Alla scoperta di Penang, cosa vedere in tre giorni

Alla scoperta di Penang, cosa vedere in tre giorni
Nel nostro viaggio in Malesia non poteva mancare una visita approfondita a Penang, e qui ti raccontiamo il nostro itinerario di tre giorni su quest’isola. Quello che in generale ci ha stupito di più in questo viaggio in Malesia è stato vedere il paesaggio cambiare ad ogni tappa. La modernità che fa l’occhiolino all’occidente di Kuala Lumpur, le montagne ricoperte di coltivazioni e piantagioni di te delle Cameron Higlands, le spiagge paradisiache delle Perhentian che sembrano ancora incontaminate.
E Penang non è stata da meno: ci ha sorpresi con il suo stile sempre multiculturale, una costante della Malesia, ma con tante note artistiche, coloniali, verdi e golose.
Ma procediamo con ordine: come sempre allaccia le cinture per partire con noi a Penang.
INDICE DEI CONTENUTI
- Penang e George Town, mini guida di tre giorni della città
- George Town, il cuore pulsante di Penang – giorno 1
- Il mitico street food di Penang
- Cosa vedere a Penang in tre giorni – giorno 2
- Cosa vedere a Penang in tre giorni – giorno 3
- altri articoli simili
Penang e George Town, mini guida di tre giorni della città
Siamo arrivati a Penang dalle Cameron Highlands con un comodissimo bus prenotato su internet a questo sito qualche settimana prima della partenza. 4 ore di viaggio trascorse alla velocità della luce divertendoci a guardare dal finestrino il paesaggio che mutava. Se vuoi anche scoprire cosa abbiamo fatto nella tappa alle Cameron Higlands, continua a seguirci perché stiamo per pubblicarlo!
Arrivati alla stazione dei treni ci siamo posizionati nello spazio dedicato ai pick up di Grab e abbiamo chiamato un autista che ci portasse in hotel, ormai siamo diventati bravissimi con quest’app. Se vuoi saperne di più non solo sul suo funzionamento e il suo settaggio, ma anche se tutto quello che secondo noi è indispensabile sapere per organizzare un viaggio in Malesia in modalità fai da te, clicca qui per leggere la guida completa che abbiamo scritto in tuo aiuto.
Ma prima di darti la descrizione completa di cosa vedere a Penang in tre giorni, ci teniamo a fare una doverosa precisazione per non farti confondere troppo.
La differenza tra Penang e George Town
Penang è un’isola della Malesia che si affaccia sulla costa nord-occidentale della penisola malese, nel Mar delle Andamane. George Town è la sua capitale, il cuore pulsante dell’isola e patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 2008. Fondata nel 1786 come porto commerciale britannico, George Town, come abbiamo anticipato prima, è un crocevia di culture: cinesi, malesi, indiani, musulmani, cristiani e buddisti convivono da secoli, lasciando un segno indelebile nel tessuto urbano, nella cucina e nei costumi locali.
Penang è spesso definita “la Perla d’Oriente” e un viaggio qui permette di esplorare non solo le bellezze architettoniche, ma anche paesaggi naturali bellissimi e luoghi spirituali unici. Insomma, nel tuo viaggio in Malesia questa meta non può mancare.
Quindi, ora che hai ben presente questa distinzione, possiamo iniziare a descriverti il nostro itinerario di tre giorni a Penang.


