, of course.
Noi non siamo tifosi di questo sport, nel 2012 ero a New York durante il “Super Bowl” e ci siamo addormentati tutti davanti alla tele… ma questa è un’altra storia. Un po’ più triste purtroppo, di questo gioioso racconto delle tradizioni del Ringraziamento della mia famiglia a New York.
In quest’altro articolo che abbiamo scritto puoi trovare alcuni film e serie tv ambientate a New York proprio durante la festa del Ringraziamento. Li abbiamo scelti perché in questa giornata particolare è facile trovare in televisione maratone a tema. Quindi questi titoli che abbiamo qui descritto potrebbero benissimo essere la conclusione della giornata del Ringraziamento, quando la pancia è belle piena e non sia hanno altre forze che stare davanti alla tv, appunto. Magari con il fuoco acceso del camino, proprio quello che si succedeva nella nostra casa del Queens.
Vivi anche tu il Ringraziamento a New York
Ma ti proponiamo questi titoli in questo articolo anche perché ti siano d’ispirazione, ti catapultino in quella magica atmosfera di festa che la città di New York riesce ad offrirti in qualsiasi situazione. E sempre lì ti diamo anche qualche info in più sulla mitica parata di Macy’s.
Quindi a nome anche di Daniele ti saluto, e continua a leggere i nostri articoli su New York che trovi nel nostro blog a questo link e i nostri contenuti su Instagram. E chissà che il tuo prossimo viaggio a New York sia proprio durante il periodo del Ringraziamento. E ricorda che Ely è travel designer e Travel Destination Specialist con certificazione dell’Ente del turismo neworykese che rinnova ogni due anni!
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