Il Ramadan è un periodo estremamente importante per la vita di un musulmano. Avviene nel nono mese del calendario islamico che per i musulmani è il periodo più sacro dell’anno

Guida al Ramadan in viaggio

Se hai in programma un viaggio in un paese musulmano durante il Ramadan e non sai bene cosa aspettarti allora sei nel posto giusto. Ti starai chiedendo: posso mangiare in pubblico? Troverò ristoranti aperti? Devo vestirmi in modo diverso? Tranquillo, niente panico. In questo articolo cercheremo di spiegarti cos’è e come funziona il Ramadan.

Noi lo abbiamo vissuto in prima persona in Turchia, matra il 2024 e il 2025 non solo abbiamo visitato 5 paesi musulmani ma abbiamo anche avuto la fortuna di fare due chiacchiere con le popolazioni locali, come sempre ci piace fare durante i nostri viaggi. Abbiamo conosciuto infatti sia degli italiani che si sono trasferiti in questi paesi ma anche chi è nato e vive lì da sempre. Loro ci hanno dato alcune informazioni e testimonianze molto interessanti che ci sono sembrate molto utili da integrare in questo articolo, proprio per darti più informazioni su come funziona il Ramadan in viaggio.

Iniziamo da Zanzibar ma prossimamente arriveranno testimonianze anche da Dubai e dal Marocco, quindi continua a seguire i nostri viaggi su www.twomaketravel.it e le pagine dedicate ai nostri viaggi nei paesi musulmani come come l’Egitto, Abu Dhabi, Zanzibar o la Malesia. Presto arriveranno altri articoli su tutte le altre destinazioni che abbiamo vissuto in prima persona, musulmane e non…

Quindi come al solito allaccia le cinture e ti spieghiamo tutto passo dopo passo, in modo semplice e chiaro.

Cos’è il Ramadan?

Il Ramadan è un periodo estremamente importante per la vita di un musulmano. Avviene nel nono mese del calendario islamico che per i musulmani è il periodo più sacro dell’anno. Un mese intero dedicato alla spiritualità, al sacrificio e alla condivisione. Non è solo una questione di digiuno, ma anche di riflessione, preghiera e solidarietà.

Durante questo mese, dall’alba al tramonto, i fedeli si astengono da cibo, bevande (acqua compresa) fumo e rapporti sessuali. Ma si astengono anche dal dire bugie, parolacce e formulare pensieri negativi. Il tutto con l‘obiettivo di “depurarsi” in un certo senso, rafforzare l’autodisciplina e sentire sulla propria pelle le difficoltà di chi vive in condizioni di povertà. Possiamo quindi dire che i musulmani durante il Ramandan cerchino di accrescere il proprio legame con Dio. Ma più terra terra, anche aiutare il prossimo e praticare la gratitudine.

Ovviamente non devono mancare i 5 momenti di preghiera giornalieri, in direzione della Mecca.

Ma il Ramadan non è solo rinuncia: è anche un mese di festa, famiglia e tradizioni meravigliose. Quando il sole tramonta, le città si trasformano, i tavoli si riempiono e l’aria si carica di un’atmosfera magica.

E secondo noi è qui che arriva il bello del Ramadan vissuto in viaggio: aprirsi a nuovi punti di vista ed esperienze che altrimenti non si potrebbero vivere, come la nostra esperienza in Turchia o il racconto di Krizia a Zanzibar, continua a leggere l’articolo.

Durante questo mese, dall'alba al tramonto, i fedeli si astengono da cibo, bevande (acqua compresa) fumo e rapporti sessuali. Ma si astengono anche dal dire bugie, parolacce e formulare pensieri negativi
la moschea Bianca di Abu Dhabi, simbolo della religione musulmana negli Emirati Arabi

Quando avviene il Ramadan?

Ecco una delle domande principali che vengono fatte dai turisti per vivere l’esperienza del Ramadan in viaggio al meglio.

Il Ramadan non ha una data fissa come le festività cristiane, perché segue il calendario lunare islamico (Hijri), che è più breve rispetto al calendario gregoriano che usiamo in Occidente. L’anno islamico ha infatti circa 354 giorni, quindi ogni anno il Ramadan inizia circa 10-11 giorni prima rispetto all’anno precedente.