George Town, il cuore pulsante di Penang – giorno 1
Noi abbiamo fatto questo viaggio a giugno 2024 e per dovere di cronaca dobbiamo dirti che abbiamo trovato Penang molto umida e calda. Appena arrivati avevamo necessità di fare il bucato poiché siamo abituati a viaggiare leggeri e a usare molto lavanderie, soprattutto nei viaggi lunghi. Questo ci ha dato modo di scoprire il quartiere musulmano che ti descriviamo tra poco. Abbiamo infatti lasciato i nostri panni durante l’orario di pranzo in una lavanderia sulla via che costeggia la moschea, per poi ritirarli piegati, morbidi e profumati verso le 18 dello stesso giorno. Abbiamo speso pochissimo, come spesso succede in tutte le città asiatiche per questo servizio. Ma vediamo nei dettagli questo quartiere.
Il quartiere musulmano e la Kapitan Keling Mosque
Lungo la Jalan Masjid Kapitan Keling, si estende il quartiere musulmano, un’area ricca di fascino e spiritualità. Qui si trova una delle moschee più importanti e antiche dell’isola: la Kapitan Keling Mosque, costruita nel 1801 dalla comunità indiana musulmana. Il nome “Kapitan” si riferisce alla figura del “capitano” o leader della comunità tamil musulmana del tempo. L’edificio, con la sua cupola dorata, minareto slanciato e architettura indo-moghul, è un simbolo del passato coloniale e della convivenza tra culture.
L’area circostante è tranquilla e autentica, troverai negozietti di abiti tradizionali, botteghe di tappeti, ristoranti halal e piccole librerie islamiche. Durante le ore di preghiera, si può sentire l’adhan, il richiamo del Muezzin, che si diffonde nell’aria dando al quartiere un’atmosfera sospesa e suggestiva. I visitatori possono entrare nella moschea (al di fuori degli orari di preghiera), purché vestiti in modo rispettoso. All’ingresso vengono spesso fornite mantelle per coprire braccia e gambe, e sono disponibili volontari che spiegano storia e significato del luogo in inglese.
Come abbiamo detto prima noi abbiamo fatto il primo incontro con questo quartiere durante l’ora di pranzo, e complice le ore più calde della giornata lo abbiamo trovato piuttosto silenzioso e tranquillo. Abbiamo pranzato in uno dei tanti ristorantini sulla via principale. Buona cucina e prezzi come sempre economici. Sula stessa via abbiamo anche trovato parecchi money changer, in cui abbiamo cambiato qualche euro e qualche dollaro per le evenienze. Molti suggeriscono di contrattare anche ai money changer, noi non ne abbiamo sentito la necessità dato che abbiamo trovato delle commissioni di cambio oneste.

Street Art a George Town: i muri raccontano storie
Dopo pranzo abbiamo iniziato un tour insolito di George Town prendendo come punti di riferimento la street art di cui questa città è ormai celebre in tutto il mondo. George Town infatti può essere considerata un vero e proprio museo a cielo aperto. Il fenomeno ha preso piede nel 2012, quando l’artista lituano Ernest Zacharevic fu incaricato di realizzare una serie di murales interattivi nell’ambito del progetto Mirrors George Town.
Se dobbiamo dirti la verità, a differenza di quanto Ely è solita fare quando (essendo travel designer e NYC travel destination specialist) progetta gli itinerari per New York per turisti ed agenzie – se non sai ancora di cosa parliamo scopri tutto cliccando su questo link – questo itinerario non è stato granché ottimizzato :), ma non avendo tantissimo tempo a disposizione ci ha dato modo di esplorare, non solo questo cuore artistico ma tutta la cittadina, dandoci modo di scoprirne anche la sua architettura coloniale, che è molto affascinante. Nel tuo itinerario di tre giorni a Penang queste opere non possono assolutamente mancare.

Se vuoi una guida abbastanza completa per l’esplorazione dei murales di George Town allora non ti resta che attendere il ostro articolo proprio focalizzato su questo tema, in cui ti descriveremo l’ubicazione di quelli più famosi e divertenti. Infatti Il loro stile unisce pittura murale e elementi tridimensionali, come biciclette o altalene reali, con cui i visitatori possono interagire. Le opere più iconiche sono:
- “Little Children on a Bicycle” in Armenian Street
- “Boy on a Motorcycle”
- “Reaching Up”, dove un bambino cerca di prendere qualcosa sopra una finestra reale
- “Brother and Sister on a Swing”, un’opera dolce e malinconica allo stesso tempo.
Il mitico street food di Penang
Penang è considerata la capitale malese dello street food, non lo dicono solo le più blasonate guide cartacee ma anche i malesi stessi. La nostra guida in una delle escursioni alle Cameron Higlands infatti ci ha detto che è usanza comune andare in gita a Penang per qualche giorno e “spendere tutti i soldi in cibo”. Noi siamo di parte perché amiamo la cucina asiatica, e dobbiamo dire che il cibo ci è piaciuto in tutta la Malesia.
Come abbiamo raccontato in questo articolo su tutto quello che si può fare a Kuala Lumpur in due giorni, che trovi cliccando qui, nelle ore serali anche Penang si trasforma in un paradiso per chi ama mangiare per strada. Infatti Banchetti mobili, food court e mercati prendono vita, attirando locali e turisti con profumi irresistibili. Cosa si può trovare?
- Char Kway Teow (tagliatelle di riso saltate con gamberi e uova). I nostri preferiti in assoluto.
- Asam Laksa (una zuppa piccante e aspra a base di pesce e tamarindo, piatto simbolo di Penang)
- Satay (spiedini marinati serviti con salsa di arachidi)
- Oyster omelette, Hokkien Mee e tanto altro.

