Le maree fanno parte dell’anima di Zanzibar, sono un fenomeno naturale affascinante e, a ben guardare, contribuiscono a regalare a quest’isola colori e paesaggi che rimarranno pre sempre impresi nei tuoi occhi e nella tua memoria. Noi infatti abbiamo un ricordo meraviglioso di quest’isola e possiamo dirti che le maree non solo non hanno costituito un problema, ma sono state parte fondamentale del nostro viaggio.

Chi ha paura delle maree di Zanzibar?

Esatto, hai letto bene: chi ha paura delle maree a Zanzibar? Abbiamo scelto questo titolo proprio perché in molti, programmando un viaggio in quest’isola paradisiaca, al 90% si pongono domanda: “Ma con le maree riuscirò a fare il bagno?”.

 Quasi come se l’oceano si divertisse a giocare brutti scherzi ai turisti e fosse impossibile nuotare nelle acque azzurre. Per questo motivo abbiamo voluto scrivere un articolo che non solo ti spiega tutto quello che c’è da sapere sul fenomeno delle maree a Zanzibar, ma che ti darà un punto di vista totalmente diverso.

Scoprirai infatti che non solo non avrai nulla da temere, ma che le maree rappresentano una stupenda opportunità per il viaggiatore con la V Maiuscola.

E se sei sul nostro blog sappiamo che lo sei. Quindi bando alla ciance: allaccia la cintura e partiamo per la meravigliosa isola delle spezie africana: Zanzibar! Ma prima…. hai tutte le info che ti occorrono per organizzare il tuo viaggio a Zanzibar? Tutti i documenti che obbligatoriamente ti servono per questo viaggio? Nooo? No panic, ti basta cliccare qui per avere tutte le informazioni che cerchi.

Le maree fanno parte di Zanzibar

Le maree fanno parte dell’anima di Zanzibar, sono un fenomeno naturale affascinante e, a ben guardare, contribuiscono a regalare a quest’isola colori e paesaggi che rimarranno per sempre impresi nei tuoi occhi e nella tua memoria. Noi infatti abbiamo un ricordo meraviglioso di quest’isola e possiamo dirti che le maree non solo non hanno costituito un problema, ma sono state parte importante del nostro viaggio.

Ma prima facciamo un piccolo ripasso sulle maree. Le maree sono causate principalmente dalla luna, che con la sua forza di gravità “attira” l’acqua dell’oceano a sé, facendola avanzare o ritirare due volte al giorno. A Zanzibar questo fenomeno è particolarmente evidente perché gran parte della costa è protetta da una barriera corallina: quando l’acqua si ritira, la laguna resta scoperta e il paesaggio cambia completamente, quasi fosse un’altra isola.

Ok, dirai tu… anche in Egitto c’è la barriera corallina, eppure non si assiste al fenomeno delle maree. Domanda lecita a cui rispondiamo subito: le maree ci sono in tutto il mondo, ma il fenomeno cambia moltissimo in base alla profondità del fondale marino.

Perché ci sono le maree a Zanzibar?

Zanzibar, come abbiamo appena accennato, ha gran parte delle sue coste orientali protette da una barriera corallina che si trova anche a 1–2 km dalla riva. Tra la spiaggia e la barriera si crea quindi una laguna molto piatta e poco profonda. Quando la marea scende, l’acqua si ritira quasi del tutto e lascia scoperta la sabbia, le alghe e le secche. Quando risale, la laguna si riempie di nuovo e il mare torna balneabile. È quindi un fenomeno scenico proprio perché il fondale è basso. Di conseguenza basta che l’acqua si abbassi di 1–2 metri per cambiare completamente l’aspetto del paesaggio.

Anche in Egitto (Mar Rosso) c’è la barriera corallina, ma la morfologia del fondale è diversa. Le barriere spesso sono a ridosso della riva oppure delimitano subito acque molto profonde. In pratica non si formano lagune piatte come a Zanzibar. Quindi, anche se l’acqua si alza o si abbassa di 1 metro, non lo noti quasi, perché il fondale resta profondo e balneabile. In più, nel Mar Rosso le escursioni di marea sono in genere più contenute rispetto all’Oceano Indiano.

vista delle varie di zone di Zanzibar da google maps. Qui sono evidenti le zone in cui c'è più barriera corallina e quelle in cui è quasi assente. molti scelgono dove alloggiare proprio in base a questo perdendosi tutta la meraviglia che la bassa marea porta e che ti spieghiamo bene in questo articolo.
Zanzibar e le sue coste viste dal satellite. Molti scelgono dove alloggiare in base alla presenza di barriera corallina. In questo articolo sfatiamo dei miti legati a questo argomento

Le maree del Nord vs resto dell’isola: sfatiamo un mito

Il turista medio di solito sceglie la zona a nord dell’isola perché non ci sono maree. Infatti nell’immagine qui sopra, tratta da Google Maps è molto facile vedere le zone di Zanzibar che hanno la barriera corallina e quelle in cui questa manca. Di conseguenza molti fanno un solo ragionamento: “Vado solo al nord perché lì non ci sono maree”. Le stesse agenzie viaggio danno le stesse indicazioni per andare incontro alle esigenze del cliente.

