Che clima ci sarà a New York nel giorno X? Questa è una delle domande che mi vengono fatte più dalle persone in partenza per la Grande Mela. Quindi prima di parlarne di questo tema su questo articolo, sappi che non sei solo a porti domande sul meteo di New York. Infatti il meteo della città è uno degli argomenti più cercati online da chi pianifica un viaggio, spesso accompagnato da una certa ansia meteorologica che porta a controllare compulsivamente le app meteo settimane prima della partenza. Quindi se ti stai chiedendo: “Ma a New York ad aprile fa ancora freddo?” “Ad agosto si muore dal caldo?” “Ma il freddo di dicembre è davvero così insopportabile?” “Qual è il mese migliore per andare a New York?” “Ma davvero il clima è così imprevedibile?” Leggi questo articolo in cui cerco di spiegarti una volta per tutte “come funziona” il clima a New York, perché non devi averne timore ma soprattutto come non farti rovinare la vacanza dal meteo o pensando al meteo.

Il clima a New York

Che clima ci sarà a New York nel giorno X?
Questa è una delle domande che mi vengono fatte più dalle persone in partenza per la Grande Mela.
Quindi prima di parlarne di questo tema su questo articolo, sappi che non sei solo a porti domande sul meteo di New York. Infatti il meteo della città è uno degli argomenti più cercati online da chi pianifica un viaggio, spesso accompagnato da una certa ansia meteorologica che porta a controllare compulsivamente le app meteo settimane prima della partenza.
Quindi se ti stai chiedendo:
“Ma a New York ad aprile fa ancora freddo?”
“Ad agosto si muore dal caldo?”
“Ma il freddo di dicembre è davvero così insopportabile?”
“Qual è il mese migliore per andare a New York?”
“Ma davvero il clima è così imprevedibile?”
Leggi questo articolo in cui cerco di spiegarti una volta per tutte “come funziona” il clima a New York, perché non devi averne timore ma soprattutto come non farti rovinare la vacanza dal meteo o pensando al meteo.

Il clima a New York: facciamo chiarezza

Che clima ci sarà a New York nel giorno X?
Questa è una delle domande che mi vengono fatte più dalle persone in partenza per la Grande Mela.

Sappi che non sei solo a porti domande sul meteo di New York. Infatti il meteo della città è uno degli argomenti più cercati online da chi pianifica un viaggio, spesso accompagnato da una certa ansia che porta a controllare compulsivamente le app meteo settimane prima della partenza.

Quindi se ti stai chiedendo:

“Ma a New York ad aprile fa ancora freddo?”
“Ad agosto si muore dal caldo?”
“Ma il freddo di dicembre è davvero così insopportabile?”
“Qual è il mese migliore per andare a New York?”
“Ma davvero il clima è così imprevedibile?”

In questo articolo di spiegarti una volta per tutte “come funziona” il clima a New York, perché non devi averne timore ma soprattutto come non farti rovinare la vacanza dal meteo.

Com’è davvero il clima a New York?

L’altro giorno parlavo con un mio caro amico torinese che vive a Boston e mi diceva: “Belle le nostre Alpi, per lo meno ci proteggono. Qui no! E ogni giorno ormai siamo preparati a vivere tutti i climi possibili nella stessa giornata”.

Ebbene, New York non fa eccezioni. E soprattutto: non è artico né tropicale e non va paragonato a quello di Napoli.

Anche se New York e Napoli sono sullo stesso parallelo, il clima tra le due città è completamente diverso. E questa è una delle cose che sorprendono di più chi inizia a informarsi sul clima della città. New York e Napoli si trovano quasi alla stessa latitudine, ma il parallelo da solo non basta a determinare il meteo di una città.

Napoli è protetta dagli Appennini ed è fortemente influenzata dal Mediterraneo, che funziona come una sorta di regolatore naturale delle temperature. New York invece si trova in una posizione geografica molto particolare. È influenzata contemporaneamente dalle correnti fredde che scendono dal Canada, dall’oceano Atlantico, dai venti provenienti dall’interno degli Stati Uniti e dall’umidità dell’Hudson River. Anche Manhattan stessa, con i suoi grattacieli e il suo cemento, contribuisce ad amplificare caldo, vento e umidità.

Per questo motivo in inverno può fare parecchio freddo, mentre in estate l’umidità può trasformare alcune giornate in vere e proprie saune urbane.

New York ha quattro stagioni ben definite: un inverno freddo, un’estate calda e umida, una primavera estremamente instabile e un autunno che spesso sembra uscito da un film.
Ma ciò che sorprende davvero chi visita la città per la prima volta non è tanto la temperatura media. È la velocità con cui il tempo può cambiare. Esattamente come ho già accennato prima con la battuta del mio amico. Puoi uscire al mattino con la felpa, ritrovarti in t-shirt a pranzo e cercare disperatamente una giacca impermeabile per la sera. E no, non significa che hai scelto il mese sbagliato. A New York tutto ciò è assolutamente normale.
Il risultato è un clima molto dinamico, molto teatrale e spesso imprevedibile.
Stesso lago ma fotografato da noi in mesi diversi. La bellezza di New York sta anche nei paesaggi che riesce a regalare nelle diverse stagioni dell’anno.

Le differenze e i punti in comune con il meteo italiano

Ed è anche il motivo per cui, climaticamente parlando, New York spesso ricorda molto più il nord Italia che il sud Italia. Chi vive a Torino o Milano spesso ha una percezione molto più realistica di cosa significhi affrontare il meteo newyorkese rispetto a chi immagina una città eternamente innevata o tropicale. Anche se nel nord Italia si hanno le Alpi come protezione, le stagioni sono molto simili anche se meno estreme.

Le Montagne italiane proteggono sì ma creano anche una “cappa” di umidità e caldo che negli ultimi anni rendono le giornate estive particolarmente afose e allo stesso tempo, la vicinanza alle montagne fa si che le temperature possano essere piuttosto fredde nei mesi invernali.

 Insomma: due climi diversi, ma con alcune dinamiche sorprendentemente familiari.

Le 4 stagioni di New York

New York ha quattro stagioni ben definite: un inverno freddo, un’estate calda e umida, una primavera estremamente instabile e un autunno che spesso sembra uscito da un film.

Ma ciò che sorprende davvero chi visita la città per la prima volta non è tanto la temperatura media. È la velocità con cui il tempo può cambiare. Esattamente come ho già accennato prima con la battuta del mio amico. Puoi uscire al mattino con la felpa, ritrovarti in t-shirt a pranzo e cercare disperatamente una giacca impermeabile per la sera. E no, non significa che hai scelto il mese sbagliato. A New York tutto ciò è assolutamente normale.

Il risultato è un clima molto dinamico, molto teatrale e spesso imprevedibile.

Ed è anche il motivo per cui le previsioni meteo a lungo termine lasciano spesso il tempo che trovano. Controllare il meteo di New York a quindici giorni dalla partenza serve più o meno quanto chiedere a Times Square di essere silenziosa. Le previsioni davvero attendibili sono generalmente quelle delle 48-72 ore precedenti. A volte neanche quelle.

A un certo punto i newyorkesi, proprio per i motivi detti sopra, hanno deciso che quattro stagioni non bastavano per descrivere il clima di New York. Infatti da anni gira un meme amatissimo secondo cui la città avrebbe in realtà non 4 ma 12 stagioni diverse. E chiunque, come me, abbia passato abbastanza tempo lì capisce immediatamente perché.

Sembra un gioco, ma fidati che ha tantissimi fondamenti di realtà. Come lo so? Per 30 anni New York è stata la mia seconda casa e la mia famiglia vive lì dagli anni ’60. La frequento da più di 40 anni e quindi posso dirti che anche io conosco molto bene la situazione del clima a New York.

Qual è il mese migliore per andare a New York?
Dipende.
Lo so, probabilmente speravi nella classica risposta definitiva del tipo:
“Vai a ottobre e troverai 21 gradi, foliage perfetto e tramonti cinematografici ogni giorno.”
Ma come hai potuto vedere in questo articolo il clima a New York non funziona così, non è prevedibile. E onestamente nemmeno nel resto del mondo. Ci sono estati torride e altre sorprendentemente ventilate. Primavere piovose e autunni che sembrano ancora estate. Inverni rigidissimi e altri molto più miti del previsto.
La fontana del City Hall in inverno e in estate. Non è solo l’elemento “acqua” a cambiare ma tutta la colorimetria del cielo, degli alberi, del sole che illumina in modo diverso a seconda della stagione.

Le “12 stagioni” reali di New York

La cosa divertente delle “12 stagioni di New York” è proprio che non corrispondono davvero ai mesi canonici. Sono più delle sensazioni climatiche collettive che i newyorkesi riconoscono immediatamente.

Però sì, esiste una specie di corrispondenza “non ufficiale” abbastanza condivisa che ti riporto qui.

  • ❄️“Winter” (gennaio – metà febbraio). È il classico inverno: freddo serio, vento tagliente.
  • 🌤️Poi arriva la “Fool’s Spring” (metà/fine febbraio), ovvero quei due o tre giorni improvvisi di sole e temperature miti in cui tutti escono senza giacca convinti che la primavera sia arrivata. Naturalmente è una trappola.
  • 🥶Infatti subito dopo compare “Second Winter” (fine febbraio – inizio marzo), il ritorno improvviso del freddo che ti fa pentire di aver riposto il cappotto.
  • 🌸“Spring of Deception” (marzo), è quella fase in cui inizi davvero a credere che il peggio sia passato. Central Park si riempie di colori, i tavolini all’aperto tornano a popolarsi e la città sembra rinascere.
  • ❄️Ed è proprio lì che New York decide di regalarti  il “Third Winter” (fine marzo – inizio aprile)
    L’ultimo colpo di coda. Vento freddo, temperature che riscendono e gente che maledice il meteo.
  • 🤧Successivamente arriva “The Pollening” (aprile), il periodo in cui il polline invade la città e chi soffre di allergie inizia a trattare direttamente con le divinità meteorologiche. Qui il tempo può essere davvero molto caldo, addirittura con temperature estive.
  • ☀️Poi compare quella New York tiepida e luminosa che tutti sognano: la “Spring Summer” (maggio – inizio giugno). Dove potrebbe piovere molto, oppure no, chi lo sa.
  • 🔥Subito dopo si entra ufficialmente in “Hell’s Front Porch”, che possiamo tranquillamente tradurre con “l’ingresso dell’inferno”: luglio e agosto, afa, umidità, metropolitana trasformata in sauna e magliette che cessano di essere asciutte dopo cinque minuti.
  • 🍂Quando pensi che il peggio sia finito, arriva il “False Fall”: i giorni freschi di settembre che ti convincono a tirare fuori il maglioncino. Errore.
  • ☀️Perché New York ti regala immediatamente la “Second Summer”, con temperature estive improvvise in pieno ottobre.
  • 🍁E infine arriva lui: il vero autunno, the “Actual Fall” di novembre. Foglie ovunque, aria fresca, luce cinematografica e quella sensazione che rende New York una delle città più belle del mondo.
  • 🌬️Naturalmente dura poco. Perché it’s Winter Again E il ciclo ricomincia.

Ma attenzione, anche queste 12 stagioni sono da prendere con le pinze. E andando avanti nella lettura scoprirai il perché.

A New York la temperatura percepita conta più di quella reale
Hai presente quando l’app meteo segna 4 gradi ma tu ne percepisci improvvisamente -3? Benvenuto nel famoso “effetto canyon” di Manhattan.
I grattacieli della città creano dei veri e propri corridoi di vento che incanalano l’aria lungo le avenue, soprattutto in inverno. Ed è anche per questo che alcune giornate sembrano molto più fredde della temperatura reale. No, non è solo una tua impressione.
Ci sono strade in cui il vento accelera improvvisamente tra gli edifici. Ed è uno dei motivi per cui a New York il freddo viene spesso percepito come “più intenso” rispetto a quello segnato dal termometro.
La temperatura reale conta.
Ma la temperatura percepita conta molto di più.
Il Rockefeller center cambia letteralmente veste a seconda dei mesi dell’anno. Lo sapevi?

Qual è il mese migliore per andare a New York?

Dipende.

Lo so, probabilmente speravi nella classica risposta definitiva del tipo:
“Vai a ottobre e troverai 21 gradi, foliage perfetto e tramonti cinematografici ogni giorno.”

Ma come hai potuto vedere in questo articolo il clima a New York non funziona così, non è prevedibile. E onestamente nemmeno nel resto del mondo. Ci sono estati torride e altre sorprendentemente ventilate. Primavere piovose e autunni che sembrano ancora estate. Inverni rigidissimi e altri molto più miti del previsto.

Se però la domanda è:
“Qual è il periodo in cui è più facile non morire né di freddo né di caldo?”

Allora sì, le cosiddette mezze stagioni restano statisticamente le più piacevoli. Maggio, giugno, settembre e ottobre sono generalmente i mesi più equilibrati per camminare tanto senza soffrire troppo né il caldo né il freddo. Ma ricorda: statisticamente” non significa “garantito”. Ma anche che dobbiamo anche fare i conti con il cambiamento climatico. Mi spiace per chi pensa ancora che sia un’invenzione –  quando sta davvero influendo sul clima del mondo e anche su quello di New York.

Le Esperienze reali da chi ha vissuto in città

Quindi se fai la stessa domanda a mia mamma, per esempio, le ti risponderà senza indugio: settembre. Perché “ai suoi tempi”, il clima era davvero più stabile e settembre era il mese perfetto in cui girare per le strade di New York. Ma non solo, lei patisce il freddo e il caldo, per i newyorkesi le orde di turisti sono spesso un rallentamento. (ho scritto un articolo sulle “regole non scritte di New York” che affronta anche questo tema, lo trovi cliccando qui) e quindi per lei settembre è il mese migliore sotto tanti punti di vista. E anche quelli non sono da sottovalutare.

Personalmente ho vissuto maggi con due giorni quasi estivi seguiti da piogge e freddo, giugno più caldi di agosto, agosti talmente umidi da voler cambiare pelle e altri invece ventilati e piacevolissimi.

Ancora una volta: il meteo a New York è imprevedibile. L’unico consiglio davvero universale è vestirsi a strati. Sempre.

Qual è la migliore app meteo per New York?
Dopo anni e anni passati a New York ma soprattutto dopo aver conosciuto mio marito che è particolarmente appassionato di meteo, ho imparato una cosa: le app americane tendono a essere molto più precise di quelle generiche europee, soprattutto sui cambiamenti del meteo nella stessa giornata.
Prova infatti a consultare AccuWeather, The Weather Channel e Apple Weather, soprattutto per le previsioni orarie e i cambi di tempo improvvisi.
Ma, come ti ho accennato prima, anche le app a New York a volte alzano bandiera bianca, Proprio per il clima che cambia così rapidamente. Tanto che ci sono giornate in cui e previsioni sembrano aggiornarsi più velocemente dei cartelloni pubblicitari di Times Square.
Central Park durante la belal stagione si riempie di local che cercano relax e un pò di refrigerio all’interno del parco. E non dimenticare che negli USA la temperatura è esprezza in Fahrenheit e non in Celsius.

Perché il meteo di aprile a New York è così cercato sul web?

Perché aprile è il mese della speranza. È il periodo in cui tutti iniziano a immaginare la New York primaverile che vedono nei film: Central Park in fiore, i ciliegi rosa, le passeggiate senza piumino, i rooftop, le ore di luce che arrivano fino alle 9 di sera.

Ed è anche uno dei mesi più scelti dagli europei per viaggiare, grazie alla Pasqua, ai ponti primaverili. In alcuni periodi primaverili i prezzi dei voli e degli hotel sono spesso più accessibili rispetto all’estate.

Il problema è che marzo e aprile sono anche tra i mesi più imprevedibili dell’anno. Ricordi i proverbi antichi sui mesi? “Marzo pazzerello: se vedi il sole prendi l’ombrello”. Oppure: “Aprile, ogni giorno un barile”.
Non valgono solo in Italia, ma anche a New York.

Lo scorso anno, nel nostro viaggio di gruppo a New York tra Aprile e maggio in cui abbiamo accompagnato 13 sconosciuti alla scoperta della città, (e che facciamo ormai ogni anno), Daniele, il Weather Man della coppia seguiva costantemente il meteo per studiare assieme tutti i piani b del caso.
Se avessimo dato credito alle previsioni sarebbe stata una settimana di pura pioggia. Invece una volta lì ha fatto 5 giorni splendidi, dove addirittura ci siamo ustionati il viso e ci siamo chiesti perché non avevamo messo in valigia anche dei sandali estivi.

Poi l’ultimo giorno abbiamo dovuto attivare i piani b e c perché ha iniziato a piovere e lo ha fatto per diversi giorni dopo il nostro ritorno in Italia.

Aprile è il mese in cui tutti vogliono certezze, mentre il meteo newyorkese si diverte particolarmente a non darle.

Ma è normale che piova a New York?

Assolutamente sì. Eppure è una delle domande che ricevo più spesso.

Molti viaggiatori sembrano vivere la pioggia come un evento anomalo, quando in realtà New York ha precipitazioni abbastanza distribuite durante tutto l’anno. Non esiste una vera stagione secca. La buona notizia è che raramente piove ininterrottamente per giorni interi. Molto spesso si tratta di rovesci brevi, pioggia intermittente o cambi di tempo molto rapidi. Con le dovute eccezioni, certo.

Quindi vedere il simbolo della pioggia sulle app meteo non significa automaticamente “vacanza rovinata”. Anzi. New York è bellissima anche con la pioggia. I musei diventano rifugi perfetti, le librerie acquistano ancora più fascino e le luci di Manhattan, riflesse sull’asfalto bagnato, hanno un’atmosfera incredibilmente cinematografica. Perfino la nebbia tra i grattacieli rende tutto più suggestivo. Ma i turisti sono ossessionati dalla possibilità di sapere con anticipo se pioverà, soprattutto per programmare le salite agli osservatori panoramici della città.

Se mi conosci già sai che il mio compito è quello di farti vivere la migliore esperienza di viaggio a New York attraverso i miei servizi di consulenza e itinerari personalizzati. Se non mi conosci allora puoi trovare tutto quello che faccio cliccando a questo link.

E con i miei itinerari personalizzati ti fornisco anche tutti i piani a e b in caso di maltempo. Anche se il mio consiglio preferito è sempre: a meno che la pioggia sia davvero ingestibile indossa una lunga mantella impermeabile e un ombrello, e continua a girare per New York senza stravolgere i tuoi programmi. In caso contrario la città è piena di posti interessanti al coperto e di modi per modificare le tue prenotazioni già fatte dall’Italia senza perdere il denaro speso.
 È più facile di quanto uno possa immaginare. E io, appunto, posso aiutarti a farlo.

Ma è normale che piova a New York?
Assolutamente sì. Eppure è una delle domande che ricevo più spesso.
Molti viaggiatori sembrano vivere la pioggia come un evento anomalo, quando in realtà New York ha precipitazioni abbastanza distribuite durante tutto l’anno. Non esiste una vera stagione secca. La buona notizia è che raramente piove ininterrottamente per giorni interi. Molto spesso si tratta di rovesci brevi, pioggia intermittente o cambi di tempo molto rapidi. Con le dovute eccezioni, certo.
Quindi vedere il simbolo della pioggia sulle app meteo non significa automaticamente “vacanza rovinata”. Anzi. New York è bellissima anche con la pioggia. I musei diventano rifugi perfetti, le librerie acquistano ancora più fascino e le luci di Manhattan, riflesse sull’asfalto bagnato, hanno un’atmosfera incredibilmente cinematografica. Perfino la nebbia tra i grattacieli rende tutto più suggestivo. Ma i turisti sono ossessionati dalla possibilità di sapere con anticipo se pioverà, soprattutto per programmare le salite agli osservatori panoramici della città.
Times Square è magica. Ma lo diventa ancora di più dopo un bell’acquazzone estivo. Quello che ci ha sorpreso prima di scattare questa foto. Guarda i colori che si riflettono sulla strada.

Esiste una stagione degli uragani a New York?

No. New York non è Miami, non è la Florida e non è nei Caraibi.

Non esiste una vera “stagione degli uragani” che debba spaventarti o farti evitare un viaggio. Detto questo, la città si affaccia sull’Atlantico e, in casi eccezionali, può essere colpita indirettamente dagli effetti di cicloni tropicali o tempeste post-tropicali.

Devo essere sincera, da insider mi è capitato un paio di volte vivere queste “allerte” che poi si sono dimostrate solo delle piogge particolarmente abbondanti.

L’eccezione è stato l’uragano Sandy del 2012, che causò gravi allagamenti e blackout soprattutto per via della combinazione tra mareggiata, alta marea e conformazione della costa.

Ma Sandy fu un evento eccezionale, dovuto a una combinazione meteorologica molto particolare. Non è la normalità newyorkese. Quindi se viaggi tra agosto e ottobre non serve andare nel panico. Basta fare quello che faresti per qualunque altra destinazione: controllare il meteo nei giorni precedenti alla partenza. E nel caso, armarti di piani b e c per il tuo viaggio.

Statisticamente parlando, è molto più probabile che il vento ti distrugga un ombrello comprato a Midtown piuttosto che trovarti dentro un vero uragano.

Qual è la migliore app meteo per gli USA?

Dopo anni e anni passati a New York ma soprattutto dopo aver conosciuto mio marito che è particolarmente appassionato di meteo, ho imparato una cosa: le app americane tendono a essere molto più precise di quelle generiche europee, soprattutto sui cambiamenti del meteo nella stessa giornata.
Prova infatti a consultare AccuWeather, The Weather Channel e Apple Weather, soprattutto per le previsioni orarie e i cambi di tempo improvvisi.

Ma, come ti ho accennato prima, anche le app a New York a volte alzano bandiera bianca, Proprio per il clima che cambia così rapidamente. Tanto che ci sono giornate in cui e previsioni sembrano aggiornarsi più velocemente dei cartelloni pubblicitari di Times Square.

A proposito di Times Square: hai già letto l’articolo in cui ti spiego se vale davvero la pena alloggiare lì? Questo è un altro tema molto dibattuto tra i viaggiatori. Scopri tutto cliccando qui.

La bellezza di New York in tutte le stagioni dell’anno. Tu quale preferisci?

Le cose che nessuno ti dice sul clima a New York

Ci sono poi alcune piccole verità climatiche su New York che difficilmente troverai nelle guide, o tra i gruppi Facebook. A proposito dei gruppi… evitali. Troverai solo consigli di persone che hanno fatto un viaggio di pochi giorni a New York e che NON hanno una visione a 360° delle città. Ho letto in questi gruppi informazioni talemente sbagliate ed obsolete da farmi venire la pelle d’oca.

  • La metropolitana in inverno può diventare caldissima. A volte entri con il cappotto e dopo due fermate inizi a chiederti se sei entrato in menopausa.
  • In estate invece succede il contrario: molti negozi e locali tengono l’aria condizionata così forte che passare dalla strada all’interno sembra un viaggio tra due continenti diversi. E il rischio di ammalarsi è alto.
  • Anche Central Park ha spesso una percezione climatica diversa rispetto al resto di Manhattan. Bastano pochi isolati per sentire più vento, più umidità o temperature leggermente differenti. Potere del verde urbano.
  • E poi c’è il Brooklyn Bridge. Attraversarlo in inverno senza cappello è una di quelle esperienze che ti fanno capire immediatamente quanto il vento newyorkese prenda il suo lavoro molto sul serio.

Sono dettagli piccoli, quasi banali.
Ma sono anche le cose che rendono New York incredibilmente affascinante.

La temperatura percepita conta più di quella reale

Hai presente quando l’app meteo segna 4 gradi ma tu ne percepisci improvvisamente -3? Benvenuto nel famoso “effetto canyon” di Manhattan.