La data precisa viene stabilita in base all’osservazione della luna crescente (hilal). In molti paesi musulmani, si attende la sera dell’ultimo giorno del mese precedente (Sha’ban) per scrutare il cielo: solo quando viene avvistata la prima falce di luna nuova, viene ufficialmente annunciato l’inizio del Ramadan.

Nel 2024 il primo giorno di Ramadan è stato il 10 marzo, nel 2025 il primo marzo e nel 2026 avrà luogo tra il 17 febbraio e il 19 marzo.

Ma ti diamo un’altra curiosità: la data può variare di uno o due giorni da paese a paese, a seconda di quando viene avvistata la luna.

Quanto dura il Ramadan?

ll Ramadan dura esattamente un mese lunare, quindi tra 29 e 30 giorni, a seconda della fase della luna. Alcuni parlano di 40 giorni ma perché probabilmente lo associano alla Quaresima cristiana. La fine del Ramadan, allo stesso modo, viene decretata con l’avvistamento della luna nuova.

Qualcuno può obiettare che oggi, grazie alla tecnologia e ai calcoli astronomici, è possibile sapere con precisione assoluta quando ci sarà la luna nuova per ogni anno da qui al prossimo secolo. Quindi, dal punto di vista scientifico, il calendario lunare è già perfettamente prevedibile. Verissimo. Però l’avvistamento della luna rimane una tradizione simbolica e profondamente spirituale, legata all’essenza della religione islamica. In molti paesi musulmani, soprattutto quelli più conservatori, si continua a osservare il cielo con i propri occhi come segno di connessione con Dio e con la natura.

Un rito che può assumere le sembianze di un pro forma ma che mantiene viva la spiritualità e il senso di comunità. In alcuni paesi, come l’Arabia Saudita, ci sono proprio delle commissioni ufficiali di studiosi che salgono su colline o deserti per cercare la luna a occhio nudo e poi annunciare ufficialmente l’inizio del Ramadan.

Un gesto semplice che ricorda come, in certe tradizioni, lo sguardo rivolto al cielo valga più di qualsiasi calcolo matematico.

La fine del Ramadan

Il Ramadan si conclude con l’Eid al-Fitr letteralmente la festa del fine digiuno, che inizia con una preghiera comune all’alba. I festeggiamenti durano 3 giorni e i fedeli si riuniscono per pregare, mangiare, scambiarsi doni e commemorare i defunti.

Nell’immagine di copertina la scritta sulla moschea indica: “Arrivederci Ramadan”.

Il Ramadan si conclude con l’Eid al-Fitr letteralmente la festa del fine digiuno, che inizia con una preghiera comune all’alba.I festeggiamenti durano 3 giorni e i fedeli si riuniscono per pregare, mangiare, scambiarsi doni e commemorare i defunti.
Visiteresti l’isola di Zanzibar durante il Ramadan? Non perdere tutti i nostri articoli su questa destinazione

Come funziona il digiuno?

La giornata dei musulmani durante il Ramadan segue un ritmo ben preciso:

  • Prima dell’alba: Si fa un pasto leggero chiamato Suhoor, che serve a dare energia per affrontare la giornata di digiuno.
  • Dal sorgere del sole al tramonto: Niente cibo, niente acqua, niente sigarette. È una prova di resistenza, soprattutto nei mesi più caldi! Noi abbiamo la testimonianza di Hamet, il gestore di un chiosco di kebab sotto casa nostra a Torino. L’altro giorno ci raccontava proprio che vivere il Ramadan durante i mesi invernali è decisamente meglio che in quelli estivi. Il sole tramonta prima e fa meno caldo, quindi anche il dover rinunciare a bere dell’acqua durante la giornata è nettamente più sopportabile.
  • Dopo il tramonto: Arriva il momento tanto atteso dell’Iftar, la rottura del digiuno. Di solito si inizia con datteri e acqua, come faceva il Profeta Maometto, e poi si passa a un banchetto vero e proprio.