In realtà non è proprio così.

È vero che a Nungwi e Kendwa l’effetto è meno marcato perché la barriera corallina è più distante, ma questo non significa che l’acqua sia sempre alla stessa altezza. Noi infatti siamo andati a Zanzibar durante il periodo di luna piena proprio in questa zona e non abbiamo potuto fare il bagno per tutto il giorno, anzi la mattina appena arrivati la marea era davvero molto bassa. In linea generale però sì, è la zona in cui anche con la bassa marea i bagni si possono fare. Ti spieghiamo tutto nei dettagli in questo articolo specifico sulle spiagge di Nungwi e Kendwa che abbiamo scritto per te.

Albe e tramonti a Zanzibar.

Ad avvalorare la tesi seconda la quale vale la pena di rifugiarsi al nord dell’isola non solo per le maree ma anche per i tramonti… ecco… ci spiace dirlo ma non esistono solo i tramonti ma anche le albe! E se a nord è il tramonto ad alimentare i sogni del viaggiatore, in altre zone come quella di Kiwengwa sono le albe infuocate a creare emozioni fortissime. Quindi da oggi non avrai più scuse a scegliere altre località straordinarie dell’isola per il suo soggiorno.

E poi se vogliamo essere ancora più pistini, nel sud dell’isola abbiamo assistito ad uno dei tramonti più belli visti nella nostra vita. Proprio con la bassa marea! Qui sotto te ne diamo un assaggio, ma te ne parliamo meglio in questo articolo che abbiamo scritto su come organizzare un itinerario nel sud dell’isola di Zanzibar (clicca su questo link).

uno dei tramonti più belli della nostra vito lo abbiamo visto a zanzibar proprio in presenza di bassa marea. sembrava un quadro dipinto

Le maree di Zanzibar: un’opportunità e non un problema

La verità è che Zanzibar va vissuta tutta, senza la paura di “restare a secco”. Limitarsi a scegliere una zona solo per timore delle maree significa perdere esperienze preziose. Ad esempio noi ne abbiamo approfittato per fare una passeggiata lunghissima lungo tutto il litorale proprio a nord, vedendo ristoranti e negozi da un punto di vista che altrimenti non avremmo mai potuto vedere. Ad esempio la loro struttura “a palafitta”. Abbiamo anche fatto delle foto molto particolari con le barche completamente in secca, un paesaggio unico nel suo genere, da cartolina. Qualcosa che riuscirai a vedere solo in poche zone del mondo.

E per noi già questo è stato magico. Il bagno lo abbiamo poi fatto sempre in quella zona nel pomeriggio, senza nessun problema. D’altronde siamo stati sull’ isola per una settimana, quindi anche se abbiamo trovato qualche ora di bassa marea non è stato assolutamente un problema. Ci siamo goduti lo stesso tutta le meraviglie che l’isola di Zanzibar regala.

Le lingue di sabbia

Noi infatti abbiamo saputo guardare alle maree come un’occasione! Con la bassa marea, ad esempio, appaiono lingue di sabbia bianchissima che sembrano uscite da un set fotografico. Camminarci sopra è come trovarsi in una sorta di isola deserta in mezzo all’oceano, circondati da acque di tutte le sfumature del turchese. Uno dei momenti perfetti per scattare foto indimenticabili, passeggiare fino alla barriera corallina o semplicemente osservare la natura che cambia sotto i propri occhi. Con la bassa marea abbiamo anche potuto vedere delle bellissime stelle marine a pelo d’acqua.

foto di gruppo del nostro viaggio di gruppo a zanzibar on una delle lingue di sabbia che si formano con la bassa marea. ma che belle sono?
Il nostro gruppo su una delle lingue di sabbia che si formano con le maree
elisa e Daniele che corrono sulla lingua di sabbia che si è formata grazie alla bassa mera. super romantica e suggestiva, mentre il mare piano piano stava per inghiottirla e nasconderla fino alla prossima bassa marea
Ely e Dany corrono sulla lingua di sabbia prima che venga inghiottita dal mare

Le alghe: un tesoro nascosto di Zanzibar

La bassa marea porta con sé anche un’altra sorpresa: le coltivazioni di alghe. Sulla spiaggia, soprattutto nelle zone di Paje, Jambiani e Bwejuu si incontrano spesso le donne che curano i loro campi marini, legando le alghe a corde fissate nella sabbia. È un’attività tradizionale e molto importante per l’economia locale: le alghe raccolte vengono essiccate ed esportate per produrre cosmetici naturali, integratori e persino alimenti.