I grattacieli della città creano dei veri e propri corridoi di vento che incanalano l’aria lungo le avenue, soprattutto in inverno. Ed è anche per questo che alcune giornate sembrano molto più fredde della temperatura reale. No, non è solo una tua impressione.

Ci sono strade in cui il vento accelera improvvisamente tra gli edifici. Ed è uno dei motivi per cui a New York il freddo viene spesso percepito come “più intenso” rispetto a quello segnato dal termometro.

La temperatura reale conta.
Ma la temperatura percepita conta molto di più.

A inizio 2026 il clima a New York ha regalato alcune bufere di neve che hanno reso la città davvero spettacolare. E sono in tanti a pensare che questa sia la normalità degli inverni a New York. Nell’immaginario collettivo della città dicembre è vista come una gigantesca cartolina natalizia costantemente innevata.
Ma non è sempre così. La colpa è dei film. Sempre loro.
La verità è che la neve a Natale non è affatto garantita. Anzi, statisticamente parlando il periodo più rigido dell’anno tende generalmente a essere tra gennaio e febbraio, mentre dicembre può alternare giornate molto fredde ad altre sorprendentemente miti. Te l’ho anticipato prima: le temperature possono essere glaciali per un paio di giorni e poi di colpo passare a 12 gradi, con escursioni termiche niente male.
Ancora una volta: imprevedibilità totale.
Una delle bufere di neve di inizio 2026 fotografate da una delle nostre guide locali italiane che partecipano al nostro progetto. Punti di vista bellissimi, tour che ti assicuro non sono i “soliti”, ma altrettanto originali! Conttattami.

In inverno c’è sempre neve? Sfatiamo un mito

A inizio 2026 il clima a New York ha regalato alcune bufere di neve che hanno reso la città davvero spettacolare. E sono in tanti a pensare che questa sia la normalità degli inverni a New York. Nell’immaginario collettivo della città dicembre è vista come una gigantesca cartolina natalizia costantemente innevata.

Ma non è sempre così. La colpa è dei film. Sempre loro.

La verità è che la neve a Natale non è affatto garantita. Anzi, statisticamente parlando il periodo più rigido dell’anno tende generalmente a essere tra gennaio e febbraio, mentre dicembre può alternare giornate molto fredde ad altre sorprendentemente miti. Te l’ho anticipato prima: le temperature possono essere glaciali per un paio di giorni e poi di colpo passare a 12 gradi, con escursioni termiche niente male.

Ancora una volta: imprevedibilità totale.

Ed è forse proprio questo a rendere New York natalizia così speciale. Perché non sai mai davvero quale versione della città ti troverai davanti.

Il vero segreto per vivere al meglio il clima a New York? Accettare il meteo

La verità è che New York non è bella solo con il sole perfetto e clima di ventidue gradi. È bella con la neve, con la pioggia, con il vento, con l’umidità assurda di agosto. Con Central Park pieno di foglie in ottobre e con le luci riflesse sull’asfalto bagnato. Il meteo fa parte dell’esperienza.

E forse il modo migliore per affrontare il clima a New York non è cercare disperatamente la settimana meteorologicamente perfetta, ma partire sapendo che, proprio come tutte le grandi città del mondo, anche New York sarà sempre un po’ imprevedibile.

E ti dirò un’altra cosa che però non devi prendere male, perché è un dato di fatto: il viaggiatore navigato sa che non ha tanto senso chiedersi che tempo aspettarsi. Guarderà più o meno il meteo ma senza ansia. Metterà in valigia tutto l’occorrente per vivere al meglio la propria vacanza. Cioè metterà in valigia un po’ di tutto. Proprio perché a New York non si sa mai.

Se vuoi rendere la tua vacanza a New York davvero speciale, con un itinerario che tiene conto dei tuoi gusti, passioni, esigenze personali e budget. E che si adatti alla perfezioni ai giorni che davvero ai a disposizione nella tua vacanza ti invito nuovamente a leggere tutto quello che posso fare te cliccando su questo link. E a contattarmi alla mail hello@twomaketravel.it

Con questo articolo spero davvero che la situazione sul clima a New York ti sia più chiara per partire in serenità.

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Hai mai sentito parlare di Essaouira? Si trova in Marocco, non molto lontana da Marrakech, ed è il posto perfetto non solo se vuoi vivere un’esperienza cinematografica. Non è infatti la classica città imperiale marocchina dai ritmi intensi. Passeggiare tra le vie della sua Medina, delle sue botteghe, e sulla sua costa che si affaccia sull’Atlantico ti darà modo di respirare (letteralmente, perché è sempre molto ventilata), un mood marocchino sì ma decisamente particolare.

A noi è piaciuta tantissimo e abbiamo tra l’altro scoperto da poco che la band dei Subsonica l’ha scelta come location di ispirazione per registrare il nuovo album “Terre rare” proprio per la sua commistione di culture… ma questa è un’altra storia.

Se vuoi sapere tutto quello che puoi fare in un viaggio anche solo di un giorno ad Essaouira clicca su questo articolo con tutte le informazioni che ti serviranno per il tuo viaggio.
Mentre se vuoi TUTTE le informazioni che ti saranno davvero utili per organizzare il tuo viaggio in Marocco e a Marrakech, leggi le nostra guida che abbiamo scritto qui.

Se invece sei appassionato di cine turismo e Il Trono di Spade, allora questo articolo è per te! Benvenuto ad Astapor.

Essaoura/ Astapor nella serie il Trono di Spade

Partiamo dal presupposto che ormai sono passati più di 10 anni dalla fine della serie e che quello che stiamo per scrivere non rientra nello spoiler? 🙂

Astapor, nella serie Il Trono di Spade è un’antica colonia ghiscariana nella Baia degli Schiavisti di Essos. È famosa per essere il principale centro di addestramento degli Immacolati, i migliori soldati – schiavi del mondo. Gli Immacolati sono famosi per avere una grandissima resistenza fisica, per essere disciplinati, senza paura, leali fino al midollo, incapaci non solo di provare emozioni ma umana debolezza.
Gli immacolati vengono addirittura castrati per far si che non provino nulla. Tutto al fine di perseguire un solo obiettivo: servire il proprio padrone schiavista.

Daenerys Targaryen arriva ad Astapor con l’intento non solo di liberarli dalla loro schiavitù ma anche di avere un’arma letale che la aiuti a distruggere tutta la classe dirigente dei “Padroni”.

stagione 3 episodio 1 Valar Dohaeris. Al minuto 45 invece vediamo Daenerys sempre sulla nave che ormai sono vicini ad Astapor. Si vede la città vicina ma è completamente trasformata dalla CGI. Dell’originale Essaouira non c’è nulla.
Daenerys arriva ad Astapor via nave e come puoi vedere sulla destra, la ricostruzione scenografica ha poco a che vedere con la vera Essaouira. Tra poco ti spoeghiamo tutto.

Da Astapor inizia quindi la sua scalata verso il dominio dei 7 regni. Daenerys agisce con un’astuzia superlativa e riesce a farsi amare a tal punto che le viene dato l’appellativo di “Mhysa” (madre), che simboleggia il suo ruolo di liberatrice, e Madre dei Draghi. Non di leader politica. Un approccio completamente diverso rispetto a tutti quelli che si sono seduti su quel trono.

Sono principalmente 3 i luoghi che vedono Essaouira trasformata in Astapor nella serie Il Trono di Spade.

Skala de la Ville: i bastioni affacciati sull’oceano

Se c’è un luogo che più di tutti riesce a farti pensare immediatamente ad Astapor, è questo. La Skala de la Ville è il sistema difensivo costruito nel XVIII secolo per proteggere la città dagli attacchi provenienti dall’oceano Atlantico.

Ancora oggi puoi camminare lungo questi bastioni osservando file di antichi cannoni puntati verso il mare. Mentre il vento colpisce le mura e le onde si infrangono contro le rocce sottostanti, tra vento e salsedine. È uno dei luoghi più scenografici di tutta Essaouira e, onestamente, anche senza conoscere Il Trono di Spade merita la visita. Nella parte inferiore puoi trovare molte botteghe artigiane scavate all’interno della roccia della fortificazione (Rue Skala). Una sorta di trade d’union con la Medina.

Nella serie la Skala de la Ville è utilizzato per creare l’atmosfera di Astapor e compare in diverse inquadrature che tra poco ti descriveremo. Ed è qui che capisci quanto la produzione abbia scelto bene: la città ha già naturalmente un’estetica cinematografica che è funzionale alla narrazione della storia.

Attenzione: molti siti distinguono la Skala de la Ville con la location che segue in questa lista, ma anche su Google Maps sono distinti con questi nomi. Te lo diciamo proprio nel caso tu voglia aiutare la tua visita ad Essaouira proprio con il gps.

La Skala de la Ville è il sistema difensivo costruito nel XVIII secolo per proteggere la città dagli attacchi provenienti dall’oceano Atlantico.
Ancora oggi puoi camminare lungo questi bastioni osservando file di antichi cannoni puntati verso il mare, mentre il vento colpisce le mura e le onde si infrangono contro le rocce sottostanti, tra vento e salsedine.
È uno dei luoghi più scenografici di tutta Essaouira e, onestamente, anche senza conoscere Il Trono di Spade merita la visita. Nella parte inferiore puoi trovare molte botteghe artigiane scavate all’interno della roccia della fortificazione (Rue Skala). Una sorta di trade d’union con la Medina.
Nella serie la Skala de la Ville è utilizzato per creare l’atmosfera di Astapor e compare in diverse inquadrature che tra poco ti descriveremo. Ed è qui che capisci quanto la produzione abbia scelto bene: la città ha già naturalmente un’estetica cinematografica che è funzionale alla narrazione della storia.
I bastioni di Essaouira trasformati in dicerse scene, tra cui il cammino del supplizio, che ti descriveremo bene tra poco.

Sqala du Port: la fortezza che domina il porto

Accanto al porto dei pescatori si trova un’altra delle location più riconoscibili, (vedi immagine di copertina di questo articolo). Non è il reale proseguimento della Skala de la Ville anche se le mura della città proseguono, infatti per passare da un posto all’altro occorre passare dalle mura interne.

La Sqala du Port è la fortificazione che controllava l’ingresso marittimo della città. Probabilmente l’hai già vista in centinaia di fotografie: è quella torre che domina il porto pieno di barche blu, spesso immortalata da chi visita Essaouira. Forse il luogo più iconico della città, tanto da essere sempre usata come immagine di copertina dei siti, dei depliant, delle esperienze… anche da noi, è vero!

Nella serie però la prospettiva cambia. Infatti questa torre è spesso fotografata da dentro il porto, subito dopo che si attraversa l’arco. Mentre nella serie Il Trono di Spade, dal lato opposto, quello dei bastioni, quindi prima di attraversare l’arco.

 È un luogo incantevole dove sedersi e contemplare l’Oceano Atlantico, osservando il mondo che scorre, soprattutto al tramonto.

a Sqala du Port, in cui vediamo la torre e l’arco con il buco. Qui sono stati aggiunti degli elementi scenografici e non sono state tolte le iconiche barche blu, quindi il luogo è anche in questo caso assolutamente riconoscibile.
Qui avviene la scena che dà il climax alla puntata: la bambina che tenta di uccidere Daenerys con uno scorpione e lo svelamento del suo salvatore Ser Barristan Selmy, che si guadagna il ruolo di protettore della regina bionda. E con questo termina anche la puntata.
a sinistra la scena finale della prima punatata delal stagione 3 del trono di Spade, tra poco te la descriviamo nella sua interezza. A destra un’immagine della torre nella realtà.

La ricostruzione dei luoghi negli Studios e le scene in CGI

Le scene della città di Astapor vanno oltre questa zona, come alcuni scorci delle mura, l’arco del porto appena citato, la città di Essaouira si presta molto a richiamare l’ambientazione militare descritta nella serie Il Trono di Spade. Quindi è facile che ci siano certi scorci della città che ti sembreranno familiari.

Ma altre scene sono state ricostruite negli Atlas Studios, di cui parleremo presto in un articolo dedicato.
Ti lasciamo solo con l’idea che sono talmente grandi e importanti da fare concorrenza ad Hollywood.. anzi.
Non è un caso che moltissime produzioni cinematografiche vengano a girare film in Marocco.

Altre scene, che ti descriveremo tra poco, sono state realizzate completamente in CGI, cioè in grafica 3D e d effetti speciali.

al posto della fortezza degli immacolati, quella reale che vediamo anche nella realtà nella Skala de la ville di Essaouira, qui appare una fortezza decisamente ricostruita in computer grafica
a sinistra la fortezza di Essaouira è stata implementata in computer grafica, mentre a destra una scena del set del Trono di Spade durante le riprese della scena della presentazione dell’esercito degli Immacolati.

Le puntate del Trono di Spade in cui appare Astapor/Essaouira

Sono tre e sono tutte belle intense. Qui di seguito ti riportiamo dove sono state girate tutte le scene del Trono di Spade ambientate ad Essaouira/Astapor. Così potrai immergerti e fantasticare di essere Daenerys e poter pronunciare anche tu “Dracarys”.
Ovviamente ti parleremo solo della parte relativa ad Astapor… per tutte le altre location in giro per il mondo… ci stiamo attrezzando! 🙂

3×01 – Valar Dohaeris

Al minuto 36 vediamo la scena in cui Daenerys e Ser Jorah Mormont a bordo della nave in procinto di arrivare ad Astapor. Daenerys e Drogo “giocano” tra acqua e fuoco. Capiamo subito che il drago è si ancora un cucciolo ma ha già la facoltà di “fare fuoco”, il che è solo l’annuncio silenzioso a come andrà a finire tutta la vicenda. Nessun riferimento alla città di Astapor/ Essaouira nelle immagini.

Al minuto 45 invece vediamo Daenerys sempre sulla nave che ormai sono vicini ad Astapor. Si vede la città vicina ma è completamente trasformata dalla CGI. Dell’originale Essaouira non c’è nulla. Vedi prima immagine di questo articolo.

Ma nella scena successiva vediamo i nostri eroi proprio sui bastioni della Skala de la Ville con il Padrone dell’esercito degli Immacolati Kraznys e la sua interprete Missandei, anch’essa al suo servizio. Riconosciamo la location originale dei bastioni e la sua forma particolare che comprende anche i sotterranei con le botteghe, ma senza gli iconici cannoni che danno ad Essaouira uno dei suoi “tocchi” militari che la caratterizzano.

Qui Daenerys e ser jorah camminano tra la forma irregolare dei bastioni  della Skala de la Ville con il Padrone dell’esercito degli Immacolati Kraznys e la sua interprete Missandei, anch’essa al suo servizio.

Il gruppo entra all’interno del fortino per fare la conoscenza degli Immacolati.
Qui è spiegato l’addestramento e il valore dell’esercito, il perché è tanto speciale.

La sapiente regia inquadra solo ed esclusivamente alcune parti dei bastioni e del fortino, senza il contorno della città di Essaouira e senza le facciate bianche delle abitazioni, per caratterizzare molto l’atmosfera militare.

Al minuto 50 vediamo Daenerys e Jorah che camminano sulle mura di Essaouira che portano alla Squala du Port. Come puoi vedere è la stesssa dell’immagine di destra. Parlano della condizione di schiavitù degli Immacolati e di come sarebbe diversa se al loro comando ci fosse lei.

La camminata appunto si conclude proprio alla Sqala du Port, in cui vediamo la torre e l’arco con il buco (immagine di copertina dell’articolo). Qui sono stati aggiunti degli elementi scenografici e non sono state tolte le iconiche barche blu, quindi il luogo è anche in questo caso assolutamente riconoscibile.
Qui avviene la scena che dà il climax alla puntata: la bambina che tenta di uccidere Daenerys con uno scorpione e lo svelamento del suo salvatore Ser Barristan Selmy, che si guadagna il ruolo di protettore della regina bionda (ti abbiamo già mostrato l’immagine nella parte iniziale dell’articolo). E con questo termina anche la puntata.

3×03 – Walk of Punishment

Al minuto 28 la regia ci mostra una panoramica del mare che si scaglia tra le rocce e che termina a quello che viene definito “il Cammino del supplizio” che do il nome alla puntata.
Siamo di nuovo nella Skala de la Ville, anche in questo caso i cannoni sono stati tolti e il loro basamento è stato utilizzato come supporto per i crocifissi che impalano gli schiavi ribelli.

Walk of Punishment
Al minuto 28 la regia ci mostra una panoramica del mare che si scaglia tra le rocce e che termina a quello che viene definito “il Cammino del supplizio” che do il nome alla puntata. 
Siamo di nuovo nella Skala de la Ville, anche in questo caso i cannoni sono stati tolti e il loro basamento è stato utilizzato come supporto per i crocifissi che impalano gli schiavi ribelli. 
In questo caso ci sono anche degli scorci delle case di Essaouira che affacciamo su questa zona, per indicare un’ambientazione più cittadina di Astapor, in contrapposizione con quella militare della puntata precedente.

In questo caso ci sono anche degli scorci delle case di Essaouira che affacciamo su questa zona, per indicare un’ambientazione più cittadina di Astapor, in contrapposizione con quella militare della puntata precedente.
Ma subito dopo, sul proseguimento della strada, non abbiamo più le mura fortificate della puntata precedente, ma una costruzione totalmente ricostruita con la Computer grafica. (immagine mostrata prima).

Stesso luogo utilizzato ma con significati e presupposti diversi.

Anche questa scena è funzionale al climax che avverrà nell’ultima puntata che stiamo per descriverti, perché Daenerys capisce come NON vuole governare una volta che siederà sul Trono di Spade ma anche come far finire la società schiavista.
Nella scena successiva avviene la vera e propria trattativa per acquistare gli Immacolati, sempre assieme a Kraznys e Missendei. Daenerys promette Drogo in cambio degli Immacolati, ma anche che la traduttrice vada al suo servizio.

Queste si svolgono alla base centrale delle mura di Essaouira, ma nella parte sottostante in cui dimorano le botteghe. Per arrivarci, di fronte alla base del pendio che porta alle mura, si prosegue dritto a sinistra del pendio e si continua a girare a destra. Proprio mentre tornate nei vicoli, fermatevi, giratevi e guardate dietro di voi.

Infine Daenerys e Missendei escono dalla trattativa passeggiando lungo tutta la parte inferiore delle mura, quelle che ti abbiamo descritto come Rue Skala. Infatti si vedono le nicchie (chiuse) delle botteghe della vera Essauira.

3×04 And Now His Watch Is Ended

È qui che arriva la scena più iconica, dove Daenerys pronuncia la parola “Dracaris” e così facendo non solo prende il potere sugli Immacolati ma fa uccidere anche su tutti i padroni di Astapor, per poi chiedere all’esercito di seguirla ma non come schiavi, come uomini liberi.

In questo caso le scene sono state girate all’interno degli Atlas studio mediante uso di CGI per ricostruire tutto l’esercito di 8000 Immacolati

Ed ancora, nella scena finale della puntata Daenerys guida gli Immacolati fuori da Astapor, ma non via mare, via terra. Si vede qualcosa dello sfondo marino punteggiato di isole riconducibile all’Oceano Atlantico sulle coste di Essaouira, ma anche in questo caso interviene la CGI, poiché nella realtà si può vedere bene che le mura di Essaouira sono circondate dall’acqua. In più sono anche stati aggiunti i draghi, che ovviamente nella realtà non esistono.

Daenerys guida gli Immacolati fuori da Astapor e si vede lo sfondo marino punteggiato di isole riconducibile all'Oceano Atlantico sulle coste di Essaouira, viene fatto un ampio uso di CGI per mostrare tutta la città (finta) di Astapor a cui vengono aggiunti i draghi.

E con l’immagine di Drogo che vola, si chiude a cerchio questa micro storia che ha come protagonista la città di Essaouira/Astapor nelle puntate del Trono di Spade.

E con l’immagine di Drogo che vola, si chiude a cerchio questa micro storia che ha come protagonista la città di Essaouira/Astapor nelle puntate del Trono di Spade.

Speriamo tanto che le nostre indicazioni di questo articolo ti siano d’aiuto nel vivere non sono al meglio la Città di Essaouira, ma anche di rivivere le scene di questa serie di bellezza epica.
Se vuoi una consulenza su come costruire al meglio il tuo itinerario in Marocco che comprenda anche la città di Essaouira puoi scriverci a hello@twomaketravel.it siamo consulenti di viaggio e possiamo fornirti itinerari personalizzati e ottimizzati per farti vivere al meglio la tua esperienza di viaggio! E non dimenticare di seguirci su Instagram per tante ispirazioni di viaggio.

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Visitare Essaouira in un giorno è una buona idea? Se stai organizzando un viaggio in Marocco e ti chiedi se vale la pena dedicare una giornata a Essaouira, la risposta è sì. Soprattutto se vuoi staccare dal ritmo intenso di Marrakech e respirare un’atmosfera completamente diversa.

Essaouira in un giorno

Visitare Essaouira in un giorno è una buona idea? Se stai organizzando un viaggio in Marocco e ti chiedi se vale la pena dedicare una giornata a Essaouira, la risposta è sì.
Soprattutto se vuoi staccare dal ritmo intenso di Marrakech e respirare un’atmosfera completamente diversa.

Visitare Essaouira in un giorno: guida pratica

Visitare Essaouira in un giorno è una buona idea? Se stai organizzando un viaggio in Marocco e ti chiedi se vale la pena dedicare una giornata a Essaouira, la risposta è sì.
Soprattutto se vuoi staccare dal ritmo intenso di Marrakech e respirare un’atmosfera completamente diversa.

Noi l’abbiamo fatto ed è stata un’esperienza meravigliosa, e in questo articolo ti descriviamo come poterla vivere in modalità “zero fatica”, con un tour diretto dalla città di Marrakech, oppure affittando una macchina in autonomia.

Quindi come al solito allaccia la cintura, ti portiamo con noi sulla costa del Marocco: destinazione Essaouira.

Un po’ di storia di Essaouira

Prima di raccontarti cosa vedere, è utile capire perché questa città è così diversa dal resto del Marocco.

Essaouira, conosciuta in passato come Mogador, è stata per secoli un importante porto commerciale. Fenici, portoghesi e francesi hanno lasciato il segno. Ma è nel XVIII secolo che la città prende la forma attuale grazie al sultano Mohammed III, che la volle come principale apertura del Marocco verso l’Europa.

Questa mescolanza di influenze si percepisce ancora oggi: nelle architetture, nella cucina, nell’atmosfera cosmopolita. Non è la classica città imperiale marocchina, ed è proprio questo il suo punto di forza.
Affacciata sull’Atlantico, Essaouira è una città molto più rilassata rispetto a Marrakech, ventosa, autentica. Perfetta da visitare anche in giornata, ma con abbastanza carattere da meritare qualche giorno in più, se ne hai la possibilità. E infatti non vediamo l’ora di tornarci per goderci il suo mood per qualche ora in più.

Non dimenticare di leggere anche la guida con Tutti i nostri consigli per organizzare al meglio il tuo viaggio in Marocco e a Marrakech. Solo consigli 100% utili, promesso. Clicca qui per leggere tutto.

Mentre cliccando qui potrai leggere la nostra guida completa sulla Medina di Marrakech.

Essaouira, conosciuta in passato come Mogador, è stata per secoli un importante porto commerciale. Fenici, portoghesi e francesi hanno lasciato il segno, ma è nel XVIII secolo che la città prende la forma attuale grazie al sultano Mohammed III, che la volle come principale apertura del Marocco verso l’Europa.
Questa mescolanza di influenze si percepisce ancora oggi: nelle architetture, nella cucina, nell’atmosfera cosmopolita. Non è la classica città imperiale marocchina, ed è proprio questo il suo punto di forza.

Cosa vedere in un giorno ad Essaouira

Se vuoi visitare la città di Essaouira in un giorno sappi che: la città antica, quella più turistica, ha 4 punti principali che ti descriveremo. La Medina che rappresenta il cuore della città fortificata, i bastioni, il porto e il lungo mare fuori dalle mura.

