
Storie della mia New York: lo store del Lincoln Center
Ci sono tante storie che mi legano a New York e lo store del Lincoln Center ha avuto un ruolo importante.
Per trent’anni ho fatto avanti e indietro tra l’Italia e New York, la città dove viveva parte della mia famiglia e dove ancora oggi affondano le mie radici. Crescere tra due Paesi e due culture diverse ha influenzato profondamente il mio modo di vedere il mondo, insegnandomi che esistono sempre punti di vista differenti da cui osservare la stessa realtà.
Quando ripenso a quegli anni, ci sono tanti ricordi che riaffiorano. Alcuni sono legati a persone, altri a momenti particolari, altri ancora a luoghi che hanno accompagnato la mia crescita senza che me ne rendessi conto.
Il Lincoln Center di New York è uno di questi.
Quello che stai per leggere non è una guida su cosa vedere a New York e nemmeno un elenco di consigli per organizzare il viaggio perfetto. È semplicemente una storia. Un piccolo frammento della mia New York, quella che ho vissuto negli anni e che continua ancora oggi a far parte di me.
Buona lettura.
Perché il Lincoln Center ha segnato la mia New Work
C’erano mattinate estive alla fine degli anni ’90, in cui New York sembrava rallentare solo per me e mio padre. Era un’epoca strana a ripensarci oggi: niente Amazon, niente streaming, internet ancora timido… addirittura il mio fidanzatino dell’epoca ogni volta che andavo a New York mi prestava il suo cellulare tri-banda, l’unico funzionante negli USA, per poter messaggiare con me.
Non che dovessimo utilizzarlo per chiamarci, la bolletta sarebbe stata astronomica, non le telefonate “normali” non si potessero fare. Anzi, esistevano delle carte prepagate per telefonare in Italia che mi permettevano di parlare al telefono ore ed ore con lui quando eravamo lì, E allo stesso tempo permettevano ai miei nonni e i miei zii di rimanere costantemente in contatto con noi quando eravamo in Italia. Ma quel cellulare “speciale” era una sorta di coperta di Linus, per farci sentire meno la lontananza reciproca.
“Non si sa mai”.
“per le emergenze…”
“per gli sms veloci”
Cose così.
Le nostre passioni: la danza e la musica classica al Lincoln Center di New York
In questo quadro generale – che fatico a pensare possa essere veramente esistito vedendo quanto la tecnologia abbia letteralmente invaso le nostre vite oggigiorno azzerando completamente le distanze che sentivamo a quel tempo – c’era un posto che io e mio padre consideravamo magico.
Lo store del Lincoln Center.
Altra premessa: in quegli anni ballavo o meglio, la mia vita in Italia si divideva tra la scuola e le tantissime ore trascorse nella scuola di danza del mio paese. Non ero un talento ma quell’attività mi assorbiva tantissimo: in termini di ore settimanali, spazio mentale e soprattutto fisico. Non avevo la velleità di diventare una ballerina di qualche compagnia, ma amavo profondamente la danza, e in quell’epoca avevo anche iniziato un po’ a seguire l’attività dei primi ballerini di tutte le scene mondiali. New York City Ballet incluso. Una delle mie preferite.
Mio padre invece è sempre stato un appassionato di musica classica: concerti, lirica, sonate, chi più ne ha più ne metta.
Ci sono stati momenti in cui io e mia madre abbiamo pensato che fosse più ossessionato che appassionato. Perché ovunque vada, la musica classica è il suo sottofondo, qualcosa che lo contraddistingue.