A Zanzibar vengono coltivate soprattutto due specie di alghe rosse: Eucheuma e Kappaphycus. Sono ricche di carragenina, una sostanza molto richiesta nell’industria alimentare e cosmetica perché funziona come addensante naturale.

La coltivazione, come abbiamo accennato, è praticata principalmente dalle donne locali, spesso organizzate in cooperative. Questa attività, nata negli anni ’80 con programmi di sviluppo, ha dato lavoro e indipendenza economica a migliaia di famiglie. Una volta che le alghe fissate ai pali nella sabbia crescono vengono raccolte, portate a riva ed essiccate al sole.

La bassa marea porta con sé anche un’altra sorpresa: le coltivazioni di alghe. Sulla spiaggia, soprattutto nelle zone di Paje e Jambiani Bwejuu si incontrano spesso le donne che curano i loro campi marini, legando le alghe a corde fissate nella sabbia. È un’attività tradizionale e molto importante per l’economia locale: le alghe raccolte vengono essiccate ed esportate per produrre cosmetici naturali, integratori e persino alimenti.
Coltivazione di alghe a Kiwengwa e una delle donne locali che si occupa di questo tipo di economia locale

Le alghe si Zanzibar: Un’esperienza autentica per i viaggiatori

Per chi visita Zanzibar, osservare la raccolta delle alghe è un modo per vedere la quotidianità dell’isola oltre le spiagge da cartolina. Ed è anche un modo per imparare qualcosa sull’economia e sulle tradizioni locali. Quindi se cerchi un’esperienza autentica da fare sull’isola ti consigliamo di recarti proprio nei tratti di costa dove la bassa marea dà il meglio di sè. Non è raro imbattersi in gruppi di donne al lavoro con le gonne arrotolate, immerse fino al ginocchio nell’acqua bassa. Alcune cooperative organizzano anche visite guidate per far conoscere da vicino questo patrimonio.

Dopo l’essiccazione, le alghe vengono esportate e usate per produrre:

  • Cosmetici (creme, saponi, shampoo naturali)
  • Integratori (ricchi di minerali)
  • Alimenti (gelatine, addensanti, dolciumi, bevande). La maggior parte finisce sul mercato asiatico ed europeo.

Negli ultimi anni la coltivazione delle alghe è diventata più difficile a causa del riscaldamento delle acque: le alte temperature rendono alcune specie meno produttive e le comunità stanno cercando alternative (nuove varietà, spostamento delle coltivazioni in acque più profonde). Nonostante questo, il seaweed farming rimane una delle attività più sostenibili e identitarie di Zanzibar.

Le app per verificare e prevedere le maree di Zanzibar

Ma se non ti abbiamo ancora convinto abbiamo comunque una buona notizia da darti: le maree non durano tutto il giorno a Zanzibar. Nel giro di poche ore l’acqua cristallina riprende possesso della spiaggia. Esistono persino app e siti che calcolano con precisione millimetrica gli orari delle maree, quindi chi vuole può programmare escursioni e bagni in totale serenità.

Se vuoi sapere con precisione millimetrica quando sarà alta o bassa la marea durante la tua vacanza a Zanzibar, ideale se vuoi spostarti da una zona all’altra dell’isola senza imbatterti nella bassa marea puoi infatti utilizzare:

  • Tide Charts Near Me (Android/iOS) → app gratuita che individua la tua posizione e mostra gli orari esatti di alta e bassa marea nelle vicinanze.
  • Tides Planner → molto usata dai velisti, mostra grafici dettagliati delle maree e permette di pianificare le attività in base ai cambiamenti del livello del mare.
  • My Tide Times (Android/iOS) → semplice da usare, permette di cercare “Zanzibar” o una specifica spiaggia e avere subito gli orari della giornata.
  • Tide Forecast (sito web: tide-forecast.com) → utile se non vuoi scaricare app: basta inserire “Zanzibar” e ti mostra subito previsioni di maree e fasi lunari.