Poi c’è la zona “nuova” quella residenziale fuori dalle mura della Medina, di solito i turisti la visitano solo se si fermano più di un giorno, e infatti non è stato il nostro caso.
Questa si affaccia sul lungo mare fuori dalla Medina.

Ma c’è anche una zona desertica, raggiungibile in macchina, delimitata dalla città da un fiume. Noi non abbiamo avuto abbastanza tempo per visitarla. Qui potrai fare le “solite” attività che ormai vengono fatte in tutte le zone con un po’ di deserto in tutto il mondo: giri con il quod, cammellata, cavalli ecc. La particolarità di questa area desertica è che si affaccia sul mare, quindi diventa un’esperienza suggestiva. In molti la scelgono anche per fare un giorno in spiaggia, tra cammelli e cavalli… perchè no?

Si può anche visitare la kasbah Dar Caïd M’barek. Perfetta se non hai mai fatto questo tipo di esperienze e avete qualche giorno in più di tempo proprio ad Essaouira.

Cosa vedere in un giorno ad Essaouira
Se vuoi visitare la città di Essaouira in un giorno sappi che: la città antica, quella più turistica, ha 4 punti principali che nel corso di questo articolo ti descriveremo: la Medina che rappresenta il cuore della città fortificata, i bastioni chiamiamoli così – che fanno sempre parte della Medina – ma hanno un fascino tutto a sè, il porto e il lungo mare fuori dalle mura.

La Medina

Dimentica il caos devastante (ma super caratteristico) di Marrakech, la Medina di Essaouira è una di quelle che mettono d’accordo tutti: autentica ma molto più semplice da esplorare. Infatti eravamo partiti un po’ prevenuti con l’ansia di trovare lo stesso “delirio” di Marrakech, e invece NO. Essaouira è tutt’altra storia.

Dichiarata patrimonio UNESCO, la Medina di Essaouira ha una struttura più regolare, quasi “a griglia”, poiché progettata con influenze europee. Questo significa che appena entrerai tra le sue imponenti mura sperimenterai meno caos, meno possibilità di perderti e una visita decisamente più rilassata.

Qui puoi passeggiare tra botteghe di artigianato, gallerie d’arte e piccoli negozi locali. Il legno di thuya è uno dei prodotti più caratteristici: lo vedrai trasformato in scatole, mobili e oggetti decorativi. Come al solito le medine marocchine sono sempre un bel trionfo di colori che fanno bene non solo agli occhi ma anche all’umore.

Dimentica il caos devastante (ma super caratteristico) di Marrakech, la Medina di Essaouira è una di quelle che mettono d’accordo tutti: autentica ma molto più semplice da esplorare. Infatti eravamo partiti un po’ prevenuti con l’ansia di trovare lo stesso “delirio” di Marrakech, e invece NO. Essaouira è tutt’altra storia.
Dichiarata patrimonio UNESCO, la Medina di Essaouira ha una struttura più regolare, quasi “a griglia”,poichè progettata con influenze europee. Questo significa che appena entrerai tra le sue imponenti mura sperimenterai meno caos, meno possibilità di perderti e una visita decisamente più rilassata.
Qui puoi passeggiare tra botteghe di artigianato, gallerie d’arte e piccoli negozi locali. Il legno di thuya è uno dei prodotti più caratteristici: lo vedrai trasformato in scatole, mobili e oggetti decorativi. Come al solito le medine marocchine sono sempre un bel trionfo di colori che fanno bene non solo agli occhi ma anche all’umore.

Nella Medina puoi anche addentrarti più in profondità, tra le vie un po’ più lontane dai negozi, è qui che prendono spazio i Riad. Queste sono le abitazioni tipiche convertite in strutture ricettive, da fuori ingannano: sembrano costruzioni anonime, solo una scritta o una porta decorata, ma dentro sono dei piccoli gioelli di luce, ambientazione, design, colori ecc, che renderanno il tuo soggiorno marocchino speciale.

Nella Medina di Essaouira puoi anche addentrarti più in profondità, tra le vie un po’ più lontane dai negozi, è qui che prendono spazio i Riad, ossia le abitazioni tipiche convertite in strutture ricettive, da fuori ingannano: sembrano costruzioni anonime, solo una scritta o una porta decorata, ma dentro sono dei piccoli gioelli di luce, ambientazione, design, colori ecc, che renderanno il tuo soggiorno marocchino speciale.
Le porte tipiche dei Riad, che danno su strutture solo esternamente anonime. E come non citare l’italianissimo e piemontesissimo Baladin che ha aperto un Riad con tanto di ristorante italiano anche qui.

Noi abbiamo fatto questa esperienza a Marrakech e te ne parliamo in questo articolo che abbiamo scritto per te.

I bastioni

Se c’è un punto in cui Essaouira cambia completamente atmosfera, è quello dei suoi bastioni affacciati sull’oceano Atlantico.

Dopo i vicoli ordinati della Medina e il caos autentico del porto di cui ti parleremo nel prossimo paragrafo, qui il paesaggio diventa improvvisamente più austero, quasi cinematografico. Mura color sabbia battute dal vento, antichi cannoni puntati verso il mare e l’oceano che si infrange contro le rocce creano uno scenario molto diverso da quello che normalmente si associa alle città marocchine.

Questa zona è conosciuta come Skala de la Ville, il sistema difensivo costruito nel XVIII secolo per proteggere la città dagli attacchi provenienti dal mare. Passeggiando lungo le mura si percepisce chiaramente il passato strategico di Essaouira, che per secoli come abbiamo già accennato, è stata uno dei porti commerciali più importanti del paese.

Ma c’è anche un’altra zona che è stata resa famosa per un’altra ragione e te ne parliamo tra pochissimo.

La particolarità è proprio il contrasto: da una parte hai l’atmosfera rilassata della città costiera, dall’altra questa architettura militare che rende il panorama quasi drammatico, soprattutto nelle giornate ventose che qui non sono affatto rare.

È anche uno dei punti più fotografati della città, tra poco ti spieghiamo il perché. Da sopra i bastioni puoi osservare il porto con le sue iconiche barche blu, la Medina alle tue spalle e l’Atlantico che si apre davanti a te.

Se c’è un punto in cui Essaouira cambia completamente atmosfera, è quello dei suoi bastioni affacciati sull’oceano Atlantico.
Dopo i vicoli ordinati della Medina e il caos autentico del porto, qui il paesaggio diventa improvvisamente più austero, quasi cinematografico. Mura color sabbia battute dal vento, antichi cannoni puntati verso il mare e l’oceano che si infrange contro le rocce creano uno scenario molto diverso da quello che normalmente si associa alle città marocchine.
Questa zona è conosciuta come Skala de la Ville, il sistema difensivo costruito nel XVIII secolo per proteggere la città dagli attacchi provenienti dal mare. Passeggiando lungo le mura si percepisce chiaramente il passato strategico di Essaouira, che per secoli come abbiamo già accennato, è stata uno dei porti commerciali più importanti del paese.

Il porto

Una delle esperienze più vere che puoi fare a Essaouira è fermarti al porto. Il porto e la sua Torre di cui ti parliamo tra poco che prende il nome di Sqala du port. Ti basta pensare che proprio questa torre è l’immagine forse più iconica di questa città marocchina, tanto che l’abbiamo usata come copertina di questo articolo.
Ma non solo, questa torre è anche famosa perché è diventata anche un’icona cinematografica e te ne parliamo tra poco.

Il porto fa in un certo senso sempre parte delle mura della città ma in realtà sono considerate due zone di Essaouira completamente diverse.

Qui la città cambia volto: niente boutique curate o riad eleganti, ma pescatori al lavoro, barche blu allineate e un’energia caotica ma affascinante.

È anche il posto giusto per pranzo. Il meccanismo è semplice: scegli il pesce direttamente al banco e lo fai grigliare sul momento. Un’esperienza informale, genuina e decisamente diversa dai ristoranti turistici. Ok, questa pratica ormai è diventata molto turistica, ma mettiamola così: se vuoi farti una mangiata di pesce fresco questa è l’esperienza che fa per te.

Una delle esperienze più vere che puoi fare a Essaouira è fermarti al porto. Qui la città cambia volto: niente boutique curate o riad eleganti, ma pescatori al lavoro, barche blu allineate e un’energia caotica ma affascinante.

Il pranzo al porto

Come funziona:
troverai sia una sorta di mercato centrale nel centro del porto, in cui scegliere il pesce esposto da cucinare al momento, ma anche dei piccoli chioschi subito prima nella passeggiata laterale che porta al porto. Con la differenza che la zona centrale del posto è più caotica, mentre ogni chiosco è un mondo a sé, con i propri prezzi e il proprio spazio per sedersi.

Noi abbiamo fatto prima un giro di perlustrazione sia nei chioschi che nella zona centrale, abbiamo guardato i tipi di pesce esposto, i prezzi e l’affluenza generale. Abbiamo optato per i chioschi per volevamo un’esperienza meno caotica, ma in base al tuo mood della giornata puoi scegliere quello che fa più per te.

Ovviamente i marocchini sono sempre molto insistenti nel farti andare a mangiare al loro chiosco, quindi cerca di perlustrare sì, ma senza far vedere che sei rimasto particolarmente colpito da uno o dall’altro, quando poi deciderai ti fionderai senza indugio sul tuo preferito.

Noi facendo così abbiamo mangiato due belle porzioni di pesce fresco grigliato sul momento, un piatto di patatine fritte, verdure varie, una bottiglia d’acqua e una coca. Il prezzo varia in base al tipo di pesce che si sceglie e in tutto abbiamo pagato circa 20 euro a testa. Abbiamo pagato in contanti.

il porto di essaouira è anche il posto giusto per pranzo. Il meccanismo è semplice: scegli il pesce direttamente al banco e lo fai grigliare sul momento. Un’esperienza informale, genuina e decisamente diversa dai ristoranti turistici. Ok, questa pratica ormai è diventata molto turistica, ma mettiamola così: se vuoi farti una mangiata di pesce fresco questa è l’esperienza che fa per te.

Il lungomare fuori dalla Medina

Dopo la visita alla Medina e al porto, il lungomare è la pausa perfetta. Essaouira è conosciuta come la “città del vento”, quindi è molto amata da chi pratica kitesurf e windsurf, ci sono anche dei centri in cui potrai praticare questo sport.

Noi sinceramente abbiamo amato la zone di Skala de la Ville per l’oceano che si infrange sulle rocce e sui bastioni e per questa particolare atmosfera ventosa che nel nostra caso non è mai stata esagerata.

Anche se non pratichi sport, la lunga spiaggia è ideale per una passeggiata rilassante prima di ripartire. Noi abbiamo trascorso qui l’ultima parte della giornata e l’abbiamo trovata molto rigenerante.

Dopo la visita alla Medina e al porto, il lungomare è la pausa perfetta.
Essaouira è conosciuta come la “città del vento”, quindi è molto amata da chi pratica kitesurf e windsurf.
Noi sinceramente abbiamo amato la zone di Skala de la Ville per l’oceano che si infrange sulle rocce e sui bastioni e per questa particolare atmosfera ventosa che nel nostra caso non è mai stata esagerata.
Anche se non pratichi sport, la lunga spiaggia è ideale per una passeggiata rilassante prima di ripartire. Noi abbiamo trascorso qui l’ultima parte della giornata e l’abbiamo trovata molto rigenerante.

Essaouira e il Trono di Spade: la città di Astapor

Se hai la sensazione di aver già visto questo luogo da qualche parte non ti sbagli. Proprio le fortificazioni di Essaouira sono state utilizzate come set per alcune scene di Il Trono di Spade.

Qui sono state ricreate alcune scene della città di Astapor e la zona dei bastioni si presta particolarmente all’atmosfera militare di questa città Astapor. Militare poiché qui vengono addestrati i soldati dell’esercito degli Immacolati. infatti Daenerys Targaryen arriva ad Astapor con l’intento di entrare in possesso dell’esercito degli Immacolati ma non solo. La zona cinematografica più iconica, anche se appare solo in una scena, è proprio quella della Sqala du Port.

Essaouira è stata il set di Astapor nelal serie Il Trono di spade, in due location principali: la Skala de la ville e il suo fortino e la sqala du port, la celebre torre di fiando al porto che è l'icona stessa della città di essaouira

Mentre la Skala de la Ville, la passeggiata con i cannoni e il fortino sono l’altra location più utilizzata e utilizzata per più usi diversi.

Entrambe sono particolarmente riconoscibili tra le scene della serie. Altre ambientazioni di Astapor invece sono state ricostruite in quella che viene chiamata CGI, ossia con l’utilizzo di effetti digitali. Anche senza essere fan, sono tra i punti più scenografici della città. Se invece sei un fan e vuoi visitare il un giorno la città di Essaouira anche per vivere in prima persona i set di Game of Thrones/ Il Trono di Spade, allora noi puoi perdere l’articolo che abbiamo dedicato a questo argomento.

Lo trovi cliccando qui e vedrai che contiene tutte le informazioni che cerchi. Qui abbiamo descritto TUTTE le scene della serie, con le foto corrispettive delle vere strade di Essauira utilizzate per Astapor. In questo modo avrai una panoramica molto completa per immergerti in prima persona e vivere la tua esperienza da film.
Queste due immagini che vedi qui sono sono alcune delle tantissime che vedrai e leggerai nell’approfondimento. Insomma, Astapor ti attende!

Visitare Essaouira in un giorno da Marrakech

Ma ora veniamo alle informazioni pratiche per visitare Essaouira in un giorno. Noi lo abbiamo fatto da Marrakech, utilizzando un tour in partenza da lì.
Il tour ci è stato prenotato da Cinzia, la proprietaria del Riad nel quale abbiamo soggiornato a Marrakech. Un tour che di fatto è stato solo un transfer fino alla città di Essaouira e ritorno, che ci ha lasciato il tempo di visitare la città in completa autonomia.

Ma esistono tanti tipi di tour, che comprendono anche la guida multilingue (una scelta adottata in molte parti del mondo e Cinzia stessa ci ha raccontato che le guide in italiano in Marocco non sono molte).
Puoi anche prenotarlo in autonomia, ad esempio questo che ti indichiamo sia nel widget che a questo link.

Powered by GetYourGuide

Noi in generale scegliamo sempre questi tour perché hanno la cancellazione gratuita fino a 24h prima e sono tutti tour di qualità, poiché ormai ogni tour operator ha anche delle quote di posti qui per avere la massima visibilità in tutto il mondo.

Cliccando sul link puoi scegliere tu in autonomia il tipo di visita a Essaouira in un giorno che più si addice alle tue esigenze di viaggio.

Visitare Essaouira in un giorno con auto

Sono in tanti a scegliere di visitare il Marocco con un tour on the road, quindi noleggiando un’auto e decidendo tutte le tappe da visitare. Questo ovviamente può essere fatto con l’ausilio di un’agenzia e siccome siamo consulenti di viaggio puoi contattarci a hello@twomaketravel.it per un preventivo personalizzato.

Oppure puoi farlo in completa autonomia. E mi raccomando, se scegli di visitare Essaouira con l’auto ricorda di parcheggiarla fuori dalla Medina, in quanto questa zona, come tutto il centro storico è pedonale. Succede anche a Marrakech, ci farai l’abitudine.

Noi ti suggeriamo di affittare l’auto cliccando su questo comparatore che di solito ha tariffe migliori. All’interno trovi anche uno sconto ulteriore dedicato ai lettori del nostro blog e a chi ci segue sulle pagine Instagram e Facebook.

Ti ricordiamo anche che se vuoi TUTTI i consigli per vivere al meglio la tua esperienza a Marrakech e in Marocco in generale, non perderti la guida che abbiamo scritto per te e che trovi cliccando qui.

Speriamo di averti invogliato a visitare in un giorno oppure di più, la splendida città di Essaouira, che ci ha lasciato dei bellissimi ricordi.

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perchè alloggiare in un riad a Marrkech? Un riad (arabo: riyāḍ) è una casa tradizionale marocchina, sviluppata su più piani attorno a un cortile interno centrale con giardino o fontana, situata solitamente all’interno della Medina, ossia il cuore pulsante del centro storico, circondata spesso da alte mura. Quello non solo turistico – di fatto tutte le attrazioni più importanti sono lì – ma anche commerciale, aspetto decisamente tipico non solo della medina di marrakech, ma di tutte le medine marocchine. Prima di raccontarti la storia del Riad Les Ammonites ci teniamo infatti a dirti che un Riad, nel tuo viaggio a Marrakech, può fare a differenza sotto tanti punti di vista. te li spieghiamo in questo articolo.

Alloggiare in un Riad a Marrakech

perchè alloggiare in un riad a Marrkech?
Un riad (arabo: riyāḍ) è una casa tradizionale marocchina, sviluppata su più piani attorno a un cortile interno centrale con giardino o fontana, situata solitamente all’interno della Medina, ossia il cuore pulsante del centro storico, circondata spesso da alte mura. Quello non solo turistico – di fatto tutte le attrazioni più importanti sono lì – ma anche commerciale, aspetto  decisamente tipico non solo della medina di marrakech, ma di tutte le medine marocchine.
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Alloggiare in un Riad a Marrakesh: la nostra esperienza a Les Ammonites

Alloggiare in un Riad, durante un viaggio a Marrakech, è assolutamente un’esperienza da fare.

Abbiamo conosciuto Cinzia, proprietaria e deus ex machina del Riad Les Ammonites di Marrakech, perché non abita distante da noi a Torino. Anche se il Marocco non era ancora un viaggio programmato, attraverso i suoi racconti abbiamo assolutamente voluto metterlo nella to do list dei viaggi da fare entro la fine del 2024.
E lì abbiamo davvero capito – una volta di più – che ci si può sentire a casa anche a centinaia di km da casa, in un continente diverso e una cultura molto differente dalla nostra.

Di viaggi ne abbiamo fatti tanti, ma questo è stato non solo inaspettato in tutto e per tutto, ma ci ha lasciato dei ricordi particolari che porteremo con noi nella nostra lunga carriera di viaggiatori. Quindi in questo articolo non solo ti spieghiamo perché dovresti alloggiare in un Riad a Marrakech, ma soprattutto perché dovresti scegliere Le Ammonites e affidarti alla visione che Cinzia ebbe vent’anni fa.

Quindi allaccia le cinture e ti portiamo a Marrakech.

Perché alloggiare in un Riad a Marrakech?

Un riad (arabo: riyāḍ) è una casa tradizionale marocchina, sviluppata su più piani attorno a un cortile interno centrale con giardino o fontana, situata solitamente all’interno della Medina, ossia il cuore pulsante del centro storico, circondata spesso da alte mura. Il centro non solo turistico – di fatto tutte le attrazioni più importanti sono lì – ma anche commerciale. Un aspetto che accomuna non solo la medina di Marrakech, ma tutte le medine marocchine.
Prima di raccontarti la storia del Riad Les Ammonites ci teniamo infatti a dirti che un Riad, nel tuo viaggio a Marrakech, può fare la differenza sotto tanti punti di vista:

Tutti i punti di forza di alloggiare in un Riad a Marrakech

Se ci conosci un po’ sai che, se possibile, nei nostri viaggi privilegiamo strutture piccole dove il contatto con gli host e il personale di servizio diventa stretto, amichevole. E dove c’è più possibilità di una personalizzazione e cura dell’esperienza di viaggio generale più alta, aspetto che abbiamo assolutamente trovato nel Riad Les Ammonites.
Nel 2021 abbiamo anche dato vita ad un format che racconta queste realtà nel territorio italiano. Trovi tutto cliccando su questo link. E questo Riad, come accennato prima, ha un cuore italiano che batte fortissimo.

Prima abbiamo anche accennato al fatto che i riad sono nel centro della medina. E questa caratteristica appunto rende l’esperienza della medina stessa moolto, molto immersiva. In più riduce alcuni tipi di spostamenti che ti spiegheremo andando avanti nella lettura.
Vuoi scoprire tutto sulla Medina di Marrakech? non perderti questa guida completa che abbiamo scritto per te.
Nella Medina infatti il viaggiatore riesce ad ottimizzare il proprio tempo a disposizione e si gode meglio questa zona iconica.

Vuoi organizzare al meglio il tuo viaggio a Marrakech? Non perderti questo articolo che abbiamo scritto su tutto quello che divi sapere per preparati al viaggio in questa città. Ti basta cliccare qui.

E poi, vuoi mettere il fatto di avere l’opportunità di vivere per qualche giorno in un’abitazione tradizionale? Ricca di storia. A nostro avviso già solo questo rende l’esperienza a Marrakech più autentica. Quindi vai avanti nella lettura, perché ora ti raccontiamo questa storia.

le parti comuni di riad les ammonites, un tripudio di design e dettagli e un profumo buonissimo sempre presente

Riad Le Ammonites: alloggiare in un riad a Marrakech ricco di storia

Les Ammonites è un Riad che presenta ancora la sua struttura architettonica originale.

Cinzia e Massimo, attuali proprietari, hanno scoperto che l’edificio apparteneva alla famiglia degli Slitin (che significa “piccolo Re”), un soprannome dato proprio perché questa famiglia era molto vicina al Re.
E hanno anche conosciuto anche gli eredi di questa famiglia che ora non vivono più nella Medina.

Quindi il Riad Les Ammonites non è solo una un’abitazione tradizionale, ma un autentico pezzo di storia della città. Questo permette quindi di assaporare al meglio sia il passato e il presente di Marrakech, vivendone parte della sua autenticità. Ed è secondo noi un valore aggiunto rispetto alla scelta di alloggiare in un Riad a Marrakech.

il patio centrale "nasconde" alcune stanze, tra cui un'area relax comodissima per ripararsi dal caldo, per conversare, per prendere il te marocchino in compagnia.

Perché il nome Riad les Ammonites

Tutto nasce da un viaggio in Marocco di Cinzia e Massimo avvenuto più venti anni fa, oltre a rimanere stregati da questa terra, sono rimasti affascinati dal fatto che il Marocco è un luogo molto rinomato che il ritrovamento di ammoniti, le più scenografiche sono a forma di spirale, e fossili. Questo perché un tempo il Sahara marocchino era sommerso dall’ oceano, rendendolo uno dei giacimenti di fossili più importanti al mondo. I reperti provengono spesso da antichi fondali marini ormai emersi nel deserto e rappresentano una risorsa significativa per la paleontologia e l’artigianato locale.

Infatti è ancora possibile ritrovare ammoniti e fossili tra Erfoud e Merzouga e in generale nella zona sud orientale.
Insomma, queste “conchiglie” dalla forma sinuosa hanno fatto breccia nel cuore dei proprietari, tanto da farlo diventare l’elemento simbolo del riad. Qui sotto alcune immagini di “arredamento” e dettagli del Riad con le ammoniti, ce ne sono davvero tantissime, ma andando avanti con la lettura scoprirai delle vere e proprie chicche a forma di ammoniti.

il Marocco è un luogo molto rinomato che il ritrovamento di ammoniti, le più scenografiche a forma di spirale e fossili. Questo perché un tempo il Sahara marocchino era sommerso dall’ oceano, rendendolo uno dei giacimenti di fossili più importanti al mondo. I reperti provengono spesso da antichi fondali marini ormai emersi nel deserto e rappresentano una risorsa significativa per la paleontologia e l'artigianato locale.
Infatti è ancora possibile ritrovare ammoniti e fossili tra Erfoud e Merzouga e in generale nella zona sud orientale.
Insomma, queste “conchiglie” dalla forma sinuosa hanno fatto breccia nel cuore dei proprietari, tanto da farlo diventare l’elemento simbolo del riad.

Les Ammonites: un viaggio di design tra le culture originali del continente africano.