Il food market di Chulia Street
Il food market di Chulia Street è nella zona centrale. Qui i carrelli si affiancano tra templi e vecchi edifici coloniali. È stato il nostro punto di riferimento per tutte le serate a Penang. Abbiamo davvero provato di tutto e di più, pagando pochissimo, circa 4/5 euro a porzione, soprattutto quando ci è trattato di tagliatelle di riso saltate. Per qualche piatto abbiamo speso anche molto meno. Qui puoi anche provare piatti più “avventurosi” come gli spiedini di interiora, oppure concludere con un dessert ghiacciato come l’Ice Kacang o il Cendol, a base di latte di cocco, sciroppi colorati e gelatine. Quindi anche questa tappa è immancabile se vuoi vedere Penang in tre giorni.
Ci sono anche altri posti da prendere in considerazione, come il Gurney Drive Hawker Centre, affacciato sul lungomare, un po’ più lontano dal nostro hotel (anche per questo motivo lo abbiamo preso meno in considerazione). Lo street food a Penang non è solo una questione gastronomica, ma un’esperienza sociale e culturale. Sedersi a un tavolo condiviso con estranei, scambiare due parole, scegliere cosa mangiare guardando cosa ordinano gli altri. Per noi anche tutto questo ha fatto parte della magia notturna dell’isola.
Cosa vedere a Penang in tre giorni – giorno 2
A Penang non abbiamo mai preso un mezzo pubblico. Non che non ci siano, ma ci siamo abituati talmente bene con il Grab che non abbiamo sentito la necessità. Anche perchè le corse in Grab sono già di per sè economiche per noi occidentali. Non abbiamo idea se i bus siano efficienti ma costano una manciata di RM, quindi se il tuo obiettivo è girare la Malesia spendendo quasi zero, allora puoi provarli. Ma in questa giornata abbiamo preferito utilizzare Grab per tutti gli spostamenti perché le tappe da visitare sono fuori George Town, e avevamo bisogno di effettuare gli spostamenti in maniera veloce.
Penang Hill, la collina dell’isola
Conosciuta localmente come Bukit (collina) Bendera, Penang Hill è un complesso collinare situato a circa 830 metri di altitudine, che regala una delle viste panoramiche più spettacolari dell’intera isola. In alcune stagioni è il luogo perfetto per fuggire dal caldo umido della costa e respirare un po’ d’aria fresca. Il nostro Grab ci ha lasciati proprio davanti alla stazione della funicolare che è già di per sé un’esperienza molto carina da fare. Anche qui vedrai i prezzi che variano a seconda se chi li acquista è un local oppure un turista. I turisti pagano 30RM per il biglietto combinato di andata e ritorno. Questa piccola “ferrovia” sulla quale si arrampica la funicolare, è stata costruita nel 1923 e rinnovata più volte ed è una delle più ripide al mondo. In pochi minuti si passa dal caos cittadino a una natura rigogliosa e silenziosa.
Una volta in cima, ci si trova davanti a un piccolo villaggio coloniale con caffè, punti panoramici, passerelle sospese tra gli alberi e attrazioni naturalistiche. Il panorama su George Town e sul ponte che collega Penang alla terraferma è davvero impagabile, soprattutto al tramonto o la sera, quando la città si illumina. Noi non siamo stati qui a quell’ora ma ci è stato detto che uno dei punti turistici più congestionati, quindi valuta bene se nel tuo itinerario di viaggio a Penang in tre giorni valga la pena inserire questa attrazione al tramonto.
In questa collina ci sono numerose esperienze da fare, infatti ti verrà fornita una mappa con tutti i percorsi e le spiegazioni. Noi abbiamo preferito fare quello che leggerai nel prossimo paragrafo.