Ma non preoccuparti: gli zanzibarini D.O.C. riescono anche a destreggiarsi con le maree anche senza app. Le maree fanno parte del loro DNA, quindi se nel tuo hotel ci sono dei local puoi chiedere informazioni direttamente a loro. E in linea di massima tutte le strutture alberghiere mettono a disposizione per il turista la “situazione marea” appesa in reception.

Le maree sono causate principalmente dalla luna, che con la sua forza di gravità “attira” l’acqua dell’oceano a sé, facendola avanzare o ritirare due volte al giorno. A Zanzibar questo fenomeno è particolarmente evidente perché gran parte della costa è protetta da una barriera corallina: quando l’acqua si ritira, la laguna resta scoperta e il paesaggio cambia completamente, quasi fosse un’altra isola.
La bassa marea a Zanzibar lascia scoprire un fondale marino che sembra uscire da un altro pianeta

Cosa fare quando la marea è bassa

E se davvero non si potesse fare il bagno per qualche ora? Niente panico: a Zanzibar non ci si annoia mai. Si può approfittare della bassa marea per una passeggiata fotografica, per osservare i pescatori al lavoro o per partire in escursione: dal Safari Blu a Stone Town, dalle piantagioni di spezie all’isola di Mnemba. Oppure semplicemente rilassarsi in spiaggia, sorseggiando un succo di frutta fresca in attesa che l’oceano torni a riempire la laguna.

In questo articolo abbiamo scritto tutte le attività che siamo riusciti a fare in una settimana a Zanzibar. Noi non siamo decisamente tipi da spiaggia, quindi rimaniamo in spiaggia a fare il bagno e a prendere il sole giusto il tempo di riposarci… poi abbiamo bisogno di esplorare. E Zanzibar è davvero piena di attività da svolgere.

la luna piena influisce ancora di più dul fenomeno delle maree. non solo a zanzibar. Ma qui lo spettacolo è assicurato
E quanto ti capita di vedere barche in secca e stelle marine a pelo d’acqua (mi raccomando non toccarle per non farle morire). E poi la luna piena che attrae ancora di più la bassa marea. Abbiamo fatto questa foto ad una nostra compagna di viaggio. Suggestiva eh…?

Le maree insegnano a vivere l’isola di Zanzibar con i suoi ritmi

Le maree di Zanzibar non sono un ostacolo, ma sono anche un invito a rallentare. A lasciarsi sorprendere dal tempo e dalla natura, a scoprire paesaggi che mutano nell’arco della stessa giornata. Noi ci siamo innamorati di quest’isola anche per i suoi ritmi, dell’ eterno “pole pole” con cui gli abitanti sono soliti a svolgere tutte le loro attività. (pole pole = piano piano). Un invito a ricordarci di rallentare anche fuori dalla vacanza, perché viviamo le nostre vite con troppa fretta, come se dovessimo vivere sempre il nostro ultimo giorno sulla Terra. Pole pole ci ha insegnato molto.

Le maree non sono solo un fenomeno naturale, ma anche un elemento che da sempre scandisce la vita degli abitanti dell’isola. I pescatori, ad esempio, regolano le loro uscite in base agli orari delle maree, tramandando conoscenze pratiche che spesso coincidono con i calcoli scientifici. Nella tradizione locale si racconta che le maree siano il “respiro dell’oceano”: quando si ritira, l’oceano inspira per ricaricarsi, e quando torna, espira riportando vita e abbondanza.

Chi parte con la paura di non poter fare il bagno rischia di non accorgersi della bellezza che c’è oltre. Perché Zanzibar non si vive contro le maree, ma con le maree.

E forse è proprio questa la sua magia più grande.

questa lingua di sabbia, o meglio dire isola nei dintorni di Nakupenda a Zanzibar che cambia la sua conformazione in base alle maree delle giornata
La stessa lingua di sabbia nei paraggi di Nakupenda. A sinistra con la bassa marea, a destra con l’alta marea.

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Se ci conosci lo sai già. Se invece non ci conosci allora sappi che oltre a essere travel blogger siamo anche travel designer e consulenti di viaggio. Questo vuol dire che possiamo rendere speciale ogni tuo viaggio, anche quello a Zanzibar. Viaggiamo assieme da vent’anni ma singolarmente da molti di più! Ely infatti ha la sua famiglia a New York e viaggia da quando era ancora nel grembo di sua mamma. New York è la sua specialità è farti vivere il sogno della Grande Mela ormai è una delle sue missioni. Trovi tutte le informazioni cliccando qui.

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