L’aspettativa generale del turista è di vivere un’esperienza da mille e una notte all’interno di un Riad. E’ un immaginario collettivo molto forte. In questo Riad si è scelto di mantenere elementi della struttura originale giocando con contaminazioni provenienti da luoghi diversi del continente africano cerando un mix di suggestioni culturali ben riuscito. Per questo motivo se vuoi alloggiare in un riad di Marrakech, crediamo sia importante che tu conosca i punti forti di questa struttura.

Come ogni Riad che si rispetti, anche qui ci sono poche stanze, e ognuna di esse riflette le tradizioni millenarie dell’Africa e la storia di Marrakech. Cinzia ha fortemente voluto che ogni stanza avesse un arredamento ricercato, con caratteristiche proprie ben riconoscibili. Un luogo che gli amanti delle varie culture africane ameranno sicuramente.

CAMERA STANDARD MALI

Situata al piano terra, si affaccia direttamente sul patio. Lo stile è africano, il letto deriva dal Mali, mentre le porte dell’armadio sono state recuperate dai brocantes di Marrakech, ossia i mercati tradizionali e i negozi specializzati in vintage e antiquariato. Anch’esse provengono dei vecchi granai Dogon del Mali.

Standard perché sulla carta ha un bagno più piccolo rispetto agli altri, ma non farti suggestionare dalla parola “piccolo”, poiché è comunque molto spazioso! Qui sotto la stanza e i suoi dettagli. Quelli che fanno la differenza.

CAMERA ZAGORA

la città di Zagora è famosa per essere l’ultimo avamposto di civiltà prima che inizi il grande Deserto del Sahara. Antica via carovaniera, Cinzia ha voluto renderle omaggio nel suo riad.

La stanza è situata al primo piano, come quasi tutte le altre stanze della struttura. Ha la particolarità di avere un letto a semi baldacchino la cui struttura è formata dai vermi dei torchi utilizzati per spremere i noccioli dell’argan. Una struttura particolare che è stata fortemente immaginata e poi fatta realizzare appositamente da Cinzia e Massimo.

CAMERA TAROUNDANT

Taroundant è un’altra città antica del Marocco intrisa di tradizioni berbere. Viene spesso paragonata a Marrakech, poiché un po’ la ricorda, anche se ha dimensioni più piccole.
Anche in questo caso Cinzia ha voluto omaggiarla.

La camera da letto ha la caratteristica di avere una struttura a baldacchino che utilizza quelli che furono i veri e propri sostegni delle tende che ospitavano gli animali nei pressi dei caravanserragli.

Questa struttura è completamente incisa a mano e infatti tutti i minimi dettagli sono pazzeschi.

CAMERA BERBERE

Un omaggio alla cultura berbera. Viene definita suite per la sua grandezza e particolarità, poiché situata su uno dei lati lunghi del riad, quindi la camera si sviluppa in lunghezza.

La particolarità di questa stanza è che ha moltissimi particolari in legno battuti ed incisi con intarsi di osso sia nei letti che nell’armadio.

CAMERA MENZEH

Il termine Menzeh (o Menzah) in arabo, specialmente nel contesto nordafricano come in Tunisia o Marocco, si riferisce a un padiglione, un chiosco o un piccolo edificio situato all’interno di un giardino o su una terrazza. Tradizionalmente, era un luogo elevato o panoramico usato per il relax, la vista sul panorama circostante o per ricevere ospiti. La stanza rispecchia a pieno questa descrizione perché questa è la stanza più grande del riad. Ha un senso di apertura che ti dà davvero l’impressione di stare in un padiglione o nella stanza principale dell’abitazione.

La particolarità di questa Suite è innanzitutto il suo soffitto a cassettoni, originale del Riad. Ma anche il suo armadio, sempre originale. Sia il soffitto che l’armadio sono stati ristrutturati e portati all’antico splendore. Il punto forte è anche nel bagno in cui sia il lavandino che la doccia sono a forma di ammoniti, il simbolo di questa struttura
Nella fattispecie la doccia è proprio a forma di chiocciola, qualcosa che non avevamo MAI visto da nessuna parte al mondo.

CAMERA MARRAKECH

E’ la stanza che nel complesso generale risulta la più moderna. Questo perché è stata completamente ristrutturata e i dettagli rossi, originali, sono rimasti nel bagno e nel dipinto sopra il letto. Quest’ultimo è stato realizzato dall’artista italo tunisino Anis Jerbi (@anis_jerbi_artist), invalido ma dal talento straordinario. Il dipinto rappresenta un venditore d’acqua.

In tutti i bagni c’è il riscaldamento, cosa che non sempre c’è nelle strutture della città. In tutti i bagni ci sono dettagli total total black.
Personalmente ci sono bastati già da soli qtutti questi piccoli dettagli per scegliere di alloggiare in un Riad a Marrakech.

Tutte le altre caratteristiche peculiari del Riad les Ammonites

Ti abbiamo descritto le stanze, che sono il pezzo forte, ma ora ti spieghiamo anche tutte le altre cose che troverai in questa struttura e che siamo sicuri ti piaceranno tantissimo e siamo sicuri potrebbero fare la differenza nella tua scelta di alloggiare in un Riad a Marrakech.

Piscina all’interno del patio

Non tutti i Riad hanno la piscina, come abbiamo detto prima. Al centro dell’abitazione c’è sempre una fonte d’acqua e chi ha una piscina di solito è di forma rettangolare.
La piscina di Les Ammonites ha proprio la forma di ammonite, il simbolo del riad stesso. Curiosa no? Anche questa sicuramente non la troverai da nessuna parte e sicuramente non in altri riad.

Quindi se sei un amante del design, oltre alle stanze arredate con la cura descritta prima, anche questo elemento potrebbe stupirti.

In generale le piscine dei riad non sono mai grandissime, perché le stesse strutture sono sempre di dimensioni contenute, quindi non aspettarti di fare grandi nuotate. Ma il beneficio di avere un riad con piscina è quello di offrire refrigerio alle calde giornate marocchine.

Non tutti i Riad hanno la piscina. Al centro dell’abitazione c’è sempre una fonte d’acqua e chi ha una piscina di solito è di forma rettangolare. 
La piscina di Les Ammonites ha proprio la forma di ammonite, il simbolo del riad stesso. Curiosa no?Anche questa sicuramente non la troverai da nessuna parte e sicuramente non in altri riad.
Quindi se sei un amante del design, oltre alle stanze arredate con la cura descritta prima, anche questo elemento potrebbe stupirti.

Staff multilingue sempre a disposizione

Anche se la direzione è 100% italiana e Cinzia non può essere fisicamente sempre in struttura (anche se fa spesso avanti indietro da Torino), lo staff in loco è stato letteralmente plasmato a pensare e ad agire come se lei fosse lì sempre!
Come se tutti fossero membri di un’orchestra sinfonica che suonano perfettamente all’unisono anche se il direttore d’orchestra ogni tanto si deve assentare.
I due pilastri sono Fahad e Ayoub marocchini che non parlano solo arabo ma anche italiano, inglese e francese.

Siamo stati al Riad Les Ammonites per una settimana e fidatevi: ci si può rivolgere a loro per qualsiasi evenienza, loro sapranno risolvere qualsiasi tipo di problema e intervenire a in relazione ad ogni necessità.

Hanno avuto nei nostri confronti una cura e una gentilezza senza pari. Tanto che un mattino, dovendo fare un’escursione ore prima dell’alba, si sono svegliati per accompagnarci al punto di incontro con i tour, e non c’è stato verso di dirgli che avremmo potuto andare noi in autonomia.

Avere personale multilingue è di per sé un beneficio perché sono in grado di comunicare con gli ospiti che provengono da ogni parte del mondo. Ma nel nostro caso abbiamo riscontrato che avere personale marocchino aumenta l’esperienza generale del viaggio poiché in grado di dare informazioni “local” molto puntuali e pratiche sulla città, dopotutto loro a Marrakech sono nati e vissuti.

Il plus di avere personale marocchino in struttura

Nell’arco del nostro soggiorno ne abbiamo approfittato per chiedergli consigli veri su dove andare a mangiare per esempio, evitando le tante trappole per turisti che girano su internet. Gli abbiamo anche chiesto consigli su luoghi del Marocco poco turistici e un po’ più local e in un’occasione, grazie al loro supporto in lingua araba hanno chiarito un particolare misunderstanding con un tour operator .

Ci piace dialogare con i local e con loro abbiamo parlato tanto di tutto. Anche di questioni delicate per le quali ci sono ancora molti pregiudizi, cliché e la disinformazione che ancora oggi l’occidente ha nei confronti del mondo arabo.

Quindi se devi scegliere se alloggiare in un riad a Marrakech valuta anche questo aspetto umano e culturale.

Cucina in loco completamente ristrutturata e qualità delle materie prime

Molti Riad hanno fanno solo servizio B&B mentre Les Ammonites dà la possibilità, ai i propri clienti, di avere anche il servizio di cena in struttura. La cucina è stata completamente ristrutturata ed è completamente in acciaio, rispettando tutte le norme di igiene e pulizia.

la cooking experience del Riad les Ammonites

Noi abbiamo provato in prima persona l’esperienza di cucinare con la loro cuoca (esperienza che tutti i clienti possono fare, il servizio è a pagamento). Siamo andati con lei a fare la spesa al mercato, non quello turistico, quello dove si forniscono i locali.
Ed assieme abbiamo cucinato il pollo in tajine. Un’esperienza divertente, oltre che una di quelle che porteremo con noi nei nostri ricordi di viaggio. E poi vuoi mettere la soddisfazione di mangiare qualcosa di locale cucinato con le proprie mani?

Non dimentichiamo che l’argomento “igiene e salute” in alcuni paesi extra europei è sempre un problema che va affrontato con delle piccole accortezze in loco. Una cucina in acciaio, ma soprattutto pulita, è una sicurezza in più per poter godere dei sapori locali in senza stare male.

Il cibo è parte integrante del viaggio, e un viaggiatore esigente guarda anche questo aspetto. Tra l’altro i ragazzi, come abbiamo detto prima, sono super disponibili a prepararvi la colazione anche se la vostra partenza per l’aeroporto o per un tour è in piena notte!

Servizio di Travel Design all’interno della struttura

Cinzia è un ex agente di viaggio per un noto tour operator italiano e quando ha deciso di buttarsi nella gestione del riad ha lasciato il suo lavoro per dedicarcisi a capofitto. Ma la sua indole di agente l’ha mantenuta, collaborando con alcune agenzie e fungendo da travel designer all’interno del Riad les Ammonites.

Infatti quando un cliente prenota il riad lei manda a tutti un sacco di informazioni sulla città di Marrakech, utili al viaggiatore per avere una panoramica ampia su “come funziona” la città, e tutto quello che gli potrebbe servire per vivere al meglio il suo soggiorno a Marrakech.

In più è a disposizione per prenotare tour ed esperienze anche fuori da Marrakech, opzionando le sue guide e i suoi DMC locali che conosce da più di 20 anni. Oppure banalmente anche solo i transfer che ti porteranno in struttura da e per aeroporto. In questo modo il turista più esigente non dovrà pensare a nulla, se non godersi la vacanza.
Quindi se decidi di alloggiare in un riad a Marrakech, tieni presente che a Les Ammonites, hai anche questa possibilità.

Bidet in ogni stanza del riad

Ok, probabilmente se sei un viaggiatore di lunga data questo aspetto ti farà sorridere. Ma tieni conto che invece ci sono persone che apprezzano anche questi dettagli. In poche parole: alcuni non riescono a fare a meno, altri si adattano anche in sua assenza. Quindi Cinzia ha pensato che fosse un plus apprezzato.

alcuni non riescono a fare a meno del bidet, altri si adattano anche in sua assenza. Quindi in questo riad il bidet può essere un plus apprezzato.

Riad plastic free e sostegno all’economia locale

Tutto il Riad è plastic free, un punto a favore della salvaguardia dell’ambiente. E questo a nostro avviso è un beneficio che si riflette a lungo termine sull’ecosistema di tutto il pianeta.

A questo proposito sappi che in ogni bagno ci sono dei contenitori di vetro contenenti gel doccia, crema per il corpo, sapone per le mani e shampoo biologico alle essenze di Verbena, fiori d’arancio e vari profumi provenienti dalla bottega “le sense du Marrakech”, situata proprio nella medina.
Questi hanno un profumo buonissimo, quindi un punto a stra favore per questa scelta. Soprattutto non avviene lo spreco di buttare saponette monoporzioni usa e getta che molto spesso vengono cestinate dopo pochi utilizzi.

La scelta ci è anche sembrata azzeccata perché in questo modo si sostiene anche l’economia locale.

Terrazza con vista su tutta Marrakech

Non ti servirà andare in un rooftop cittadino per ammirare in tramonto sulla medina, perché il Riad Les Ammonites ha già una delle terrazze più alte di Marrakech.
Potrai goderti il panorama e godere di un momento romantico in uno spazio familiare.
Ma soprattutto potrai goderti la vista senza la calca di gente e di turisti.

Quando siamo andati noi purtroppo non abbiamo potuto sfruttarla al meglio perché sono stati giorni pieni e un po’ freddi e piovosi, soprattutto al mattino. Di solito se il tempo è bello e al mattino non fa fresco, la colazione viene servita in terrazza. E questo ci è spiaciuto non averlo provato in prima persona perché siamo sicuri sia un’ esperienza meravigliosa da fare. Un altro punto a favore di alloggiare in un Riad a Marrakech.

La spa all’interno di Riad Les Ammonites

L’hammam marocchino è un rituale antico che fa parte della cultura araba. Il Riad Les Ammonites ha la possibilità di poter fare questa esperienza all’interno della struttura, grazie da una zona appositamente adibita non solo a questo trattamento, per il quale è stata costruita un’apposita struttura in marmo, ma anche ad altri trattamenti spa con operatici locali.

Noi abbiamo non solo provato l’hammam ma anche uno straordinario massaggio di coppia. I benefici dell’hammam sono noti da millenni: la temperatura e umidità facilitano la sudorazione e l’espulsione delle tossine, oltre che l’idratazione delle vie respiratorie e la luminosità della pelle. La signora che si è occupata di noi in questo rituale è stata strepitosa. Te lo raccontiamo subito.

Il rituale del vero hammam marocchino

  • Dapprima la stanza è stata appunto inondata di vapore e ci è stato chiesto di entrare per qualche minuto, per preparare la pelle al trattamento.
  • Poi la signora è entrata in stanza con noi, ci ha passato ovunque il sapone nero marocchino, che favorisce l’esfoliazione. Ci ha lasciato “in posa” ancora qualche minuto.
  • Poi ci ha letteralmente lavati con l’acqua tiepida che sgorgava dalla fonte di marmo, pulitissima. Ci ha tolto ogni stato di pelle morta con dei guanti appositi facendo parecchia pressione sulla pelle, usando tutta la sua forza. Poi ci ha “sciacquati” ancora per bene, per togliere tutta la nostra pelle dal corpo ma anche dalla struttura in marmo.
  • Dopo l’esfoliazione ha cosparso la nostra pelle di argilla, e ci ha ancora lasciati in posa.
  • Infine dopo averci tolto l’argilla di dosso ci ha fatto un vero e proprio shampoo ai capelli e ci ha lavati per bene.
  • Poi ci ha di nuovo risciacquati per bene. Insomma, per il rito dell’hammam abbiamo capito che oltre a abraccia forti e mani sapienti, occorre anche tanta, tantissima acqua corrente. Ecco perché i marocchini effettuano questo rituale ogni venerdì in luoghi appositi, in bagni pubblici che assolvono questa funzione.

Il tutto è stato condito da risate e abbracci. L’operatrice è una signorona molto divertente che parla qualche parola di francese ma che ci ha messo talmente tanto a nostro agio che alla fine ci siamo abbracciati come se ci conoscessimo da sempre.

I benefici dell’hammam sono noti da millenni: la temperatura e umidità facilitano la sudorazione e l'espulsione delle tossine, oltre che l'idratazione delle vie respiratorie e la luminosità della pelle. La signora che si è occupata di noi in questo rituale è stata strepitosa

Il messaggio di coppia e la spa

Dopodiché siamo entrati in un’altra stanza e abbiamo appunto fatto un fantastico massaggio di coppia agli olii essenziali. Talmente rilassante che a tratti abbiamo anche dormito.

Questi trattamenti sono un  ottimo modo per rilassarsi dopo un tour, dopo una giornata di contrattazioni nella Medina, dopo una giornata intera in giro per le vie della città. Ristorano corpo e mente e fanno sentire benissimo, oltre a lasciarti la pelle più morbida che tu abbia mai avuto.

In più avere un Hammam interno al riad facilita la scelta di alloggiare in un Riad a Marrakech: puoi lasciare i tuoi vestiti ed oggetti personali in stanza, non negli armadietti. Noi lo abbiamo raggiunto tranquillamente in accappatoio con grande disinvoltura poiché gli spazi del riad dopo poche ore ci erano già familiari e facenti parte della nostra routine.

i trattamenti hammam e spa marocchini sono un  ottimo modo per rilassarsi dopo un tour, dopo una giornata di contrattazioni nella Medina, dopo una giornata intera in giro per le vie della città. Ristorano corpo e mente e fanno sentire benissimo, oltre a lasciarti la pelle più morbida che tu abbia mai avuto.

Conclusioni

Speriamo in questo articolo di averti raccontato al meglio la nostra esperienza in questa struttura, per darti modo di capire se alloggiare in un Riad a Marrakech può essere un’esperienza ottimale per te.

E se vorrai scegliere proprio il Riad Les Ammonites, puoi prenotarla cliccando direttamente qui.
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vale la pena soggiornare a times square? si inizia nella ricerca degli hotel, c’è un meccanismo quasi automatico nella mente del turista che fa sì che si facciano ricerche nella zona che viene chiamata Mid Town, dove Times Square regna sovrana. in questo articolo ti spiego tutto quello che devi sapere riguardo a questo argomento

Times Square: vale la pena alloggiare lì?

vale la pena soggiornare a times square? si inizia nella ricerca degli hotel, c’è un meccanismo quasi automatico nella mente del turista che fa sì che si facciano ricerche nella zona che viene chiamata Mid Town, dove Times Square regna sovrana. 

in questo articolo ti spiego tutto quello che devi sapere riguardo a questo argomento

Times Square: vale la pena alloggiare lì?

Se è la tua prima volta a New York sono sicura che ti stai chiedendo se vale la pena alloggiare a Times Square. E no, non ti sto leggendo nel pensiero, lo so e basta. Questo perché conosco bene New York ma soprattutto conosco bene il turista che sta per intraprendere questo viaggio. Non importa che sia italiano, inglese, spagnolo… la domanda è universale per tutti.

Questo perché quando si inizia nella ricerca degli hotel, c’è un meccanismo quasi automatico nella mente del turista che fa sì che si facciano ricerche nella zona che viene chiamata Mid Town, dove Times Square regna sovrana.

Come se tutto partisse da lì. Come se Times Square fosse il centro di New York o perlomeno la scelta più logica da fare.

Quindi facciamo così.
In questo articolo ti spiego davvero se vale la pena alloggiare a Times Square. Non ti dirò solamente sì o no. Non sono solita farlo.
Ti darò un quadro molto completo che ti farà conoscere meglio questo luogo iconico, per farti scegliere consapevolmente.

Pronta? Partiamo per New York.

Times Square è davvero il centro di New York?

Prima di tutto, se non mi conosci, mi presento. Mi chiamo Elisa e per 30 anni New York è stata la mia seconda casa, la mia famiglia vive lì dagli anni ’60. La frequento da più di quarant’anni.
Sono Travel designer e New York travel destination specialist e aiuto i viaggiatori a vivere il sogno della Grande Mela. Trasformo il loro viaggio in quello dei loro sogni.
(Trovi a questo link tutto quello che faccio, e che eventualmente posso fare per te).

Quindi direi che la città la conosco bene.
E inizio a dirti una cosa che forse non sai.
Times Square non è sempre stata così. Ma questo argomento lo affronto dopo.

Partiamo dal fatto che il turista pensa che Times Square sia il centro della città, come ho detto prima. E questa convinzione è così diffusa che raramente viene messa in discussione. Non è qualcosa che qualcuno ti ha spiegato apertamente: è qualcosa che hai assorbito nel tempo, senza accorgertene. Dai film, dalle foto, dalla televisione, da quell’immagine piena di luci che appare, ogni volta che si parla di New York.

Il punto è che Times Square non è il centro della città. Non lo è mai stato!

E capire perché si è iniziato a pensarla così è forse uno dei modi più interessanti per capire New York stessa; e di conseguenza se vale davvero la pena soggiornare a Times Square.

il turista pensa che Times Square sia il centro della città. E questa convinzione è così diffusa che raramente viene messa in discussione. Non è qualcosa che qualcuno ti ha spiegato apertamente: è qualcosa che hai assorbito nel tempo, senza accorgertene. Dai film, dalle foto, dalla televisione, da quell’immagine piena di luci che appare, ogni volta che si parla di New York. Il punto è che Times Square non è il centro della città. Non lo è mai stato!
Time Square by day in un’immagine del nostro viaggio di gruppo nel 2025.

Times Square e la sua geografia.

Times Square è prima di tutto un incrocio. Non è una piazza vera e propria.
Anzi, negli ultimi anni è stata parzialmente pedonalizzata e sembra ancora di più una piazza ma non è sempre stata così.

È un incrocio tra tanti che fa scalpore perché è il più rumoroso, grande e infinitamente più illuminato degli altri. Si trova dove Broadway, taglia la griglia regolare di Manhattan sulla 7Th avenue creando quella forma un po’ anomala che oggi conosciamo così bene.
Broadway è strada più anomala di Manhattan, perchè invece di essere ortogonale come tutte le altre strade, taglia in diagonale tutta l’isola di Manhattan.
D’altronde gli americani sono minimal e danno i nomi alle cose nel modo più semplice possibile: Broadway = strada storta.
Times Square comprende 6 isolati (o blocks) tra la 42nd e la 47th street. Ecco perché dico che è la più grande che c’è.

Insomma, Broadway taglia la Seventh Avenue creando una delle tante “punte” in cui sono incastonati i palazzi triangolari di New York, nella fattispecie qui il One Times Square. Quello da cui cade l’altrettanto iconica palla di Capodanno e dove hanno costruito il nuovo Observation deck (approfitto per dirti che se vuoi comprare i biglietti puoi farlo cliccando a questo link).

Vuoi saperne di più su tutti gli edifici triangolari della città? (spoiler: non esiste solo il Flat Building..) – articolo coming soon.

Times Square NON è il centro geografico dell’isola. Non è il punto da cui si organizzano i quartieri. Non è il cuore amministrativo, né quello storico. Se dovessimo disegnare una mappa “neutrale” di Manhattan, senza caricarla di significati, Times Square non emergerebbe come punto particolarmente significativo o importante.

Eppure, nella mappa mentale di milioni di persone, lo è diventato.

Questa distanza tra realtà e percezione non è un errore. È il risultato di un processo molto preciso.

Times Square: la costruzione di un mito.

Non voglio sembrare noiosa, ma se vuoi veramente sapere se vale la pena alloggiare a Times Square, devi capire anche la sua genesi e come si è trasformata negli anni. Perché è qui la chiave di lettura di tutto.

All’inizio del Novecento, questa zona si chiamava Longacre Square. Il nome cambia nel 1904, quando il quotidiano The New York Times decide di trasferire qui la propria sede. È un gesto simbolico, ma anche strategico: la città sta crescendo verso nord, e questa area è in trasformazione.

Per un po’, Times Square è stato davvero un centro. Non nel senso che le attribuiamo oggi, ma come punto di concentrazione di teatri, spettacoli, vita notturna. È uno dei luoghi dove New York si è sempre messa in scena.

Poi però, come spesso succede a New York, cambia tutto.