Coutesy of By Photograph by D Ramey Logan, CC BY 4.0, httpscommons.wikimedia.orgwindex.phpcurid=37264206
Il Lincoln Center di New York era per noi la Mecca
Quindi era per noi abbastanza normale che Il Lincoln Center, uno dei tempi mondiali della musica classica e del balletto, fosse per noi la Mecca. Facevamo sempre tappa al Lincoln Center nei primi giorni in cui eravamo a New York. Non per entrare a vedere dei concerti o dei balletti, poiché la stagione estiva in quel periodo era ormai chiusa, ma per respirare un po’ di quell’aria “colta” che quel luogo regala.
Per mio padre, primo su tutti il Metropolitan Opera House. Per lui, dove tutt’ora va fiero di aver visto, nei primi anni in cui era fidanzato con mia mamma, il Lago dei cigni con Rudolph Nurejev e Carla Fracci, la Julliard e il New York City ballet per me, in cui immaginavo gli studenti svolgere lezioni di danza favolose al loro interno. Un po’ come accadeva nella serie Saranno Famosi.
Qualcosa di raro, come in una caccia al tesoro
Ma dato che nella stagione estiva tutto era fermo, ci accontentavamo di entrare nello store del Lincoln Center e sentivamo di toccare qualcosa di raro. Come se quel posto custodisse il meglio di ciò che nel resto del mondo era impossibile trovare. Ci perdevamo lì dentro per ore, senza fretta.
Lui si muoveva tra gli scaffali con la calma di chi sceglie un vinile raro; io con l’impazienza di chi ha davanti un tesoro e vuole capire da dove cominciare.
Mio padre mi ha insegnato che ogni concerto cambia a seconda del direttore d’orchestra che lo dirige, ogni opera muta forma in base ai cantanti che ha nel cast. La stessa cosa avviene per il balletto: ogni compagnia può cambiare i passi delle coreografie “di repertorio” e ogni interprete gli dona il suo stile, la sua grinta, la sua interpretazione. E poi ci sono le produzioni originali, fatte appositamente per una determinata stagione e che la compagnia porta in tournee in tutto il mondo.
Quindi la nostra era una corsa ad accaparrarsi prime edizioni, alcune introvabili altrove, per accrescere le nostre collezioni.
Una caccia che in Italia non si poteva fare
In Italia non potevamo fare la stessa immersione: sembrava tutto introvabile, costoso, complicato. Al Lincoln center di New York invece, era semplice, normale, a portata di mano.
Beh, uno scoglio importante da superare in America era la famigerata Regione dei DVD. Quella poteva mettere a repentaglio il funzionamento in Italia. Era qualcosa a cui ormai avevo fatto l’abitudine, dopo anni e anni di avanti e indietro l’America e l’Italia.
Diversi erano i pesi, le misure, la temperatura, il voltaggio elettrico. Ma anche i fotogrammi al secondo con cui funzionano gli standard televisivi, succede ancora oggi. Ma a quel tempo trovare DVD che avessero la famigerata regione “0”, l’unica compatibile in tutti i paesi del mondo senza restrizioni, era una vera e propria caccia al tesoro. Anni prima, ignari di questo problema, avevamo comprato delle videocassette con regione “1” e non siamo mai riusciti a vederle in Italia. In realtà neanche a New York ma quella è un’altra storia divertente…

Il nostro modo di stare assieme.
Quel momento a New York, dentro lo Store del Lincoln Center, per me e mio padre era il nostro modo di stare insieme.
Nessuna grande avventura, nessun grattacielo, nessuna scena da film, nessun luogo virale da provare assolutamente. Solo due persone che cercavano le nostre storie preferite dentro delle custodie di plastica, sullo sfondo di un luogo che ancora oggi i turisti fanno fatica a prendere in considerazione nei loro itinerari a New York.
Perché il Lincoln Center è un posto pazzesco, bello da vedere, elegante e raffinato. Ma che ancora oggi è per pochi, per chi apprezza davvero, per chi ha voglia di andare oltre le solite cose di New York che ormai vengono mostrate sui social.
Ripenso spesso a quei momenti e mi rendo conto che, senza saperlo, stavo imparando una cosa che ancora oggi porto con me: ascoltare ciò che ci attira spontaneamente. Ciò che ci fa fermare davanti a uno scaffale, entrare in un luogo apparentemente insignificante o deviare dal percorso previsto.
Forse è per questo che faccio fatica a credere che gli itinerari a New York possano essere uguali per tutti. Perché le esperienze che ricordiamo davvero raramente nascono da una lista di cose da vedere. O almeno, non solo… nascono anche da qualcosa che, per qualche motivo, ci assomiglia.
Ecco perché faccio itinerari su misura a New York
Ogni volta che preparo un itinerario per qualcuno faccio questo. Ascolto ciò che ti attira spontaneamente. Seguo le inclinazioni personali del cliente le vibrazioni che spesso ignora totalmente.
Guardo oltre le “attrazioni” e trovo ciò che gli appartiene davvero. E questo cambia davvero l’esperienza nella città dei sogni.
Cos’è il Lincoln Center di New York?
Ma ora, da blogger quale sono, voglio anche darti qualche input su questo posto straordinario, in maniera tale da capire se può rientrare nella tua lista (scommettiamo infinita?) di cose da Vedere a New York.
Molti infatti pensano che il Lincoln Center sia semplicemente un teatro. In realtà è molto di più.
Il nome completo è Lincoln Center for the Perfoming arts. Si tratta di un grande complesso dedicato alla musica, alla danza e alle arti performative che occupa un intero isolato dell’Upper West Side. La zona a Ovest di Central Park.
Al centro si trova la celebre piazza con la fontana che probabilmente hai già visto in fotografie, film o serie televisive, mentre tutto intorno sorgono sale da concerto, teatri, scuole e spazi dedicati alla formazione artistica.
È uno di quei luoghi che, come ho avuto modo di dirti prima, raccontano una New York diversa da quella dei grattacieli e delle insegne luminose: una New York che vive di cultura, studio e spettacolo.
Si può visitare? Certo che sì. Scopri tutto cliccando su questo link.