Chi è esentato dal Ramadan

Bambini sotto la pubertà
Non c’è un’età fissa, ma di solito si considera che il digiuno diventi obbligatorio con l’inizio della pubertà (intorno ai 12-14 anni). I bambini piccoli però vengono spesso coinvolti con forme di “mini digiuno”, tipo saltare una merenda o partecipare solo per qualche ora.

Anziani con problemi di salute
Se il digiuno mette a rischio la salute, non è obbligatorio. In cambio, però, si incoraggia a fare donazioni o offrire cibo ai bisognosi (una pratica chiamata Fidyah).

Persone malate (temporaneamente o croniche)
Se una persona è malata può saltare il digiuno e recuperarlo quando starà meglio. Se la malattia è permanente, vale la stessa regola della Fidyah.

Donne in gravidanza o allattamento
Anche qui la regola è molto sensibile: se il digiuno può mettere a rischio la madre o il bambino, si può non farlo e recuperarlo più avanti.

Donne durante il ciclo mestruale o il post-parto
Questa è forse una delle eccezioni meno conosciute da chi non appartiene alla cultura musulmana. Durante il ciclo e nel periodo immediatamente dopo il parto, le donne sono obbligate ad astenersi dal digiuno — perché è visto come un momento in cui il corpo ha bisogno di forza e cure. Però devono recuperare i giorni persi più avanti.

Viaggiatori
Se una persona sta viaggiando e il digiuno può diventare troppo faticoso, è permesso non farlo. Anche in questo caso i giorni si recuperano successivamente. Questa regola si applica anche ai viaggi brevi, ma con alcune sfumature: non è automatico, è sempre a discrezione della persona.

Anche se il Ramadan è un mese di sacrificio, l’Islam riconosce che non tutti hanno la stessa forza o le stesse possibilità. Per questo, alcune categorie di persone possono rimandare il digiuno o sostituirlo con un gesto di generosità: un modo bellissimo per ricordare che la spiritualità non è solo privazione, ma anche cura verso se stessi e gli altri.

Anche se il Ramadan è un mese di sacrificio, l'Islam riconosce che non tutti hanno la stessa forza o le stesse possibilità. Per questo, alcune categorie di persone possono rimandare il digiuno o sostituirlo con un gesto di generosità: un modo bellissimo per ricordare che la spiritualità non è solo privazione, ma anche cura verso se stessi e gli altri.
la nostra esperienza in un campo tendato in Egitto, tra sapori e tradizioni. Scopri tutti i nostri consigli su questa meta cliccando qui

Ramadan Mubarak o Ramadan Kareem? C’è una differenza?

Se viaggi in questo periodo, potresti sentirti salutare con due espressioni diverse: Ramadan Mubarak e Ramadan Kareem. Anche se a prima vista sembrano sinonimi, c’è una sottile differenza nel loro significato.

  • Ramadan Mubarak significa Ramadan Benedetto ed è l’augurio più tradizionale e spirituale, usato per augurare pace e benedizioni durante il mese sacro.
  • Ramadan Kareem si traduce con Ramadan Generoso ed è più legato all’idea di abbondanza, condivisione e ospitalità tipica di questo periodo.

Entrambe le formule sono corrette, ma in contesti più conservatori si tende a preferire Ramadan Mubarak proprio per il suo richiamo alla dimensione religiosa.

Crediamo fermamente che anche conoscere questo aspetto sia molto importante se si affronta un viaggio in periodo di Ramadan, poiché diventa un modo empatico per essere a fianco della popolazione locale. Un modo per dire: anche se la mia religione non mi impone questa restrizione, rispetto ala tua scelta e anzi, ti auguro di poter vivere al meglio questo periodo così importante dell’anno.

Pensaci!

Se viaggi in questo periodo, potresti sentirti salutare con due espressioni diverse: Ramadan Mubarak e Ramadan Kareem. Anche se a prima vista sembrano sinonimi, c'è una sottile differenza nel loro significato.
la medina di Marrakech e i suoi sapori, odori e le immancabili tajine

Ramadan in viaggio: cosa cambia per i turisti?