Tra gli anni Settanta e Ottanta, Times Square attraversa una fase che oggi fatichiamo a immaginare se la conosciamo solo nella sua versione attuale. È un’area segnata dal degrado, dalla criminalità e prostituzione, da un tipo di intrattenimento molto distante dall’immagine patinata che abbiamo in mente. Non è un simbolo globale. Non è un luogo frequentato dai locali, figurarsi nemmeno un luogo consigliabile ai visitatori.

[Mia madre, che emigrò a New York negli anni ’60, ricorda molto bene quel periodo anche se era una pre adolescente. E infatti rimane sempre stupita ogni volta che ci mette piede… ma questo te lo racconterò dopo].

E proprio da quel momento inizia la sua trasformazione più radicale.

All’inizio del Novecento, questa zona si chiamava non Times Square ma Longacre Square. Il nome cambia nel 1904, quando il quotidiano The New York Times decide di trasferire qui la propria sede. È un gesto simbolico, ma anche strategico: la città sta crescendo verso nord, e questa area è in trasformazione.
Per un po’, Times Square è stato davvero un centro. Non nel senso che le attribuiamo oggi, ma come punto di concentrazione di teatri, spettacoli, vita notturna. È uno dei luoghi dove New York si è sempre messa in scena.
Poi però, come spesso succede a New York, cambia tutto.
Tra gli anni Settanta e Ottanta, Times Square attraversa una fase che oggi fatichiamo a immaginare se la conosciamo solo nella sua versione attuale. È un’area segnata dal degrado, dalla criminalità, da un tipo di intrattenimento molto distante dall’immagine patinata che abbiamo in mente. Non è un simbolo globale. Non è un luogo frequentato dai locali, figurarsi nemmeno un luogo consigliabile ai visitatori.
Time Square by night, sempre nel 2025. Le luci degli schermi resi ancora più luminosi con il buio della sera.

Times square: dal degrado alla luce

Negli anni Novanta, la città decide di intervenire in modo deciso. Non si tratta solo di riqualificazione urbana, ma di una vera e propria riscrittura del luogo. Times Square viene ripulita, regolata, resa più sicura. Arrivano grandi aziende, marchi internazionali, un tipo di intrattenimento adatto a un pubblico molto più ampio. E’ il periodo in cui IO inizio a frequentarla, tanto per intenderci.

Quello che cambia, però, non è solo l’aspetto. Cambia la funzione.

Times Square smette di essere uno spazio della città per diventare uno spazio della rappresentazione della città. Diventa qualcosa che deve essere visto, fotografato, riconosciuto. Non è più solo un luogo: è un’immagine.

Ed è proprio questa immagine che inizia a viaggiare, soprattutto nell’immaginario delle persone.

Times Square: la consacrazione del mito

Il cinema, la televisione, i media in generale fanno il resto. Times Square è perfetta per essere raccontata perché, genera stupore e meraviglia. Non serve spiegare cosa stai guardando: lo capisci in un secondo. Le luci, gli schermi, il movimento continuo. È un’immagine che funziona ovunque, in qualsiasi lingua.

Quando un film vuole comunicare che l’ambientazione è a New York, spesso mostra Times Square tra i suoi stock shot. (Le immagini che vengono sempre messe a inizio scena per far capire dove la scena stessa è ambientata).
Quando i telegiornali raccontano un evento globale, molto spesso piazzano lì i loro inviati.
Quando si festeggia l’inizio di un nuovo anno, è lì che avviene la magia, è lì che i turisti di tutto il mondo sognano di festeggiare.

Vuoi saperne di più su come festeggiare Capodanno a New York, con tutti i consigli – anche su come risparmiare? Allora non ti resta che cliccare qui.

Col tempo, queste immagini hanno costruito qualcosa di molto potente: una sorta di scorciatoia mentale. E il turismo amplifica questo meccanismo.

New York = Times Square.
New York è sempre di più quella piazza lì, quel luogo lì, quell’immagine che hai visto nei film.

E scommetto che se stai cercando anche tu se vale la pena alloggiare a Times Square è proprio perché questa idea è anche insita nella tua testa.

Foto d’epoca: a sinistra Ely e le sue cugine in visita dall’Italia nel 2001. A destra la prima volta di Dany a New York nel 2009 e il ritorno della italian family a New York… Guardate quanta poca gente nelle scalinate iconiche… ed era quasi mezzogiorno.

La narrazione attuale di Times Square come simbolo della città

In soldoni:
Ogni città complessa ha bisogno di essere semplificata per essere raccontata. New York, più di altre, resiste a questa semplificazione. È troppo grande, troppo stratificata, troppo diversa da quartiere a quartiere. Non si lascia riassumere facilmente.

E allora si scelgono dei simboli.

Times Square è il simbolo perfetto perché è accessibile, immediata, spettacolare. Come ho scritto prima non richiede interpretazione. Non richiede contesto. Arrivi, guardi, e hai la sensazione di essere al centro del mondo.

Ed è esattamente anche quello che è capitato nella mia testa quando frequentavo New York più assiduamente, prima di incominciare a voler esplorare anche tutto il resto del mondo, poiché – paradossalmente –  New York iniziava a starmi stretta.
Come dicevo prima era la fine degli anni ’90 e il turismo non l’aveva ancora trasformata in quella bolgia infernale che è ora. E mi permetto di dirlo con cognizione di causa, senza offendere nessuno.

Times Square diventa New York stessa

Ripeto: arrivi, guardi, e hai la sensazione di essere al centro del mondo.
È qui che avviene lo “sfasamento” più interessante.

Times Square smette di essere uno dei simboli di New York. Diventa il punto di riferimento mediante cui orientarsi. Il luogo che sembra dare senso a tutto il resto.

Quindi di fatto è così che nasce l’idea che Times Square sia il centro di New York.

Chi viaggia verso New York per la prima volta costruisce inconsciamente il proprio viaggio attorno a questa idea. Sceglie di dormire lì pensando “di essere vicino a tutto”. Usa Times Square come punto di partenza mentale, anche quando non serve davvero. La considera non solo una tappa fondamentale, ma il suo punto di riferimento.

Se mi conosci bene sai che quando progetto un viaggio a New York lo faccio in base alle reali esigenze di viaggio di chi ho di fronte.
Rimango in ascolto, cerco di capire attentamente perché vuole fare un viaggio a New York, se questa città è per lui un sogno (per moltissime persone lo è) e quali sono le sue aspettative.
Costruisco un’esperienza unica a misura delle sue passioni, di ciò che lo muove davvero, del suo budget.
Qui u ‘altra foto del 2009. I musical che erano a Broadway in quegli anni. Non sembra anche a voi un piazza un pò più “retrò?” rispetto a quella attuale?

Times Square vale la pena di essere vista?

Times Square vale la pena di essere vista, ma non perché rappresenta New York nella sua totalità.
Vale la pena perché è uno dei suoi aspetti più particolari. È un luogo che mostra quanto la città sia capace di costruire immagini di sé, di amplificarle, di esportarle nel mondo. L’immagine di quanto gli USA possono essere maestosi, sotto alcuni punti di vista.

Quello che in questo momento scricchiola, secondo me (ma non solo secondo me), nasce quando quella rappresentazione diventa l’unica chiave di lettura di una città dalle milioni di sfaccettature come New York.

Quando si confonde il simbolo con la realtà. E la realtà è ben diversa.
Se mi conosci bene sai che quando progetto un viaggio a New York lo faccio in base alle reali esigenze di viaggio di chi ho di fronte.
Rimango in ascolto, cerco di capire attentamente perché vuole fare un viaggio a New York, se questa città è per lui un sogno (per moltissime persone lo è) e quali sono le sue aspettative.
Costruisco un’esperienza unica a misura delle sue passioni, di ciò che lo muove davvero, del suo budget.

Come riesco a ribaltare la narrazione di Times Square

New York è una città che si presta tantissimo a questa chiave di lettura, perché è talmente grande, talmente piena di offerte che è possibile fare tutto ciò che uno vuole davvero, non solo in un viaggio, ma nel SUO viaggio.
Quindi capirai bene che quando sento l’ennesima persona che mi dice che vuole alloggiare a Times Square perché pensa che sia davvero il centro di New York la mia mente freme.
Perché è una visione troppo riduttiva rispetto all’esperienza totale che può vivere.

L’essenza di New York, a volte NON coincide con i luoghi più luminosi. Sta nei quartieri dove il ritmo cambia, nelle strade che non sono pensate per essere fotografate, negli spazi che non hanno bisogno di essere riconosciuti per esistere. Difficile da pensare? Lo so. Ma è così.
Non a caso quando propongo un itinerario personalizzato o faccio l’ottimizzazione di un itinerario, le persone nel 99% dei casi mi dicono solo le attrazioni che vorrebbero vedere, si focalizzano su quello e perdono di vista il contorno, la totalità di quello che la città ha da offrire.

E facendo così rischiano di perdersi il meglio. Incorrono in un errore secondo me ancora più grave: quello di avere sì un itinerario in testa prima della partenza ma di sconvolgerlo totalmente una volta arrivati a destinazione.
E così si perde tempo a rimettere assieme i pezzi rischiando di perdere denaro, che è la cosa più facile da fare a New York.

Quindi: vale la pena alloggiare a Times Square? Sì, ma se lo si fa avendo bene in mente tutto questo.
E, ora ti dico una cosa che ti farà sorridere: la maggior parte delle persone – non solo dei clienti, ma anche delle persone che porto in giro per New York nei miei viaggi di gruppo, a fine viaggio, sono soliti ammettere che.

  • Non è necessario alloggiare a Times Square una volta che si capisce bene come muoversi.
  • Che vorrebbero tornare per vedere altro (lo dico sempre: una vita sola non basta per vedere New York) e che vorrebbero alloggiare il altre zone più tranquille e caratteristiche.
  • Che Times Square vale la pena da vedere una volta, immergersi nel suo delirio una volta. Poi basta, è una delle tante cose da vedere, non è così importante.
Altri dettagli di Times Square di qualche anno fa.

Quanto costa alloggiare a Times Square?

Sei proprio sicuro che vale la pena alloggiare a Times Square? Sappi che Mid Town è la zona più cara di New York. Qui a seconda dei vari periodi dell’anno una stanza (piccola. Perché le stanze degli hotel a New York sono piccole, quindi smetti di continuare a leggere ossessivamente le recensioni su bookig ecc per capire se l’hotel è al 100% nelle tue aspettative) può anche costarti IN MEDIA 400 euro a notte.

Quando con Daniele facciamo dei preventivi per i clienti (possiamo farlo dato che siamo anche consulenti di viaggio per agenzie), le persone nel 90% dei casi ci chiedono esplicitamente di stare in zona centrale (a.k.a. Times Square) e nel 99% dei casi scopriamo che non possono permetterselo.

Conoscendo bene la città, facciamo comunque SEMPRE rientrare il preventivo nel budget desiderato proponendo delle zone alternative, vicine alla metro e comode per girare agevolmente la città.
Ma quasi mai, anche spiegando nei minimi dettagli perché dovrebbe convenire un altro hotel in altra zona, il cliente accetta il preventivo.

Questo per tutto quello che ci ho spiegato in questo articolo: si ha l’idea che vale la pena alloggiare a Times Square, o comunque in zona “centrale”. E questo nonostante tutta mia esperienza sulla città.
Per non parlare del fatto che ci sono ben 3 tasse a New York e molti hotel chiedono la famigerata resort fee che è una tassa in più da pagare IN LOCO che può anche essere di 30-40-50 (o più) dollari a notte per stanza.
Nulla da fare! Anche se glielo spieghi non ci credono, pensano che siano tasse in più che richiede l’agenzia.

Spesso mi viene detto che non ho la giusta percezione delle cose dato che non sono mai stata una turista (che per giunta aveva la famiglia che abitava nel Queens e quindi abituata a fare un’ora di strada per raggiungere Mid Town) a New York e che quindi non posso capire le esigenze dei turisti.
Per questo ho scritto nella mia guida bussola anche TUTTI gli hotel preferiti dagli italiani che comprendono o no la resort Fee, così hai chiaro fin da subito cosa spettarti e come risparmiare un po’.

Ma fortunatamente ho anche clienti che capiscono che a volte bisogna fare dei compromessi e che scelgono di alloggiare fuori Manhattan, dove noi consigliamo.
E con i miei itinerari non rinunciano a vedere nulla di quello che hanno in testa, anzi vedono sempre molto di più: i turisti non conoscono infatti luoghi che i local invece conoscono.
Perché IL SEGRETO per non disperdere tempo ed energie a New York non è quello di alloggiare “in centro” pensando di essere vicini a tutto, perché non è così che funziona. Il segreto è quello di suddividere la città in aree smart e di ottimizzare bene i tempi di visita, mezzi pubblici compresi.

Il nuovissimo osservatorio One Times Square aperto nel periodo del Natale 2025. Permette la visione della piazza dall’alto.

Times Square e il suo rapporto con i newyorkesi

E ora ti darò un’informazione che forse ignori.
I newyorkesi odiano Times Square e la evitano come la peste.

Perché in tutta questa narrazione, col passare degli anni è diventato tutto troppo forzato, troppo turistico, troppo pieno di gente, troppo delirante.

Come ti accennavo prima alla fine degli anni ’90 era anche il mio posto preferito al mondo. Il mio sogno era quello di trascorrere il giorno dei miei 30 anni sulle gradinate rosse con un muffin al cioccolato in mano e una candelina da spegnere.

[E già in quegli anni mia madre faceva fatica a tornare lì perché diceva che comparata al degrado a cui era abituata, l’avevano fatta diventare una sorta di Disney World.]

Ma purtroppo il mio sogno si è infranto. Proprio quell’anno abbiamo dovuto lasciare la casa, quindi le cose sono andate molto diversamente.

Ma ora è davvero Disney World e credo, appunto, che la situazione sia fuori controllo. In certe ore della giornata c’è talmente tanta gente che si procede a strattoni, ti vengono tutti addosso. Se hai la fobia della folla è un posto da evitare.

Pensa ai figuranti: una volta c’era il Naked Cowboy, sempre lui, quasi nudo sia con 40 gradi all’ombra sia con temperature polari. Assieme a lui c’era Elmo e poco più.
Ora c’è la qualsiasi: Minnie, Topolino, Spider Man, l’uomo con il serpente in braccio… e non sono gentili. Pur di avere di racimolare soldi intercettano il tuo sguardo, ti inseguono, ti abbracciano pretendendo del denaro.

E poi ci sono locali e ristoranti come se piovessero da cielo, perché tutti a Times Square devono esserci per forza. Quindi se un ristorante funziona in una zona qualsiasi di New York, deve aprire anche a Times Square.
Per non parlare delle trappole per turisti, dove i turisti ci cascano immancabilmente perché confondono il cibo visto nei film – che devono assolutamente provare – con ciò che gli viene realmente servito che spesso è di pessima qualità e per di più a prezzi esorbitanti.

Eh, ma a New York è tutto caro! Starai pensando.
Non proprio… New York può anche sorprenderti, basta sapere bene dove andare!

Di Times Square salvo i teatri di Broadway, e il suo essere quella che ricordo ancora con affetto, nelle prime ore del mattino, quando i figuranti si stanno ancora vestendo e il turista dorme ancora. Salvo l’idea di me e mio padre al Virgin Mega Store (che ora non c’è più) negli anni della trasformazione culturale della piazza, passando ore ed ore a scegliere CD che in quegli anni costavano meno che in Italia.

Quindi vale o non vale la pena alloggiare a Times Square?

Il punto, come ho già detto prima, non è smettere di andare a Timess Square. Ma smettere di pensare che sia il centro di New York e che è comoda per vedere tutto.

Quindi io suggerisco di smetterla di avere quel pensiero in testa e prendere in considerazione tutte le alternative valide che esistono per ottimizzare giornate, spostamenti e visite in modo molto più smart anche se alloggi fuori dalla piazza.

Ma è anche vero che il momento in cui inizi davvero a capirla è proprio quando arrivi lì. Quindi mi rendo conto che magari questo articolo non ti farà cambieare idea.

E se pensi di aver bisogno del mio punto di vista per organizzare la tua avventura a New York scrivimi a hello@twomaketravel.it

Buon viaggio.

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Noleggiare un’auto è fondamentale quando si deve affrontare un viaggio on the road. Noi abbiamo provato questa esperienza magnifica più e più volte: attraverso i parchi dell’America dell’Ovest, in Australia, attraverso la Florida, ma anche solo per visitare la straordinaria isola di Madeira o la nostra bella Sicilia. In questo articolo ti spieghiamo non solo “come funziona”, ma anche tutto quello che devi sapere per rendere il tuo viaggio on the road, una vera e propria avventura.

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Noleggiare un’auto è fondamentale quando si deve affrontare un viaggio on the road.
Noi abbiamo provato questa esperienza magnifica più e più volte: attraverso i parchi dell’America dell’Ovest, in Australia, attraverso la Florida, ma anche solo per visitare la straordinaria isola di Madeira o la nostra bella Sicilia.

Non è necessario andare dall’altra parte del mondo per un on the road e per noleggiare un’auto. Possono emergere moltissime occasioni. Ad esempio nelle ultime settimane ci è capitato, come consulenti di viaggio, di fare dei preventivi per dei soggiorni nel sud Italia a delle famiglie che vivono – come noi – al nord.
E non tutte si sentivano “confident” a pensare di utilizzare la propria auto per fare un viaggio così lungo. Quindi hanno optato per un noleggio auto.

In questo articolo ti spieghiamo non solo “come funziona”, ma anche tutto quello che devi sapere per rendere il tuo viaggio on the road, una vera e propria avventura. Risparmiando anche… che è sempre positivo!

Perché il viaggio per noi inizia dal momento in cui si chiude la porta di casa e ci si mette in marcia verso la nostra nuova destinazione.

Quindi come al solito allaccia le cinture e leggi questo articolo.

Noleggiare un’auto è spesso l’ultima delle caselle da spuntare

Quando si organizza un viaggio on the road, la scelta dell’auto arriva quasi sempre dopo voli, alloggi e itinerario. È una delle ultime caselle da spuntare. Eppure, quando si macinano centinaia o migliaia di chilometri, l’auto non è un dettaglio logistico: è lo spazio in cui si passa la maggior parte del tempo.

Ci si caricano le valigie, si improvvisano pranzi veloci, si fanno deviazioni non previste, si attraversano paesaggi che non si sarebbero mai visti senza quattro ruote sotto. Come abbiamo detto prima, per alcuni viaggi l’auto non è un semplice contorno, ma diventa lo strumento che rende possibile il viaggio in sé.
E poi … i paesaggi visti dai finestrini dell’automobile, che cambiano colore e natura ogni tot chilometri lasciano delle sensazioni indimenticabili.

Proprio per questo, negli anni abbiamo smesso di scegliere di noleggiare un’auto solo in base al prezzo più basso che troviamo su internet.
Ma tutto il contorno. E poi il risparmio arriva da sè!
Abbiamo imparato che la differenza non sta tanto nel modello dell’auto, perché sinceramente siamo viaggiatori che non hanno grandissime esigenze, solo quella di avere un bagagliaio che possa ospitare le nostre valigie, quanto nel sito attraverso cui si prenota e, soprattutto, nelle condizioni che si accettano. Questo può fare la differenza!

per il nostro viaggio on the road abbiamo noleggiato un'auto su discover cars e in questo articolo abbiamo un codice sconto per tutti i nostri lettori
Il nostro On the Road del 2012 sulla West Cost Americana. Non poteva certo mancare una piccola vosita alla mitica Route 66

Noleggiare un’auto: serve un comparatore di prezzi?

La prima decisione da prendere quando si decide di noleggiare un’auto, spesso deve essere fatta in base a quale canale scegliere. Si può prenotare direttamente con una compagnia di noleggio (Hertz, Avis, Sixt, ecc.) oppure utilizzare un comparatore che mette a confronto più fornitori in un’unica ricerca. E questo sì, ovviamente fa risparmiare.

In passato abbiamo fatto entrambe le cose. Prenotare attraverso la compagnia diretta offre un rapporto più lineare: prenoti con chi poi ti consegnerà l’auto.
Il comparatore, invece, permette di vedere in pochi minuti una panoramica molto più ampia: prezzi, condizioni, depositi, chilometraggio, valutazioni degli utenti.

Quando progettiamo viaggi lunghi e articolati, Daniele, che è un vero “meastro” in questo, tende a preferire il confronto. Non perché sia sempre più economico, ma perché gli consente di valutare parametri che, se ignorati, possono complicare il viaggio.

Le condizioni contano più del prezzo nel noleggiare un’auto

Ma poi appunto… alla fine la qualità prezzo vien da sè! Se infatti hai affrontato almeno un on the road nella tua vita di viaggiatore, sai che il prezzo iniziale è solo una parte dell’esperienza che vivrai.

Ci sono aspetti che pesano molto di più:

  • L’importo del deposito cauzionale.
  • Il tipo di carta accettata.
  • Il chilometraggio incluso.
  • La politica carburante.
  • La copertura in caso di danni.

Molte persone si concentrano sul totale visibile nella schermata di ricerca. Noi ormai guardiamo prima le condizioni. Perché è lì che si nascondono le differenze reali.

Un deposito da 300 euro o da 2.000 euro cambia la serenità con cui affronti il viaggio, soprattutto quando sei lontano da casa. Inutile dirlo, dovrai alzare di molto il massimale sulla tua carta di credito.
Un chilometraggio limitato può diventare un problema concreto se hai in programma lunghe distanze.
Una copertura assicurativa poco chiara può trasformarsi in una trafila di documenti e rimborsi, nel caso dovesse succedere qualche inconveniente.
Ma adesso affrontiamo tutto, caso per caso.

Foto scattate dal finestrino della nostra auto a noleggio durante il nostro viaggio on the road nello Yucathan.

Mi serve la carta di credito per noleggiare un’auto?

Il pagamento tramite carta di credito è ancora un fattore che spaventa chi deve noleggiare un’auto, perché non tutti hanno delle carte di credito “ufficiali”, chiamiamole così. E sul mercato ci sono molte opzioni che non prevedono un canone mensile/annuale.
Quindi cerchiamo di fare chiarezza anche riguardo a questo argomento.

Perché non basta completare la prenotazione online per essere a posto. La vera verifica avviene sul posto, quando il fornitore controlla documenti, carta, condizioni e viene richiesto il deposito cauzionale. Nella maggior parte dei casi, la carta di credito è ancora lo strumento richiesto per il deposito cauzionale. Non si tratta di un pagamento vero e proprio, ma di una somma che viene bloccata temporaneamente a garanzia. È il modo più semplice per le compagnie di tutelarsi, ed è per questo che continua a essere la soluzione più diffusa, soprattutto con i fornitori internazionali o negli aeroporti. Ecco perché prima abbiamo scritto che a seconda del deposito cauzionale potrebbe essere necessario alzare i massimali della carta di credito.

Carte di debito e di credito richieste per il noleggio auto.

Le carte di debito, negli ultimi anni, sono state accettate da un numero crescente di compagnie, ma con alcune differenze importanti. A volte possono essere utilizzate per il pagamento della prenotazione, ma non per il deposito cauzionale. In altri casi vengono accettate anche al banco, ma con limitazioni: importi più alti bloccati, categorie di auto ridotte o richieste aggiuntive. Non è quindi impossibile noleggiare senza carta di credito, ma è qualcosa che va verificato con attenzione prima di partire.

Un equivoco abbastanza diffuso riguarda le carte con numeri in rilievo. Era una caratteristica rilevante anni fa, quando le operazioni venivano registrate manualmente. Oggi non fa più differenza: quello che conta davvero è il tipo di carta (credito, debito o prepagata), non l’aspetto fisico.

A rendere le cose più confuse ci sono anche le carte “ibride” o di nuova generazione, che funzionano perfettamente online ma che, al momento del ritiro, possono essere considerate carte di debito e quindi non accettate per il deposito. È uno di quei casi in cui vale la pena controllare due volte, perché la distinzione non è sempre intuitiva.