The Habitat a Penang Hill: immersione nella foresta pluviale
The Habitat è una riserva naturalistica progettata per far conoscere ai visitatori l’ecosistema della foresta pluviale primaria in modo sostenibile e immersivo. E dato che non abbiamo la fortuna di vedere ogni giorno delle foreste pluviali ci è sembrata la scelta migliore. Il biglietto d’ingresso costa 60RM. Per semplicità puoi acquistarlo tramite questo widget (qui risparmierai anche una manciata di centesimi). Ti ricordiamo che siamo affiliati a Get Your Guide, quindi se lo acquisti qui accettando i cookie di navigazione possiamo tracciarti la transazione e intervenire al posto tuo con il servizio clienti in caso di criticità.
Il percorso principale è una passeggiata su passerelle in legno sospese tra gli alberi, che si snoda tra flora e fauna autoctona, con cartelli esplicativi che raccontano curiosità sulle piante tropicali, sugli insetti e sugli uccelli che popolano la zona. Uno dei punti forti è la Langur Way Canopy Walk, una passerella sospesa lunga 230 metri che offre una vista a 360° sulla foresta e sull’oceano.
C’è anche la Curtis Crest Tree Top Walk, la passerella circolare più alta della Malesia, costruita sulla sommità della collina. Da lì si può ammirare non solo George Town, ma anche le montagne della regione di Kedah, nelle giornate limpide. Questa è stata davvero la parte più particolare di tutto il sito, anche se dobbiamo ammettere che tutta l’esperienza merita davvero molto. The Habitat è un esempio virtuoso di ecoturismo: tutto è progettato per avere il minimo impatto ambientale e massimizzare l’esperienza sensoriale e educativa del visitatore.

Considera che, se vorrai vedere solo questa attrazione, tra spostamenti e funicolare andrà via una buona mezza giornata di tempo. Noi abbiamo fatto pranzo nei chioschi di street food vicino all’ingresso della funicolare. Anche perché ci ha colpiti un violentissimo acquazzone e quindi abbiamo preferito attendere che spiovesse mangiando. Fortunatamente l’acqua non ha rovinato la nostra esperienza.
Il Tempio Kek Lok Si – mini guida del Tempio
Dopo pranzo, fortunatamente la pioggia era “solo” un tipico acquazzone tropicale, siamo scesi dalla collina sempre con la funicolare e abbiamo chiamato un altro Grab che ci ha portati alla tappa successiva, il Kek Lok Si temple. Questo è situato nella località di Air Itam, quindi sempre fuori da George Town. Tienilo a mente quando organizzerai i tuoi tre giorni a Penang. È il tempio buddista più grande e importante della Malesia, nonché uno dei più spettacolari dell’Asia sud-orientale. Il suo nome significa “Tempio della Suprema Beatitudine” e la sua costruzione è iniziata nel 1891, grazie al contributo della comunità cinese di Penang.
Il tempio è un insieme monumentale di padiglioni, sale di preghiera, pagode e statue, disposti lungo una collina intera divisa in terrazzamenti vari. E infatti fai bene attenzione perché noi non eravamo sufficientemente preparati a cosa ci aspettava, quindi ora ti raccontiamo bene “come funziona” questo tempio gigantesco.