La Metropolitan Opera
L’edificio più riconoscibile del complesso è senza dubbio quello che ospita il Metropolitan Opera.
Forse l’ hai anche già sentito nominare.
Anche chi non segue il mondo della lirica spesso resta colpito dalla sua architettura elegante e dalle grandi vetrate che si affacciano sulla piazza. Nel corso degli anni è diventato uno dei simboli culturali della città e continua ad attirare spettatori provenienti da tutto il mondo.
Entrare qui significa scoprire una parte di New York che molti visitatori non immaginano nemmeno esista: fatta di tradizione, arte e spettacoli che richiamano alcuni dei migliori interpreti internazionali. Come dicevo prima Nurejev e Carla Fracci sono solo due gocce del mare infinito di meraviglia che questo luogo ha ospitato.
Si possono trovare i biglietti facilmente? Certo che sì. Trovi tutti i dettagli cliccando qui.
David Geffen Hall
Affacciata sulla stessa piazza si trova anche la sede della New York Philharmonic.
È il luogo dove la musica sinfonica prende vita attraverso concerti e programmi che spaziano dai grandi classici a proposte più contemporanee. Negli ultimi anni l’edificio è stato completamente rinnovato per offrire un’esperienza più coinvolgente sia dal punto di vista acustico che da quello architettonico.

David H. Koch Theater
Questo teatro è strettamente legato al mondo della danza ed è la casa del New York City Ballet.
Come ho già avuto modo di raccontarti, ogni anno ospita produzioni che attirano spettatori da tutto il mondo. Ma è soprattutto durante il periodo natalizio che diventa una vera istituzione cittadina grazie alle rappresentazioni dello Schiaccianoci, uno degli appuntamenti più amati dai newyorkesi.
La Juilliard School
All’interno del Lincoln Center trova spazio anche una delle scuole artistiche più conosciute e prestigiose al mondo. Qui studiano giovani musicisti, ballerini e attori provenienti da decine di Paesi diversi, accomunati dal sogno di trasformare il proprio talento in una professione.
È forse questo uno degli aspetti più affascinanti del Lincoln Center: non è soltanto il luogo dove si assiste agli spettacoli, ma anche quello dove le nuove generazioni di artisti si preparano a salire sui palcoscenici del mondo.
Un Itinerario personalizzato a tema Lincoln Center e musica Classica a New York
Giulia e sua figlia Veronica si sono rivolte a me per un itinerario personalizzato a New York ad agosto 2024.
Già dai primi contatti Giulia mi aveva accennato che sua figlia Veronica è una giovane musicista, suona il violino e che avrebbero voluto fare delle esperienze “musicali”, in onore di questa passione.
So bene che al Lincoln Center ad agosto non ci sono performance da cartellone stagionale, ma sono riuscita a trovare per loro delle chicche “musicali” molto interessanti non solo dal punto di vista della cultura musicale, ma qualcosa che potesse essere anche all’altezza con la giovane età di Veronica, un’esperienza che potesse anche essere in un certo senso “formativa”.
E così ho costruito il loro itinerario su questo fil rouge, alternando esperienze musicali ai grandi classici che loro volevano vedere. Cercando di incastrare tutto come un bel sudoku giapponese.
New York cambia sempre, le esperienze cambiano con essa, ogni anno c’è qualcosa di nuovo. E non è sempre facile stare dietro a tutte le novità in città per un turista che deve già capire altre mille cose di New York. E non è sempre facile capire come incastrare tutto.

I miei itinerari personalizzati a New York
Per questo motivo ci sono io, entro in gioco io.
Con la mia guida BUSSOLA ti spiego una volta per tutte come funziona New York, abbattendo ogni tua ansia e la maggior parte delle tue domande (scommettiamo? Mettimi alla prova).
E con gli itinerari personalizzati mi occupo di quello che vuoi vedere secondo le tue passioni, inclinazioni personali e tenendo sempre sotto controllo il tuo budget in una delle città più care del mondo.
Vedrai che tenere sotto controllo le spese sarà facilissimo!
Vedrai che partirai leggero, con tutte le tue giornate sotto controllo, senza inutili sorprese o sprechi di tempo. E nel 90% dei casi anche con luoghi da vedere che non conosci, a cui non avresti mai pensato e che arricchiranno ancora di più la tua esperienza a New York.
Ti è piaciuta questa storia particolare su New York? Ti ha fatto risuonare qualcosa? Fammelo sapere scrivendomi a hello@twomaketravel.it oppure sul nostro canale Instagram in cui troverai tantissimi consigli di viaggio e New York, obviously 🙂
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