Noi di solito opzioniamo sempre anche il secondo conducente, soprattutto nei viaggi in cui le tappe sono molto lunghe. Ely non ama guidare con il cambio automatico, ma all’occorrenza lo fa… Qui durante il nostro on the road nella West Cost americana

Esempi di carte e sistemi vari di pagamento accettati o no nel tuo viaggio.

Tipo di cartaEsempi concretiprenotazione onlineritiro auto al bancopossibilità di utilizzonote pratiche
Carta di credito (vera)Visa Credit, Mastercard Credit, Amex✔️ Sempre accettata✔️ Quasi sempre richiesta🟢 VerdeServe per il deposito. Deve essere intestata al conducente e con plafond sufficiente
Carta di debito fintechRevolut, N26, Wise✔️ Sì⚠️ A volte🟡 GialloSpesso funzionano online ma possono essere rifiutate al banco perché non sono carte di credito
Carta di debito tradizionaleVisa Debit, Mastercard Debit (banca)✔️ Sì⚠️ Dipende🟡 GialloAlcuni fornitori le accettano con condizioni (deposito più alto, limiti auto)
Carta prepagataPostepay, Hype, ricaricabili✔️ A volte❌ Quasi mai🔴 RossoNon supportano il blocco cauzionale richiesto
Carte virtualiApple Pay, Google Pay, virtual card✔️ Sì❌ No🔴 RossoServe carta fisica per verifica e deposito
Carte fintech “ibride”alcune carte digitali moderne✔️ Sì⚠️ Incerto🟡 GialloSpesso sembrano credito ma sono debit → rischio rifiuto

Che età è necessaria per noleggiare un’auto?

Anche l’età è un fattore da non sottovalutare quando si vuole noleggiare un’auto. In molti Paesi l’età minima per noleggiare è 21 anni, ma sotto i 25 viene spesso applicato un supplemento. In altri casi possono esserci limiti anche per età più avanzate o requisiti legati agli anni di patente. Sono dettagli che cambiano da fornitore a fornitore e che si trovano sempre nelle condizioni di noleggio.

Per questo, al di là del sito che si utilizza per prenotare, la regola è sempre la stessa: non è la piattaforma a decidere se puoi noleggiare un’auto, ma la compagnia che te la consegnerà. I comparatori possono aiutare molto — ad esempio permettendo di filtrare le offerte che accettano carte di debito o mostrando in anticipo il deposito richiesto — ma la verifica finale resta sempre legata al singolo fornitore.

Prendersi qualche minuto in più per controllare questi aspetti prima della partenza evita la situazione più scomoda: arrivare a destinazione, magari dopo un volo lungo, e scoprire che manca proprio il requisito fondamentale per ritirare l’auto.

Noleggiare un’auto su Discover cars

Noi da qualche anno usiamo il sito DiscoverCars.com

Questo non è una compagnia di noleggio: è un intermediario che mette a confronto offerte di diversi fornitori.
Il vantaggio principale, appunto per come lo vediamo noi, è la possibilità di leggere in anticipo molte informazioni che altrimenti richiederebbero ricerche separate sui siti delle singole compagnie.

Ci è capitato più volte di usare vari comparatori per:

  • filtrare le offerte in base all’importo del deposito;
  • verificare quali fornitori accettassero carte di debito;
  • controllare il rating del fornitore locale (quando non si tratta di un brand internazionale);
  • confrontare le politiche di cancellazione.

Non è uno strumento “magico” e non elimina la necessità di leggere le condizioni. Però permette di avere una visione più ampia prima di prendere una decisione riguardo il noleggio dell’auto.

Risparmia sul noleggio auto scegliendo Discover cars

A nostro avviso Discover Cars è anche quello che ha i prezzi più competitivi rispetto agli altri, e questo è un vantaggio in più.
In più se usi questo link avrai già anche un ULTERIORE SCONTO già calcolato.

Vuoi altri codici SCONTO per il tuo viaggio? Quelli che ti saranno davvero utili e potranno fare la differenza nel calcolare il budget del tuo viaggio? Allora clicca qui.

Mentre qui eravamo in Australia, nel 2018. A sinistra Cangaroo Island, a destra la Great Ocean Road. Da fare per forza in auto per fermarsi ad ogni view point.

La copertura assicurativa che occorre capire prima per evitare problemi dopo

Uno dei punti più delicati sul noleggio dell’auto riguarda le coperture assicurative aggiuntive.
Molti comparatori tra cui proprio Discover cars, propongono una “Full Coverage” o protezione completa. È importante sapere che, nella maggior parte dei casi, non si tratta di un’assicurazione diretta stipulata con il noleggiatore, ma di una copertura a rimborso.

In pratica, se si verifica un danno:

  1. si paga al banco la franchigia richiesta dal fornitore;
  2. si presenta richiesta di rimborso alla piattaforma, allegando documentazione, fatture e, se necessario, verbali.

Questo meccanismo può funzionare bene, ma richiede:

  • disponibilità di plafond sulla carta;
  • attenzione nella raccolta dei documenti;
  • rispetto delle tempistiche indicate.

Non è un dettaglio secondario. È uno di quei punti che è bene comprendere prima, non dopo.

Il deposito cauzionale nel noleggio auto

Come abbiamo già accennato, spesso il deposito cauzionale è uno degli aspetti che crea più incertezza quando ci si avvicina al noleggio auto per la prima volta. Sia per il fatto che non tutti hanno una carta di credito, ma anche perché raramente viene spiegato in modo chiaro prima della prenotazione.

L’importo varia in base al Paese, alla categoria dell’auto e al fornitore. Può essere contenuto oppure arrivare a cifre più importanti, soprattutto in alcune destinazioni o per veicoli di fascia più alta. La cosa utile è che oggi alcune piattaforme — tra cui DiscoverCars — permettono di visualizzarlo in anticipo nelle condizioni e, in certi casi, di filtrare le offerte proprio in base all’importo richiesto.

Questo tipo di filtro, quando si organizza un viaggio lungo, è più utile di quanto sembri. Non tanto per trovare il deposito più basso in assoluto, ma per scegliere con maggiore consapevolezza, soprattutto se si sa già che durante il viaggio ci saranno altre spese importanti da gestire.

Anche la Florida è una meta da fare assolutamente on the road, tra palme, ponti in mezzo all’oceano e semafori decisamente particolari. Qui nel nostro on the road del 2013.

Il deposito cauzionale richiesto da Discover Cars

Quando si utilizza un comparatore come Discover Cars, questo aspetto diventa più leggibile, ma non viene eliminato. La piattaforma aiuta a confrontare le opzioni e a capire in anticipo cosa aspettarsi, ma il deposito resta comunque gestito dal fornitore che consegnerà l’auto. Questo significa che, anche se il pagamento online può avvenire con una carta di debito, al momento del ritiro potrebbe essere comunque richiesta una carta di credito per bloccare la cauzione.

In alcuni casi è possibile trovare offerte che accettano carte di debito anche al banco, ma spesso con condizioni diverse: depositi più alti, limitazioni sulle categorie di auto o richieste aggiuntive. Per questo motivo il filtro è un buon punto di partenza, ma non sostituisce la lettura delle condizioni del singolo noleggio.

Un ultimo aspetto da tenere presente è che la copertura aggiuntiva proposta durante la prenotazione non elimina necessariamente il deposito. Anche scegliendo una protezione più completa, la compagnia può comunque bloccare una somma sulla carta al momento del ritiro.

Quando usare un sito come DiscoverCars

In pratica, strumenti come DiscoverCars rendono il processo più trasparente e permettono di arrivare preparati, ma la responsabilità finale resta sempre legata al fornitore scelto. Ed è proprio lì che conviene fermarsi qualche minuto in più a leggere, prima di partire.

Personalmente lo consideriamo una buona soluzione quando:

  • stiamo valutando più itinerari e vogliamo confrontare velocemente tutte le opzioni;
  • viaggiamo in Paesi con molti fornitori locali poco conosciuti;
  • vogliamo controllare deposito, chilometraggio e condizioni prima di decidere;
  • ci interessa una politica di cancellazione flessibile.

Certo, non è l’unica soluzione possibile né la migliore in assoluto.
Secondo noi è uno strumento efficace se utilizzato con attenzione, leggendo sempre le condizioni specifiche del fornitore che materialmente consegnerà l’auto.

E poi nel nostro caso abbiamo riscontrato che spesso tramite questo comparatore si hanno prezzi più convenienti, come già abbiamo avuto di dire. E il prezzo, appunto, non è la caratteristica principale quando si noleggia un’auto, ma aiuta a tenere sotto controllo il budget generale del viaggio.

Affidati a noi per il tuo prossimo viaggio

Hai domande o dubbi? Scrivici a hello@twomaketravel.it
Hai bisogno di un itinerario personalizzato per il tuo prossimo viaggio? Puoi avvalerti della nostra consulenza, scrivici una mail, oppure puoi consultare il nostro sito consulenti per avere qualche idea di itinerari IN TUTTO IL MONDO già preconfezionati. Clicca qui per scoprire un centesimo di quello che possiamo fare per te 🙂

New York è il tuo sogno? Allora affidati ad Ely, che ha vissuto nella Grande Mela per 30 anni. La sua conoscenza della città, anche di luoghi meno turistici, ti faranno vivere New York come non avresti mai pensato di fare. Clicca qui per leggere tutto quello che può fare per te.

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Come al solito, allaccia le cinture e partiamo!

Hobbitoon Village: il lato creativo delle Cameron Highlands

Durante il nostro viaggio in Malesia e soprattutto alle Cameron Highlands, ci siamo resi conto che nonostante i paesaggi naturalistici della zona, ci sia un’attenzione in più nell’aggiungere un tocco di colore, un tocco di “intagrammabilità” a quello che già c’è.

Probabilmente il pensiero è di attirare più turisti, forse di attirare più giovani. Ma ovunque abbiamo notato  che l’attenzione al creare qualcosa di visivamente bello è stato un po’ il leitmotive di quei giorni su quelle montagne.

Quindi abbiamo un po’ “unito i puntini”, e ci siamo resi conto che l’ Hobbitoon Village della Malesia fa parte di questo progetto.

, è una delle attrazioni più recenti della zona. Inaugurato il 1° gennaio 2024,  ha rapidamente catturato il cuore dei malesi, attirando viaggiatori da ogni parte del mondo. Situato a soli 30 minuti di auto dalle rinomate Cameron Highlands e a 40 minuti dalla vivace città di Ipoh, offre una deliziosa fuga in un regno di magia e fascino.

Hobbitoon Village, la contea Hobbit nella vegetazione della Malesia

L’Hobbitoon Village, è una delle attrazioni più recenti della zona. Inaugurato il 1° gennaio 2024, ha rapidamente catturato il cuore dei malesi, attirando viaggiatori da ogni parte del mondo. Situato a soli 30 minuti di auto dalle rinomate Cameron Highlands e a 40 minuti dalla vivace città di Ipoh, offre una deliziosa fuga in un regno di magia e fascino.

L’idea è semplice:
ricreare la magia della Contea, il villaggio degli hobbit immaginato da J. R. R. Tolkien, senza dover volare fino in Nuova Zelanda. Ma, come abbiamo detto prima, invece di trovarsi le verdi colline della Terra di Mezzo, qui si è tra le montagne della Malesia coperte da vegetazione lussureggiante tipica dei luoghi tropicali.
Uno scenario “Hobbit” decisamente fuori dagli schemi.

Quindi non ti aspetta una replica perfetta…
Ma una reinterpretazione di un immaginario che comunque ti farà dire: “wow”.

L’idea  è semplice: ricreare la magia della Contea, il villaggio degli hobbit immaginato da J. R. R. Tolkien, senza dover volare fino in Nuova Zelanda. Ma, come abbiamo detto prima, invece di trovarsi le verdi colline della Terra di Mezzo, qui si è tra le montagne della Malesia coperte da vegetazione lussureggiante tipica dei luoghi tropicali. Uno scenario “Hobbit” decisamente fuori dagli schemi.

Hobbitoon Village della Malesia: un set cinematografico

Appena entri, la sensazione che si ha è molto precisa: quella di essere finito dentro un set cinematografico.

Le casette non sono grandi, non sono realistiche nel senso tradizionale.
Sono costruite per essere viste, fotografate, vissute in modo leggero. Non è infatti un parco a tema, né un’esperienza immersiva complessa e nemmeno un villaggio vero, di quelli con ricostruzione storiche, ispirate al mondo immaginario dei libri.
E’ un luogo fotografabile, o appunto, come dicevamo prima, come si dice in gergo Instagrammabile.

Quello che vedi in questo articolo è un racconto fotografico, ma se vuoi vedere anche il video che abbiamo girato in questo luogo, non ti resta che cliccare qui.

Quando entri nel villaggio di Hobbitoon in Malesia verrai accolto da una serie di pittoreschi cottage, ognuno decorato con porte rotonde e dettagli stravaganti. Queste affascinanti dimore, che ricordano quelle abitate dagli Hobbit, creano un'esperienza coinvolgente che diverte i visitatori di tutte le età, soprattutto se sei fan delle due trilogie e del mondo immaginifico di Tolkien.

La Contea Hobbit

Quando entri nel villaggio di Hobbitoon, verrai accolto da una serie di pittoreschi cottage, ognuno decorato con porte rotonde e dettagli stravaganti. Queste affascinanti dimore, che ricordano quelle abitate dagli Hobbit, creano un’esperienza coinvolgente che diverte i visitatori di tutte le età, soprattutto se sei fan delle due trilogie e del mondo immaginifico di Tolkien.

Il villaggio non è grande c’è una strada principale che porta all’interno di tutte le ricostruzioni. Potrai ammirare il pittoresco scenario costellato di orti, passerelle in pietra e sculture decorative. La maggior parte dei cottage funge appunto solo da facciata, per scatenare la tua macchina fotografica o il tuo cellulare. Solo uno ti permette di entrare e immergerti veramente nel mondo di Frodo e dei suoi compagni di avventure.

Le ricostruzioni sono minuziose: un pozzo, una cascata, una nave e barili, che migliorano ulteriormente l’atmosfera magica. Ogni dettaglio è pensato per evocare qualcosa che già conosci, che hai già visto in tv o al cinema.

Il cibo Hobbit

I turisti possono anche far pranzo dentro l’ Hobbitoon Village della Malesia. Cibi malesi un po’ rivisitati ma anche cibi occidentali come il Fish & Chips e il Chicken Chops.
Oppure si possono bere bevande speciali come il Dwarven Draught, servito nei tradizionali boccali di birra, o l’indulgente Ogre Crush condito con pezzetti di Oreo. Situato in uno scenario mozzafiato, il caffè offre un luogo perfetto per rilassarsi e immergersi nella bellezza del paesaggio circostante.

Le ricostruzioni di hobbitoon village in malesia sono minuziose: un pozzo, una cascata, una nave e barili, che migliorano ulteriormente l'atmosfera magica. Ogni dettaglio è pensato per evocare qualcosa che già conosci, che hai già visto in tv o al cinema.

Hobbitoon Village in Malesia, informazioni utili

Orari di apertura:
Dal lunedì alla domenica: dalle 9:00 alle 18:00

Prezzi:
I biglietti per Hobbitoon Village della Malesia hanno i seguenti prezzi: RM40 (circa 9 euro) per gli adulti e RM20 (circa 5 euro) per i bambini dai 5 ai 12 anni, rendendolo accessibile sia alle famiglie che ai viaggiatori.

Indirizzo:
PT, 24739, Mukim, 31300, Perak

Non sembrano esistere siti ufficiali, né profili ufficiali social, tutte le informazioni le abbiamo reperite da internet quindi ci fa piacere metterle tutte assieme in un unico posto. Questo vuol anche dire che non siamo riusciti a prendere i biglietti prima. Non è un problema, dato che a meno che non si vada in periodi o giorni della settimana particolarmente pieni come i week end, l’affluenza non è elevata, quindi anche noi abbiamo preso i biglietti sul posto.

Come arrivare:
Ti servirà per forza una macchina. Quindi contratta il prezzo con un driver locale oppure utilizza l’app Grab. Per il funzionamento di quest’app ma anche per avere tutte le informazioni necessarie di base per organizzare il tuo viaggio in Malesia puoi cliccare qui.
Noi abbiamo contrattato con una driver locale tutti gli spostamenti di quella giornata. Ci ha scarrozzato non solo in questo luogo ma anche in altri due posti – che ti raccontiamo presto – attendendoci ad ogni tappa.
60 euro per tutta la giornata, sicuramente TANTO per il costo della vita malese, ma abbiamo chiuso un occhio, dato che non sapevamo se ci fossero effettivamente dei driver GRAB disponibili a fare tutta quella strada sia all’andata che al ritorno. Diciamo che il luogo non è assolutamente vicino ad altre location turistiche, ecco..

Il villaggio di hobbitoon village in malesia non è grande c’è una strada principale che porta all’interno di tutte le ricostruzioni. Potrai ammirae il pittoresco scenario costellato di orti, passerelle in pietra e sculture decorative. La maggior parte dei cottage funge appunto solo da facciata scatenare la tua macchina fotografica o il tuo cellulare, solo uno ti permette di entrare e immergerti veramente nel mondo di Frodo e dei suoi compagni di avventure.

Hobbitoon Village in Malesia: vale davvero la pena fermarsi?

La risposta, come spesso accade, è: dipende.

Se lo immagini come una tappa imperdibile, rischia di deluderti.
Se invece lo consideri per quello che è — una deviazione curiosa, leggera, diversa — allora ha perfettamente senso.

È il tipo di posto che come abbiamo detto fin dall’inizio, aggiunge una piccola storia in più da raccontare. Diciamo che non è Must visit, ma è una possibilità. E quindi secondo noi è proprio questo che la rende interessante. Se durante un soggiorno alle Cameron Highlands, dopo un po’ sei stufo di vedere piantagioni da tè e foreste, allora può essere un’esperienza divertente.

E sei un fan dei piccoli Hobbit è qualcosa di irrinunciabile!

Vuoi fare un’esperienza stile Terra di Mezzo senza dove volare dall’altra parte del mondo? Puoi farla comodamente in Piemonte, alloggiando in una vera casa Hobbit. Clicca qui per scoprire tutto.
E vai a caccia di altri luoghi ed esperienze di viaggio pazzesche navigando in questo blog www.twomaketravel.it

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No-show significa che non ti presenti al volo (gate/imbarco) senza prima aver cambiato o cancellato ufficialmente la prenotazione. Ricordi l’articolo che ti abbiamo menzionato prima? Lì trovi tutte le indicazioni su cosa fare. Per la compagnia aerea quella tratta risulta “non utilizzata” e, in base alle condizioni di trasporto e alle regole tariffarie, possono scattare conseguenze automatiche.

no show rule nei voli aerei

No-show significa che non ti presenti al volo (gate/imbarco) senza prima aver cambiato o cancellato ufficialmente la prenotazione. Ricordi l’articolo che ti abbiamo menzionato prima? Lì trovi tutte le indicazioni su cosa fare.
Per la compagnia aerea quella tratta risulta “non utilizzata” e, in base alle condizioni di trasporto e alle regole tariffarie, possono scattare conseguenze automatiche.

no show rule nei voli aerei:
cos’è e cosa succede se non ti presenti

La no show rule non è conosciuta da tutti, soprattutto nell’ambito dei voli aerei.
Qualche giorno fa abbiamo scritto una guida molto completa agli annullamenti e rimborsi dei voli aerei, per dare una panoramica dettagliata di quali sono i diritti del passeggero in queste occasioni. Trovi l’articolo cliccando qui.
Ma per rendere questa guida ancora più completa abbiamo deciso di dedicare alla no show rule un articolo a parte, perché la questione è delicata.

Abbiamo deciso di farlo perché alcune volte, dei clienti che avevano prenotato dei viaggi, nell’impossibilità di partire o essere risarciti ci hanno detto: “Vabbè, non mi presento e basta”!
Ecco… questa particolare affermazione o meglio questa scelta, in ambito aereo può trasformarsi in un no-show, e può costarti molto più del biglietto “perso” quel giorno.

In questo articolo ti spieghiamo cos’è il no-show in modo semplice, perché è considerato “pericoloso” e quali sono le casistiche più comuni. Soprattutto quelle che fanno perdere soldi e, in alcuni casi, anche il volo di ritorno.

Cos’è la no show rule

No-show significa che non ti presenti al volo (gate/imbarco) senza prima aver cambiato o cancellato ufficialmente la prenotazione. Ricordi l’articolo che ti abbiamo menzionato prima? Lì trovi tutte le indicazioni su cosa fare.
Per la compagnia aerea quella tratta risulta “non utilizzata” e, in base alle condizioni di trasporto e alle regole tariffarie, possono scattare conseguenze automatiche.

Due cose da tenere subito a mente:

  1. No-show NON è un “volo cancellato”: se il volo parte regolarmente e tu non ti presenti, non stai attivando i diritti che scattano quando è la compagnia a cancellare.
  2. Le conseguenze del no-show sono spesso contrattuali (cioè scritte nelle regole della compagnia), e cambiano da vettore a vettore.
1.	No-show NON è un “volo cancellato”: se il volo parte regolarmente e tu non ti presenti, non stai attivando i diritti che scattano quando è la compagnia a cancellare.
2.	Le conseguenze del no-show sono spesso contrattuali (cioè scritte nelle regole della compagnia), e cambiano da vettore a vettore.

Perché la no-show rule è “pericolosa

vediamo assieme tre conseguenze tra le più comuni:

1)Rischi di perdere anche le tratte successive

(anche il ritorno)

Questa è la trappola più famosa. Su molti biglietti A/R o itinerari con scalo, le compagnie applicano la regola dell’uso “in sequenza” dei biglietti del volo: se salti una tratta, la compagnia può considerare non valido il resto del biglietto e cancellare automaticamente le tratte successive.

Un esempio molto chiaro (ed è anche una fonte ufficiale della compagnia che trovi cliccando qui): nelle condizioni di trasporto di Qatar Airways si legge che il biglietto può perdere validità se i coupon non vengono usati “nell’ordine” indicato, e che può non essere onorato se non usi il primo coupon e inizi il viaggio da una tappa successiva.
Questo spiega perché il classico “non prendo l’andata ma prendo il ritorno” può diventare un problema, quindi ancora una volta siamo qui per dirti: dipende dalle regole del vettore e dalla struttura del biglietto.

In parallelo, anche organizzazioni consumer europee come quelle dell’ENAC che trovi a questo link spiegano che le cosiddette “no-show clauses” possono comportare la cancellazione dei segmenti successivi quando si salta una tratta.

2) Spesso non hai diritto al rimborso della tariffa

(al massimo alcune tasse)

Molti pensano: “Se non mi presento, almeno mi rimborsano qualcosa”.
In realtà, molto spesso il no-show comporta che quel biglietto diventi non rimborsabile e non modificabile soprattutto su tariffe economiche. In alcuni casi puoi chiedere il rimborso di tasse aeroportuali non utilizzate, ma non della tariffa.

Cliccando qui trovi un documento molto esplicito (sempre fonte ufficiale): una policy di Neos indica che, se non gestisci cambio/cancellazione/rimborso entro i tempi previsti e finisci in no-show, i “no-show coupons” non sono rimborsabili e non possono essere cambiati, mentre le tasse aeroportuali possono essere rimborsate sui voli non utilizzati.

3) Puoi perdere la corretta gestione della tua pratica se in realtà la compagnia ti aveva dato opzioni

Questo succede tantissimo nei periodi di caos (maltempo, crisi, scioperi): qualcuno pensa di “tutelarsi” non presentandosi… e invece questa cosa non va affatto bene!