Come visitare il tempio di Kek Lok Si a Penang
Il Grab ci ha lasciati in quello che è il piazzale principale, ma che non è proprio l’ingresso principale. O meglio: il tempio, come abbiamo appena descritto è su più livelli, che non sono dei piani, ma intere porzioni di collina. Ecco perché abbiamo usato il termine “terrazzamenti”. Per raggiungere ogni piano si hanno quattro strade. Una bella salita su per tutta la collina usando la strada principale che fanno le macchine, o le scale principali ma ti consigliamo di farla solo se non sei particolarmente stanco o affaticato dal caldo o dall’umidità tagliente (spoiler: non è stata la nostra scelta). Oppure puoi utilizzare un taxi ma anche, cosa che abbiamo scoperto strada facendo, c’è tutto un sistema di funicolari che fa su e giù da e per ogni piano. Noi ci siamo fatti portare al piano superiore da un taxi e poi siamo piano piano scesi con queste funicolari.
Di nuovo attenzione: quando richiamerai il Grab per portarti in hotel o verso una nuova destinazione, anche se ti viene esplicitamente detto che questi arrivano anche al piano 1 del tempio… non credergli. Poiché non tutti lo fanno. Noi ci abbiamo provato ma abbiamo perso la corsa e parte dei soldi della corsa. Per carità pochi RM. Ma la maggior parte degli autisti di Grab a Penang (come a Kuala Lumpur), sono cinesi. Quindi zero comunicativi e soprattutto zero comprensione della lingua inglese. Impossibile spiegagli dove eravamo.
Tienilo a mente e quindi, nel caso tu volessi riprender il Grab tieni conto che dovrai ritornare al piazzale principale (il livello inferiore). I Grab non entrano nel piazzale ma attendono nella stradina che porta al piazzale. Quindi esattamente dove ti lasciano quando ti accompagnano al sito.
Come è strutturato il tempio di Kek Lok Si a Penang
Tieni in considerazione che anche per questa attrazione ci vogliono dalle 2 alle tre ore di tempo per visitarla perché è immensa. In questo paragrafo cercheremo di sintetizzarti cosa puoi trovare ad ogni livello. Il tempio è assolutamente gratuito, la funicolare appunto costa una manciata di RM.
Livello superiore: la statua della Dea della Misericordia (Kuan Yin)
Sulla sommità svetta una statua di bronzo alta 36 metri, dedicata a Kuan Yin, la Dea della Misericordia, amatissima nella tradizione buddhista cinese. La statua è altra 30 metri ed è protetta da un’imponente padiglione ottagonale con tetto a pagoda, sostenuto da alte colonne.
Intorno si trovano:
- Giardini curati, con fiori, bonsai e scorci panoramici sulla città
- Muri decorati da piastrelle in ceramica e rilievi raffiguranti scene religiose
- Una zona dove accendere bastoncini d’incenso e offrire fiori o lanterne votive
Da qui si può godere di una vista spettacolare su Penang, soprattutto nelle giornate limpide.
Livello intermedio: la Pagoda dei Diecimila Buddha
Scendendo, si arriva a uno dei simboli iconici del Kek Lok Si: la Pagoda di Rama VI, nota come Pagoda dei Diecimila Buddha. È una struttura unica nel suo genere perché:
- La base è in stile cinese, con decorazioni elaborate
- Il corpo centrale ha influenze tailandesi
- La cima è birmano-thailandese, con la classica guglia dorata

All’interno della pagoda si trovano innumerevoli piccole statue di Buddha incastonate nelle pareti. Puoi salire a piedi fino alla cima attraverso una scala a chiocciola, e ogni piano offre un diverso punto di vista sul tempio e sulla vallata circostante.
Livello intermedio-basso: i padiglioni e il laghetto delle tartarughe
Proseguendo ancora in basso, ci si imbatte in una serie di padiglioni e sale di preghiera ornate con lanterne, draghi, e tetti colorati. Alcune sono dedicate a divinità specifiche e piene di offerte lasciate dai fedeli. Una delle attrazioni più note a questo livello è il laghetto delle tartarughe sacre, considerato simbolo di longevità. I visitatori possono dare da mangiare alle tartarughe acquistando il cibo all’ingresso.
Ci sono anche:
- Negozietti che vendono oggetti religiosi, amuleti e souvenir
- Muri di ex voto con lanterne rosse appese in onore degli antenati
Livello inferiore: l’ingresso, il mercato e la funicolare
Il livello più basso è molto frequentato e animato, perché ospita:
- Un mercato turistico con bancarelle che vendono cibo, bevande, abiti, gadget
- L’accesso pedonale ai livelli superiori (con rampe e scale ripide)
- Una piccola area con statue di divinità e decorazioni che danno un primo assaggio della grandiosità del tempio.
Cosa vedere a Penang in tre giorni – giorno 3
Noi abbiamo scelto di diluire Penang in tre giorni perché sapevamo che con il caldo e un po’ di stanchezza proveniente già dalla prima parte del nostro viaggio in Malesia, non ce l’avremmo fatta a fare tutto in meno tempo. E infatti è stata la scelta perfetta. Quindi tieni conto che questa giornata, se hai più fretta e le energie sono completamente con te, la puoi accorpare alle due precedenti.