Se viaggi in un paese musulmano durante il Ramadan, noterai subito alcune differenze rispetto al resto dell’anno. Ecco le cose principali da tenere a mente:

  • Orari ridotti: Molti negozi, uffici e attrazioni turistiche possono aprire più tardi e chiudere prima del solito.
  • Meno vita diurna, più vita notturna: Di giorno le strade possono sembrare più tranquille, ma di sera le città prendono vita! Mercati, ristoranti e caffè si riempiono di gente che celebra la fine del digiuno. Ecco perché prima ti abbiamo parlato di punti di vista diversi e desueti rispetto ai periodi “normali”, proprio per questo motivo!
  • Attenzione a cibo e bevande in pubblico: Nei paesi più conservatori, mangiare o bere per strada può essere considerato irrispettoso. In luoghi molto turistici (come Dubai o Istanbul), ci sono ristoranti e caffè che rimangono aperti per i non musulmani, ma è sempre meglio informarsi.

Ramadan in viaggio: consigli utili per i viaggiatori

Se viaggi in questo periodo potresti capitare in paesi più conservatori di altri, oppure in paesi che, nonostante decidano di mettersi al servizio dei turisti, il modo migliore per vivere questo periodo è sia l’adattamento ma anche l’osservazione di quello che avviene intorno a te. Ecco alcuni consigli utili:

  • Porta con te acqua e snack per consumarli in luoghi discreti, soprattutto se fa caldo.
  • Rispetta le usanze locali: se vedi che la gente evita di mangiare in pubblico, fai lo stesso.
  • Sfrutta le serate: Le città si trasformano dopo il tramonto. Approfittane per gustare l’atmosfera unica dell’Iftar, nei mercati locali o nelle piazze principali.
  • Vestiti in modo rispettoso: In alcuni paesi, durante il Ramadan è richiesto un abbigliamento più sobrio, anche per i turisti.
  • Chiedi ai locali: Se hai dubbi su cosa puoi fare o meno, non esitare a chiedere. La gente apprezza chi si interessa alle loro tradizioni!

Il Ramadan in viaggio visto con gli occhi dei “local” e dei turisti

E come anticipato a inizio di questo articolo ora lasciamo la parola a chi vive il Ramadan da local oppure alle esperienze dei turisti che hanno vissuto questa esperienza di viaggio in prima persona.
Quindi, oltre alla nostra esperienza diretta che troverai di seguito in questo articolo ti portiamo anche alcune esperienze dirette da Zanzibar e Maldive.
Qui sotto trovi gli articoli dedicati ad ogni testimonianza
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La nostra esperienza di Ramadan in viaggio in Turchia

il nostro viaggio in Turchia, qui una foto della Cappadocia dall’alto e un albero colmo di “occhi di allah”, portafortuna.

Ad esempio la nostra unica esperienza diretta di Ramadan in viaggio è avvenuta nel 2013 durante un tour in Turchia che quell’anno è capitato ad agosto. Un’esperienza troppo breve e troppo limitata da portare come esempio ma che potrebbe comunque esserti utile.Il nostro soggiorno ad Istanbul è coinciso con gli ultimi tre giorni di Ramadan e non abbiamo assolutamente trovato disagi, anzi alla sera la piazza della Moschea di Sultanahmet era sempre piena di locali e turisti. Questo ci ha dato l’impulso a dire che dobbiamo assolutamente tornare in questa città perché ci è parsa davvero viva!

Un aspetto negativo invece lo abbiamo trovato durante lo spostamento tra Istanbul e Ankara, avvenuto proprio durante alla fine del Ramadan: le strade erano talmente trafficate di persone che si recavano a festeggiare con le famiglie o verso il mare, che non siamo riusciti ad arrivare in tempo a destinazione e abbiamo saltato una tappa del nostro tour.

Conclusione sul Ramadan in Viaggio

Viaggiare durante il Ramadan può essere un’esperienza unica e arricchente, a patto di sapere cosa aspettarsi. Con un po’ di adattamento e rispetto, potrai vivere da vicino una delle tradizioni più affascinanti del mondo musulmano. E magari, al tramonto, potresti trovarti a condividere un pasto con persone del posto, scoprendo sapori e usanze che altrimenti non avresti mai conosciuto.

E non dimenticare di augurare “Ramadan Kareem” a tutti.

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