Se la compagnia cancella ufficialmente o ti propone una soluzione ufficiale, tu dovresti muoverti dentro quel binario (rimborso o riprotezione, più eventuale assistenza). ENAC, nella pagina sulla cancellazione, riassume proprio la scelta tra rimborso e volo alternativo e il diritto all’assistenza.
Se invece tu sparisci senza scegliere nulla e non ti presenti, rischi che la pratica venga trattata come no-show con appunto conseguenze peggiori, soprattutto se hai tratte successive.

Mini guida anti-disastro: cosa fare invece del no-show

Se stai per fare “non mi presento e basta”, fermati un secondo, ricordati di aver letto questo articolo sulla no show rule e fai così:

  1. Hai A/R o più tratte sullo stesso biglietto? Chiedi subito:
    “Se salto questa tratta, mi cancellate le successive?” (molto spesso la risposta è “sì”).
  2. Se TU vuoi rinunciare: cancella o modifica ufficialmente (app, call center, chat, email).
  3. Se la compagnia ha cancellato: entra nel binario corretto e scegli tra rimborso o riprotezione (non lasciare la pratica “in sospeso”).
  4. Conserva prove: email/SMS, schermate dell’app, eventuali chat con assistenza.

La no show rule vale anche in caso di viaggi con tour operator?

Assolutamente sì!
Se decidi di non partire ma non comunichi nulla, per il tour operator può diventare un caso di mancata presentazione (di fatto un “no-show” lato pacchetto/servizi).
In quel caso, oltre alla penale (che già c’è, soprattutto se si rinuncia al viaggio sotto data), si rischia che:

  • non sia chiaro chi ha deciso cosa e quando,
  • non resti nessuna prova che la rinuncia è stata fatta per tempo,
  • non si possano attivare eventuali procedure interne (anche solo per documentare la pratica correttamente).

La comunicazione scritta di rinuncia al viaggio “mette in sicurezza” i clienti e i consulenti di viaggio: crea una traccia che dimostra che la rinuncia è stata comunicata e in che data.

Le FAQ più comuni sulla no show rule

Il volo è operativo ma non parto per “paura” posso rinunciare non presentandomi?

Se il volo è operativo e sei tu che decidi di non partire, sei quasi sempre nel campo no-show o “rinuncia volontaria”.
In quel caso:
i diritti da cancellazione del volo non si applicano, perché la compagnia non ha cancellato nulla;
l’assicurazione annullamento (se ce l’hai) interviene solo se la causa rientra tra quelle previste e documentabili (e non è automatica), come riportato nella nostra guida sull’annullamento dei voli.

Salto il volo di andata, tanto il ritorno mi serve. Posso farlo?

È il caso più rischioso: se il biglietto è A/R sullo stesso PNR, molte compagnie possono cancellare il ritorno.
Qui la regola pratica è semplice: non dare mai per scontato che il ritorno resti valido. Controlla le condizioni del vettore o chiama/contatta l’assistenza e fatti confermare cosa succede al segmento successivo (meglio per iscritto).

Se perdo la coincidenza del volo, è no-show?

Dipende da come e perché l’hai persa. L’UE avvisa chiaramente che, se perdi la coincidenza perché non hai rispettato l’orario di boarding o per ritardi ai controlli di sicurezza, non hai diritto alla compensazione: è un esempio tipico di situazione imputabile al passeggero, non al vettore.
Se invece la coincidenza si perde per un disservizio precedente e tutto è sullo stesso biglietto, è un capitolo diverso (e conviene gestirlo subito con il vettore).

Se avviso la compagnia prima, evito il no-show?

A volte sì: alcune compagnie distinguono tra “non ti presenti senza avviso” e “cancelli/modifichi/avvisi in anticipo”.
Questo è uno dei motivi per cui, quando sai che non volerai, la mossa più intelligente è gestire ufficialmente la prenotazione prima della partenza (cambio/cancellazione) invece di “sparire”.

Conclusioni sulla no show rule

No-show una tantum: di solito nessun effetto sul “futuro”, ma può costarti caro sul biglietto attuale (ritorno cancellato, niente rimborso, ecc.).

No-show ripetuti/strategici: possono creare frizioni soprattutto con programmi fedeltà o in caso di contestazioni.

Quindi mi raccomando sappi a cosa vai incontro. E se hai bisogno di una nostra consulenza di viaggio, di preventivi e informazioni su viaggi, itinerari personalizzati (soprattutto su New York ma non solotrovi tutte le info cliccando qui), non esitare a contattarci alla nostra mail hello@twomaketravel.it

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quando gli aeroporti vanno in tilt per questi ed altri motivi che vedremo in questo articolo, salta fuori la convinzione: “Tanto ho l’assicurazione annullamento, quindi mi rimborsano”. Ecco… non è proprio così… quindi in questo articolo facciamo chiarezza, spero una volta per tutte. Così da capire prima di tutto quali sono i diritti e i doveri del passeggero e cosa fare in questi casi. Partire informati senza andare alla cieca è fondamentale per non rischiare di dover sborsare di tasca propria migliaia di euro per dover tornare a casa.

Annullamento e cancellazione dei voli

quando gli aeroporti vanno in tilt per questi ed altri motivi che vedremo in questo articolo, salta fuori la convinzione: “Tanto ho l’assicurazione annullamento, quindi mi rimborsano”.
Ecco… non è proprio così… quindi in questo articolo facciamo chiarezza, spero una volta per tutte. Così da capire prima di tutto quali sono i diritti e i doveri del passeggero e cosa fare in questi casi.
Partire informati senza andare alla cieca è fondamentale per non rischiare di dover sborsare di tasca propria migliaia di euro per dover tornare a casa.

Assicurazione annullamento e cancellazione dei voli: la guida che mette ordine al caos

Quest’anno sull’argomento annullamento e cancellazioni dei voli aerei, siamo – nel vero senso della parola – nella bufera totale.
L’anno è iniziato con ben due bufere di neve a New York, la meta del nostro cuore per cui facciamo consulenze personalizzate e totalmente su misura. Infatti Ely ci ha vissuto 30 anni (se non hai idea di quello di cui stiamo parlando allora clicca qui).
Quindi ci siamo trovati a rispondere a tantissime domande sull’argomento già da qualche mese. E la crisi internazionale che c’è ora, sta mandando letteralmente in crisi i voli sul Medio Oriente, i passeggeri che hanno uno scalo in quelle zone e le compagnie aeree che partono da quelle zone o appartengono a quei luoghi.

Quindi quando gli aeroporti vanno in tilt per questi ed altri motivi che vedremo in questo articolo, salta fuori la convinzione: “Tanto ho l’assicurazione annullamento, quindi mi rimborsano”.

Ecco… non è proprio così… quindi in questo articolo facciamo chiarezza, spero una volta per tutte. Così da capire prima di tutto quali sono i diritti e i doveri del passeggero e cosa fare in questi casi.
Partire informati senza andare alla cieca è fondamentale per non rischiare di dover sborsare di tasca propria migliaia di euro per dover tornare a casa.

Quindi come al solito allaccia le cinture e ti spieghiamo tutto!

Diritti e doveri dei passeggeri da conoscere per annullamento e cancellazione dei voli aerei.

Attenzione appunto alla frase: “Tanto ho l’assicurazione annullamento, quindi mi rimborsano”.
Perché si rischia di mescolare piani diversi del problema.

Il primo piano è giuridico e anche quello più immediato. Riguarda i tuoi diritti come passeggero quando la compagnia cancella o altera in modo importante il volo. Qui il protagonista è la compagnia aerea e la base è il Regolamento UE 261/2004.

Il portale ufficiale dell’Unione Europea dedicato ai diritti dei cittadini (puoi visitare tu stesso il sito Your Europe) spiega in modo molto chiaro che, in caso di cancellazione hai sempre diritto a scegliere tra rimborso del biglietto oppure riprotezione su un volo alternativo per arrivare a destinazione. In più, mentre aspetti la soluzione, hai diritto all’assistenza (pasti, bevande, eventuale hotel e trasferimenti quando necessari, più la possibilità di comunicare). 
E qui arriva la parte che crea confusione: oltre a questi diritti “base”, esiste anche la compensazione pecuniaria (i famosi 250–600€).

Cosa dice il regolamento UE261/2004

Quando un volo viene cancellato dalla compagnia, la prima domanda corretta non è “cosa mi rimborsa l’assicurazione?”, ma:
“Cosa mi deve la compagnia aerea per legge?”

Il portale ufficiale dell’Unione Europea dedicato ai diritti dei cittadini (puoi visitare tu stesso il sito Your Europe). Spiega in modo molto chiaro che, in caso di cancellazione hai sempre diritto a scegliere tra rimborso del biglietto oppure riprotezione su un volo alternativo per arrivare a destinazione. In più, mentre aspetti la soluzione, hai diritto all’assistenza (pasti, bevande, eventuale hotel e trasferimenti quando necessari, più la possibilità di comunicare).

E qui arriva la parte che crea confusione: oltre a questi diritti “base”, esiste anche la compensazione pecuniaria (i famosi 250–600€). Your Europe, nelle FAQ ufficiali, chiarisce però che questa compensazione non è dovuta quando la cancellazione o il ritardo sono causati da circostanze eccezionali. Per esempio maltempo mentre restano comunque dovuti rimborso/riprotezione e assistenza.

Quindi, detto senza tecnicismi: rimborso o riprotezione + assistenza sono la base; la compensazione dipende dalla causa e da come viene inquadrata. Vediamo questa parte nei dettagli tra un attimo.

Annullamento e cancellazione tramite polizza assicurativa

Il secondo piano è contrattuale: riguarda il rimborso di penali e costi quando sei tu a rinunciare al viaggio per un motivo previsto dall’assicurazione (attenzione anche qui: i motivi devono SEMPRE essere certificabili).
E qui c’è un dettaglio che in questi giorni sta facendo la differenza. Alcune compagnie stanno chiarendo nero su bianco che “paura di partire” (anche se legata a uno scenario di guerra o crisi) non è un motivo valido di annullamento se si tratta di una scelta personale.

Columbus lo dice esplicitamente nella sua guida sugli scenari di guerra: se annulli perché non te la senti di partire, quella rinuncia non rientra tra le cause rimborsabili dalla loro polizza annullamento.

Se capisci questa differenza, capisci tutto il resto.
Ma non temere, vai avanti nella lettura e vedrai che anche su questo argomento ti spiegheremo tutto nei minimi dettagli.

Cosa si intende per compensazione in caso di annullamento e cancellazione del volo aereo?

La parte che manda ulteriormente in confusione in tanti: i 250–600€ non sono “sempre dovuti”. Questo perché nel Regolamento UE 261/2004 esistono due livelli di tutela:

  • la tutela “base” (rimborso o riprotezione + assistenza) che abbiamo descritto prima.
  • La compensazione economica forfettaria (i famosi 250–600€).

La differenza è che la compensazione non è automatica: il Regolamento dice che può non essere dovuta se la compagnia dimostra che la cancellazione è stata causata da “circostanze eccezionali”.
Nel testo ufficiale del Regolamento, tra gli esempi di queste circostanze si leggono chiaramente situazioni come instabilità politica, condizioni meteorologiche incompatibili con l’operazione del volo, rischi per la sicurezza, ecc.

Quindi, scritto in modo semplice ma corretto:

  • anche quando non ti spetta la compensazione, restano comunque rimborso/riprotezione e assistenza;
  • la vera “battaglia” (se mai) è sulla compensazione, non sul fatto che tu abbia diritto a tornare a casa o a partire.
Annullamento e cancellazione del volo per cause personali
Il secondo piano è contrattuale: riguarda il rimborso di penali e costi quando sei tu a rinunciare al viaggio per un motivo previsto dall’assicurazione (attenzione anche qui: i motivi devono SEMPRE essere certificabili). Qui il protagonista è la polizza assicurativa (e i suoi documenti: DIP/DIP aggiuntivo e condizioni).
Se capisci questa differenza, capisci tutto il resto.

Differenza tra maltempo, problemi della compagnia ed eventi bellici.

In termini di Cancellazione e annullamento dei voli aerei queste cause quindi sono da distinguere.

Maltempo (bufere, chiusure aeroporto, condizioni meteo avverse)

Quando la cancellazione è legata al maltempo, nella pratica è più facile che la compagnia invochi le “circostanze eccezionali” e quindi non paghi la compensazione. Questo perché il Regolamento cita proprio le condizioni meteorologiche incompatibili tra gli esempi di circostanza eccezionale.
Ma rimborso o riprotezione e assistenza restano fattibili: li trovi spiegati in modo chiaro e non tecnico su Your Europe.

Cause imputabili alla compagnia (problemi “interni”)

Il Regolamento prevede la compensazione salvo circostanze eccezionali, quindi se la causa è “interna” è più difficile sostenere che sia eccezionale. Ma, di nuovo: rimborso/riprotezione e assistenza restano comunque i primi diritti certi, come spiega il portale UE.
Questo aspetto è importantissimo quando si parla di annullamento e cancellazione dei voli aerei.

Instabilità politica / eventi bellici / crisi di sicurezza

Il Regolamento cita esplicitamente l’instabilità politica tra gli esempi di circostanza eccezionale.
Traduzione concreta: è un contesto in cui spesso la compagnia potrà dire “non è dovuta la compensazione”, ma non può usare questa cosa per negarti rimborso o riprotezione, perché quelli restano diritti distinti.

Nota importante lato assicurazioni: anche quando l’evento è “guerra/crisi”, molte persone pensano che l’assicurazione annullamento rimborsi automaticamente. Ad esempio Columbus chiarisce che la cancellazione del volo o del pacchetto “per cause belliche” non rientra tra i motivi validi per chiedere annullamento tramite la loro polizza: in quel caso devi muoverti con chi ti ha venduto il servizio (compagnia aerea / tour operator).

La causa della cancellazione spesso decide se ti spetta la compensazione; non decide se hai diritto a riprotezione o rimborso.

la compensazione non è automatica: il Regolamento dice che può non essere dovuta se la compagnia dimostra che la cancellazione è stata causata da “circostanze eccezionali”.
Nel testo ufficiale del Regolamento, tra gli esempi di queste circostanze si leggono chiaramente situazioni come instabilità politica, condizioni meteorologiche incompatibili con l’operazione del volo, rischi per la sicurezza, ecc.

Il mio volo è in ritardo, cosa mi spetta?

Un’altra situazione che in queste settimane sta creando confusione è questa: il volo non viene cancellato, ma viene rimandato di ore (a volte di tantissime ore) e tu ti chiedi: “Posso farmi rimborsare? Ho gli stessi diritti di una cancellazione?”
La risposta è: ritardo e cancellazione non sono la stessa cosa, ma anche sul ritardo esistono diritti precisi. In generale, quando il ritardo diventa significativo, la compagnia deve garantire assistenza durante l’attesa: parliamo di cose molto concrete come pasti e bevande, possibilità di comunicare e, se la situazione lo richiede (ad esempio quando si passa la notte), anche sistemazione e trasferimenti.

Enac spiega proprio che queste tutele di assistenza scattano al superamento di determinate soglie e servono a evitare che il passeggero resti “abbandonato” in aeroporto.

Le soglie dei ritardi e cosa ti aspetta per ognuna

Queste soglie cambiano in base alla distanza del volo: dopo 2 ore per tratte fino a 1.500 km, dopo 3 ore per tratte intra-UE oltre 1.500 km o comunque tra 1.500 e 3.500 km, e dopo 4 ore per tratte oltre 3.500 km. L’idea è evitare che il passeggero resti “abbandonato” in aeroporto: quando il ritardo diventa importante, la compagnia deve garantire assistenza (pasti, comunicazioni e, se necessario, sistemazione).

E aggiunge un altro punto molto pratico: se il ritardo arriva a 5 ore o più, in determinate condizioni puoi anche rinunciare alla partenza e chiedere il rimborso del biglietto (o della parte non utilizzata), perché a quel punto il servizio non viene più svolto in tempi ragionevoli.
C’è poi un altro punto importante: se il ritardo diventa così lungo da rendere il viaggio di fatto inutile o insensato, in alcuni casi puoi avere il diritto di rinunciare alla partenza e chiedere il rimborso del biglietto (o della parte non utilizzata), perché a quel punto la compagnia non sta più offrendo il servizio nei tempi ragionevoli previsti.

Anche qui, le regole cambiano in base alla situazione concreta, ma la logica da portarsi a casa è semplice: prima si guarda cosa ti deve la compagnia per legge, e solo dopo si ragiona sull’eventuale assicurazione per coperture aggiuntive.

Assicurazione annullamento per cause personali

Arriviamo al secondo piano: quello assicurativo.

La polizza annullamento, nella sua forma più comune, NON nasce per rimborsarti perché “il viaggio è diventato scomodo o incerto”.
Per capirci con un esempio reale: Columbus, nella sua guida sugli scenari di guerra, ribadisce due cose che spesso vengono fraintese. Primo: se annulli “per paura” non è coperto. Secondo: se è la compagnia o l’agenzia a cancellare volo/pacchetto “a causa della guerra”, la polizza non rimborsa automaticamente il viaggio: in quel caso si applicano le tutele del vettore (rimborso o volo alternativo) e le regole del tour operator se hai un pacchetto.

Quindi, lo ribadiamo ancora più a fondo: molte persone comprano una “polizza annullamento” pensando che sia una specie di salvagente universale per qualsiasi problema di viaggio, ma nella pratica non funziona così. Nasce per rimborsarti quando sei tu a dover rinunciare al viaggio per un evento imprevisto (ad esempio una malattia o un impedimento documentabile, se la polizza lo include).

Esistono però anche garanzie diverse (che spesso vengono confuse con “annullamento”), e che in alcuni casi sono quelle che aiutano di più quando il viaggio si incastra: coperture su ritardi importanti, spese extra, pernottamenti forzati, “mancata coincidenza”, ecc. Non sono automatiche: cambiano da compagnia a compagnia e vanno verificate nel DIP/DIP aggiuntivo o nelle condizioni. È il motivo per cui due persone con “assicurazione viaggio” possono avere esiti completamente diversi nella stessa identica emergenza.

alcune compagnie prorogano le coperture assicurative

E c’è un’altra cosa che pochissimi sanno: alcune polizze prevedono una proroga automatica della copertura se sei già in viaggio e non riesci a rientrare nella data prevista. Columbus, per esempio, scrive che se sei bloccato all’estero per voli cancellati o rotte interrotte, la copertura si estende automaticamente e gratuitamente fino a un massimo di 30 giorni per permetterti di rientrare. Attenzione però: precisano anche che questa estensione non significa rimborso delle spese extra di permanenza (nuovi voli, hotel aggiuntivi, pasti). Questo è molto importante nel conoscere i tuoi diritti riguardanti l’annullamento e la cancellazione dei voli aerei.

L’IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) è l’autorità amministrativa indipendente italiana, istituita nel 2012, che regola e controlla il mercato assicurativo per garantire la stabilità del sistema e tutelare i consumatori.
Quindi l’IVASS non decide cosa copre una polizza, però impone che la compagnia ti consegni documenti precontrattuali (DIP e DIP aggiuntivo) progettati per rendere leggibili coperture, esclusioni, franchigie e limiti prima della vendita. Quindi la regola pratica è: non fidarti del nome commerciale della polizza, leggi cosa prevede quella assicurazione.

Riassumendo:

  • Se il volo è cancellato dal vettore, spesso è più corretto parlare prima di diritti del passeggero (UE 261/2004).
  • L’assicurazione può intervenire solo se hai garanzie specifiche per spese extra/ritardi/servizi non rimborsati… ma appunto dipende dal tipo di contratto che hai stipulato.
In termini di Cancellazione e annullamento dei voli aerei queste cause quindi sono da distinguere. 
Maltempo (bufere, chiusure aeroporto, condizioni meteo avverse)
Quando la cancellazione è legata al maltempo, nella pratica è più facile che la compagnia invochi le “circostanze eccezionali” e quindi non paghi la compensazione. Questo perché il Regolamento cita proprio le condizioni meteorologiche incompatibili tra gli esempi di circostanza eccezionale.
Ma rimborso o riprotezione e assistenza restano fattibili: li trovi spiegati in modo chiaro e non tecnico su Your Europe.

Il caso della pioggia in vacanza, tra le cause di annullamento e rimborso del volo

Se il problema dovesse essere: “Piove, la vacanza è rovinata”, la polizza annullamento classica non ti aiuta quasi mai.
Esistono però prodotti diversi, spesso chiamati “meteo”, che non rimborsano perché tu annulli, ma pagano un indennizzo se si verifica una soglia oggettiva.

Esempio verificabile: Top Booking Meteo ( di Alpitour/Europ Assistance). Il documento ufficiale descrive una regola misurabile: l’indennizzo scatta se vengono registrati almeno 5 mm di pioggia tra le 9 e le 18 per almeno il 50% dei giorni di viaggio; inoltre chiarisce condizioni di operatività e definisce come viene misurato l’evento meteo.
Anche questo aspetto è molto importante se si tratta di capire come funziona l’annullamento e la cancellazione dei voli e quali sono i tuoi diritti.

Attenzione alla NO SHOW RULE

un errore che potrebbe costarti caro.
Se non ti presenti al volo senza cancellare/modificare ufficialmente, potresti perdere il diritto a certe opzioni e, in alcuni casi, rischiare che vengano cancellate anche le tratte successive (es. il ritorno). Prima di “sparire”, contatta compagnia/agenzia e gestisci la prenotazione.
👉 Approfondisci qui: No-show, cosa significa e perché può farti perdere anche il ritorno.

Anche questa regola ti aiuta a capire meglio tutto quello che riguarda l’annullamento e la cancellazione dei voli aerei.

Annullamento e cancellazione nel caso di prenotazioni con Tour Operator

Nonostante siamo da viaggiatori fai da te da più di vent’anni con tantissima esperienza di viaggio, da quando siamo anche consulenti di viaggio presso carie agenzie (tra cui questa che trovi cliccando qui e all’interno della quale puoi vedere una parte cospicua di tutte le mete che trattiamo) abbiamo imparato che con un pacchetto si ha spesso una tutela in più, perché entra in gioco un’altra legge europea, diversa dal 261/2004: la Direttiva (UE) 2015/2302 sui pacchetti turistici.

Questa Direttiva dice, in sostanza, tre cose molto potenti:

  1. Se prima della partenza si verificano “circostanze inevitabili e straordinarie” che incidono sul viaggio, il viaggiatore può terminare il contratto senza penali e ottenere il rimborso totale di quanto pagato (senza indennizzi extra). È scritto proprio così: l’idea è che, in certi scenari, non ha senso far ricadere sul viaggiatore la penale.
    Se la situazione in una destinazione peggiora e ViaggiareSicuri (Unità di Crisi – MAECI) pubblica avvisi che segnalano criticità rilevanti, spesso i tour operator valutano di cancellare o riproteggere i pacchetti. ViaggiareSicuri è il portale ufficiale della Farnesina gestito dall’Unità di Crisi e serve proprio a informare i cittadini sulla situazione nei Paesi.
  2. Il rimborso deve arrivare entro 14 giorni dalla terminazione del contratto. Una regola chiara.
  3. Se durante il viaggio diventa impossibile garantire il rientro come previsto a causa di circostanze inevitabili e straordinarie, l’organizzatore deve coprire il costo dell’alloggio necessario (se possibile equivalente) fino a tre notti per viaggiatore, con alcune eccezioni (ad esempio per persone vulnerabili). È proprio una tutela pensata per “blocchi” improvvisi della mobilità.

Ecco perché, in molte crisi prolungate, vedi tour operator che riescono a trovare soluzioni (o addirittura prolungano soggiorni): non è solo “buona volontà”, è che nel pacchetto c’è un soggetto (l’organizzatore) con obblighi di assistenza e rimborso regolati.

Paesi sconsigliati anche solo in transito

Piccola nota pratica: quando si parla di “Paesi sconsigliati”, spesso cambia tutto a seconda che quel Paese sia destinazione finale oppure solo uno scalo. Columbus, ad esempio, distingue esplicitamente i due casi nella gestione della polizza (destinazione finale sconsigliata vs scalo tecnico) e questo è un ottimo promemoria: prima di prendere decisioni “di pancia”, controlla sempre cosa è destinazione e cosa è solo transito.