I Jetty di George Town
I Clan Jetties sono una delle attrazioni più affascinanti e autentiche di George Town. Si tratta di antichi pontili in legno costruiti nel XIX secolo da famiglie cinesi immigrate, che formavano delle piccole comunità claniche autosufficienti. Ogni jetty (molo) porta il nome della famiglia fondatrice, come il Chew Jetty, il più visitato. Queste strutture sospese sul mare sono ancora abitate e mantengono un’atmosfera fuori dal tempo. Infatti è caratteristico vedere che alcune di queste strane abitazioni sembrano ancora ferme a quando sono state costruite, mentre altre sono state ristrutturate e sono decisamente riammodernate. Passeggiando sui pontili si possono vedere qusi gli interni delle abitazioni, le altalene dei bambini, i piccoli templi domestici e qualche bancarella che vende souvenir artigianali. Si trovano sempre a George Town, quindi anche in questo caso non abbiamo preso né mezzi né Grab per raggiungerli.
Si tratta di un’attrazione davvero molto caratteristica che consigliamo vivamente di inserire in un viaggio a Penang di tre giorni. La domanda che abbiamo continuato a farci andando avanti e indietro tra questi moli è stata: “come fanno a vivere in queste casette così piccole”? Oltretutto ci ha fatto sorridere che alcuni degli abitanti di questi Jetty entrassero nella minuscola veranda – ogni abitazione ne ha una – anche con dei motorini. Una delle tante stranezze che si trovano in giro per il mondo. Bellissimo.
Tieni in considerazione un paio d’ore per la visita. Dopodiché per il resto della giornata puoi tornare a goderti con più calma l’energia del centro di George Town, oppure approfittarne e fare ancora un paio di attrazioni che ti spieghiamo nel prossimo paragrafo.

Little India: un angolo d’India nel cuore di George Town
Appena ci si avvicina al quartiere indiano di George Town, i sensi vengono travolti: l’aria profuma di incenso e spezie, dalle botteghe esce musica Bollywood a tutto volume e le vetrine brillano di sari coloratissimi, stoffe pregiate e gioielli dorati. Little India è uno dei quartieri più vibranti della città, esattamente come nella Little India di Kuala Lumpur. La migrazione qui ha radici nei flussi migratori dell’epoca coloniale. La zona si sviluppa intorno a Lebuh Pasar, Lebuh Queen e Jalan Masjid Kapitan Keling. Noi abbiamo proprio alloggiato in questa zona.
Qui puoi trovare templi hindu riccamente decorati, come il Sri Mahamariamman Temple, il più antico dell’isola (datato 1833), che si distingue per la sua torre d’ingresso coperta di statue colorate delle divinità. Little India è anche il luogo perfetto per mangiare autentica cucina indiana: dosai enormi, banana leaf rice, paneer al curry, e soprattutto dolci come il gulab jamun o il laddu. Anche questo cuore pulsante di Penang non può mancare nel tuo viaggio di tre giorni in questa immancabile tappa malese.
Komtar Tower e The TOP Penang – la vista più alta di George Town
Il Menara Komtar è l’edificio più alto di Penang (e uno dei più alti della Malesia al di fuori di Kuala Lumpur), facilmente riconoscibile per la sua forma cilindrica. Costruito negli anni ’80, è stato a lungo un centro commerciale un po’ decadente, ma oggi è tornato in auge grazie al progetto The TOP Penang, che ha trasformato i piani superiori in una vera attrazione turistica. Ecco cosa puoi trovare in cima:
- Rainbow Skywalk: una passerella di vetro all’aperto al 68° piano, sospesa nel vuoto a 249 metri d’altezza, con vista a 360° su George Town, le colline dell’isola e lo stretto di Malacca.
- Observatory Deck (al 65° piano): spazio interno climatizzato con pavimento in vetro, perfetto anche in caso di pioggia. Qui ci sono anche installazioni interattive e fotografie d’epoca sulla storia dell’edificio.
- Top View Restaurant & Lounge: un ristorante elegante con pareti vetrate per cenare “sospesi” sopra la città.
Qualche info pratica sulla Komtar Tower
Il biglietto per l’osservatorio e il Rainbow Skywalk può essere acquistato sul posto o online. Anche in questo caso ti lasciamo l’opzione di acquisto su Get Your Guide.
Si accede al grattacielo da The TOP Penang Theme Park, un complesso con attrazioni per famiglie (musei, acquari, giochi) ma puoi acquistare il biglietto solo per la parte panoramica. È anche consigliabile andarci al tramonto per vedere la città cambiare colore dall’alto.
E con questa attrazione abbiamo terminato il nostro racconto di cosa vedere in tre giorni a Penang. Speriamo che queste informazioni ti abbiano aiutato a capire come strutturare meglio il tuo viaggio in Malesia. E se hai bisogno di una nostra consulenza ricorda che siamo Travel Designer e che possiamo anche progettare tutto il tuo itinerario al posto tuo. Inviaci una mail a hello@twomaketravel.it
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