Se i voli non sono stati prenotati con tour operato ma con agenzia di viaggio?

Ancora una volta, in queste settimane di emergenza stiamo vedendo le ragazze del booking dell’agenzia per cui prestiamo consulenza prodigarsi davvero tanto per chi ha prenotato con “noi”, e ha delle criticità nelle partenze o nel rientro a casa.

Infatti stanno contattando uno per uno i clienti che sono coinvolti in questi casi, proponendo rimborso totale oppure riprotezione.
Ad esempio tutti quei clienti che hanno scelto di volare con Emirates che di solito opera giornalmente con volo da Dubai a New York facendo scalo a New York.
Un volo molto richiesto per tutta una serie di motivi. Ebbene, ci sono delle criticità su questo volo, quindi anche se i clienti lo hanno comprato come servizio singolo e non associato ad un tour operator, l’agenzia di occupa di chiamare personalmente il cliente per far sì che possano lo stesso partire.

Cause imputabili alla compagnia (problemi “interni”)
Il Regolamento prevede la compensazione salvo circostanze eccezionali, quindi se la causa è “interna” è più difficile sostenere che sia eccezionale. Ma, di nuovo: rimborso/riprotezione e assistenza restano comunque i primi diritti certi, come spiega il portale UE.
Instabilità politica / eventi bellici / crisi di sicurezza
Il Regolamento cita esplicitamente l’instabilità politica tra gli esempi di circostanza eccezionale.
Traduzione concreta: è un contesto in cui spesso la compagnia potrà dire “non è dovuta la compensazione”, ma non può usare questa cosa per negarti rimborso o riprotezione, perché quelli restano diritti distinti.
La causa della cancellazione spesso decide se ti spetta la compensazione; non decide se hai diritto a riprotezione o rimborso.

Esempio pratico di annullamento e cancellazione di voli aerei: Columbus assicurazioni

Columbus è la compagnia assicurativa che noi usiamo regolarmente durante i nostri viaggi, non solo a new York ma in tutto il mondo. Non ti stiamo a spiegare tutti i suoi vantaggi qui perché abbiamo dedicato un articolo intero che puoi leggere cliccando qui.

E abbiamo anche uno sconto del 10% per tutti i nostri lettori che puoi trovare cliccando qui.

La prima cosa utile che chiariscono è questa: se volo o pacchetto vengono cancellati per cause belliche, Columbus non rimborsa il viaggio tramite l’annullamento. In quel caso devi rivolgerti a chi ti ha venduto il servizio (compagnia aerea per rimborso o riprotezione; tour operator se hai un pacchetto).

Poi c’è una seconda cosa che in pochissimi considerano: se sei già all’estero e rimani bloccato perché voli cancellati o rotte interrotte, Columbus indica che la copertura può estendersi automaticamente e gratuitamente fino a 30 giorni per permetterti di rientrare. Ma chiariscono anche che questa estensione non copre le spese extra di permanenza (nuovi voli, hotel extra, pasti).

Infine, lato “prima della partenza”, Columbus mette dei paletti molto netti: la paura di partire non è un motivo coperto per annullare; e se al momento della partenza la Farnesina sconsiglia la destinazione, la polizza può perdere validità. Nella stessa guida (che puoi trovare qui) specificano anche regole di rimborso del premio in base alle tempistiche (entro 14 giorni rimborso 100% del premio; dopo i 14 giorni percentuali diverse in base alla data di acquisto) e distinguono tra destinazione finale e semplice scalo tecnico.

Tutto chiaro su cosa copre o non copre l’annullamento delle polizze?

Morale: il nome “assicurazione annullamento” non basta mai. In momenti come questi, la differenza la fanno le clausole specifiche (cosa è escluso, cosa è prorogato, cosa vale solo se la destinazione è sconsigliata e cosa no). Quindi ricorda queste regole per problemi di annullamento e cancellazione dei voli aerei.

E soprattutto: nelle informazioni precontrattuali (IPID) di alcuni prodotti Columbus viene indicato che alcune destinazioni sconsigliate dal Ministero degli Affari Esteri possono rientrare tra le esclusioni/limitazioni. Tradotto in parole semplici: se una destinazione è in un contesto critico, prima di dire “sono coperto” devi controllare attentamente cosa prevedono le esclusioni della specifica polizza.

In conclusione, riguardo l’annullamento e il rimborso dei voli aerei

Ora che ti abbiamo spiegato tutto puoi annotarti questo specchietto riassuntivo molto efficace.

  • Se cancella la compagnia aerea → prima guardo i diritti UE: rimborso o riprotezione + assistenza (e poi, eventualmente, compensazione).
  • Se rinuncio io → guardo la polizza annullamento e i suoi documenti (DIP/DIP aggiuntivo): copre solo gli eventi previsti e documentabili.
  • Se ho un pacchetto → ho anche le tutele della Direttiva pacchetti: rimborso totale senza penali in circostanze straordinarie, regola dei 14 giorni, e assistenza/alloggio fino a tre notti in caso di rientro impossibile.
  • Se ho prenotato con agenzia ma non ho un pacchetto → L’agenzia offre assistenza per tutte le criticità del mio viaggio, proponendomi soluzioni alternative per poter viaggiare lo stesso, per rinunciare al viaggio con rimborso o per tornare a casa nel più breve tempo possibile.

Quindi speriamo che questo articolo ti abbia aiutato a fare chiarezza sull’argomento annullamento e cancellazione dei voli arei. Un argomento delicato ma nello stesso tempo decisamente attuale. E speriamo di vederti viaggiare con la nostra consulenza e le nostre agenzie di riferimento, per un viaggio ancora più sicuro. Per tutte le informazioni e preventivi contattaci a hello@twomaketravel.it

Tutte le FAQ più comuni sul tema annullamento e cancellazione voli

Cosa devo fare subito se il mio volo viene cancellato per guerra o crisi internazionale?

La prima cosa è non “autosabotarsi”: non annullare tu pensando che intervenga l’assicurazione. Se la compagnia cancella, la legge UE prevede che ti venga offerta la scelta tra rimborso o riprotezione e che venga garantita assistenza durante l’attesa (a seconda delle condizioni). Poi, solo dopo, valuti la parte assicurativa per eventuali spese extra previste dal contratto. Clicca qui per approfondire

Se la cancellazione è per “circostanze eccezionali” (guerra/maltempo), la compagnia può non rimborsarmi?

No: le circostanze eccezionali incidono soprattutto sulla compensazione (i 250–600€), non sul diritto a una soluzione. In caso di cancellazione, rimborso o riprotezione restano opzioni dovute dalla compagnia, come spiega sia ENAC che Your Europe. Clicca qui per approfondire.

Volo cancellato per maltempo: ho diritto ai 250–600€?

Spesso no, perché il meteo può rientrare tra le circostanze eccezionali. Però attenzione: anche quando la compensazione non è dovuta, restano i diritti “base” (rimborso o riprotezione + assistenza). Clicca qui per approfondire.

Se il volo viene cancellato “per colpa della compagnia”, la compensazione è automatica?

Non è “automatica” al 100%, ma è più probabile: la compensazione non è dovuta solo se la compagnia dimostra circostanze eccezionali; se il problema è interno, è più difficile sostenerlo. ENAC riporta la regola e gli importi della compensazione e i casi in cui non è dovuta. Clicca qui per approfondire.

Chi paga hotel e pasti se resto bloccato per cancellazione (guerra o bufera)?

In base alle regole UE, in caso di cancellazione il passeggero ha diritto all’assistenza, che può includere pasti e, se necessario, sistemazione in hotel e trasferimenti. ENAC lo tratta nella pagina dedicata alla cancellazione e alle tutele del passeggero. Clicca qui per approfondire.

Mi hanno proposto un voucher: posso chiedere il rimborso?

In caso di cancellazione, la tutela principale è la scelta tra rimborso o riprotezione: il voucher può essere proposto come alternativa, ma non dovrebbe essere l’unica strada. Nel tuo articolo puoi spiegare anche quando un voucher può convenire e quando no.Clicca qui per approfondire

Se ho uno scalo in una zona “calda” e il volo cambia/si cancella, cosa devo fare?

Primo step: capire se hai un biglietto unico (itinerario unico) o biglietti separati: cambia tutto sul tema coincidenze e riprotezioni. Se la compagnia cancella una tratta dell’itinerario e il viaggio rientra nelle tutele UE, torniamo al punto: rimborso o riprotezione + assistenza. Clicca qui per approfondire

Ritardo lungo: dopo quante ore posso chiedere rimborso o assistenza?

Dipende dalla tratta e dalla durata, ma la normativa UE prevede assistenza anche in caso di ritardi importanti e, in alcuni casi, la possibilità di rinunciare al viaggio con rimborso. ENAC ha una pagina specifica sul “ritardo prolungato” proprio per questi casi. Clicca qui per approfondire

Se ho un pacchetto con tour operator e scoppia una crisi, posso annullare senza penali?

Spesso sì in presenza di “circostanze inevitabili e straordinarie”: la disciplina pacchetti è diversa dal fai-da-te e tende a proteggere di più il viaggiatore in situazioni gravi. Clicca qui per approfondire

Dove trovo fonti ufficiali sulla situazione del Paese e sui miei diritti?

Per i diritti passeggeri: ENAC e portale ufficiale UE (Your Europe). Per la situazione Paese: ViaggiareSicuri (Unità di Crisi).

Se resto bloccato all’estero e non riesco a rientrare, l’assicurazione si estende?

Dipende dalla compagnia e dal contratto. Alcune polizze prevedono una proroga automatica della copertura se non riesci a rientrare per cancellazioni o rotte interrotte. Columbus, ad esempio, indica che la copertura può estendersi automaticamente e gratuitamente fino a 30 giorni, ma specifica che questo non significa rimborso di spese extra come nuovi voli, hotel aggiuntivi o pasti. Clicca qui per approfondire.

Posso annullare l’assicurazione e farmi rimborsare il costo della polizza se non parto più per la guerra?

Dipende dalle regole della compagnia e da quando hai acquistato. Columbus spiega che è possibile ottenere il rimborso del premio se la polizza viene annullata entro 14 giorni dall’acquisto (senza viaggio iniziato e senza sinistri); dopo, valgono condizioni diverse in base alla data di acquisto e alla “notorietà” dell’evento. Clicca qui per approfondire.

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Hai pensato di fare un viaggio alle Maldive nel periodo del Ramadan? E magari hai paura che il Ramadan significhi "perdersi qualcosa" nell'esperienza totale del tuo viaggio? In questo articolo facciamo chiarezza su cosa significa affrontare questo periodo particolare per la religione musulmana in questa meta e ti spieghiamo perché secondo noi è una favolosa esperienza da fare.

Ramadan alle Maldive

Hai pensato di fare un viaggio alle Maldive nel periodo del Ramadan? E magari hai paura che il Ramadan significhi "perdersi qualcosa" nell'esperienza totale del tuo viaggio? 
In questo articolo facciamo chiarezza su cosa significa affrontare questo periodo particolare per la religione musulmana in questa meta e ti spieghiamo perché secondo noi è una favolosa esperienza da fare.

Viaggiare alle Maldive in periodo di Ramadan

Hai pensato di fare un viaggio alle Maldive nel periodo del Ramadan? E magari hai paura che “Ramadan” significhi “perdersi qualcosa” nell’esperienza totale del tuo viaggio?
In questo articolo facciamo chiarezza su cosa significa affrontare il ramadan in questo paradiso e ti spieghiamo perché non ne devi avere timore.

In questo articolo che trovi cliccando qui, abbiamo scritto una guida completa al Ramadan in viaggio con i periodi in cui si manifesta ogni anno, atteggiamenti da evitare in loco, tante spiegazioni utili e aspetti positivi che secondo noi portano un valore aggiunto reale al viaggio.

Ma qui abbiamo voluto fortemente fare un approfondimento sulle Maldive, con testimonianze di chi questa destinazione la conosce bene o chi l’ha frequentata da turista proprio in questo periodo particolare per la religione musulmana.

Insomma, tantissime informazioni utili che toglieranno ogni dubbio per partire senza timori.
E ora ti raccontiamo tutto. Quindi allaccia le cinture, ti portiamo a vivere l’esperienza del Ramadan alle Maldive.

Il Ramadan alle Maldive

Perché questa idea di raccogliere testimonianze sul Ramadan in viaggio? Perché tra il 2024 e il 2025 abbiamo visitato più paesi musulmani di quanti ne abbiamo visitati in tanti anni di viaggi.
Egitto, Abu Dhabi, Zanzibar, Malesia e Marocco.

E dialogando con i local, come siamo di solito fare in ogni viaggio, capire come un viaggiatore può affrontare serenamente questo mese in ogni destinazione musulmana, è stata non solo una curiosità ma anche una ricerca personale. Abbiamo avuto occasione di viverlo in prima persona ad agosto del 2013 durante un tour in Turchia (trovi la nostra breve esperienza cliccando qui). Ma siamo sicuri che non mancheranno altre occasioni, magari in luoghi in cui non siamo ancora stati.

Come le Maldive ad esempio.
La sogniamo da anni
e le sogniamo ancora di più ora che si è aperta la possibilità di visitarle “come piace a noi” nelle guest house. Queste strutture – a differenza dei resort che sono collocati in isole private ed esclusive – sono ubicati su isole locali, quindi astretto contatto con la popolazione locale e a stretto contatto con le loro abitazioni, scuole e attività commerciali.

Per questo motivo abbiamo iniziato a seguire su instagram il profilo @letuemaldive_in_guesthouse e abbiamo conosciuto Angelica, l’anima italiana di ben due guest house alle Maldive, una a Gaafaru e una a Dhigurah. Siamo diventati “amici di instagram”, lei segue la nostra attività di content creator in giro per il mondo, e in particolare i nostri contenuti su New York e noi seguiamo il suo profilo con attenzione: le sue Guest house alle Maldive sono prioritarie nella nostra lista infinita di posti che dobbiamo ancora visitare.

E così qualche settimana fa, le abbiamo fatto una domanda spontanea: “Come si vive il Ramadan alle Maldive in guest house?, Cosa cambia rispetto a tutto l’anno?”

L’ esperienza in guest house durante il Ramadan

Angelica è stata super gentile e ci ha proposto due approcci diversi per scrivere questo articolo.
il primo: chiedere una testimonianza ad una delle sue clienti che ha vissuto il Ramadan alle Maldive in guest house in prima persona e in alta stagione.

E così abbiamo conosciuto Giulia, che ci ha fornito una testimonianza completa, bella ed emozionante.

Quindi nei prossimi paragrafi ti lasciamo con le parole di Giulia.
Il secondo approccio? Te lo spieghiamo dopo questa testimonianza.

L’esperienza del Ramadan alle Maldive di Giulia al Mariana Inn

Vorrei raccontarvi la mia esperienza alle Maldive durante il periodo del Ramadan. Infatti credo possa essere utile a chi sta valutando questo tipo di viaggio e ha qualche dubbio legato alle restrizioni culturali. Ho soggiornato al Mariana Inn, sull’isola di Gaafaru, dal 13 al 23 marzo 2025 in pieno Ramadan e in alta stagione. È stata un’esperienza bellissima, autentica e ricca dal punto di vista umano e culturale.

Gli aspetti da tenere in considerazione hanno riguardato principalmente il consumo di cibo e bevande in pubblico durante le ore diurne. Tuttavia, la guest house era perfettamente organizzata: dispone di uno spazio semi-interno – un loggiato in pratica – dedicato ai pasti. Qui venivano regolarmente organizzati i buffet, esattamente come avviene durante tutto l’anno. Dal punto di vista organizzativo, quindi non cambia nulla rispetto al resto dell’anno.

Durante le escursioni, come quella sull’isola deserta o il picnic su una sandbank, non abbiamo avuto alcuna limitazione: erano i ragazzi stessi dello staff a permetterci di mangiare tranquillamente sotto gli ombrelloni e a organizzare il buffet. Le attenzioni richieste riguardavano quindi solo il villaggio di Gafaaru, non le attività esterne.

Il rispetto per le tradizioni locali durante il Ramadan alle Maldive

Quindi ci tengo a sottolineare che non ho mai percepito disagio, né un cambiamento nel modo in cui siamo stati accolti: i ragazzi sono stati sempre cordiali, disponibili e attenti: sia durante il digiuno che dopo l’iftar. Non ci è mai mancato nulla.

Ho posto una maggiore attenzione e rispetto nel luogo in cui consumare i pasti, ma appunto, non ci sono differenze rispetto a periodi fuori dal ramadan. Lo stesso per il fumo: ci limitavamo a fumare nelle aree consentite, come la zona pasti o la bikini beach, evitando di farlo per strada durante il giorno.

Per quanto riguarda l’abbigliamento, sia durante il Ramadan che negli altri periodi vale la stessa regola: evitare abiti troppo succinti, grandi scollature e girare in costume per l’isola. Nessuna differenza quindi rispetto a un soggiorno fuori dal periodo del Ramadan.

I minimarket erano accessibili durante l’orario serale: noi, avendo le giornate piene di escursioni, ci recavamo lì soprattutto la sera dopo cena per un gelato o per acquistare souvenir, senza alcun disagio o restrizione.

le maldive in guest house sono un modo per vivere queste isole in maniera più autentica, a contatto con la popolazione locale

la preghiera e l’accoglienza durante il Ramadan alle Maldive

Ogni giorno, all’alba e al tramonto, la preghiera veniva celebrata in tutta l’isola presso la moschea principale: un momento suggestivo che fa sentire davvero immersi nella vita locale.

Addirittura ci tengo a condividere questo episodio. In guest house ospite come me c’era anche una ragazza musulmana. Viaggiava con delle amiche e viveva quel mese con grande rispetto e discrezione, anche lontano da casa. Il ragazzo della guest house, che ci faceva da guida durante le escursioni, aveva creato con noi un rapporto semplice e genuino, fatto di sorrisi e racconti condivisi.
Ebbene: una sera ha portato questa ragazza dalla sua famiglia, per festeggiare insieme il pasto del Ramadan al tramonto. Non era una cosa dovuta, né scontata. Era un invito vero, nato dal desiderio di accogliere.

Sono rimasta profondamente colpita. Ho pensato a quanto sia raro, viaggiando, essere accolti non solo come turisti, ma come persone. Ho trovato tutto questo estremamente emozionante. Un gesto semplice, ma carico di significato, che non va mai dato per scontato. In quel momento ho capito che il viaggio non era solo mare cristallino e spiagge bianche, ma soprattutto incontri, umanità e rispetto reciproco. Ed è uno di quei ricordi che restano, silenziosi, ma profondi.

Un’esperienza autentica da vivere con consapevolezza

Ovviamente bisogna essere consapevoli dei limiti e le accortezze da avere durante il periodo di ramadan, ma sono fermamente convinta che non bisogna rinunciare ad un viaggio alle Maldive in quel periodo. Al contrario, è un’occasione preziosa per immergersi davvero nella cultura locale, rispettarne le usanze e viverle in modo consapevole.

Il viaggio stato fatto anche in alta stagione e ne è valsa assolutamente la pena: mare stupendo, organizzazione impeccabile e persone meravigliose che, nonostante il Ramadan, hanno fatto di tutto per farci sentire accolti.

Spero che la mia esperienza possa essere utile a chi sta valutando questo tipo di viaggio.

Sognamo le maldive da anni e la sogniamo ancora di più ora che si è aperta la possibilità di visitarla “come piace a noi” nelle guest house. Queste strutture - a differenza dei resort che sono collocati in isole private ed esclusive - sono ubicati su isole locali, quindi astretto contatto con la popolazione locale e a stretto contatto con le loro abitazioni, scuole e attività commerciali.

Il Ramadan alle Maldive dal punto di vista dei local

Il secondo approccio che mi è stato suggerito da Angelica è stato parlare direttamente con i membri del suo staff.
Ad esempio Watte, il ragazzo che si occupa delle escursioni dice:
“la maggior parte delle attività rimangono normali, ma durante il periodo di ramadan per noi osservanti le giornate in cui facciamo i tour alla sandbank e alla “pic nic island”, possono diventare molto faticosi soprattutto quando fa troppo caldo poiché è dura non potersi idratare. Mentre i tour per lo snorkeling sono più normali”.
Ricordiamo infatti che chi osserva il ramadan non mangia e non beve fino all’Iftar. Di nuovo, se vuoi approfondire l’argomento clicca qui per leggere la nostra guida al ramadan in viaggio.

Per questo motivo, secondo noi, occorre avere ancora d più rispetto per la popolazione locale che lavora con il turismo, poiché nonostante il ramadan continuano le loro attività al servizio dei viaggiatori, mettendo al primo posto le loro necessità e poi le loro osservanze religiose.

A questo proposito ricordo anche le parole che mi disse Fahad, il gestore di un Riad in Marocco. Gli chiesi: “Ma quindi quando preghi quando c’è il Ramadan?”
Lui rispose: “Quando gli ospiti vanno a dormire, recupero in quel momento tutte le preghiere che non sono riuscito a fare durante a giornata!”.

non serve andare in un resort per vivere questo paradiso. e il ramadan non deve fermare il viaggiatore a intraprendere questo viaggio, anzi, il senso di autenticità sarà ancora più forte

Cambiamenti di orari delle speed boat, ristoranti e Market durante il Ramadan alle Maldive

Angelica mi scrive anche le parole di Ahmed, un altro suo collaboratore:
“Nel periodo di Ramadan qui alle Maldive possono esserci variazioni agli orari diurni delle speed boat e in quelli dei ristoranti. Questi aprono al tramonto del sole e rimangono aperti anche fino alle 2 di notte. Alcuni ristoranti invece rimangono aperti ma i turisti devono mangiare al chiuso (così come già riportato da Giulia).
Gli ospiti devono avere rispetto per le osservanze locali, come non fumare nei luoghi pubblici e avere ancora più rispetto verso il modo di vestirsi”.

E ancora:
Gli orari dei negozi, se normalmente aprono alle 6.00, durante il Ramadan alle Maldive aprono alle 9.00. Rimangono chiusi durante gli orari di preghiera e dopo il Maqrib (la preghiera della sera) fino alle 21.00.
Riaprono poi dopo le preghiere “extra” del periodo del Ramadan che vengono chiamate Esaa e Taraweeh per poi rimanere aperti fino a mezzanotte.”

Conclusione sul Ramadan alle Maldive

Viaggiare durante il Ramadan può essere un’esperienza unica e arricchente, a patto di sapere cosa aspettarsi. Con un po’ di adattamento e rispetto, potrai vivere da vicino una delle tradizioni più affascinanti del mondo musulmano. E magari, al tramonto, potresti trovarti a condividere un pasto con persone del posto, scoprendo sapori e usanze che altrimenti non avresti mai conosciuto.

E non dimenticare di augurare “Ramadan Kareem” a tutti.

Vuoi altre testimonianze sul Ramadan in altri luoghi del mondo?

Ad esempio quella che ci ha fornito Krizia su come si vive questo periodo a Zanzibar, cosa fanno i locali dopo l’Iftar e come invece si festeggia la fine di questa festa. Momenti aperti a tutti i turisti, non solo alla popolazione locale. Trovi tutto cliccando qui. Momenti di condivisione che fanno sentire il viaggio ancora più vivo, ancora più immersi nella cultura locale.
E non dimenticare che oltre a essere Travel blogger siamo anche travel designer e consulenti di viaggio. Quindi puoi affidarti a noi per qualsiasi meta tu voglia visitare. Trovi alcune (ma non tutte eh..) offerte di viaggio cliccando qui. E se vuoi ancora di più contattaci a questa mail: hello@twomaketravel.it

Buon viaggio!

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